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martedì 1 novembre 2016

La coppia che seminava

A volte quando riconosci la differenza tra la verità e l'illusione può capitare che ti ritrovi in un limbo provvisorio dove il dubbio ti spinge ancora ad affidarti alla tua mente e questo ti porta a temporeggiare ritornando nelle classiche crisi dei vecchi schemi. Qui di seguito potete leggere una canalizzazione (non presente nel libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE), sperando possa essere utile a chi ancora cade e non vuole rialzarsi.

IO: Voglio che tu mi dica cosa devo fare. Mi hai portato sulla strada della distruzione di ciò che credevo di essere, ma continuo a cadere e a voler tornare indietro. Sono arrabbiato, provo frustrazione, mi sento incapace e non so come si apre il cuore. Le persone che mi avevi mandato per tirarmi fuori dal vecchio mondo, sono stati dei tramiti per giungere ad ascoltarti meglio. Ho ricevuto gli strumenti necessari e ora che parlo con te, mi rendo conto che non voglio più ascoltarti. Mi hai strappato di dosso le emozioni, mi hai messo in condizioni di non affidarmi più ad esse. Ma sono come nudo adesso, non ho la forza che credevo di ritrovare in me ritrovando te. Pregavo tanto, ti ricordi? Forse non pregavo realmente perché pretendevo le stesse cose che in realtà mi tenevano in gabbia e, nonostante l’abbia riconosciuto, a volte una parte di me vorrebbe tornare in quella gabbia. E’ questo che non mi spiego. Sto male, sempre e ancora male per chissà quale dannato motivo e tu cosa fai? Mi dici di stare tranquillo. A cosa serve dirmi di stare tranquillo quando ho un vulcano dentro che sembra stia per eruttare e distruggere tutto quello che stavo ricostruendo? Ora dammi delle risposte concrete, dimmi quali azioni devo fare, dimmi qual è il mio ruolo in questo mondo, fammi vedere il nuovo me, aiutami a non perdermi ancora perché ogni volta che accade perdo tanta energia, mi mancano le forze e il cuore sembra chiudersi ancora di più. Fammi vedere i miei prossimi passi, mostrami cosa mi occorre fare per portare a termine tutti i cicli incompiuti in questa vita, senza più sospesi, senza più karma da scontare, senza più quella dannata rabbia che mi perseguita.

Sé: Non ci sono passi da fare se prima non si fanno delle scelte. Quando non scegli, non sei in grado di vedere neanche la strada davanti a te e non capisci più da che parte andare perché non vuoi scegliere quale strada seguire.

IO: Ma dimmelo tu quale strada seguire.

Sé: Come se non te l’avessi già detto.

IO: Me lo ripeti sempre. La verità o l’illusione. Questo l’ho capito. Ma voglio sapere con chiarezza. Non riesco a vedere bene.

Sé: Tante scuse quante sono le tue paure. Riesci ad accorgetene? Non è vero che non senti, non è vero che non vedi. Vuoi solo temporeggiare perché la mente cerca ancora la via comoda, per capire se le conviene o meno. Ma a lei non converrà mai la verità perché la spaventa ancora troppo. Fattene una ragione. Ecco perché ti lascio strillare, urlare, piangere, lamentare. Aspetto solo che tu ti renda conto che sono capricci.

IO: Ma come faccio ad andare dalla gente e parlare della verità quando io sono il primo a cadere e non crederci? Non sento nessuno stimolo a trasmettere la verità perché mi sembra quasi forzato, sono scarico e senza forze. Mi sembra tutto uno sforzo mentale.


Sé: Ti racconto una storia. Un tempo, in una terra che sembrava abbandonata dall’uomo, viveva una coppia di circa trent’anni. Si amavano, ma non come si pensa al giorno d’oggi. Il loro era vero amore. Sapevano guardarsi negli occhi, sapevano dirsi le cose senza bisogno di menzogne, sapevano farsi coraggio, sapevano contare l’uno sull’altra, sapevano che la loro unione non era frutto del caso, ma avevano un compito anche se non comprendevano ancora quale fosse. Vivevano in una piccola baracca che si erano costruiti con le loro mani usando legna, pietre e fango. In tutta la radura in cui erano immersi, cresceva erba e qualche albero da frutto solo nei pochi metri attorno alla loro umile abitazione. Non si preoccupavano se l’indomani quel terreno non sarebbe più stato fertile. Vivevano aspettando di comprendere quale fosse il loro destino, il loro compito e in cuor loro sentivano che sarebbero riusciti a sopravvivere se avessero mantenuto vivo quel fuoco ardente. Non erano a conoscenza della parola “fede”, ma era esattamente quella che li teneva vivi e fiduciosi. Un giorno venne a piovere per tante ore e poterono fare scorte di acqua e nei giorni a seguire si accorsero che il terreno cominciava a diventare fertile in maniera più estesa. Lui prese una piccola zappa costruita con un ramo e si recò su quel terreno. Lei stupita lo fermò e gli chiese:
-Ma dove vai?
-A cercare di far crescere altri alberi e altri frutti su quella terra- rispose lui.
-Ma il nostro orto? Così non curerai i nostri frutti. A che serve avere di più di quello che abbiamo se siamo solo in due?
Lui le guardò la pancia e le disse:
-E’ da un po’ di giorni che vedo il tuo ventre più grande del solito. Credo che tra non molto saremo in tre.
Lei si guardò la pancia e si accorse che probabilmente era in cinta.
-Hai ragione, forse aspettiamo un figlio. In ogni caso, il nostro piccolo orto basta per noi tre. Conserva le tue forze.
Lui le si avvicinò, le accarezzò la pancia e le sorrise.
-E’ vero quello che dici. Coltivare il nostro piccolo orto ci rende più tranquilli e sicuri perché non sappiamo se un giorno sopraggiungerà una tempesta che spazzerà via tutto. E’ anche vero che da alcune notti sento bussare. Puntualmente mi alzo e vado fuori, ma non vedo nulla. La notte scorsa ho nuovamente sentito bussare ma, anziché alzarmi, ho chiesto dentro di me “Chi è che bussa?” e ho sentito una sorta di risposta che mi diceva “Semina per quanto è possibile, finchè il terreno lo permette”. Lì per lì non ho colto quel messaggio. Ma quando questa mattina sono andato nel nostro orto ho visto che degli uccelli avevano mangiato un solo frutto per ogni albero lasciando intravedere i semi per ciascuno. Ho compreso che molto probabilmente fosse un segno e ho sentito che avrei dovuto farlo. Non so per quale ragione, ma dovevo farlo. Coltivare il nostro orto mi faceva sentire stanco. Quando questa mattina sono andato a seminare il nuovo terreno ho sentito in me una nuova forza, una nuova energia che mai prima di allora avevo sentito. Ho compreso, amore mio, che qualcosa sta per accadere e dobbiamo tenerci pronti. Il nostro orto ha bisogno di poca cura e non è necessario che io gli dedichi così tanto tempo. Adesso vado.
La baciò e si diresse verso quel grande terreno.
Passarono mesi prima di vedere crescere nuove piantagioni, alberi. Lui seminava e con il cibo raccolto preparava delle scorte mentre lei lo aiutava come poteva nonostante la gravidanza. Ogni tanto si fermavano e pensavano che probabilmente avrebbero dovuto smettere perché era tutta fatica sprecata. Ma qualcosa li spinse a continuare. Anche lei la notte sentiva bussare e quando chiedeva chi fosse, sentiva rispondere: “Abbi fede, sii vicina a chi ami e quando lo vedrai piangere in ginocchio, digli di non mollare. Dovrai essere più forte e saprai cosa significa seminare”.
Così arrivo un giorno in cui lui, dopo mesi, vide che tutto questo lavoro non portava a nulla se non a sentire molta stanchezza, ad affaticarsi così tanto che si gettò in ginocchio urlando di voler mollare tutto per tornare a seminare il suo piccolo orto. Lei gli si avvicinò e determinata gli disse:
-Adesso alzati e continua quello che hai cominciato.
Continuarono così per giorni e giorni. Una mattina si svegliarono e videro alla fine della vallata, un gruppo di persone con bambini, anziani, cavalli e altri animali. Questi giunsero fino all’umile dimora della coppia e chiesero asilo, acqua e cibo perché avevano viaggiato per giorni dopo essere scampati ad una guerra. L’uomo disse che di cibo ne aveva a volontà ma non sapeva dove farli dormire. Gli stranieri dissero che tra loro c’erano degli ottimi costruttori e falegnami, avrebbero provveduto loro a costruire altre abitazioni. Seminare tutti quei mesi aveva avuto la sua ragione d’esistere. L’uomo e la donna compresero che avrebbero insegnato a tutti a seminare.

