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domenica 27 novembre 2016

Tu non cerchi la felicità, ma l'illusione

Una malattia invisibile domina la mente degli umani e viene scambiata per normalità. È dilagante a livelli indescrivibili. Il problema è che tutti si credono sani. Ci sono delle scelte consapevoli e altre che non lo sono affatto perché in preda ad una mente pilotata da energie oscure che ci convincono di essere noi solo perché abbiamo scambiato quella voce nella testa per un nostro autentico pensiero, quando non è per niente cosi. Stare a parlare senza agire non ha granché di produttivo se poi si continua a fare sempre le medesime scelte nell'inconsapevolezza, quella dettata dalla voce nella testa.
L'intera nostra vita è un nostro problema, o una nostra  responsabilità, o una possibilità da realizzare. Dipende da come scegliamo di vederla.
Quando ti piace troppo, quando ti gasa troppo, quando ti fa entusiasmare così tanto da dire evviva sono felice finalmente è così, sappi che molto probabilmente, anzi quasi sicuramente sei caduto per l'ennesima volta nell'inganno, nell'illusione. La mente cerca l'illusione in ciò che conosce già, quindi nella falsa sicurezza, nei desideri di un ego fallace che si appiglia a illusioni dovute a mancanze di quando si era bambini. L'attaccamento a quei desideri non porta una reale felicità ma una fuga dallo scoprire il tuo vero potenziale, la tua emissione, la tua strada. La mente accetta solo ciò che le piace, ma non è detto che corrisponda alla vera gioia né alla libertà, e così si trasforma in una fuga camuffata da ricerca della felicità. Tutto quello che è legato alla mente e di conseguenza alle emozioni è illusorio come un file corrotto, una sorta di virus che infetta tutto senza che possa rendertene conto perché scambiato per la normalità. Un reale desiderio non corrisponde ad avere ciò che non si è mai avuto, ma a chiedere alla vita di mostrarti la verità indicandoti la tua reale strada. Ed è proprio da quel momento che non devi davvero mollare perché tutte le illusioni su cui hai fondato la tua identità, crolleranno come castelli di carta e insieme ad esse vedrai sgretolarsi le false idee di felicità, amore, dio, libertà, spiritualità e tutto quello a cui la mente si era attaccata per proteggersi da una realtà che aveva frainteso. Credere in ciò che la mente vuole non è sempre di grande aiuto perché essa ha una sua idea sul bene, sul male, sul giusto, sullo sbagliato, sull'amore, su Dio, ecc. Occorre smontare gran parte dei preconcetti, idee, credenze e di conseguenza illusioni che hanno portato l'essere umano a cercare solo di vivere (o sopravvivere) nella sua zona di comfort, in modo che possa finalmente emergere ciò che è davvero autentico e privo di fraintendimenti.
Molte menti abboccano esattamente alle persone le cui menti sembrano soddisfare i loro desideri e le loro aspettative. Così si convincono sempre più di avere ragione senza rendersi conto che quella voce nella testa li sta per l'ennesima volta corrompendo, spacciandosi per il loro "io" (che è l'ego pilotato dal volador) portandoli nuovamente fuori binario.
Quella voce nella testa che avete scambiato per voi stessi, non è una fantasia o una suggestione. Appartiene a determinate energie che vivono a spese della vostra energia e che vanno contro il vostro reale avanzare nella direzione che vi appartiene. Si spacciano soprattutto per la voce di un ipotetico Dio, Angelo, Guida. La Guida Interiore (Spirito, il vero Sé) ti conduce a distruggere tutte le tue illusioni e non accontenta i capricci della mente come farebbero quelle altre energie. Saper riconoscere ciò che non è, è il primo passo per ritrovare ciò che è. Molti dicono a se stessi di sapere di cosa hanno bisogno ma stanno solo fantasticando. Sei ancora attratto dalla bella vita? Vuoi ancora farti male? Cerchi ancora l'anima gemella e il lavoro dei sogni? Vuoi ancora lasciare comandare la tua mente pur sapendo che ti paracula facendoti inseguire illusioni per accontentare i suoi capricci? È vero, tutti hanno desideri ma si camuffano negli attaccamenti a ciò che è venuto meno da bambini. Solo quando.. solo quando.. solo quando.. quante volte al giorno lo ripeti? Non è la tua mente che sa ciò che ti occorre, ma una forza al di sopra delle parti alla quale affidarti. Questa non è una provocazione, è mettere i piedi per terra smettendo di lasciarsi corrompere dall'amico immaginario che si finge te.
Molti chiedono come fare. Quanto sei disposto a rinunciare alle idee che la mente ha su di te, sugli altri, sui tuoi genitori, sull'amore, su Dio, sulla spiritualità, sulla vita, sul denaro, sulla tua missione, sulla felicità e su ogni cosa dove c'è un limite che il dolore e la paura hanno eretto come un grande muro per difendere dei confini illusori? Oltre quel muro c'è una verità da cui la mente si difende additandola come fantasia, mentre essa continua a ritenere verità le proprie fantasie e i propri desideri i quali corrispondono a delle mancanze vissute da bambino. È li che si va. Non ci sono mezze vie, vie brevi o facili né compromessi. Guardare una parete, convinto che al di là di essa ci sia una casa è rimanere nell'illusione. Ci sono sempre due lati della stessa medaglia. Perché non provare a guardare cosa c'è dietro? Probabilmente ti accorgerai che quella è solo una parete e questo non sottointende che appartenga al muro di una casa. Dietro non c'è una casa. La personalità vede sempre quello che crede sia vero, quello che le piace oppure no. Questo non appartiene all'osservare oggettivamente la realtà. Così fanno quasi tutte le menti che, dicendo "io", credono di conoscere la verità, ma stanno solo identificando loro stessi con il falso io, che distorce la realtà. Vivere nel presente è un punto di arrivo, non di partenza. Ad esempio in un momento di rabbia hai urlato con un bambino, lui ha pianto, dopo un ora ti rendi conto di aver esagerato. Hai una cosa in sospeso, fino a quando non chiedi scusa a quel bambino la mente non chiudi quel sospeso. Se hai un debito fino a quando non lo paghi il passato ti insegue e se c'è un dolore fino a quando non viene ripulito ti appesantisce. Bisogna guardare con occhi di verità alla nostra vita e anche alle vite precedenti e chiudere tutti i sospesi. Non ci sono scorciatoie.

