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martedì 27 ottobre 2020

SONO UN ERETICO


E ti lamenti di tua moglie. 

E ti lamenti di tuo marito.

E ti lamenti del sistema politico.

E ti lamenti che lavori 13 ore al giorno per quattro soldi.

E ti lamenti che non trovi lavoro.

E ti lamenti che nessuno ti considera, che nessuno ti ama, che nessuno ti dà attenzioni, che nessuno ti apprezza, che nessuno ti rispetta, che nessuno riconosce i tuoi sforzi.

E ti lamenti che ti tradiscono.

E ti lamenti che non trovi l'anima gemella.

E ti lamenti che tutti ti giudicano.

E ti lamenti che è sempre colpa degli altri.

E ti lamenti che non ce la fai più a vivere così.

Ma cosa fai per prenderti la responsabilità della tua vita?

Cosa fai per dire dire STOP a questo atteggiamento adolescenziale?

Cosa fai per trasformare questo modo di vedere la vita legato a un obsoleto e vecchio paradigma?

Lamentarsi significa esonerarsi da qualsiasi tipo di responsabilità in modo tale che tu possa accusare l'esterno della tua condizione.

Fare la vittima significa aspettare che siano gli altri a risolvere le tue situazioni, che siano gli altri a prostrarsi ai tuoi piedi e a darti una ragione che serve solo a mantenere in piedi il tuo ego.

Tutte queste personalità sono l'ostacolo che tu stesso metti davanti ai tuoi piedi impedendoti di fare dei passi verso una libertà che desideri ma che rinneghi, perché richiede una vera forza di volontà nel lasciare andare tutte le idee legate alla vecchia versione di te stesso, richiede umiltà e un duro allenamento per uscire fuori dall'emozione ed entrare in uno stato di centratura. 

E mentre leggi ti stai lamentando che non puoi perché qualcosa ti impedisce di essere libero. No! 

Tu non vuoi essere libero perché costa fatica alla tua mente rinunciare alle sue idee che ha costruito su te stesso e sul mondo. 

Se rinunci ad esse ti sembrerà di morire, ma da quella morte dovrai passarci se vorrai seguire la strada della verità.

Però parli di amore, di cambiare il mondo con l’amore. Ma di quale amore stai parlando se ciò che la tua mente fa è solo pretendere un compenso egoistico psicologico di benessere?
Che tu parli di "IMPARARE AD AMARE" o di "SVEGLIARE LA COSCIENZA", non comprendi che il punto di passaggio quasi obbligatorio è la distruzione di tutte quelle idee che la mente ha costruito su di sè e sul mondo esterno. 

CHI TI STA PARLANDO ORA NELLA TESTA? Chi ti sta suggerendo cosa è giusto o è sbagliato? Quale voce stai ascoltando in questo momento? Cosa stai rimuginando? Chi ti sta parlando spacciandosi per pensieri tuoi? Chi sta dettando le regole della tua vita dandoti l'illusione che ci sono cose che ti piacciono e altre che ti fanno schifo? Chi ti sta convincendo che la colpa è la fuori? Chi ti sta suggerendo che ciò che stai leggendo sono tutte stronzate?

Purtroppo siamo stati educati ad escludere il piano sottile della realtà, quel piano invisibile che è più tangibile di ciò che crediamo. Ed è lì che si gioca il resto della partita. Escludere questa parte ti porta inevitabilmente a rimanere in questa prigione, impedendo a te stesso di fare un vero cambiamento. E se non cambi tu, anche il mondo in cui vivi rischia di finire nel baratro.
Una volta Anima mi disse, proprio in un momento in cui stavo scendendo negli inferni atomici:


 “Non servono gesti eclatanti. Occorrono azioni semplici, umili, fatti con amore. Quando hai paura di perdere tutto, non fai altro che distogliere l'attenzione da ciò che vivi nel momento presente. Ti stai proiettando in un futuro che esiste solo nella paura della tua mente. Amare se stessi significa amare la vita, senza più dire "questo è bello, questo è brutto, questo mi piace questo non piace". Aprire il cuore significa vivere le situazioni come esperienze, senza più la separazione causata dal giudizio, senza più idealizzazioni, ma attraverso gli occhi della tua Anima. C'è sempre qualcosa che puoi fare. Dare l'esempio attraverso l'amore per ciò che fai, senza il dover dimostrare, ma semplicemente perché è ciò che sei sei chiamato a fare, perché è quello di cui il nuovo mondo ha bisogno.”(ANIMA)

C’è un’idea di fondo che spesso accompagna l’essere umano nel corso della sua vita. 