IO: Cosa vuoi dirmi con questa storia?


Sé: Semina, Claudio. Avere fede è come seminare. A volte quel senso che cerchi la mente non può vederlo, ma un giorno ti renderai conto di quanto sarà stato importante seminare.

martedì 18 ottobre 2016

LA Fede è Azione

Questo è bello, questo è brutto. Questo è perfetto, quest'altro non va bene. Se non raggiungo il mio obiettivo non sarò felice, se non trovo l'anima gemella vivrò triste e mai amato. Se..se..ma..forse..un giorno.. quello si, questo no. Non facciamo altro che porre attorno all'ego un recinto di mancanze e paure camuffate da credenze, fantasie, giudizi e illusioni. Ma come può una mente orientarsi giudicando presuntuosamente tutto e tutti? È bizzarro come una mente dica di essere felice solo perché ha ottenuto il suo giocattolino momentaneo e poi impreca alla vita chiamandola ingiusta dopo che che l'è stato tolto. Finché rimaniamo in quel recinto ci illuderemo di aver trovato la libertà, ma altro non è che falsa sicurezza, che vuoi indossare come una corazza perché ti sei convinto che il mondo ti voglia fottere. La vita ti dà, la vita ti toglie. Ogni cosa viene e va via. Tutto è impermanente, tranne il tuo vero essere, che molto probabilmente hai messo in sordina per troppo tempo.


“Chiunque voglia portare la luce, deve conoscere le tenebre che sta per rischiarare.”
-LAO TSE-

"Ti amo ma poi ti odio. Non ti sopporto ma in fondo ti amo". L'amore non può dipendere da quello che qualcun'altro fa, dice o è. Non puoi essere in grado di asserire a te stesso di conoscere l'amore perché l'amore non è mentale, quindi non è un'emozione. L'emozione scaturisce da un pensiero e l'amore non è un pensiero, pertanto non scaturisce dall'esterno. Se qualcuno ti fa star bene lo scambi per amore quando in realtà sta solo corrispondendo a dei parametri mentali, a delle idee che ti sei fatto sull'altro e in particolare sull'amore. Quando cominci a incrociare la verità sul tuo cammino sappi che tutte queste idee verranno buttate giù come da un tornado. E quella sull'amore è solo una di tutte le idee su cui hai fondato la tua vita.

Siamo cresciuti con un'idea dell'amore. Il bambino/a che siamo stati ha avuto dei modelli da cui ha assorbito certe cose, e che ha ritenuto come degli esempi validi da imitare, inoltre ha vissuto delle mancanze e si è costruito, crescendo, un'idea di cosa sia "amare ed essere amati". La mente dell'adulto non è allo stato dei fatti realmente adulta perché è rimasta a quegli episodi di quando era bambino e quello che cerca di ricreare è un surrogato dell'amore che si manifesta attraverso schemi limitati e limitanti. Ma se si fa attenzione ad un bambino in età prescolare e ai suoi abbracci gratuiti, ai suoi sorrisi e a quando ti invita al gioco, puoi renderti conto che ti trovi nella pura semplicità del contatto "animico", e l'anima è già amore di per sè.

Quasi tutte le menti preferiscono lasciarsi corrompere dall'abitudine, dalle situazioni apparentemente prive di difficoltà ghiotte di sbalzi emotivi, da ciò che sembra dare sicurezza, dell'apparire e dal sentirsi speciali, dal senso di considerazione, dal guadagnare molto piuttosto che affidarsi alla vita e seguire il proprio reale destino, dall'inseguire l'idea della "bella vita" dove tutto sembra filare liscio (coppia felice, tanto tempo libero, soldi facili, permettersi di accontentare ogni capriccio). Quando sei di fronte alla verità, sei di fronte ad una scelta: quella della responsabilità. Responsabilità verso un cambiamento che nulla ha a che vedere con il falso/vecchio te stesso. Ci saranno sempre dei salti da fare, che la mente vedrà come ostacoli, e davanti ai quali tentennerà rimpiangendo la comodità della sua zona di comfort. Proprio lì il vero guerriero decide di continuare sulla strada della verità, nonostante la sua mente e il suo ego gli suggeriscano di tornare indietro.
                                                                        
                                         
"Sé: E secondo te in quali occasioni se non queste fortifichi il tuo coraggio, la tua forza, la tua determinazione, la tua fede? Nel rialzarti dopo ogni caduta cercando di imparare sempre qualcosa in più. Finché non ne avrai davvero abbastanza, non saranno vere cadute, ma sarai tu stesso che fingerai di cadere per dare spazio alle lamentele, per cercare la considerazione e l’attenzione altrui, per ottenere la pacca sulla spalla, per continuare ancora a interpretare il ruolo della vittima cercando un carnefice. Questo ti fa girare attorno come un cane che si morde la coda proprio per evitare la cosa che più la tua mente teme, la responsabilità."