"Quello che cerchi è al di là di ciò che ritieni sia vero su te stesso. Affronta il tuo passato senza paura delle conseguenze. L'unica reale conseguenza è questa: la vera libertà arriva con la presa di consapevolezza della verità. Essa parte da te, ma se non le permetti di entrare nella tua vita, ogni situazione, che giungerà all'improvviso per smuovere le tue credenze, ti apparirà sempre come un disastro. Chiedimi di indicarti la tua strada, ma non crearti aspettative su nulla. Lascia scorrere e osserva senza giudizio"
(SPIRITO)

La gioia, la felicità o qualsiasi altra idea associata al desiderio che "una certa sofferenza" passi in dimenticatoio, rimane un'illusione finché non si comprende che non si può fuggire da se stessi. È guardandoti dentro con occhi di verità che puoi cominciare davvero a darti una possibilità di rinascita.

martedì 1 novembre 2016

La coppia che seminava

A volte quando riconosci la differenza tra la verità e l'illusione può capitare che ti ritrovi in un limbo provvisorio dove il dubbio ti spinge ancora ad affidarti alla tua mente e questo ti porta a temporeggiare ritornando nelle classiche crisi dei vecchi schemi. Qui di seguito potete leggere una canalizzazione (non presente nel libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE), sperando possa essere utile a chi ancora cade e non vuole rialzarsi.

IO: Voglio che tu mi dica cosa devo fare. Mi hai portato sulla strada della distruzione di ciò che credevo di essere, ma continuo a cadere e a voler tornare indietro. Sono arrabbiato, provo frustrazione, mi sento incapace e non so come si apre il cuore. Le persone che mi avevi mandato per tirarmi fuori dal vecchio mondo, sono stati dei tramiti per giungere ad ascoltarti meglio. Ho ricevuto gli strumenti necessari e ora che parlo con te, mi rendo conto che non voglio più ascoltarti. Mi hai strappato di dosso le emozioni, mi hai messo in condizioni di non affidarmi più ad esse. Ma sono come nudo adesso, non ho la forza che credevo di ritrovare in me ritrovando te. Pregavo tanto, ti ricordi? Forse non pregavo realmente perché pretendevo le stesse cose che in realtà mi tenevano in gabbia e, nonostante l’abbia riconosciuto, a volte una parte di me vorrebbe tornare in quella gabbia. E’ questo che non mi spiego. Sto male, sempre e ancora male per chissà quale dannato motivo e tu cosa fai? Mi dici di stare tranquillo. A cosa serve dirmi di stare tranquillo quando ho un vulcano dentro che sembra stia per eruttare e distruggere tutto quello che stavo ricostruendo? Ora dammi delle risposte concrete, dimmi quali azioni devo fare, dimmi qual è il mio ruolo in questo mondo, fammi vedere il nuovo me, aiutami a non perdermi ancora perché ogni volta che accade perdo tanta energia, mi mancano le forze e il cuore sembra chiudersi ancora di più. Fammi vedere i miei prossimi passi, mostrami cosa mi occorre fare per portare a termine tutti i cicli incompiuti in questa vita, senza più sospesi, senza più karma da scontare, senza più quella dannata rabbia che mi perseguita.

Sé: Non ci sono passi da fare se prima non si fanno delle scelte. Quando non scegli, non sei in grado di vedere neanche la strada davanti a te e non capisci più da che parte andare perché non vuoi scegliere quale strada seguire.

IO: Ma dimmelo tu quale strada seguire.

Sé: Come se non te l’avessi già detto.

IO: Me lo ripeti sempre. La verità o l’illusione. Questo l’ho capito. Ma voglio sapere con chiarezza. Non riesco a vedere bene.

Sé: Tante scuse quante sono le tue paure. Riesci ad accorgetene? Non è vero che non senti, non è vero che non vedi. Vuoi solo temporeggiare perché la mente cerca ancora la via comoda, per capire se le conviene o meno. Ma a lei non converrà mai la verità perché la spaventa ancora troppo. Fattene una ragione. Ecco perché ti lascio strillare, urlare, piangere, lamentare. Aspetto solo che tu ti renda conto che sono capricci.

IO: Ma come faccio ad andare dalla gente e parlare della verità quando io sono il primo a cadere e non crederci? Non sento nessuno stimolo a trasmettere la verità perché mi sembra quasi forzato, sono scarico e senza forze. Mi sembra tutto uno sforzo mentale.


