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venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
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1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
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martedì 14 febbraio 2012

«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» nè genitori, nè psicologi, nè politici.. NESSUNO TRANNE TE!

Condizionati dalla nascita.. può essere un dramma ma può diventar anche la via per dire da soli a noi stessi: SVEGLIA!
ATTENZIONE ...non si può far questo , quello , quest'altro e quest'altro ancora... BLA BLA BLA... neanche le parolacce ???? CAZZO CAZZO VAFFANCULO... 
Siete troppo condizionati?? E' un vostro problema!!
Cercate che qualcuno vi salvi?? E' una vostra ILLUSIONE!!
Non si può bestemmiare DIO? [PORCO DIO hiihhiihhi]
Chi ha detto che esista e che stia lassù a fare il giudice..? E' un'altro vostro problema!
SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI!!!! GETTATE VIA LA SPAZZATURA!!!

L'ego si protegge attraverso i sistemi di credenze in cui si identifica per paura di perdere delle fanatiche certezze e divenendo, attraverso di esse, capace delle più atroci e impensabili azioni.
Guardate questa scena epocale ma molto reale del lavoratore medio:


C'è molta gente (purtroppo manovrata nel proprio subconscio dai media e dalla massa lamentosa schiava inconsapevolmente) che aspira a questo scenario credendolo un diritto e soprattutto confondendo un posto di lavoro per la vera libertà.
Se il vostro unico obiettivo è uno stipendio fisso, un posto di lavoro o la benzina a metà prezzo e dovesse accadere che finiamo come la Grecia, beh... 
sarete esattamente gli attori dello scenario che vi stanno obbligando a interpretare:
coloro che non hanno più un sogno..
E su questo palcoscenico costruito già da tempo tutti gli attori arriveranno a farsi la guerra uno contro l'altro perchè saranno stati convinti fino all'ultimo che l'essere umano non ha potere, che deve aver paura, che il nemico è dietro l'angolo, che siamo animali che devono solo nutrirsi, attaccare/difendersi e ingravidare per perpetuare la propria specie.
PAURA=TI AMMAZZO PRIMA CHE POSSA FARLO TU!
Babilonia is coming again...



 ATTENZIONE:
Se proprio non l'avete capito, stanno mettendo in scena uno spettacolo e non ci è stato detto che stiamo tutti recitando.. ci stanno dando l'ILLUSIONE della libera scelta di salire su di un palco quando in realtà ci siamo già saliti mentre dormivamo beati nelle nostre illusioni mentali, nelle nostre lamentele, nei nostri giudizi, nelle nostre giustificazioni, nelle nostre paure.
Stiamo per entrare in scena credendo che abbiamo scelto tramite un reale "libero arbitrio", in realtà mai posseduto consapevolmente.
Stiamo per iniziare una guerra nel nostro microcosmo personale e il sistema è contento di tutto questo perchè la moltitudine ne è INCONSAPEVOLE e agisce per istinto animale di difesa/attacco, nutrendo il sistema stesso con questo spreco di energia vitale. La paura farà nascere una pseudo-urgenza di qualcuno che ci salvi, e questo "lupo mascherato da agnellino" sta lì pronto per proporci la sua magnetica e illusoria proposta di salvezza (che sia politica o spirituale) che ci porterà su un altro ramo simile al precedente dove lo schiavo continuerà a credere di essere libero mentre invece cadrà con tutte le altre pecore che avranno seguito il resto della massa su quel ramo. Quando questo ramo sarà tagliato, molto probabilmente sarà troppo tardi per poter scendere..



 «S_V_E_G_L_I_A ! »


La questione è che diventi così abituato a determinati tipi di condizionamenti che inizi a ritenerli la tua propria natura scambiandoli per la verità!


Un tipico condizionamento esiste anche all'interno della famiglia per un figlio ad esempio:

 Ti senti come obbligato a rispettare un ruolo, un comportamento, un modo di fare che ti sta stretto che semplicemente non è TE perchè tu esprimi il tuo VERO ESSERE in altra maniera la quale temi possa dare "DISPIACERE" ai tuoi genitori.
Il tuo essere ribelle da adolescente verso di essi è stato nel tempo soffocato, aggiustato, modificato in quella specie di "ibrido-personaggio-attore" quale tu oraesprimi quando devi render conto (in qualsiasi ambito della tua vita) a loro.
Non riesci a metabolizzare l'effetto "SENSO DI COLPA" che scaturirebbe se dicessi ai tuoi genitori che ADESSO SEI ADULTO e che non hai bisogno della BALIA e che non ti è dovuto fare il "bravo figliuolo di 10 anni":
«SI PAPA, SI MAMMA, NON VI DELUDERO MAI...»
..solo perchè (come da prassi genitoriale) ti hanno magari aiutato e dato tutto ciò che potesse renderti felice.
Ma quando tu vuoi ribellarti e non ci riesci , seppellisci tutto e accumuli incessantemente reprimendo ogni tuo voler liberamente esprimerti.
Ma prima che la tua personalità costruita dia luogo ad un'esplosione (spesso non controllata) dovuta alla repressione inconscia di queste emozioni credo sia meglio se inizi ad accettare che devi spegnere quel senso di colpa fasullo ( a cui regali la tua energia vitale nutrendolo) e che ti è stato innestato dal comportamento EDU-CASTRATIVO genitoriale (a sua volta ricevuto e impartito dai propri genitori (sempre secondo gli usi e i costumi etico-sociali-culturali-religioisi).
SEI TU CHE DECIDI LA TUA VITA con o senza il loro consenso.
Ma non tutti son disposti ad abbandonare questa maschera che li lega a questa sofferenza che non è dell'ESSERE ma della personalità con tutti i suoi drammi.



ESSERE TE STESSO ti fa sentire non accettato?
E chi ti dice che hai bisogno della considerazione degli altri per esistere ed esprimerti?
RICORDA: 
Se altri esseri umani si aspettano qualcosa da te (in quanto sei loro amico o parente) solo perchè nelle loro fantasie si sono create INUTILI ASPETTATIVE o IMMAGINI IDEALIZZATE della figura a forma di colui che tu rappresenti nella loro vita, e vengono delusi solo perchè ami agire e pensare come meglio credi TU per TE e non come loro credono o vorrebbero, è un LORO PROBLEMA!
VIVI RISPETTANDO E CERCANDO DI ESSERE ONESTO SOPRATUTTO CON TE STESSO..il resto lo vedrai magicamente accadere sotto i tuoi occhi.
Essere se stessi ma in maniera consapevole.. per dar voce al proprio vero ESSERE in quanto siamo inconsapevolmente schiavi della MACCHINA BIOLOGICA (Claudio, Pierluigi, Mariangela, ecc.) che si esprime come conseguenza RE-ATTIVA della paura istintiva della morte, quindi in condizioni di attacco/difesa.
Occorre prendere coscienza che la maggiorparte delle nostre azioni sono in realtà re-azioni ad uno stimolo esterno per cui l'EGO si sente minacciato.
Ci si accorge quando è l'ESSERE ad esprimersi o è la MACCHINA ad entrare in "scena"..



Se sei identificato con la mente e con il suo vociare continuo (dialogo interiore dell'ego), e qualcuno ti insulta, ti arrabbierai perchè starà offendendo l'ego e quindi in questo caso anche te in quanto ti credi lui. Diciamo che la rabbia repressa che diventa RE-ATTIVA incontrollata, può esser dannosa nelle situazioni in cui scoppia senza un reale controllo. Un'azione voluta, fosse anche un vaffanculo o un "TOGLITI DI MEZZO", ci sta ma che non sia dettato da un'emozione indotta dall'esterno per una questione di MI SENTO OFFESO o HAI FERITO IL MIO ORGOGLIO.. Non vuol dire che non posso difendermi, anzi ..


«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» tantomeno uno psicologo..
Il problema (se così si può chiamarlo) è che se ti affidi esasperato e disperato ad uno psicologo, che si crede tale solo perchè ha conseguito un 110 con lode grazie al suo applicarsi su dei libri obsoleti e obbligati dai PROF, ma del tutto inconsapevole della realtà ingannevole della mente, allora c'è il pericolo che potrai rischiare di impelagarti in un labirinto assurdo con tante e nessuna uscita allo stesso tempo.
Ma non è colpa dello psicologo, nè tua, ma dell'inconsapevolezza, della vostra coscienza addormentata. Il problema è che la psicologia (come altre pseudo-scienze e i loro circoli ricreativi edu-castranti chiamate università) è schiava del sistema.
Essa cerca soluzioni nell'incoscienza, nella mente ..
Non è un'accusa contro gli psicologici in quanto molti prendono la laurea giusto per il pezzo di carta (per praticare legalmente) ma poi sanno che occorre svegliare la propria coscienza, decondizionarsi tirandosi fuori dal sistema e dalle credenze indotte da quest'ultimo per poter davvero essere d'aiuto (innanzitutto a se stessi e poi al prossimo).
Ma se ti rivolgi speranzoso ad un tizio che è appena uscito dalla fucina edu-castrante universitaria (nonostante la sua buona volontà) credendo che un "dormiente" possa esserti d'aiuto, troverai forse qualche placebo provvisorio (o peggio un'altra prigione) perchè come disse qualcuno:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero»
[Il concetto si estende ad ogni categoria e/o persona che crede di poter/dover aiutare il prossimo in un condizione di schiavismo di cui non è consapevole compresi i tanto amati guru o scuole para/spirituali/new age].