Arriverà un momento in cui le scuse per giustificare le tue paure e le tue fughe non basteranno più, e guardare in faccia la verità sarà l'unica via di salvezza.
La mente umana vuole che tutto vada liscio, ipotizza "il percorso spirituale" come una bella vita, o un progredire privo di ostacoli. Ma quelli che vede come ostacoli sono soltanto salti da fare per poter superare dei blocchi e degli schemi che condizionano e imprigionano la tua vita. Pretendere che tutto vada liscio è una fantasia del tutto arbitraria della mente per deresponsabilizzarsi dall'impegno reale della propria missione, preferendo una bella vita con tutte le comodità dove i desideri la fanno da padrona. I desideri, quelli a cui la mente si attacca credendo che possano portare felicità, sono solo una conseguenza delle mancanze ricevute da bambino.

Nulla è più facile che illudersi. Perché l'uomo crede vero ciò che desidera.
-Demostene-

Ciò che deve ancora uscire dal proprio mondo interiore uscirà a prescindere che tu lo voglia o no mettere a tacere. Più lo tieni in cantina più ti sembrerà insormontabile il pattume accumulato quando dovrai fare pulizia. La mente purtroppo, avendo un idea su tutto, si focalizza su di essa a tutti i costi e teme che non ci sia felicità al di là di quell'idea, quando proprio sulla felicità si è creata un'idea illusoria.

"Anche attraverso le difficoltà, una pianta nonostante tutto cresce. Prendi la forza della pianta, sii come la pianta. Non rimanere più attaccato al passato, continua a crescere. Se ci sono foglie secche, sono sotto di te. Tu devi andare avanti e crescere proprio come una pianta. Le radici sono forti, rappresentano le tue origini."
((Messaggio canalizzato di Spirito))

 A volte ti chiedi perché alcune cose capitino proprio a te, perché proprio in quel momento, perché in quella maniera. Rischi che il colpo sia così forte da rinnegare ogni spiegazione. Ci sono risposte che la mente rifiuta ma è di lì che si parte.

"Se permetti ancora all'esterno di far cambiare il tuo stato interiore, continuerai a mettere in dubbio i prossimi passi, che per la mente risultano difficili. È proprio lì dove dove l'attaccamento è più forte che verrai messo alla prova. L'attaccamento diventa più forte soprattutto quando lo nutri e gli dai la tua attenzione, e quelle situazioni diventano più difficili da lasciare andare. Usa la presenza nel quotidiano, esercitati ad essere più presente ai tuoi stati interiori. Quando i pensieri ti manovrano e invadono il tuo campo energetico, non usare la scusa dicendo che i pensieri ritornano e quindi non puoi farci nulla, perché sei tu a permetterlo"
(Messaggio canalizzato di Spirito)

Il cambiamento parte da te ma non in un ipotetico domani. Adesso! Devi dare l'esempio della nuova umanità incarnando ciò che sei davvero, non rimpiangendo un passato che sta crollando nel presente. Molla i pesi del vecchio, lascia andare la tua falsa identità e impara ad amare te stesso e il tuo prossimo senza l'intrusione della mente. Ovunque credi di fuggire, ovunque ti illudi di trovare la pace e la gratificazione, ovunque non vuoi affrontare le tue paure è il posto in cui lo incontrerai. Ti chiedi "chi incontrerò?". Proprio il tuo avversario, la tua ombra, quell'energia che vive a tue spese. Cedi la tua anima in cambio dei desideri della mente, rinunciando a portare a termine il tuo compito sulla terra. Lo stai solo proteggendo col tuo dolore. Lo stai giustificando, lo difendi credendo di sanificare te stesso rimandando un appuntamento importante, quello con te stesso. Cerchi successo, ti fai manipolare dalla paura o dall'ambizione. Ti fai confondere dalle emozioni scambiando le farfalle nello stomaco per amore e la realizzazione economica per realizzazione del sé. Tutte distrazioni! Sei qui per un motivo e anche se dovessi metterci tutta la vita per scoprire quale sia, fallo.  Rinnegherai ciò che vedrai perché non conforme a ciò ti eri costruito nella tua fantasia per scappare dalla verità. E scambierai per verità gli effetti scenici messi davanti per distrarti.

Tutti possono chiedere aiuto alla propria "reale guida Interiore", 
ma nessuno vuole salvarsi davvero.


È ora di piantarla di fantasticare al fine di addolcire una realtà che si tende a rifiutare. Se la mente cerca scappatoie e illusioni sul piano fisico dando adito alle fantasie più disparate, pur di non guardare in faccia la propria vita, lo farà inevitabilmente anche sul piano della dimensione sottile. Anche lì crederà di essere libero, ma troverà altre illusioni che terranno la mente ipnotizzata e bloccata senza poterle permettere di andare oltre facendo sì che anche l'anima rimanga bloccata su piani illusori. Come in alto così in basso. Quella che credi sia la tua roccaforte (zona di comfort), in realtà è la tua prigione e ciò che non comprendi e che vuoi la libertà rimanendo nella tua cella. Non è paradossale?
A volte per uscire da una situazione bisogna entrarci completamente. 
La fede è azione.