L'idea del fallimento non è reale, ma una scusa che la mente utilizza per non prendersi la responsabilità dalla propria vita. I tuoi fallimenti non sono dettati da fattori esterni, ma paradossalmente, essi ne sono solo la conseguenza. Scopri la causa e comprenderai la verità, sempre se sei disposto a vederla. Elimina la causa ed eliminerei l'effetto. Alla base c'è una scelta di vita. Una scelta che ancora non hai fatto perché viaggi sempre sulla polarità della dualità.

Positivo e negativo sono due illusioni di una stessa medaglia con due volti che ti sbattono da un polo all'altro.

Emozioni positive o negative sono entrambe illusioni e appartengono al pensiero e quindi alla mente. Purtroppo è questo l'inganno in cui la maggior parte delle persone cascano.

STO MALE..STO BENE...

Male rispetto a cosa? Bene rispetto a cosa? Ti rendi conto? Rispetto a un'idea di qualcosa di idealizzato, soggettivo, relativo alle proprie convinzioni e idealizzazioni di felicità che dipendono da un passato che quel bambino/a ha vissuto, creando in sè una ferita, un disagio, una sofferenza che ha paura di riattraversare. Quindi dice: "voglio di più di ciò che potrebbe rendermi felice (idea positiva creata nell'infanzia) e di meno di ciò che potrebbe crearmi dolore (idea negativa creata nell'infanzia)".

Il trucco dell'oscurità è mischiare le carte creando illusioni e confusione.

L'essere umano si è convinto di vedere la libertà in ciò che in realtà lo tiene prigioniero, in un modo così intenso, che se provi a tirarlo fuori, vorrà farti fuori.

Se vuoi davvero che il "nuovo" giunga nella tua vita, smetti di voler rimaterializzare il vecchio. Ciò che credevi fosse la tua idea di felicità, molto probabilmente è l'ostacolo maggiore al vero cambiamento.

Comprendere ciò che ti accade è il primo passo per smettere di accusare il mondo esterno. Ogni cosa che attiri nella tua vita è la conseguenza di quello che ti porti dentro. Nessuno ti costringe a vivere la vita che conduci, se non te stesso. Anche se può sembrare una provocazione, sei tu che attiri le situazioni che vivi. È la parte inconscia che lavora per te, mentre quella razionale fraintende ogni cosa. Così come fraintendi l’amore e le relazioni.
Ma cosa vuol dire innamorarsi? 

"I film di Hollywood? 

Farfalle nello stomaco? 

Oh... Amore quanto mi manchi?" O forse costruire qualcosa insieme nonostante le difficoltà senza i luoghi comuni che la mente ha scambiato per amore? Il romanticismo non ha a che fare con l'amore. E prima di asserire di essere innamorati dell'altro occorre imparare a riconoscere il vero se stesso innamorandosi della vita, della semplicità, portando alla luce l'umiltà nei confronti di ciò che la vita stessa vuole insegnarci. Ma un semplice discorso come questo, purtroppo,  non basta per spiegare un argomento cosi semplice e complesso allo stesso tempo, in quanto la mente di chi ascolta va in difesa delle sue idee ma soprattutto dei suoi desideri (legati alle mancanze ricevute/subite nell'infanzia)

Stai ancora vaneggiando credendo che l'amore sia aspettare che la tua anima gemella ti mandi il messaggino su whatsapp per dirti che morirebbe per te. Ma da chi in realtà non percepivi quel "sentirti amato"? Mamma? Papà? Da chi, questo messaggio psicologico, non è arrivato, per cui la tua mente ha cominciato a bramare dall'esterno questa sorta di compensazione emotiva, questa dose di eroina psicologica affinchè quella sete di amore venisse appagata? Un partner non dovrebbe morire per te ma camminare accanto a te, assumendosi la responsabilità della propria vita e della propria  "missione", la cosa più importante che vi lega.


"Ti senti solo perché pretendi l’appoggio e la presenza di altri esseri umani che ti aiutino a risollevarti. Vuoi la pacca sulla spalla, qualcuno che ti dica bravo o che ti premi. Ma è giunto il momento di affrontare da solo la tempesta, interiormente." 

 (Spirito)


Puoi trovare mille motivi per giustificare i tuoi "come faccio" o i tuoi infiniti "non riesco”, ma sono tutte scuse, strategie per rimanere nell'atteggiamento dell'adolescente che non vuole fare un passaggio:

Il diventare adulto. 