Sé: Ti racconto una storia. Un tempo, in una terra che sembrava abbandonata dall’uomo, viveva una coppia di circa trent’anni. Si amavano, ma non come si pensa al giorno d’oggi. Il loro era vero amore. Sapevano guardarsi negli occhi, sapevano dirsi le cose senza bisogno di menzogne, sapevano farsi coraggio, sapevano contare l’uno sull’altra, sapevano che la loro unione non era frutto del caso, ma avevano un compito anche se non comprendevano ancora quale fosse. Vivevano in una piccola baracca che si erano costruiti con le loro mani usando legna, pietre e fango. In tutta la radura in cui erano immersi, cresceva erba e qualche albero da frutto solo nei pochi metri attorno alla loro umile abitazione. Non si preoccupavano se l’indomani quel terreno non sarebbe più stato fertile. Vivevano aspettando di comprendere quale fosse il loro destino, il loro compito e in cuor loro sentivano che sarebbero riusciti a sopravvivere se avessero mantenuto vivo quel fuoco ardente. Non erano a conoscenza della parola “fede”, ma era esattamente quella che li teneva vivi e fiduciosi. Un giorno venne a piovere per tante ore e poterono fare scorte di acqua e nei giorni a seguire si accorsero che il terreno cominciava a diventare fertile in maniera più estesa. Lui prese una piccola zappa costruita con un ramo e si recò su quel terreno. Lei stupita lo fermò e gli chiese:
-Ma dove vai?
-A cercare di far crescere altri alberi e altri frutti su quella terra- rispose lui.
-Ma il nostro orto? Così non curerai i nostri frutti. A che serve avere di più di quello che abbiamo se siamo solo in due?
Lui le guardò la pancia e le disse:
-E’ da un po’ di giorni che vedo il tuo ventre più grande del solito. Credo che tra non molto saremo in tre.
Lei si guardò la pancia e si accorse che probabilmente era in cinta.
-Hai ragione, forse aspettiamo un figlio. In ogni caso, il nostro piccolo orto basta per noi tre. Conserva le tue forze.
Lui le si avvicinò, le accarezzò la pancia e le sorrise.
-E’ vero quello che dici. Coltivare il nostro piccolo orto ci rende più tranquilli e sicuri perché non sappiamo se un giorno sopraggiungerà una tempesta che spazzerà via tutto. E’ anche vero che da alcune notti sento bussare. Puntualmente mi alzo e vado fuori, ma non vedo nulla. La notte scorsa ho nuovamente sentito bussare ma, anziché alzarmi, ho chiesto dentro di me “Chi è che bussa?” e ho sentito una sorta di risposta che mi diceva “Semina per quanto è possibile, finchè il terreno lo permette”. Lì per lì non ho colto quel messaggio. Ma quando questa mattina sono andato nel nostro orto ho visto che degli uccelli avevano mangiato un solo frutto per ogni albero lasciando intravedere i semi per ciascuno. Ho compreso che molto probabilmente fosse un segno e ho sentito che avrei dovuto farlo. Non so per quale ragione, ma dovevo farlo. Coltivare il nostro orto mi faceva sentire stanco. Quando questa mattina sono andato a seminare il nuovo terreno ho sentito in me una nuova forza, una nuova energia che mai prima di allora avevo sentito. Ho compreso, amore mio, che qualcosa sta per accadere e dobbiamo tenerci pronti. Il nostro orto ha bisogno di poca cura e non è necessario che io gli dedichi così tanto tempo. Adesso vado.
La baciò e si diresse verso quel grande terreno.
Passarono mesi prima di vedere crescere nuove piantagioni, alberi. Lui seminava e con il cibo raccolto preparava delle scorte mentre lei lo aiutava come poteva nonostante la gravidanza. Ogni tanto si fermavano e pensavano che probabilmente avrebbero dovuto smettere perché era tutta fatica sprecata. Ma qualcosa li spinse a continuare. Anche lei la notte sentiva bussare e quando chiedeva chi fosse, sentiva rispondere: “Abbi fede, sii vicina a chi ami e quando lo vedrai piangere in ginocchio, digli di non mollare. Dovrai essere più forte e saprai cosa significa seminare”.
Così arrivo un giorno in cui lui, dopo mesi, vide che tutto questo lavoro non portava a nulla se non a sentire molta stanchezza, ad affaticarsi così tanto che si gettò in ginocchio urlando di voler mollare tutto per tornare a seminare il suo piccolo orto. Lei gli si avvicinò e determinata gli disse:
-Adesso alzati e continua quello che hai cominciato.
Continuarono così per giorni e giorni. Una mattina si svegliarono e videro alla fine della vallata, un gruppo di persone con bambini, anziani, cavalli e altri animali. Questi giunsero fino all’umile dimora della coppia e chiesero asilo, acqua e cibo perché avevano viaggiato per giorni dopo essere scampati ad una guerra. L’uomo disse che di cibo ne aveva a volontà ma non sapeva dove farli dormire. Gli stranieri dissero che tra loro c’erano degli ottimi costruttori e falegnami, avrebbero provveduto loro a costruire altre abitazioni. Seminare tutti quei mesi aveva avuto la sua ragione d’esistere. L’uomo e la donna compresero che avrebbero insegnato a tutti a seminare.

IO: Cosa vuoi dirmi con questa storia?


Sé: Semina, Claudio. Avere fede è come seminare. A volte quel senso che cerchi la mente non può vederlo, ma un giorno ti renderai conto di quanto sarà stato importante seminare.

martedì 18 ottobre 2016

LA Fede è Azione

Questo è bello, questo è brutto. Questo è perfetto, quest'altro non va bene. Se non raggiungo il mio obiettivo non sarò felice, se non trovo l'anima gemella vivrò triste e mai amato. Se..se..ma..forse..un giorno.. quello si, questo no. Non facciamo altro che porre attorno all'ego un recinto di mancanze e paure camuffate da credenze, fantasie, giudizi e illusioni. Ma come può una mente orientarsi giudicando presuntuosamente tutto e tutti? È bizzarro come una mente dica di essere felice solo perché ha ottenuto il suo giocattolino momentaneo e poi impreca alla vita chiamandola ingiusta dopo che che l'è stato tolto. Finché rimaniamo in quel recinto ci illuderemo di aver trovato la libertà, ma altro non è che falsa sicurezza, che vuoi indossare come una corazza perché ti sei convinto che il mondo ti voglia fottere. La vita ti dà, la vita ti toglie. Ogni cosa viene e va via. Tutto è impermanente, tranne il tuo vero essere, che molto probabilmente hai messo in sordina per troppo tempo.


“Chiunque voglia portare la luce, deve conoscere le tenebre che sta per rischiarare.”
-LAO TSE-

"Ti amo ma poi ti odio. Non ti sopporto ma in fondo ti amo". L'amore non può dipendere da quello che qualcun'altro fa, dice o è. Non puoi essere in grado di asserire a te stesso di conoscere l'amore perché l'amore non è mentale, quindi non è un'emozione. L'emozione scaturisce da un pensiero e l'amore non è un pensiero, pertanto non scaturisce dall'esterno. Se qualcuno ti fa star bene lo scambi per amore quando in realtà sta solo corrispondendo a dei parametri mentali, a delle idee che ti sei fatto sull'altro e in particolare sull'amore. Quando cominci a incrociare la verità sul tuo cammino sappi che tutte queste idee verranno buttate giù come da un tornado. E quella sull'amore è solo una di tutte le idee su cui hai fondato la tua vita.

Siamo cresciuti con un'idea dell'amore. Il bambino/a che siamo stati ha avuto dei modelli da cui ha assorbito certe cose, e che ha ritenuto come degli esempi validi da imitare, inoltre ha vissuto delle mancanze e si è costruito, crescendo, un'idea di cosa sia "amare ed essere amati". La mente dell'adulto non è allo stato dei fatti realmente adulta perché è rimasta a quegli episodi di quando era bambino e quello che cerca di ricreare è un surrogato dell'amore che si manifesta attraverso schemi limitati e limitanti. Ma se si fa attenzione ad un bambino in età prescolare e ai suoi abbracci gratuiti, ai suoi sorrisi e a quando ti invita al gioco, puoi renderti conto che ti trovi nella pura semplicità del contatto "animico", e l'anima è già amore di per sè.