Claudio Guarini

lunedì 7 marzo 2016

La verità va guardata negli occhi

Durante il corso della nostra vita, spesso, ci siamo trovati davanti persone che all'apparenza sembravano dolci e gentili, ma che invece, in seguito si sono rivelate tutt’altra cosa.
Così con il tempo abbiamo imparato a non fidarci mai totalmente e a studiare bene una persona prima di riporre davvero in loro la nostra fiducia. 
Questa stessa cosa accade anche nei mondi sottili. Ciò che appare a prima vista spesso non è quello che realmente pensiamo sia.
La questione è che, non entrando spesso in contatto con questo mondo in maniera consapevole, non siamo in grado di distinguere le varie energie che ne fanno parte e veniamo il più delle volte indotti in tranelli ben studiati da chi mira a portarci via ciò che conta davvero.
 Tutti ritengono che facendo meditazione possano ricevere messaggi e spesso accade che sono convinti di riceverli da esseri angelici, da figure luminose, alieni dal dolce aspetto che vogliono salvare questo pianeta, o peggio ancora da un grande maestro con una lunga barba bianca, venuto a salvarci.
E’ solo un’illusione ben organizzata e orchestrata per renderci prede consenzienti. Il lupo quando vuole mangiare gli agnellini si traveste da pecora.
Avete mai provato durate questi bei discorsi a guardare bene queste figure e a osservare i loro occhi? Provateci e vedrete quanto non sono così belle quelle fantomatiche dolci e luminose figure angeliche.
Gli occhi sono lo specchio dell'anima, provate a vedere se in quegli occhi c'è  un'anima o un bel lupo travestito da pecora.
Una vera guida interiore assume un aspetto semplice, spesso prende la forma di un animale guida. La riconosci dalla forte vibrazione che porta in te mentre i suoi occhi sono limpidi proprio come il messaggio che porta.
Non ti aiuta a migliorare la tua vita, anzi, la distrugge e ti conduce dove non vorresti andare.
Fa crollare tutto ciò che ti eri costruito seguendo la tua mente e le convinzioni che ti eri fatto di giusto e sbagliato, e lo fa per portarti al vero scopo della tua esistenza, il vero motivo per cui sei qui.
Spesso capita che il messaggio che ci porta non ci piace e che la nostra missione di vita non sia ciò che avevamo sognato, crediamo che non centri nulla con ciò che credevamo di noi, ma lui porta solo la verità su ciò che avevamo scelto di compiere prima di scendere sulla Terra e perderci nelle illusioni della mente.
Ci conduce sulla nostra vera strada. Capita sovente di soffrire prendendo quel sentiero, ci sentiamo andare in confusione, desideriamo tornare indietro, ma nello stesso tempo sentiamo, nel profondo di noi stessi, che è la verità e che al di là di tutta quella sofferenza indotta dalle emozioni e dalla paura, c'è l'unica vera strada per essere davvero liberi.


(Scritto da Nadia Orlandelli)

venerdì 18 settembre 2015

Le 7 fasi della guarigione

In tanti in questi mesi mi avete contattato per i motivi più disparati. Di coppia, di lavoro, famiglia, situazioni che si ripetono, lutti, paure,  ansie, fobie e chi più ne ha più ne metta.
Riassumo in 7 punti chiave quello che propongo nell'analisi delle varie situazioni ma sappiate che nel particolare il lavoro è spesso molto più duro.


Le 7 fasi della guarigione

Fase 1
Accetta che c'è un disagio di fondo che si ripercuote su tutta la tua vita partendo da dentro e manifestandosi fuori affinché tu lo veda e affronti.

Fase 2
Prenditi la responsabilità della tua guarigione come qualcosa che può dipendere solo da te stesso smettendo di accusare il mondo esterno.

Fase 3
Accetta che la maggior parte delle tue credenze possa crollare di botto affinché tu possa prender consapevolezza delle cause del tuo disagio.

Fase 4
Armati di coraggio, pazienza e volontà per far fronte all'eventuale paura che potrai avere dinanzi a tutti i demoni nascosti che emergeranno nel processo di pulizia e guarigione interiore.

Fase 5
Accetta che la tua mente è stata la causa principale di tutto questo dolore e prender coscienza di forze energetiche che vanno al di là della comprensione umana e che hanno pilotato la mente stessa nel deviarti dalla comprensione. Allo stesso tempo apriti in maniera smisurata alla fiducia in te stesso e alla fede in quella forza invisibile che pian piano sentirai sempre più tangibile ma della quale potresti ancora diffidare per via della  tua sete di certezze emotive e materiali.

Fase 6
È il momento più critico dove tu stesso deciderai se continuare nel viaggio verso te stesso per affrontare tutto quello che verrà a galla, o scappare rinunciando alla possibilità di vedere con occhi di verità la tua vita preferendo quindi le illusioni che sino a quel momento hanno cucito magistralmente la tua zona di comfort.

Fase 7
Continua spedito senza arrenderti al fine di riconnetterti con le tue parti animiche e spirituali che ti guideranno verso la tua missione di vita.

Claudio Guarini

Questo a grandi linee è quello che propongo a chi mi chiede privatamente come affrontare i cosiddetti "problemi" della loro vita e non è solo frutto di studi ma anche e soprattutto la mia esperienza riguardo al mio percorso fino ad ora.
Di solito nel privato accompagno il processo anche con tecniche guidate di meditazione/visualizzazione in stato di rilassamento profondo. Ma il lavoro va fatto con una vera intenzione di voler guarire assumendosi la propria responsabilità della propria vita.


La cura e già dentro.
È il paziente che fa la terapia.
Il vero guaritore non fa altro che rimetterti in contatto con le tue parti animiche e spirituali ricordandoti di non perderti nelle interferenze esterne.


giovedì 2 ottobre 2014

La forza

Una forza più grande della nostra stessa falsa volontà, una forza invisibile, inesauribile e inarrestabile.

Lei sa, lei dirige, lei vuole conoscere, lei vede tutto, lei sa tacere nel caos, lei è il caos.
Una forza che percuote le vie dell'esistenza in ogni sua forma, che divora il bello e il brutto e che allo stesso tempo lo rigenera in un infinito intreccio di energie mutabili e interscambiabili.
E' lei la forza che chiamiamo Dio, che chiamiamo Amore, che chiamiamo Satana.
E' semplicemente una forza che scorre come l'acqua di un fiume in piena che vuole solo portare con se ogni cosa abbracciandola, travolgendola. Non puoi nuotare contro corrente pensando di poterle fare cambiare direzione. Il suo corso è senza pause, un'unica impetuosa armonia di atomi che giocano tra loro a girotondo.
Non puoi fuggirle, non puoi nasconderti né ingannarla. E' lei che ti ha generato, è lei che sa tutto di te.
Tu non puoi sapere tutto di lei perché ti ostini a voler conoscere il letto del fiume anziché lasciarti trasportare dalla corrente. Devi sentire te stesso per sapere che lei non ha compromessi di alcun genere ma semplicemente scorre modellando  quello che incontra, come una danzatrice che modella l'aria con i suoi movimenti. La paura di annegare ti impedisce di trovare beneficio e ti condanna a sofferenze e dolori ancor prima di viverli davvero. Non ti accorgi che sei nel bel mezzo di questo letto d'acqua e anziché nuotare con la forza ti lamenti perché vuoi uscire di lì. Ma come fai uscire dalla vita? Come pensi di poter annullare l'esistenza. Tu hai paura di non esistere, ma in realtà esisti da sempre e per sempre. Lascia che tutto si svolga dentro te senza terrore. Tu scorri con l'acqua e vedi ogni cosa sulla riva il tempo necessario che hai per conoscere ma non puoi portare con te case, oggetti, persone. Loro li ami e li saluti portandoli con te per sempre, dentro di te, con la forza che accrescerà con te e in te.