Tutti fanno a gara a spiegare a livello intellettuale o cosa sia l'amore cosa sia Dio..
Cosa ne sai o pretendi di sapere dell'amore, caro essere umano? Accetta che forse ne hai percepito un brivido eterico e fugace..
Non ne sai nulla..così come di Dio.. Lo hai ridotto ad una parola, ad una semplice etichetta intellettuale, una definizione schematica, logica o tutt'al più poetica per rendere meno patetico il tuo vagare disperato in cerca di un luogo spazio/temporale dove appiccicare il tuo concetto di amore o di Dio. Quando ne parli come un dotto in realtà lo stai solo sognando e disperatamente cercando chissàddove.. Quando il tuo sguardo brilla di luce propria, e non devi dare spiegazioni a nessuno per quel luccichío, allora stai vivendo entrambi nel tuo silenzio che saprà diventare una vibrazione divinamente radiosa e a volte accecante per chi ti vuole con sè nel suo smarrimento di assenza di Luce.
Sarai un faro maestoso e semplice che nel suo rumoroso silenzio indicherà che la nebbia non fa paura ma in un certo senso sprona a cercar quella Terra Promessa di cui tu adesso puoi esser testimone e con la tua umile e semplice presenza anche gli altri naviganti sapranno che possono diventar dei fari per illuminare finalmente la propria terra promessa!



Per quanto mi riguarda, non posso far dono di ciò che non possiedo.
Quindi eviterò di sbandierare la parola AMORE ai quattro venti solo per farmi belle le labbra.
Quando il vaso traboccherà d'acqua potrò donarla a chiunque abbia sete nei pressi di quel vaso.
Ma finchè sarà vuoto... saranno lungi da me l'altruismo, il falso buonismo e la solidarietà spicciola forzata da un'atteggiamento comune condizionato da una condotta ipocrita a sua volta dettata dalla maschera dell'APPARIRE e, peggio ancora, causata da uno stupido e inesistente senso di colpa creato e indotto dalle religioni, dalla società e dalla cultura edu-castrante.. ma soprattutto dai VUOTI INTERIORI che si finge di non vedere e pertanto li si riempie con illusioni esteriori.
Imparo ad amare poco alla volta, una persona alla volta.. iniziando da ME STESSO, continuando con un fratello, un'amico.. con la donna che un giorno potrebbe darmi un figlio.. e se ci riesco ad estenderlo ad ogni essere umano.
Ma che sia graduale, naturale, umile, spontaneo e sincero.

Sapere le cose non equivale a "conoscerle"...


sabato 11 febbraio 2012

I 6 sintomi dello "schiavo"


«Ecco perchè la gente vive dormendo, non c'è alcuna necessità di essere attenti e presenti: vi sono state date risposte prefabbricate da usare in ogni evenienza» OSHO 

Vi offro adesso 6 spunti di riflessione e di lavoro attraverso i quali noterete quanto siamo davvero succubi (o schiavi del sistema) e quanta energia regaliamo a "MATRIX".
I 6 sintomi dello "schiavo":
1] GIUDICARE (se stessi e gli altri)

2] LAMENTARSI ( a partire dal maltempo, dal traffico, dalla giornata storta e a finire con la crisi, il lavoro, il prezzo della benzina, ecc.) - (
La scuola, l'università, la televisione, la famiglia, creano vittime che si lamenteranno tutta la vita. )

3] ACCUSARE IL MONDO ESTERNO (ritenersi VITTIMA)

4] CORREGGERE GLI ALTRI (obbligarli a pensare o a fare ciò che soggettivamente si ritiene "GIUSTO/SBAGLIATO")

5] GIUSTIFICARSI (cercando di apparire anzichè ESSERE)

6] DESIDERARE LA CONSIDERAZIONE, L'APPROVAZIONE E L'ATTENZIONE ALTRUI.

Un settimo sintomo ci starebbe come la ciliegina sulla torta...VIVERE NELL'ILLUSIONE DI ESSERE LIBERI...
 
Stai giocando a nascondino con te stesso.. 