Quasi tutte le menti preferiscono lasciarsi corrompere dall'abitudine, dalle situazioni apparentemente prive di difficoltà ghiotte di sbalzi emotivi, da ciò che sembra dare sicurezza, dell'apparire e dal sentirsi speciali, dal senso di considerazione, dal guadagnare molto piuttosto che affidarsi alla vita e seguire il proprio reale destino, dall'inseguire l'idea della "bella vita" dove tutto sembra filare liscio (coppia felice, tanto tempo libero, soldi facili, permettersi di accontentare ogni capriccio). Quando sei di fronte alla verità, sei di fronte ad una scelta: quella della responsabilità. Responsabilità verso un cambiamento che nulla ha a che vedere con il falso/vecchio te stesso. Ci saranno sempre dei salti da fare, che la mente vedrà come ostacoli, e davanti ai quali tentennerà rimpiangendo la comodità della sua zona di comfort. Proprio lì il vero guerriero decide di continuare sulla strada della verità, nonostante la sua mente e il suo ego gli suggeriscano di tornare indietro.
                                                                        
                                         
"Sé: E secondo te in quali occasioni se non queste fortifichi il tuo coraggio, la tua forza, la tua determinazione, la tua fede? Nel rialzarti dopo ogni caduta cercando di imparare sempre qualcosa in più. Finché non ne avrai davvero abbastanza, non saranno vere cadute, ma sarai tu stesso che fingerai di cadere per dare spazio alle lamentele, per cercare la considerazione e l’attenzione altrui, per ottenere la pacca sulla spalla, per continuare ancora a interpretare il ruolo della vittima cercando un carnefice. Questo ti fa girare attorno come un cane che si morde la coda proprio per evitare la cosa che più la tua mente teme, la responsabilità."

Arriverà un momento in cui le scuse per giustificare le tue paure e le tue fughe non basteranno più, e guardare in faccia la verità sarà l'unica via di salvezza.
La mente umana vuole che tutto vada liscio, ipotizza "il percorso spirituale" come una bella vita, o un progredire privo di ostacoli. Ma quelli che vede come ostacoli sono soltanto salti da fare per poter superare dei blocchi e degli schemi che condizionano e imprigionano la tua vita. Pretendere che tutto vada liscio è una fantasia del tutto arbitraria della mente per deresponsabilizzarsi dall'impegno reale della propria missione, preferendo una bella vita con tutte le comodità dove i desideri la fanno da padrona. I desideri, quelli a cui la mente si attacca credendo che possano portare felicità, sono solo una conseguenza delle mancanze ricevute da bambino.

Nulla è più facile che illudersi. Perché l'uomo crede vero ciò che desidera.
-Demostene-

Ciò che deve ancora uscire dal proprio mondo interiore uscirà a prescindere che tu lo voglia o no mettere a tacere. Più lo tieni in cantina più ti sembrerà insormontabile il pattume accumulato quando dovrai fare pulizia. La mente purtroppo, avendo un idea su tutto, si focalizza su di essa a tutti i costi e teme che non ci sia felicità al di là di quell'idea, quando proprio sulla felicità si è creata un'idea illusoria.

"Anche attraverso le difficoltà, una pianta nonostante tutto cresce. Prendi la forza della pianta, sii come la pianta. Non rimanere più attaccato al passato, continua a crescere. Se ci sono foglie secche, sono sotto di te. Tu devi andare avanti e crescere proprio come una pianta. Le radici sono forti, rappresentano le tue origini."
((Messaggio canalizzato di Spirito))

 A volte ti chiedi perché alcune cose capitino proprio a te, perché proprio in quel momento, perché in quella maniera. Rischi che il colpo sia così forte da rinnegare ogni spiegazione. Ci sono risposte che la mente rifiuta ma è di lì che si parte.

"Se permetti ancora all'esterno di far cambiare il tuo stato interiore, continuerai a mettere in dubbio i prossimi passi, che per la mente risultano difficili. È proprio lì dove dove l'attaccamento è più forte che verrai messo alla prova. L'attaccamento diventa più forte soprattutto quando lo nutri e gli dai la tua attenzione, e quelle situazioni diventano più difficili da lasciare andare. Usa la presenza nel quotidiano, esercitati ad essere più presente ai tuoi stati interiori. Quando i pensieri ti manovrano e invadono il tuo campo energetico, non usare la scusa dicendo che i pensieri ritornano e quindi non puoi farci nulla, perché sei tu a permetterlo"
(Messaggio canalizzato di Spirito)

Il cambiamento parte da te ma non in un ipotetico domani. Adesso! Devi dare l'esempio della nuova umanità incarnando ciò che sei davvero, non rimpiangendo un passato che sta crollando nel presente. Molla i pesi del vecchio, lascia andare la tua falsa identità e impara ad amare te stesso e il tuo prossimo senza l'intrusione della mente. Ovunque credi di fuggire, ovunque ti illudi di trovare la pace e la gratificazione, ovunque non vuoi affrontare le tue paure è il posto in cui lo incontrerai. Ti chiedi "chi incontrerò?". Proprio il tuo avversario, la tua ombra, quell'energia che vive a tue spese. Cedi la tua anima in cambio dei desideri della mente, rinunciando a portare a termine il tuo compito sulla terra. Lo stai solo proteggendo col tuo dolore. Lo stai giustificando, lo difendi credendo di sanificare te stesso rimandando un appuntamento importante, quello con te stesso. Cerchi successo, ti fai manipolare dalla paura o dall'ambizione. Ti fai confondere dalle emozioni scambiando le farfalle nello stomaco per amore e la realizzazione economica per realizzazione del sé. Tutte distrazioni! Sei qui per un motivo e anche se dovessi metterci tutta la vita per scoprire quale sia, fallo.  Rinnegherai ciò che vedrai perché non conforme a ciò ti eri costruito nella tua fantasia per scappare dalla verità. E scambierai per verità gli effetti scenici messi davanti per distrarti.

Tutti possono chiedere aiuto alla propria "reale guida Interiore", 
ma nessuno vuole salvarsi davvero.


È ora di piantarla di fantasticare al fine di addolcire una realtà che si tende a rifiutare. Se la mente cerca scappatoie e illusioni sul piano fisico dando adito alle fantasie più disparate, pur di non guardare in faccia la propria vita, lo farà inevitabilmente anche sul piano della dimensione sottile. Anche lì crederà di essere libero, ma troverà altre illusioni che terranno la mente ipnotizzata e bloccata senza poterle permettere di andare oltre facendo sì che anche l'anima rimanga bloccata su piani illusori. Come in alto così in basso. Quella che credi sia la tua roccaforte (zona di comfort), in realtà è la tua prigione e ciò che non comprendi e che vuoi la libertà rimanendo nella tua cella. Non è paradossale?
A volte per uscire da una situazione bisogna entrarci completamente. 
La fede è azione.


Claudio Guarini

mercoledì 28 settembre 2016

Perchè continui a soffrire?