Non mollare!

venerdì 19 settembre 2014

Devi prima compiere un atto di fede...

Attacchi di panico. Giramenti di testa. Debolezza e stanchezza estrema. Tristezza. Paura di non farcela, paura di sbagliare, paura di non saper come fare a risolvere certe situazioni. Il futuro ti attanaglia la mente e il presente sfugge ad ogni tua percezione abbandonandosi ai fallimenti passati. È mattino e ti alzi come sempre. Vai in bagno, poi fai colazione e ritorni seduto sul letto prima di prepararti per andar via. Ma tutto inizia ad andare di nuovo storto, dopo un periodo che sembrava averti ridato la speranza. Inizia a crescere dentro di te una rabbia che con un pugno sul muro ti farebbe crollare il muro accanto in casa dei vicini. Inizi a prendertela con i primi bersagli che ritieni responsabili della tua infelicità, quelli più deboli e quelli  con cui puoi rischiare di inguaiarti con i sensi di colpa. Proietti le illusioni su di loro e ti dimentichi di osservarti e che sei tu l'unico erede della tua realtà, l'unico costruttore e creatore del tuo regno, del tuo mondo. L'unico maestro e discepolo di te stesso. Ritorni per un attimo ad esser schiavo della paura e del rifiuto di accettare il mondo esterno come parte di te e scoppia la bufera.

Come una tempesta inizi a spazzare via tutto, gridi, bestemmi, maledici, accusi, cerchi vendetta.. tutto questo senza alcun sollievo ma solo conseguenze disastrose per te stesso. Cerchi di rimediare in un momento di lucidità e di calma, ma ti ammazzano i sensi di colpa e lo stress fisico a cui ti sei sottoposto da solo. Inizi a prendertela con Dio, lo accusi di starsene da qualche parte a giocare a carte mentre tu cerchi soluzione ai tuoi mali e senti per un attimo come se ti rispondesse: "PENSI CHE POSSA OFFENDERMI QUALCHE PAROLACCIA? ALLORA PARLO ANCH'IO NEL TUO LINGUAGGIO, COSI MI CAPISCI: ALZA IL CULO PERCHE ROMA NON E' STATA COSTRUITA IN UN GIORNO!"
Allora fai pace, rimedi una tregua col mondo. Stai ancora male e le cose nella tua vita sembrano non sistemarsi come ti era apparso fino a quel momento, ma peggiorano, o almeno così la vedi in quel momento.
Ti metti in viaggio per andar via. Sei immerso nella mente, nella folla di pensieri devastanti e fuorvianti, ti viene da piangere per la rabbia e il senso di solitudine che ti sovrasta.
Ad un tratto accade qualcosa. Stai per sorpassare Dio. Ti sembra quasi un'assurdità, ma osservando bene ti accorgi che è proprio Lui. Che sia la mia Anima, l'universo, la fonte o Dio, rimane solo un'etichetta. Resta la certezza di quello che è successo dentro di me. Quella forza senza regole ed eterna che dirige la vita negli universi di ogni tempo mai esistito ed esistente, era lì con me.
FIDATI DI ME!
Nessuno conosce MEGLIO la STRADA!
 



E inizi a piangere in uno stato di abbandono dicendo: " Va bene, mi fido.. mi fido di te.. "
Dopodichè sorpassi quel camion e ti rendi conto che non sei solo e che ciò di cui hai veramente bisogno è ogni singolo istante della tua vita. Tutto, bene e male. Ogni cosa è lì per te, soprattutto ciò che maledici, è ciò che più ti vuol far capire che devi fidarti.
Nel film L'UOMO D'ACCIAIO, superman chiede al prete che non sa se affidarsi al NEMICO, il quale dice che con il suo sacrificio salverà l'umanità (BUGIA), o affidarsi al suo istinto (il PADRE) e non consegnarsi perché sente che in ogni caso gli umani ne pagheranno le conseguenze.
Allora il prete dice a superman:
" A VOLTE DEVI PRIMA COMPIERE UN ATTO DI FEDE, DOPO SAPRAI DI CHI FIDARTI"-

Quella forza che ci ha creati e che ci permea, non ci abbandona mai anche nei momenti più terribili, ripeto anche nei momenti che più vi fanno dire "questa vita è una merda, questa vita fa schifo, voglio morire, ecc.".






Devi continuare a sperimentare i tuoi limiti e andare oltre le paure, le convinzioni, le credenze. Persino oltre te stesso.





VOLA SUPERMAN, TU SEI L'UNICO CHE PUO' FARE MIRACOLI PER TE STESSO E GLI ALTRI POTRANNO APPRENDERE SENZA CHE TU DICA LORO NIENTE.

LA TUA LUCE INDICHERA' LORO LA STRADA.
Un abbraccio a tutti, Claudio.

giovedì 6 febbraio 2014

Una prigione scambiata per casa propria

In questi giorni notavo alcuni miei comportamenti nella mia vita quotidiana. Mi son accorto che non c'è mai fine a un lavoro su stessi, MAI! A volte ritornano.. e si, ritornano schemi, programmi e meccanismi inconsci che ci fanno vivere in balia di determinati ed obsoleti condizionamenti insediati in noi fin dalla nascita, e non solo di questa vita. Occorre davvero essere presenti in queste situazioni. La mente viene sballottata da un pensiero ad un altro.. ma??? Non sono davvero pensieri partoriti consapevolmente. Questo riaccade quando si tenta di fuggire troppo velocemente, con la fretta accecante che porta in sè una dose di rabbia troppo grande e spesso incontrollata. Abbiate pazienza perchè non si abbandona una prigione nel giro di cinque minuti ma si programma anche una via di fuga, che poi non è una fuga vera e propria ma una liberazione che avviene dall'interno. Ci si sgancia semplicemente dalle catene e dalla palla al piede che noi stessi ci siamo fatti mettere.
A questo proposito vi regalo un estratto di un mio libro IL SOFFIO DELLA COSCIENZA.
Una scena in cui sono in una prigione e ne divento consapevole poco alla volta.