Questo implica prendersi la responsabilità della propria vita, dei propri pensieri, delle proprie azioni. A volte pensi di isolarti, ma anche questo può essere un ego. Tenerti tutto dentro non fa altro che accumulare polvere sotto il tappeto dell'inconscio, che prima o poi andrà ripulito. 

La mente, nella sua voluta solitudine, dirà "sto soffrendo, nessuno mi capisce", ma tutto ciò ti tiene bloccato nella coscienza vittimistica, impedendoti di fare dei veri passi verso te stesso. Il silenzio può essere utile, ma solo per scavare più in profondità. La maggior parte delle menti non è disposta a farlo perché fare la vittima è anche la sua zona di comfort

Non possiamo aspettare che siano gli altri a cambiare se i primi a restare fermi nella zona di comfort siamo noi. L'esterno non cambia se non cambia l'interno.

COME DENTRO, COSI FUORI.

La situazione vi sarà più chiara quando vi sembrerà di perdere tutto. Dico "sembrerà" perché perderete tutto ciò a cui siete legati attraverso il dominio dell'ego, della mente e di tutte le illusioni create. La vita non fa sconti sui capricci della mente, non bada al tuo "mi piace-non mi piace", ma ti porta davanti alla verità. E più resistenza farà la mente, più sarà alta la percezione del dolore psicologico ed emotivo. Tutto ciò che appartiene al vecchio dovrà essere

sgretolato per aver accesso alla verità. E la verità non è mai piaciuta del tutto alla mente proprio perché non ha nulla a che fare con l'illusione.


Ti diranno che sei un eretico, un giorno.

Sei un eretico se non credi a ciò che ti viene imposto dal mondo esterno.

Sei un eretico se provi a far comprendere che c'è un'altra realtà collegata a questa.

Sei un eretico se cerchi di riportare l'esempio e la visione delle antiche tribù.

Sei un eretico se dici che l'amore non ha nulla a che fare con l'idea illusoria e romantica dell'anima gemella.

Sei un eretico se suggerisci di dover salvare l'anima per poter comprendere la propria vita e incamminarsi sulla propria strada.

Sei un eretico se provi a spiegare che la maggior parte dei pensieri non sono partoriti dalla propria mente, ma suggeriti da forze energetiche esterne.

Sei un eretico se dici che la verità ti renderà libero.

Sei un eretico se vuoi lasciare ai futuri nascituri il seme della consapevolezza per porre le basi tali da poter costruire un nuovo mondo fondato sulla verità, sull'unione e sull'amore.

Bene. Sono un eretico.

mercoledì 13 maggio 2015

N'ce devi provà.. ce devi riuscì!

Ogni volta te alzi da quer cazzo del letto

e nun te degni manco de dì bungiorno.
Credi che er monno sta  lì per regalarte tutto er tempo che vòi?
Nun ce l'hai tutto er tempo che voi! Nun ce l'hai!
L'unico tempo che c'hai è quello che stai a consumà dentro a quella testa de cazzo che te ritrovi.
Sempre a rosicà in quelle seghe mentali, da quanno te seveji a quanno te corichi.
 Là fuori c'è sta a vita, a vita vera! E con o senza de te, a vita scorre uguale.
O capisci o te devo pijà a schiaffi?
Che credi?
Che quando me tocca de morì, torno dall'altro monno per darte da magnà?
I santi in paradiso nun stanno al servizio tuo quanno cazzo te pare e piasce a te!
Stai sempre ad aspettà er miracolo, a botta de culo, l'altruista de turno che te paga er pacco de sigarette!
Tutti so stanchi, ma armeno c'hanno n'motivo pe'esse stanchi, perché a vita s'a sudano sia de notte che de giorno senza lametarse.
Tu de che cazzo te stai a lamentà? De che cazzo sei stanco..? Delle fobie che te sei convinto d'esse schiavo?
Tutte ste paure che nun fanno altro che magnarte a vita. E ar posto tuo se la stanno a consumà, dicendote quello che devi o nun devi fa. Ma tanto nun fai n'cazzo o'stesso.
Giuro, questa è l'urtima volta che cerco de darte n'consijo.
Smettila de morì dentro a sta stanza e nun dà più retta a chi te dice che è impossibile.
Jè devi dì che nun porti più j'occhiali
e che nessuno se po’ permette de vedè er monno ar posto tuo.
E ricorda che n'ce devi provà..
ce devi riuscì!