Purtroppo stiamo confondendo la parola RISVEGLIO (o il dire "SVEGLIA" a chi è inconsapevole di essere "schiavo" - parola di cui approfondiremo in seguito il significato) con la troppa porcheria spirituale presente in giro (dovuta ai mercanti addormentatori di coloro che sono assetati di conoscenza) e con la conseguente/parallela corrente complottista (che fa il gioco del sistema stesso senza che se ne renda conto)!
Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero nè tantomeno insegnargli la libertà!
Chi si crede libero è più schiavo di chi non sa di esserlo.
Per citare qualcuno che lo disse prima di me:
«Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo» [Goethe]
Il treno che viaggiava sul binario della nostra esistenza è stato deviato, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante, CREANDO UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE e per il nostro Essere.
Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la nostra vera natura, producendo comportamenti che sono il solo frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco nullo.
Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni ("sto antipatico a tutti", "il capo mi odia", "i miei figli non mi rispettano", "mia moglie\marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", "faccio un lavoro da schifo ma mi merito di più" e via dicendo) non capendo che l'unico motivo per cui le cose ci accadono è perché NOI vogliamo che ci accadano non facendo nulla per evitarle. Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani.
Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con il pilota automatico, perché ci fa comodo, perché ci deresponsabilizza.



RIcorda:
 Se ti polarizzi (dando la tua energia) su un qualcosa, stai inevitabilmente costruendo il suo opposto.
CENTRO DI GRAVITA PERMANENTE dice Battiato.. In ogni caso è sempre (per me) scontato ( o quasi ) che li dove va l'attenzione va l'energia e quindi c'è una gran percentuale di probabilità che le cose che magari non desiderate perche vi fannopaura, in realtà accadano proprio perche date loro troppa importanza ed energia. In ogni caso è la troppa importanza e la polarizzazione esclusiva su di un aspetto (positivo/negativo) che manifesta anche il suo opposto. Molti la chiamano anche legge di compensazione.
Questa purtroppo non è la realtà, o meglio, è la realtà ma non abbiamo gli strumenti per capirla finché restiamo ancorati allo stato d'animo comune, che ci vuole tristi, timorosi, diffidenti ed arrabbiati.


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


 «L'ego ha coscienza di sé? Quando noi tentiamo di disidentificarci da esso, lui reagisce come fosse un robot con schemi d'azione adatti al momento, ottenuti nel corso della vita oppure diciamo, Pensa?!»


L'ego non ha coscienza di sè è un software,un programma il cui database è fornito da pensieri collettivi,tanti files che puoi introdurre e estrarre nella coscienza. Quando elimini il software , il computer diventa cosciente, la macchina diventa umana.
L'amore è cosciente.. noi siamo amore.. noi siamo assenza di morte.. la paura è inconsapevole. Quindi la mente è inconsapevole.. è solo un'illusione. Questo ci dà una motivazione in più, una spinta fortissima nel volerlo disintegrare! Non è reale.
Si potrebbe considerare 'ego' tutto ciò che riguarda la personalità messa su da credenze, forme-pensiero, pensieri collettivi, ambizioni e aspettative, giudizi che ci impediscono di vedere la realtà così com'è senza che sia mediata dalla mente. Se tu consideri il tuo 'ego' ovvero il tuo dialogo interiore e i tuoi condizionamenti come amici non la vediamo alla stessa maniera.. La consapevolezza c'è dove non c'è ego.. quando l'ego e quindi i condizionamenti svaniscono esce il tuo vero essere la tua vera identità avvenuta dopo la morte dei tuoi io fittizi e psicologici..
Non è un nemico.. non è nulla. E' un'illusione da sciogliere, semplicemente. E' uno schema logico e razionale soggettivo che è distante anni luce dalla verità di chi siamo e cosa possiamo fare.. non è un nemico. Lo consideri un nemico quando capisci che ne sei schiavo. Con il tempo, quando te ne liberi o cominci a farlo, capisci semplicemente che si trattava di files da estrarre per ridare vitalità all'essere.. 
 Relazioni reali con le persone le hai quando sei totalmente libero dai vincoli della personalità.. perchè quando non c'è la personalità c'è la coscienza ed è lì che si parla di unicità! Ognuno di noi è unico e non è uguale all'altro. Esce la vera essenza di una persona.. quando invece emerge l'ego.. bè, l'ego ci omologa tutti quanti. Tutti uguali con gli stessi pensieri che non superano i limiti della ragione.. ma c'è molto di più aldilà della paura.
 (Ayesha Cathelan)

TRATTO DAL LIBRO 
 «IL SOFFIO DELLA COSCIENZA»

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