"  Comprendo che ci voleva un piano degno di evacuazione. Era necessaria intelligenza, astuzia e volontà. Dovevo arrivare a quella porta sovvertendo le abitudini di quel posto, la routine e tutte le regole, imposte da chissà chi, che costringevano tutti i prigionieri a ritenere normale quello stato di prigionia di cui nessuno era consapevole. Tutti erano condizionati da un'idea illusoria di libertà. Ai bambini venivano date delle pillole strane e me ne accorsi nei giorni a seguire che passarono inesorabili. Ebbene si. Rimasi lì molti giorni perché la fretta non mi avrebbe portato buoni frutti. Cattivo mi spiegò che quelle pillole erano date con la scusa che servissero a far addormentare i loro corpi dopo l'ora di cena in quanto alle ventidue in punto tutti dovevano andare a dormire e chi non dormiva e cercava di restare sveglio rischiava una malattia che portava alla morte. E con la scusa della morte li inebetivano ancora di più e se qualcuno provava a fare domande su cosa ci fosse al di là del mondo quale essi conoscevano, ossia il carcere, venivano subito accusati di un'altra malattia. Li si etichettava come malati mentali o visionari e venivano allontanati dagli altri prigionieri perché era accusata di essere una malattia mortale e contagiosa. E con l'iniezione della paura e di false credenze si riusciva a mantenere quella prigione in uno stato di controllo dove il sovversivo, colui che chiedeva una mezz'ora in più di ora d'aria, colui che chiedeva alcol al posto di acqua, colui che voleva andare a letto più tardi, era considerato un pericolo per tutti. Rischiava di contagiare gli altri con la sua sfrontatezza e la sua audacia. Gli inservienti avevano i loro ruoli all'interno della prigione. Chi con un grado maggiore, chi no. Avevano regole rigide da rispettare e godevano di illusori privilegi come cibi più prelibati, vino rosso a cena il sabato sera, musica la domenica mattina, giocare con un pallone in un androne con altri loro simili, e persino fare delle richieste particolari tramite lettera in cambio di prestazioni particolari quali, ad esempio, insegnare ai bambini quale fosse la storia vera - per modo di dire - di quel posto.
   Ovvio che era tutta una storia modificata, a volte inventata e piena zeppa di comandi post ipnotici per allevare altri prigionieri inconsapevoli della loro condizione.
   Ormai avevo compreso che questo meccanismo era incredibilmente orchestrato a dovere per chissà quale scopo superiore. A questo ci sarei prima o poi arrivato. Ma era importante cercare di capire come liberarmi. Se avessi provato la forza, la violenza, l'indignazione, la rabbia estrema, la fuga rumorosa non sarebbe di certo servita.    Cercavo di osservare tutti i movimenti sia degli inservienti sia dei prigionieri. Cercavo di non fare domande troppo sospettose per non mettermi nei guai. Mi fingevo uno di loro ma nel frattempo studiavo ogni minimo particolare per scoprire una falla nell'ingranaggio del sistema che era stato costruito a pennello.

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giovedì 13 giugno 2013

Ed ora cosa faccio? Scegli di smettere di aver paura!

Prima o poi ci arriviamo tutti qui.. 
Fidarmi di me stesso, fidarmi dell'invisibile, fidarmi dell'energia dell'universo che vede e provvede? Fidarsi di chi?

Fidarsi della vita stessa che ti sta dando esattamente ciò che ti serve, ma soprattutto ciò che tu hai chiesto. Forse non sai quando o forse si. Forse non sai di preciso cosa o forse si. Forse non sai come o forse si.
Sta di fatto che ti trovi davanti ad un bivio perchè al bivio precedente avevi scelto di percorrere la strada che più sentivi in cuor tuo di intraprendere. Forse poteva essere la strada più difficile, ma difficile è solo un'idea basata sul concetto di ciò che è duale. Le cose sono quelle che sono. Prendile dall'alto cercando di non farti trascinare emotivamente come fa la "macchina" atta a vivere dominata da una mente predisposta a preservare se stessa, condannata, purtroppo, dalla paura della sopravvivenza, ossia attacco, premeditazione e difesa.
La paura è tutto ciò che domina, ora non più, chi ha dimenticato chi egli stesso è.
Ricordati chi sei. L'energia ha un nuovo corso, come se stesse sperimentando se stessa. Non aver timore di chiedere di fare una cosa semplicemente naturale per essa: SERVIRTI!
Chiedile di servirti ma non aspettarti una modalità preimpostata. Non ci sono regole se non quelle che scoprirai andando avanti.
Ci sono vari aspetti per te critici, come ad esempio quello economico che è forse uno degli ultimi tasti dolenti, oltre ai drammi personali/sentimentali, dove il sistema vuole e può attaccarsi per indebolirti e agganciarsi per cercare di depotenziarti.
Non c'è nulla di più succulento che tu possa offrirgli se non la tua paura. Hai capito bene.. "ti si chiede di abbandonare ogni se pur minima certezza". E' una prova come lo son state tante altre e come forse ce ne saranno ancora prima del grande salto.
C'è sempre qualcosaltro al di là di quello che stai lasciando. Qualcosa di nuovo ti aspetta e spesso il nuovo spaventa per il sol fatto che non lo si conosce ancora. Ecco perchè la morte spaventa gli esseri umani, semplicemente non sanno come possa essere. Vogliono sapere tutto prima per tranquillizzare una mente che vive di spazio-tempo.
Se siamo esseri immortali cosa ci può capitare? Rimanere senza soldi? Essere abbandonati? Morire?


Noi in ogni caso abbiamo scelto le esperienze/tappe principali del nostro cammino con le varie sotto tappe/scelte da compiere in base al nostro riconnetterci con noi stessi. Sappi farti guidare dall'intuito e sappi far silenzio per ascoltarti. 

venerdì 18 gennaio 2013

IL CORAGGIO DI RIALZARSI


Un tempo i sogni e la realtà si incontravano, ma poi qualcuno è intervenuto con un progetto tutto suo e ha stravolto i piani.
Dovresti  iniziare a percepire te stesso e gli altri come ANIMA e non come personalità per poter vedere con gli occhi di Dio che sono i tuoi stessi.
Parlare d'amore, essere animalisti, abbracciare gli alberi, farsi i sorrisini, parlare di pace ed essere pacifisti forse nulla ha a che fare con l'amore stesso se non si è prima pacifici, in primis verso se stessi e le proprie paure.
Noi influiamo costantemente sui suoi pensieri e sul suo operato.
Ecco perchè è importante muoverci soprattutto al nostro interno con una COSCIENZA SVEGLIA, VIGILE e SENZA GIUDIZIO. Stiamo insegnando al creatore decaduto come poter salvare se stesso, in nome del creatore Primo, il SENZA NOME che ha il tuo stesso volto.
Occorre smettere sin da subito di lamentarsi per ogni cosa perché la lamentela non fa altro che alimentare l'oggetto della lamentela stessa.
Diciamo che il pianeta è ENERGETICAMENTE prigioniero a causa di un'INCONSAPEVOLEZZA con scopo evolutivo. "Tutte stronzate, minchiate senza senso.. ma pensa alle cose serie della vita, come il lavoro, la salute e la famiglia!"
Ecco cosa ti diranno quando tenterai di rivelare il tuo desiderio di libertà interdimensionale. La verità non piace a nessuno, o almeno a coloro che la fuggono.
Occupati dei tuoi sogni e cessa per sempre di preoccuparti dei tuoi problemi!
Il non saper prendere immediatamente una decisione è sintomo del dominio della paura che ha già preso la sua lasciandoti in quel limbo.
Ci sono tante cose che hai visto , assorbito, traumi (che siano consci o inconsci) che possono essere di questa o di altre vite... ti porti tutto dentro e sta venendo fuori attraverso situazioni che si ripetono per darti una mano a comprendere e a liberartene per sempre!
"Ognuno prenda la sua croce e mi segua" e con coraggio dovrà resistere a tutto e tutti, ancora dominati dalla paura, dall'illusione..
Si potranno scagliare contro, potranno calunniarti, ingiuriarti, sputarti, spingerti, tentare di ucciderti per paura della verità.
Ma tu non puoi cedere proprio ora.. RIALZATI! Hai accettato la sfida e adesso devi portarla a termine con dignità e coraggio!