Quando piangi perché vieni abbandonato, lasciato, non considerato, non accettato, offeso, accusato, giudicato, picchiato. Quando piangi perché non hai soldi per mangiare, per pagare le bollette. Quando piangi perché nonostante hai tutto quello che credevi potesse renderti felice ma allo stato dei fatti stai male, senti un profondo disagio che sale dalla pancia alla gola fino a farti urlare che odi la tua vita, le persone e il mondo intero. Quando piangi perché ti senti schiacciato dal sistema e dai suoi meccanismi. Quando piangi perché le situazioni non fanno altro che ripetersi come un incubo che ti perseguita. Quando piangi e te la prendi con chiunque si trovi a tiro, Dio compreso, nonostante hai smesso di crederci.Quando piangi puoi rendere quel momento così sacro da chiedere a quella "forza" che ti accompagna da intere vite, di guidarti davvero e portarti ad una comprensione reale di quanto ti sta accadendo. Ma questo richiede coraggio perché di lì in poi tutte le illusioni su cui hai fondato la tua vita cominceranno a crollare come un castello di carte al vento. È come quando dopo aver pianto ti rialzi e inizi a combattere davvero.Qualcuno mi disse che se fossimo nati soli saremmo stati felici e questo mi fece comprendere che noi esseri umani soffriamo nell’interagire proprio con gli altri. Sono i rapporti umani ciò che fa crescere dentro un individuo. Entriamo spesso in conflitto con chi ci circonda, la nostra famiglia, il partner, il collega di lavoro, il politico e così via. Gli altri, gli altri, cosa penseranno di me gli altri? Ci sentiamo costretti, a volte quasi obbligati a mantenere in piedi l'immagine che gli altri hanno di noi, nutrendo le loro aspettative e le loro idee mentali su di noi. Questo crea dipendenza e ci porta ad essere ciò che non siamo, facendoci rimanere all'interno di un sacco, spesso ben stretto e annodato, fino al punto di sentirci soffocare. Vogliamo ancora continuare così? Quando davvero vuoi scendere così dentro te stesso da scoprire chi sei davvero? Tu quanto ti lasci distrarre dal mondo, dalle emozioni, dalle illusioni? Gli altri ti stanno specchiando quanto ancora non prendi a cuore ciò che sei e ciò che fai.
Ma se ciò che fai è dettato da un desiderio, da un'emozione, dalla mente e dai suoi capricci, rischi ancora di continuare a prenderti in giro. Tutte le menti preferiscono lasciarsi corrompere dall'abitudine, da ciò che rientra nel territorio del conosciuto, dalle situazioni apparentemente prive di difficoltà, ghiotte di sbalzi emotivi. Se non trasmetti il tuo prendere a cuore la tua guarigione, attirerai specchi che tu chiamerai drammi.Voglio questo, voglio quello, questo mi piace, questo mi fa schifo. Quante volte hai detto non è la mia vita? Forse non era la strada destinata a te. Ma anche quando ti sei ritrovato dinanzi alla tua reale strada e hai fatto il primo passo, hai continuato a dire che non era la tua, hai imprecato urlando al cielo "chi me lo fa fare". Già chi te lo fa fare? Nessuno, è la vita che ti mette di fronte alle tue responsabilità. Sei libero di scegliere se rinunciare ai tuoi piagnistei lasciandoti guidare da una forza che ne sa certamente più di te o rimanere in un limbo di illusoria sicurezza.


Un giorno da qualche parte, in qualche posto inevitabilmente ti incontrerai con te stesso e questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate.
- Pablo Neruda –
 Pablo Neruda ci ha visto bene perché possono essere entrambe le cose, amara per la mente, felice per l'essere.La sofferenza psichica è quasi sempre dovuta agli attaccamenti che la personalità ha nei confronti di tutto ciò che è fuori di sé.



Preoccuparsi vuol dire divenire accessibile, accessibile senza volerlo. Una volta che ti preoccupi ti afferri a tutto per disperazione, e una volta che ti afferri sei destinato a perdere tutto ciò a cui ti sei attaccato.” -Don Juan Matus-


Condividiamo su Facebook le nostre vittorie, lamentele e ipotesi di libertà e buonismo come padroni del web, ma nella realtà di tutti i giorni tendiamo, in un modo o nell'altro, a proteggere e delimitare il nostro territorio, tutto ciò a cui siamo maniacalmente attaccati, evitando che venga invaso, sporcato o deturpato. La "zona di comfort" fa molto comodo alla mente ma non ci permette di valicare il confine che ci conduce ad una porta, quella che si affaccia sulla Verità, quella che ci dà il benvenuto a "casa Libertà".
Ma per giungere ad essa occorre certamente la comprensione della mente, ma non senza l’apertura del cuore. Il giudizio ostacola l'apertura del cuore. Ogni cosa su cui il tuo giudizio si posa diventa una chiusura alla reale comprensione degli eventi. I desideri ingannano spesso la reale comprensione della realtà, soprattutto quando crediamo di creare chi attrarre nella nostra vita.

Non esiste l'anima gemella, il compagno/a perfetto, il genitore ideale, l'amico ideale e così via. Esiste quella persona che giunge nella tua vita per farti incazzare, essere triste, felice, per farti avere sbalzi d'umore, per farti dire che la vita non è cosi come avevi creduto, che la famiglia del mulino bianco era solo un'illusione. Esiste quell'anima che giunge nella tua vita per tirar fuori dal tuo mondo interiore tutti quegli schemi che ti sei sempre rifiutato di vedere fino a quel momento. Benedici quella persona e smettila di idealizzare le persone, gli eventi e le situazioni. Ogni cosa che arriva serve a farti vedere parti di te così nascoste che solo in quelle occasioni possono venire a galla ed essere affrontante

"C’è chi viaggia sempre in continua ricerca di qualcosa e non lo trova mai perché desidera un appagamento momentaneo, fatto di emozioni che non possono durare perché sono indotte esternamente. Molti cercano fuori di sé qualcosa che può essere trovato solo dentro. Pensano di ottenere e vivere la libertà girando da un posto all’altro, da un partner all’altro, da una città all’altra, ma stanno solo cercando nel posto sbagliato perché ovunque andranno, si ritroveranno a fare i conti con il proprio mondo interiore. Ciò che non comprendono è che stanno cercando se stessi identificandosi in qualsiasi cosa sia fuori di loro. Ciò che è fuori può essere preso e lasciato in base ai capricci della mente. Se a lei piace, allora lo tiene e quando si stanca, un po’ come i bambini con i giocattoli, lo butta via e va alla ricerca di qualche altro passatempo"



