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lunedì 25 ottobre 2010

9. Entrare in azione

9. Entrare in azione


Una volta che ha realizzatodi essere in prigione,allora, e solo alloraun essere umanopuò progettarela sua fuga.

Dan Millman
L'operato dello Sfidante nella nostra esistenza ci è ora chiaro, così come più chiari sono ora gli scopi che si prefigge. Tuttavia, questo è solo il primo passo. Un passo importante, certo, molto importante, perchè è l'inizio della riconquista dei nostri spazi interiori; ma è un passo ancora intellettuale, cioè non suffragato da una comprensione da parte dell'intera nostra totalità. Allo stato attuale, potremmo essere in accordo intellettualmente con ciò che abbiamo visto e sentito fin qui, oppure no. Oppure, potremmo avvertire una corrente emozionale che ci scuote e che in qualche modo ci fa vibrare in armonia con questo messaggio. Ma sia in un caso, che nell'altro, ancora non c'è differenza. Le forze a cui abbiamo dato il nome di Sfidante continueranno inesorabilmente nel loro operato, fino a quando non entreremo in azione. Perchè l'unica differenza è data dall'azione.
Un uomo di conoscenzavive agendo,non pensando di agire,e neppure pensandoa quello che penseràquando avrà finito di agire.

John Michael AbelarChe cosa significa entrare in azione ? Significa avvertire profondamente in noi la necessità e il desiderio di liberarsi dal mondo mentale e temporale creato dallo Sfidante a suo uso e consumo. Significaessere stufi di creare sofferenza per sè stessi e, conseguentemente, per il mondo che ci circonda. Significa riconoscere che siamo in balia di correnti emozionali e di pensieri incontrollati che ci spingono di qua e di là come burattini. Senza queste premesse, non entreremo in azione, e non entrando in azione, resteremo in balia dello Sfidante. Non c'è alternativa a questa regola.
Tutto ciò che serve è una scelta,una semplice decisione:qualunque cosa accada,non creerò più dolore per me stesso.Sebbene sia una scelta semplice,è anche assai radicale.Non compirete questa sceltase non sarete davvero stufi di soffrire,se non ne avrete davveroavuto abbastanza.

Eckhart TolleMa nel momento in cui decideremo di entrare in azione, allora è bene conoscere in che modo agire per riconquistare noi stessi. Ed è proprio qui che concentrano la loro attenzione tutte le tradizioni di ricerca interiore radicate in qualche modo nella Verità. Tutte, senza alcuna eccezione, danno indicazioni diverse nella forma, ma equivalenti nella sostanza, per fare in modo che un essere umano riconquisti sè stesso. Questa è una delle più supreme meraviglie del nostro Universo. Molteplici, infiniti modi per una sola direzione. Noi abbiamo la scelta, non la selezione. Infiniti modi, una sola direzione.
La vera sfida di un essere umanocomincia solamentequando il Volador lascia la sua mente.

Il restoè soltanto preparazione.

Carlos CastanedaCercando dunque di cogliere la matrice astratta delle modalità di azione volte a creare in un essere umano lo stato d'animo della riconquista, possiamo dunque isolare un percorso, un cammino, che conduca alla comprensione, poi alla consapevolezza, poi alla liberazione. Un percorso che ci porti ad avere sufficiente energia personale per dirimere in noi stessi ciò che andiamo via via imparando. Un percorso che ci insegni a vedere e ad agire per noi stessi, seguendo le correnti della nostra connessione con l'Infinito, che non può essere mai persa, ma solo offuscata.

Non si tratta di un percorso fatto di tappe successive che portano da qualche parte. Possiamo dire che si tratta di un percorso parallelo, in cui ogni singolo elemento viene seguito ed alimentato parallelamente agli altri. Lo scopo è quello di raccogliere e liberare una quantità di energia tale da innescare la Consapevolezza e restringere al minimo le perdite energetiche provocate dall'operato dello Sfidante. Consapevolezza significa attenzione. Attenzione significa energia.

Questo percorso, questo cammino, questa via, si basa ovviamente sulla osservazione dell'operato dello Sfidante nella vita degli esseri umani, e sulla conseguente migliore modalità funzionale di azione che limiti al minimo, fino ad interromperlo, il prosciugamento energetico correlato. Tuttavia, è bene essere subito chiari: a parte rarissime eccezioni, il cammino che porta alla liberazione non è facile, non è immediato, non è breve, non è semplice. Brevi intervalli emozionali di connessione con mondi superiori di coscienza non sono indicatori di un cambiamento, ma solo di un occultamento dello Sfidante in un momento in cui la nostra energia si è elevata in qualche modo. Il cambiamento è giungere a vedere ciò che è realmente. E una volta che si è veduto, allora chiedersi se cambiare oppure no diventa del tutto futile. Semplicemente, agiremo di conseguenza, e questo è tutto.
La Saggezzanon arriva in regalo,ma deve essereperseguita,rincorsa,conquistata.
In ogni caso, il nostro scopo, lo scopo di ogni essere umano, è vivere la migliore vita che possa vivere, in serenità e pace, in energia e forza, in comprensione, integrità e compassione. Non è forse questo ciò che ognuno di noi desidera, alla fine? Liberarsi può anche essere un pensiero privo di senso. Ma vivere una vita piena, intensa, forte e felice, che è diritto di ogni essere umano, è assolutamente sensato, ed è anche quello a cui lo Sfidante si oppone; quindi, anche solo per raggiungere uno stato come questo, può valere la pena agire e vivere, disinnescando consapevolmente i sabotaggi mirati dello Sfidante alla nostra totalità.

Vediamo ora quali armi, che altro non sono che stati d'animo e sensazioni interiori, abbiamo a disposizione per contrastare ed arrestare l'operato dello Sfidante nella nostra vita. Queste armi, queste sensazioni, sono esattamente ciò che abitualmente non facciamo, ed è per questo che sono così indigesti allo Sfidante:non è in grado di arrestarne gli effetti positivi. Effetti che sono cumulativi, se le nostre pratiche resistono. Effetti che sfoceranno poi in un accrescimento di energia e consapevolezza tali da darci finalmente la forza di ingaggiare il solo, unico, confronto che ci aspetta. Il confronto per eccellenza, lì davanti a noi, dal quale tutti, un giorno, dovremo per forza passare. Il confronto che chiameremo, da ora in avanti, il Varco del Deserto.
Arrivare al noccioloè ciò che io chiamo andare nel deserto.

Quando andate nel deserto,incontrate le vostre emozioni faccia a faccia.Quando tornate,tutti i demoni si trasformano in angeli
.

Don Miguel Ruiz 

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