Cara Anima, Non è facile, nemmeno per me e fidati PER TANTI ALTRI...
E' cosi questo momento, purtroppo ci sta facendo da maestro affinchè qualcosa emerga e finalmente si sciolga..
Magari il come non ci è concesso saperlo, ma sappiamo che dobbiamo mostrare il vero coraggio.
Forse non sarà questa la vita di cui ci eravamo illusi di poter vivere liberi, ma alla fine cosa vuol dire essere liberi?
Liberi dall'illusione che tutto sia come ci è stato imposto o mostrato con lenti fittizie e distorte.
Può darsi che stiamo scontando lezioni, punizioni, gioie che fanno parte di tutte le nostre vite presenti, passate e future tutte nello stesso momento, comprese quelle ipotetiche parallele che avremmo vissuto se avessimo fatto altre scelte.
Ma in ogni caso se c'è del dolore, qualcosa sta accadendo ed è importante perchè deve sciogliersi, e lo fa come neve al Sole, quel sole quale noi siamo, quale noi come Coscienza siamo, quando siamo consapevoli che ciò sta accadendo.
Perchè, ci chiediamo?
Perchè non può essere un semplice e stupido caso.
Se questa vita è un'occasione davvero grande, lo possiamo notare dal numero di cambiamenti, di sofferenze, di gioie che si susseguono a velocità repentina ma anche dallo stagnare di determinate situazioni che sembrano non mollarci, come vampiri assetati del nostro dolore.
E' così.. devi essere più forte della tua paura, del tuo dolore, anche quando non comprendi l'origine, nè la causa scatenante. Sai in cuor tuo che sei più forte perchè tu stessa l'hai deciso. Magari non ricordi nè come nè quando perchè era nel tuo stesso progetto di risalita.
Ma se stai resistendo allora ce la farai.
Non mollare la presa, anche quando pensieri non tuoi vogliono farti cadere e rimanere nelle sabbie mobili, tu subito aggrappati alla tua forza e inizia ad Amare davvero questo momento.
E' questo momento che devi amare proprio perchè è lì per questo.
Lo stai rinnegando, respingendo.
Ma non farti ingannare dalla voce che ti dice che tu sei colpevole e che non meriti nulla.
Tu meriti molto di più, meriti il paradiso in Terra ogni istante, e quel paradiso è chiuso a chiave ed essa è custodita dentro di te.
Trovala e apri tutte le porte delle repressioni, delle paure, dei rancori..
Noi siamo solo responsabili in quanto creatori, consapevoli o meno, di ciò che ci accade, ma quando prendiamo delle scelte che mettono in gioco il nostro liberarci di quest'illusione creata su questo pianeta, allora tutti coloro i quali sono legati e assuefatti non vorranno lasciarti andare, perchè per loro è troppo difficile (per scelta o meno) uscirne; e allora è più comodo restare, lamentarsi, fare la vittima e accusare piuttosto che tirarsene fuori anche se tendi loro una mano.
Ma è una loro scelta.
Rispettala, niente di più. Non odiarli, rispettali, inchinati davanti alla loro scelta come un vero guerriero e lascia che si facciano fare esattamente quello che vogliono.
Tu non puoi sottometterti al volere di chi ti vuole morente e schiava, ma puoi decidere con amore, rispetto e umiltà che tu appartieni solo a te stessa.
Preserva le persone che ami e che vogliono il tuo aiuto, ma senza farti tirare nella melma altrimenti rischi di rimanerci pure tu.
Rispetta anche la probabilità che tu possa essere odiata e rinnegata.
E' tutto ok.
Ora va..
Con coraggio, rispetto, umiltà e amore,
Claudio.

venerdì 16 novembre 2012

E' tutto l'equivalente simbolico di qualcos'altro.


Fate chiarezza in voi stessi. Portate Luce dove vi sembra che aleggi il buio.
A cosa serve comportarsi da semplici "FAN"atici idolatri di qualcosa che si vuole imitare o da cui si pretende il miracolo in cambio di patetiche indulgenze se la cosa da comprendere è che ci si trova in uno stato interiore di vittimismo condizionato dalla cecità il cui velo copre la vista vera che è quella del cuore e della forza che anima "INFINITI MONDI" ? E che essa dovrebbe condurre costantemente alla Vita che tutto pervade nella sua semplicità?
In un universo olografico non vi sono limiti all’entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo.
Tutto diverrebbe possibile... La realtà è una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente.