L'adulto che ha paura è semplicemente un bambino ferito che ha fatto del mondo il suo nemico, rinunciando alla responsabilità della propria vita. Vede solo colpevoli mentre lui è l'unica vittima, o al contrario assume il ruolo di capro espiatorio, e quella paura fa sì che il suo cuore si chiuda così tanto da evitare il contatto con un autentico perdono. Si arrabbia con tutti urlando il suo dolore sotto mentite spoglie, oppure si racchiude nel suo mondo e si autopunisce accollandosi tutte le colpe. Un adulto che gioca a fare l'adulto non sa che quel bambino gli sta solo chiedendo di ascoltarlo per mostrargli la ferita da dove tutto ha avuto origine.
Non accontentarti della felicità. Aspira alla verità.
Il vero dramma è che molto spesso le persone non vogliono affatto sapere ciò che le riguarda davvero, altrimenti smetterebbero di vivere nelle loro illusioni. Purtroppo questo mondo ti ha dato l'obiettivo da raggiungere, la montagna da scalare, la maschera da indossare, la pancia da riempire, il portafogli da mostrare, l'emozione da consumare come un droga, qualcuno da amare e odiare, un dio da bestemmiare e un altro da lodare, una faccia da truccare, un istinto animale da sfruttare. Ma lo ha fatto solo per distrarti! Quello che in realtà cerchi è così vicino da sembrarti lontano ed irraggiungibile. Ciò che lo rende impossibile da raggiungere è il tuo attaccamento all'illusione. Idealizziamo tutto e tutti e questo limita la visione oggettiva, blocca il tuo sintonizzarti sulla frequenza delle tue parti spirituali (Anima e Spirito).
Idealizzare qualcosa non fa altro che illudersi di porre la verità nel luogo dove in realtà essa viene distorta e fraintesa, ossia nella propria mente. Idealizzare rende ciechi. Ti porta a prendere ciò che piace alla mente e a scartare ciò che non le piace. A godere di ciò che crede le dia piacere, e a soffrire di ciò che ritiene le porti dolore. Ad accettare l'immagine di ciò che desidera e a gettare via l'idea di quello che detesta.

Vale anche per quando si tende ad immaginare con la fantasia una soluzione definitiva ai propri malesseri interiori. Idealizzare l'uscita dal buio come qualcosa di bello o luminoso ostacola una reale visione di quello che accade. Occorre fidarsi e comprendere che quello che accade a volte è la risposta alle proprie domande sotto una chiave metaforica. Ma siamo cocciuti e continuiamo a crearci aspettative.
Le aspettative su gli altri, su se stessi, sull'amore, su Dio, sui progetti, sull'idea di felicità, su qualsiasi situazione a cui si è attaccata una fantasia idealizzata, verranno prima o poi deluse dalla realtà è dell'oggettività della vita stessa. E tu te la prenderai con chiunque non abbia rispettato proprio tali aspettative imprecando che la vita ce la con te. Quando dici "i sogni si realizzano sempre" non ti rendi conto che ti stai riferendo ai tuoi desideri. Dato che i desideri della mente sono perlopiù la conseguenza delle tue mancanze da bambino, andrai incontro a delle delusioni, proprio perché quell'aspettativa verrà abbattuta da una realtà tanto lontana dalla fantasia.
Cosa posso dirti? Sembra un percorso ad ostacoli, ma sono soltanto dei salti da fare e quei salti ti portano alla reale libertà.Hai fatto tutta questa strada, non mollare proprio adesso e ricordati che quando stai insegnando a tuo figlio, stai insegnando al figlio di tuo figlio.

venerdì 9 settembre 2016

Prendi a cuore la tua missione, come la Guida Interiore prende a cuore te.

A volte ci capitano delle situazioni davanti alle quali ci troviamo del tutto impreparati. Nel mio caso è stato di natura economica. E non riuscendo a capire la natura di quanto accaduto ho chiesto alla Guida Interiore (SPIRITO), in quanto ormai consapevole di essere io ad attrarre ogni situazione della mia vita. Il pezzo che leggerete è stato scritto oggi, pertanto non la troverete nel mio nuovo libro.

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IO: Perché di fronte agli imprevisti reagisco spesso con paura rabbia e preoccupazione?

Sé: Come mai, invece, davanti a quello che tu definisci un “BELL’IMPREVISTO” sei contento?

IO: Questo significa che non devo etichettare l’imprevisto come bello o brutto?

Sé: Significa che vivi ancora di aspettative, che idealizzi ancora la tua vita. La scalata verso la reale saggezza non è priva di salti da compiere. Ci saranno degli alti e bassi. La tua mente oscillerà come un pendolo fino a quando non imparerai ad essere centrato. Nessun cammino è privo di ostacoli. Ma sai bene che solo la mente vede come ostacoli e difficoltà alcuni “imprevisti”. Perché anziché chiamarli tali, non li vedi semplicemente come situazioni che ti servono ad accrescere la tua centratura?

IO: Ci sto provando, però quando ti ritrovi davanti a una situazione che non sai né perché e accaduta, né come risolverla, entro in allarme. E’ normale.

Sé: A che ti serve entrare in allarme? A cosa ti serve essere preoccupato?

IO: A nulla, solo a disperdere energia e sprecare tempo nei mille pensieri.

Sé: Quella è solo una conseguenza.

IO: Conseguenza di cosa?

Sé: Della tua mancanza di fede, ma soprattutto del tuo cuore chiuso.

IO: Cosa centra il cuore chiuso con la batosta da pagare che ho ricevuto oggi?

Sé: La stai mettendo su un piano prettamente economico?

IO: Non lo so più. Mi avevi detto che durante questo cammino, scegliendo di incarnare la mia missione, non mi sarebbe mai mancato nulla.

Sé: Certo. Ti è mai mancato qualcosa? Sei mai stato senza cibo, senza un tetto o un letto, senza la possibilità di fare ciò che occorre a te e alla tua famiglia?

IO: No. Resta di fatto che non comprendo cosa centri il cuore chiuso con la cifra da pagare di questo imprevisto di oggi.

Sé: Perché continui a metterla su un piano economico?

IO: Perché è di questo che si tratta.

Sé: Non è così. Si tratta della tua fede e del tuo cuore ancora chiuso. Hai detto che stai incarnando la tua missione. Sei sicuro che sia proprio così? Stai prendendo a cuore la tua missione?

IO: Non lo so. Forse non come dovrei.

Sé: Sii onesto con te stesso. Agisci come se io ti impartissi degli ordini, degli obblighi, ma non è così. Le mie indicazioni ti mettono sempre se solo sulla tua strada, ogni volta che rischi di perderti. Io sono accanto a te a mostrarti dove andare perché la tua mente non lo sa. Prendere a cuore la propria missione significa prendere a cuore la tua vita. Devi prendere a cuore ogni essere umano come io faccio con ognuno di voi. Aprire il cuore verso la tua missione significa essere anima. E non si tratta di un’effimera ed illusoria emozione mentale, si tratta di Amore.Stai compiendo azioni come quando un tempo scappavi dalle situazioni.

IO: Ma non lo faccio volutamente. Io cerco di mettere in pratica quello che tu mi indichi, ma a volte non sento quella gioia o quella pace nel farlo. Anzi, spesso mi sento come al posto sbagliato.

Sé: Accade perché ancora idealizzi il nuovo paragonandolo al vecchio. Solo quando comincerai ad aprire il tuo cuore e a prendere coscienza che sei un canale di una forza chiamata amore, allora sentirai scorrere in te quella che chiami gioia. Essa non è emozione, ma una cosa semplice come il sorriso di un bambino quando vede una formichina camminargli sulla mano. Ti chiedi perché anziché le solite bollette o le classiche spese, adesso ti ritrovi a pagare del denaro per qualcosa di “inaspettato”?

IO: Si.

Sé: Ogni volta che ti adagi, rischi di ritornare nel vecchio schema della routine, del “fare perché lo devo fare”. Invece tu devi “fare perché sai che è la cosa più saggia da fare”. Avevi bisogno di una tirata d’orecchie. Ti stavi lasciando andare, distrarre dall’abitudine, dai classici schemi della sopravvivenza. Sai in cosa stavi trasformando la tua fede? La tua mente spesso ripeteva a se stessa “tanto c’è Spirito che ci pensa ai soldi. Io faccio le cose che mi dice e anche controvoglia, l’importante è che mi faccia campare senza che mi debba stressare nel pensare al denaro”.

IO: Ho pensato questo?

Sé: Certo. Io non sono il tuo datore di lavoro. Io ti do solo le indicazioni affinchè tu possa metterti sulla tua strada, e se prendi davvero a cuore la tua strada, il pensiero del denaro non ti sfiora minimamente. L’unico tuo focus rimane centrato sulla TUA MISSIONE. Non permettere che la tua attenzione venga distolta. Mantieni il focus su ciò che realmente sei. Queste distrazioni ti hanno portato a mettere da parte ancora una volta Anima. Lei è l’energia che porta avanti ciò per cui si è incarnata.




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mercoledì 24 agosto 2016

La Verità non è ciò che credi e ha una sola strada

IO: Quante strade ha la verità?

Sé: La verità è una presa di coscienza che ti mette sulla tua strada. È solo l'illusione che ha mille strade.

IO: Quindi la verità ha una sola strada?

Sé: La verità è la strada. I bivi sono le scelte davanti alle quali la mente si trova. Essa è costretta a scegliere sempre tra l'illusione e la verità.
(Claudio Guarini)





La verità, la sua verità, la mia verità, la tua verità. Ognuno possiede, o crede di possedere, una certa verità. Abbiamo tutti un’idea sulla verità. Qualcuno crede sia quella della religione giusta da seguire, del paradiso da conquistare, del mito della vita ideale da vivere nel benessere, del diritto al lavoro, del denaro per poter vivere sereni. Tutto conduce all’idea di felicità, o tutt’al più a quella di conquista (idea egoica), dell’ambizione, del successo, del vivere bene economicamente e in salute. Ma non ci rendiamo conto che rimane sempre e comunque un’idea. Per comprendere cosa sia la verità occorre uscire da questi pregiudizi, preconcetti, convinzioni, condizionamenti, paure, aspettative. Uscire soprattutto dalla pretesa che la tua mente debba sapere cosa sia meglio o giusto per te e per gli altri. La mente non lo sa e non lo saprà mai.

Quale può essere un esempio immediato di come fuggiamo ogni volta che ci troviamo di fronte alla verità? Le emozioni. Le emozioni filtrano la realtà, la rendono illusoria. Questo non significa negarle né di forzarsi nel non provarle, dico solo che non sono la realtà. Arriva un punto in cui neanche le provi più. Appartengono agli istinti bassi dell'umano, alla mente, al pensiero di cui non si ha il controllo ma è esso a pilotare la mente e la vita. Arriva quel momento in cui inizi a provare qualcosa che è tutt'altro rispetto alle emozioni, il cui centro purtroppo è raccolto nella pancia e non nel famoso "cuore". Infatti l'amore non è per niente "farfalle nello stomaco". Parlo di qualcosa di nettamente superiore. La mente di per sé non può e non deve creare nulla! È solo un esecutore al servizio di un informazione "SUPERIORE" che potete chiamare anche pensiero intuitivo (sono solo termini), ma che è un collegamento con una parte della vita (chiamatela anche Spirito) che ha dato appunto "vita" ad ogni tentativo di mettersi in contatto con "qualcosa" che le emozioni (risposte chimiche di una macchina ad uno stimolo esterno) possono solo falsare e tradire. Non le condanno né le nego ma dico solo che se volete vedere la realtà al di là di tanti blablabla filosofici e teoroci sul come creare la realtà (che è sintomo solo di una fuga da essa), occorre spogliarsene come di un vestito ormai stretto e obsoleto. Non è un processo immediato né forzato. Avviene nel tempo dopo aver messo da parte ciò che è falso, pilotato dal grande "illusionista" che proprio tramite il giudizio ci mette in condizioni di dire IO HO RAGIONE, TU NO, facendoci perdere nell'emozionale a livelli cosi sottili che neghiamo anche che sia così.
Gesú sulla croce aveva di fianco i due ladroni, si dice fosse quello buono da un lato e quello cattivo dall'altro. Chi erano? Essi rappresentano le emozioni positive e negative. In ogni caso sono entrambi dei ladri. Gesù si trova nel mezzo, nella centratura, dove le emozioni non sono più in grado di rubare la tua attenzione per dirigerla nell'illusione.
Cosa significa questo?

Il pensiero (positivo o negativo) è partorito dalla mente che produce a sua volta l'emozione che può essere positiva o negativa. L'emozione è sempre un pendolo che oscilla da un estremo all'altro. Il sentimento non ha bisogno di una causa esterna che lo procuri. Appartiene all'anima e non sottintende attaccamenti o capricci di possesso. È una sensazione che puoi sentire anche nel corpo ma non come l'emozione. Ha una frequenza e vibrazione differente. Una cosa è "Mente-pensiero-emozione", un'altra è "Anima-cuore-sentimento".
Il sentimento non è legato alle storielle sul colpo di fulmine o all'amore incondizionato che la mente crede di provare solo pronunciando dei mantra. Il sentimento è qualcosa di autentico che puoi percepire senza l'intrusione della mente e delle sue idee sull'amore. Quando ti ritrovi su un autentico perdono (che non potrà mai essere una convinzione mentale), puoi renderti conto di come quello è già amore, e non ha bisogno di attenzione, considerazione né approvazione. L'emozione è una reazione del corpo a un pensiero o un'idea, mentre il sentimento è come una sensazione di calore che ti fa cadere, senza che te ne accorga, una piccola lacrima
La sofferenza o la percezione del dolore è proprio della mente che fa resistenza a lasciare andare il "falso", la sua vecchia vita, la sua idea di se stesso, del mondo, degli altri, dell’amore, della morte, di Dio, del suo percorso, della felicità. Più resistenza c’è, più dolore apparentemente percepito ci sarà.