Davvero occorre fare un attimo di SILENZIO dentro se stessi e con se stessi. Ma il SILENZIO non è chiudersi in un monastero sulle vette di un monte, ma zittire per un eterno istante quel vociare esterno imposto come un software dentro la tua testa che ti dice e ti obbliga a pensare e fare ciò che non corrisponde a verità, e la verità è custodita nel tuo personale silenzio quando di fronte al sorriso di un bambino e alla sua innocenza sorridi anche tu e in un'esplosione di consapevolezza scopri che fin'ora hai solo fatto troppo rumore.
A cosa serve fare silenzio?
In un primo momento ti accorgi di tanto chiasso che costantemente fa la tua mente. Essa ti porta a giustificare come eterno e irreparabile la sofferenza.
La tua sofferenza interna si può risolvere?
Certo. Osservala come osserveresti un semplice mal di testa. Quando hai mal di testa sai che è semplice dolore, ma se inizi a giudicarlo sbagliato o giusto che sia, inizia la sofferenza che è non è più del dolore stesso ma diviene mentale, psicologica, falsata, e quindi interna. Osserva quella che tu chiami sofferenza. Osservala semplicemente, senza giudizio, così come osserveresti un semplice mal di testa. Non è detto che vada via subito miracolosamente, ma di certo andrà via e non prolungherà il suo soggiorno in te trasformandosi in sofferenza. Ma ricorda che l'osservatore modifica l'osservato. Osserva in quel silenzio in cui è immerso un filo d'erba che rispetta sia il sole che la luna, sia il caldo che il freddo, sia l'aria mite che il temporale. Questo è un ottimo farmaco, l'auto-osservazione.
Per non parlare poi di tutto ciò che ti accade istante dopo istante sia quando sei sveglio che quando dormi.
Se gli dai sèguito lo accresci dandogli energia. Se lo combatti lo accresci dandogli energia. E' un tranello che ancora non si vuole comprendere! Se gli dai comunque attenzione e importanza tramite la manipolazione inconsapevole dovuta alla rabbia o alla paura, gli dai sempre energia e pertanto gli dai vita!
PAURA e RABBIA sono forme di energia in accumulo. Una è energia al negativo, l'altra in positivo. Hai mai notato che dalla paura potresti correre i 100 metri facendo invidia ad un atleta olimpico? Hai mai fatto caso che dalla rabbia potresti sollevare la tua stessa auto? E' energia, e di essa occorre prendere consapevolezza e controllo. La paura ha certamente la sua funzione conoscitiva ma distruttiva allo stesso tempo. E' giunto il momento di mollarla! Piuttosto che darle potere e farsi comandare a bacchetta da essa, provate a scoprire cosa c'è al di là.. le sorprese saranno certo stupefacenti! La paura è solo una forma di energia sprecata diretta sull'oggetto a cui la associamo.
Ti senti manipolato o forse non sai di esserlo per un semplice motivo: credi come uno sciocco a tutto quello che ti presentano come reale.
Non basta un'uniforme da soldato, da poliziotto, da sacerdote, da cameriere, da presidente per credere che siano reali. Sono pupazzi vestiti a maschera, sono comici come Arlecchino. La parola cane non è il cane, non morde mica rispetto al cane in carne e ossa che accarezzi o da cui scappi. Quindi la scatola chiamata TV non è la realtà, non indica la realtà eppure la sta sostituendo e gli esseri umani assopiti ne fanno un vero e proprio dio.
Inizia ad osservare e a divenire consapevole sia di ciò che sogni che della realtà che vivi quando non sei nel mondo onirico.

L'inconscio accetta il simbolo e la metafora, dando loro la stessa importanza che darebbe a un fatto reale.
Quindi i sogni parlano sempre per simboli e archetipi e non descrivono la realtà letterale ma quella simbolica pertanto dovete leggere attraverso i simboli degli oggetti, delle situazioni, dei luoghi e delle azioni presenti nel sogno.
Occorre dunque comunicare nei confronti dell'inconscio attraverso altrettanti simboli messi in scena attraverso atti coscienti nella vita quotidiana. Per l'inconscio è molto più facile e familiare comprendere il linguaggio onirico che quello razionale.
E la nostra vita che definiamo di veglia non è altro che un'estensione dell'inconscio sempre mantenuta viva da simboli, immagini e situazioni a doppia valenza.
Quando vivi l'oggi, il momento presente, se ci fai caso quell'istante ti sembra reale ma un'ora dopo apparterrà solo alla memoria e le immagini della memoria altro non sono che dello stesso tipo dei sogni.
Quindi si potrebbe dire che stiamo semplicemente cavalcando un sogno e tutto questo si infiltra piano piano nei sogni che facciamo quando dormiamo.
Lo stesso accade per quest'ultimi che si introducono nella nostra vita divenendo realtà. Ciò che sogni finisce per diventare reale solo nella misura in cui riesci ad interpretarlo. Se sogni che da un fondo marino riesci a risalire e trovare il modo di uscire dall'acqua non significa che vivrai quell'esperienza l'estate al mare ma che vivrai o stai vivendo l'esperienza simbolica corrispondente.
Nessuno si chiede perché una malattia improvvisa viene chiamata disgrazia mentre una guarigione immediata viene definita miracolo? Entrambe hanno un'unica radice: sono manifestazioni del linguaggio dell'inconscio. Anche il mondo che definiamo reale in cui viviamo e nel quale crediamo che la realtà sia ciò che può esser spiegato razionalmente è un atto perlopiù psicomagico proprio come il grande Jodorosky ha sempre detto.
Tutto si esprime per simboli in quanto la realtà non è razionale ma ci fa solo comodo che lo sia solo perchè ci da più sicurezza, ci tranquillizza in qualche modo credere di avere un certo controllo su di essa ma non è così a tutti gli effetti. I comportamenti umani sono spinti e motivati da forze del tutto inconsce, a prescindere da tutte quelle che possono essere le spiegazioni razionali che attribuiamo loro. Quando cerchiamo di mantenere intrappolata l'apparenza immediata di una certa "realtà" vuol dire tradirla e pertanto soccombere all'illusione. Occorre andare oltre questa dannata apparenza, sapere leggere i simboli, i significati che stanno al di là. Lo stesso vale per gli eventi catastrofici di origine naturale e non.
È come se vivessimo in un mega inconscio e noi fossimo i vari archetipi in questa grande mente che sogna attraverso tutte le forme che incontra e in cui si specchia. E' tutto l'equivalente simbolico di qualcos'altro. Niente è come sembra. Occorre saper interpretare.
La gente pensa che per vedere l'inferno o il paradiso deve attendere di morire. Ma accorgersi che a volte siamo già morti e non lo sappiamo? E poi com'è possibile non accorgersi che la luce e il buio sono presenti anche qui e adesso? E che spesso viviamo in un inferno a causa di un sonno coscienziale e il paradiso ci guarda attendendo di esser scorto.

«E’ necessario rendersi conto che lo sguardo che attribuiamo agli altri è il nostro stesso sguardo. Il mondo ci vede e ci percepisce in funzione di come ci vediamo e percepiamo. Se ci sentiamo onesti, il mondo non metterà in dubbio la nostra onestà. Se ci sentiamo ladri, invece, attireremo su di noi il sospetto e la diffidenza. E’ importante essere consapevoli del modo in cui percepiamo noi stessi, poiché è questo il nostro sguardo su noi stessi a determinare la qualità e il tenore dei nostri rapporti con il mondo.»
-Alejandro Jodorowsky-

«Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria Anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.»
(Carl Gustav Jung)

venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Da non perdere
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1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
I quattro accordi
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Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...