“Non esistono ostacoli che non si possano superare,
 esistono scelte che si possono compiere”
(Claudio Guarini dal libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE)

La Verità corrisponde alla conoscenza, ed essa corrisponde alla libertà. La conoscenza non te la danno le tradizioni né i libri, ma la "fonte originaria" che ha ispirato quelle tradizioni e quei libri. La conoscenza è la fonte stessa. Quella fonte è la Guida Interiore.
Quando la verità ti suggerisce di uscire dalla prigione, la mente ha due possibilità: seguire quell'indicazione o arredare la prigione. Purtroppo molte persone scendono a patti con l'illusione quando si rendono conto che alla mente costa troppa fatica e sacrificio lasciare andare per sempre l'idea che si ha di sè stessi, della vita, dell'amore, di Dio, della felicità.  Siamo sempre lì, è sempre quella la questione. La tua “zona di comfort”.
"Pinocchio devi andare a scuola", disse il grillo parlante, ma la tentazione del gatto e la volpe e del paese dei balocchi fu forte. Tante "menti" (quasi la maggioranza) fanno proprio così con le indicazioni della Guida Interiore, della parte spirituale. Gli lanciano contro una ciabatta e scelgono il paese dei balocchi fino alla fine dei loro giorni, usando la scusa "NON SONO PRONTO". Dopo che si è udita e riconosciuta la chiamata del RISVEGLIO, non ci sono più scusanti che possano reggere, come quella dell'essere pronti o meno. Esiste solo la SCELTA. O scegli il gatto e la volpe, o la verità. Tutto questo affanno ostinato verso la ricchezza e l'abbondanza tramite formule magiche, mantra e riti ti porta esattamente dal lato opposto a quello della libertà. Mettiti nelle condizioni di accettare che la tua mente può fare solo una cosa: scegliere da che strada andare. Su quella le cui indicazioni giungono dalla parte autentica (la Guida Interiore), o su quella delle illusioni (il paese dei balocchi, la vita ideale, ecc.).

A volte il conflitto è sotterraneo. La mente razionale ritiene di star seguendo le indicazioni ma in realtà censura alcune informazioni intuitive che vorrebbero avvisare del contrario. (Antonio D’Elia)

Finché non comprenderai cosa manipola la tua mente, continuerai a mettere sul piedistallo ciò che ostacola la verità anche nella mente degli altri. Tutto ciò che la tua mente non riesce ad accettare sulla Verità riguardo la tua vita, permette anche a "certe energie" (parassiti, voladores) di interferire con la mente stessa, infilando pensieri che non sono tuoi.
Goya fu preso per un pazzo malato di testa per via dei suoi dipinti all'interno della sua stanza. In realtà stava solo cercando di comunicare la verità, ossia la condizione dell'essere umano, la cui anima viene presa da quello lì "con la barba bianca" da millenni. Ancora oggi nessuno crede a questa palese verità e l'anima continua a stare nelle sue mani. Sta a noi andarla a recuperare. Ma finché pensiamo alla bella vita, ritenendo che è più importante accontentare un capriccio della mente, allora questa vita sarà stata un'occasione sprecata. Quando parlo della "bella vita" mi riferisco agli attaccamenti che danno un piacere immediato alla mente. Tutti abbiamo sperimentato che quel tipo di piaceri non ci rendono una persona migliore, ci rendono persone più dipendenti, che vogliono sempre di più di quel piacere. Questo non ha a che fare con la Gioia e l'Amore autentici, con la pace interiore (sentimenti, Anima), ha a che fare con le emozioni (e i capricci della Mente di superficie)
Salvare l'anima non è un modo di dire, è un'indicazione di estrema importanza.

L’uomo non è del tutto colpevole, poiché non ha cominciato la storia; nè del tutto innocente, poiché la continua.
(Albert Camus)

"La schiavitù è una presa di coscienza. La paura non c'entra nulla. Non c'è da aver paura di nulla. Potresti non accorgerti di avere la febbre. Arriva un medico e ti rende cosciente della tua febbre. Non lo fa per spaventarti. Prenderne coscienza è un punto di partenza per decidere di fare un salto. I mass media invece ti dicono cose e ti fanno intendere che tu non hai alcun potere per cambiare nulla. La colpa non è di un fattore esterno, o meglio, qualsiasi fattore esterno che entri nella nostra vita, comprese le energie arcontiche e tutto il resto, è qui perché noi lo permettiamo. La responsabilità è individuale. Questo non significa che il mondo esterno non esista e non se ne possa parlare in modo da offrire un più ampio quadro delle forze in campo nel percorso verso il risveglio, l'unione di Mente, Anima e Spirito."
( Antonio D'Elia )

Spesso si sente dire che l’essere umano ha il cuore chiuso. 
E’ vero, non percepisce la sua anima, e pertanto non è in grado di sentire il reale sentimento, ma solo le emozioni e i pensieri dai quali si scatenano. Il cuore non può e non deve essere aperto da nessuna entità di luce, né angeli, né alieni, né maestri ascesi, né madonne, né nessun altro. L'apertura del cuore è una presa di coscienza di come realmente è il tuo mondo interiore. Tocca proprio a te aprire il tuo cuore, ma lo puoi fare solo se accetti la Verità (la Guida Interiore, la parte Spirituale, Spirito). È il rendersi consapevoli di come la mente abbia deviato, con la sua presunzione, ogni percorso spacciandolo per verità. È accettare la presenza di una parte oscura la quale non è fantasia né una proiezione, e che ha pilotato gran parte dei pensieri e delle azioni. L'apertura del cuore è guardare la tua vita con occhi di verità e umiltà accettando che non è la mente a decidere il cammino. Il destino non si crea, lo si riconosce e lo si mette in pratica ascoltando le indicazioni dell'unica guida dell'essere umano, ossia Spirito. L'apertura del cuore è vedere attraverso i suoi occhi e anche attraverso quelli dell'anima. Quando la mente tornerà alla sua reale funzione, allora qualcosa potrà apparire più chiara. Ma fino a quando sarà lei a decidere senza cognizione di causa, tutto ti condurrà a farti rimanere nella tua zona di comfort, che continuerai a scambiare per verità e libertà.


Fidati del suo piano, non del tuo dolore.

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