©Claudio Guarini    

venerdì 18 gennaio 2013

IL CORAGGIO DI RIALZARSI


Un tempo i sogni e la realtà si incontravano, ma poi qualcuno è intervenuto con un progetto tutto suo e ha stravolto i piani.
Dovresti  iniziare a percepire te stesso e gli altri come ANIMA e non come personalità per poter vedere con gli occhi di Dio che sono i tuoi stessi.
Parlare d'amore, essere animalisti, abbracciare gli alberi, farsi i sorrisini, parlare di pace ed essere pacifisti forse nulla ha a che fare con l'amore stesso se non si è prima pacifici, in primis verso se stessi e le proprie paure.
Noi influiamo costantemente sui suoi pensieri e sul suo operato.
Ecco perchè è importante muoverci soprattutto al nostro interno con una COSCIENZA SVEGLIA, VIGILE e SENZA GIUDIZIO. Stiamo insegnando al creatore decaduto come poter salvare se stesso, in nome del creatore Primo, il SENZA NOME che ha il tuo stesso volto.
Occorre smettere sin da subito di lamentarsi per ogni cosa perché la lamentela non fa altro che alimentare l'oggetto della lamentela stessa.
Diciamo che il pianeta è ENERGETICAMENTE prigioniero a causa di un'INCONSAPEVOLEZZA con scopo evolutivo. "Tutte stronzate, minchiate senza senso.. ma pensa alle cose serie della vita, come il lavoro, la salute e la famiglia!"
Ecco cosa ti diranno quando tenterai di rivelare il tuo desiderio di libertà interdimensionale. La verità non piace a nessuno, o almeno a coloro che la fuggono.
Occupati dei tuoi sogni e cessa per sempre di preoccuparti dei tuoi problemi!
Il non saper prendere immediatamente una decisione è sintomo del dominio della paura che ha già preso la sua lasciandoti in quel limbo.
Ci sono tante cose che hai visto , assorbito, traumi (che siano consci o inconsci) che possono essere di questa o di altre vite... ti porti tutto dentro e sta venendo fuori attraverso situazioni che si ripetono per darti una mano a comprendere e a liberartene per sempre!
"Ognuno prenda la sua croce e mi segua" e con coraggio dovrà resistere a tutto e tutti, ancora dominati dalla paura, dall'illusione..
Si potranno scagliare contro, potranno calunniarti, ingiuriarti, sputarti, spingerti, tentare di ucciderti per paura della verità.
Ma tu non puoi cedere proprio ora.. RIALZATI! Hai accettato la sfida e adesso devi portarla a termine con dignità e coraggio!

Cara Anima, Non è facile, nemmeno per me e fidati PER TANTI ALTRI...
E' cosi questo momento, purtroppo ci sta facendo da maestro affinchè qualcosa emerga e finalmente si sciolga..
Magari il come non ci è concesso saperlo, ma sappiamo che dobbiamo mostrare il vero coraggio.
Forse non sarà questa la vita di cui ci eravamo illusi di poter vivere liberi, ma alla fine cosa vuol dire essere liberi?
Liberi dall'illusione che tutto sia come ci è stato imposto o mostrato con lenti fittizie e distorte.
Può darsi che stiamo scontando lezioni, punizioni, gioie che fanno parte di tutte le nostre vite presenti, passate e future tutte nello stesso momento, comprese quelle ipotetiche parallele che avremmo vissuto se avessimo fatto altre scelte.
Ma in ogni caso se c'è del dolore, qualcosa sta accadendo ed è importante perchè deve sciogliersi, e lo fa come neve al Sole, quel sole quale noi siamo, quale noi come Coscienza siamo, quando siamo consapevoli che ciò sta accadendo.
Perchè, ci chiediamo?
Perchè non può essere un semplice e stupido caso.
Se questa vita è un'occasione davvero grande, lo possiamo notare dal numero di cambiamenti, di sofferenze, di gioie che si susseguono a velocità repentina ma anche dallo stagnare di determinate situazioni che sembrano non mollarci, come vampiri assetati del nostro dolore.
E' così.. devi essere più forte della tua paura, del tuo dolore, anche quando non comprendi l'origine, nè la causa scatenante. Sai in cuor tuo che sei più forte perchè tu stessa l'hai deciso. Magari non ricordi nè come nè quando perchè era nel tuo stesso progetto di risalita.
Ma se stai resistendo allora ce la farai.
Non mollare la presa, anche quando pensieri non tuoi vogliono farti cadere e rimanere nelle sabbie mobili, tu subito aggrappati alla tua forza e inizia ad Amare davvero questo momento.
E' questo momento che devi amare proprio perchè è lì per questo.
Lo stai rinnegando, respingendo.
Ma non farti ingannare dalla voce che ti dice che tu sei colpevole e che non meriti nulla.
Tu meriti molto di più, meriti il paradiso in Terra ogni istante, e quel paradiso è chiuso a chiave ed essa è custodita dentro di te.
Trovala e apri tutte le porte delle repressioni, delle paure, dei rancori..
Noi siamo solo responsabili in quanto creatori, consapevoli o meno, di ciò che ci accade, ma quando prendiamo delle scelte che mettono in gioco il nostro liberarci di quest'illusione creata su questo pianeta, allora tutti coloro i quali sono legati e assuefatti non vorranno lasciarti andare, perchè per loro è troppo difficile (per scelta o meno) uscirne; e allora è più comodo restare, lamentarsi, fare la vittima e accusare piuttosto che tirarsene fuori anche se tendi loro una mano.
Ma è una loro scelta.
Rispettala, niente di più. Non odiarli, rispettali, inchinati davanti alla loro scelta come un vero guerriero e lascia che si facciano fare esattamente quello che vogliono.
Tu non puoi sottometterti al volere di chi ti vuole morente e schiava, ma puoi decidere con amore, rispetto e umiltà che tu appartieni solo a te stessa.
Preserva le persone che ami e che vogliono il tuo aiuto, ma senza farti tirare nella melma altrimenti rischi di rimanerci pure tu.
Rispetta anche la probabilità che tu possa essere odiata e rinnegata.
E' tutto ok.
Ora va..
Con coraggio, rispetto, umiltà e amore,
Claudio.

venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Da non perdere
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1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
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martedì 14 febbraio 2012

«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» nè genitori, nè psicologi, nè politici.. NESSUNO TRANNE TE!

Condizionati dalla nascita.. può essere un dramma ma può diventar anche la via per dire da soli a noi stessi: SVEGLIA!
ATTENZIONE ...non si può far questo , quello , quest'altro e quest'altro ancora... BLA BLA BLA... neanche le parolacce ???? CAZZO CAZZO VAFFANCULO... 
Siete troppo condizionati?? E' un vostro problema!!
Cercate che qualcuno vi salvi?? E' una vostra ILLUSIONE!!
Non si può bestemmiare DIO? [PORCO DIO hiihhiihhi]
Chi ha detto che esista e che stia lassù a fare il giudice..? E' un'altro vostro problema!
SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI!!!! GETTATE VIA LA SPAZZATURA!!!

L'ego si protegge attraverso i sistemi di credenze in cui si identifica per paura di perdere delle fanatiche certezze e divenendo, attraverso di esse, capace delle più atroci e impensabili azioni.
Guardate questa scena epocale ma molto reale del lavoratore medio:


C'è molta gente (purtroppo manovrata nel proprio subconscio dai media e dalla massa lamentosa schiava inconsapevolmente) che aspira a questo scenario credendolo un diritto e soprattutto confondendo un posto di lavoro per la vera libertà.
Se il vostro unico obiettivo è uno stipendio fisso, un posto di lavoro o la benzina a metà prezzo e dovesse accadere che finiamo come la Grecia, beh... 
sarete esattamente gli attori dello scenario che vi stanno obbligando a interpretare:
coloro che non hanno più un sogno..
E su questo palcoscenico costruito già da tempo tutti gli attori arriveranno a farsi la guerra uno contro l'altro perchè saranno stati convinti fino all'ultimo che l'essere umano non ha potere, che deve aver paura, che il nemico è dietro l'angolo, che siamo animali che devono solo nutrirsi, attaccare/difendersi e ingravidare per perpetuare la propria specie.
PAURA=TI AMMAZZO PRIMA CHE POSSA FARLO TU!
Babilonia is coming again...



 ATTENZIONE:
Se proprio non l'avete capito, stanno mettendo in scena uno spettacolo e non ci è stato detto che stiamo tutti recitando.. ci stanno dando l'ILLUSIONE della libera scelta di salire su di un palco quando in realtà ci siamo già saliti mentre dormivamo beati nelle nostre illusioni mentali, nelle nostre lamentele, nei nostri giudizi, nelle nostre giustificazioni, nelle nostre paure.
Stiamo per entrare in scena credendo che abbiamo scelto tramite un reale "libero arbitrio", in realtà mai posseduto consapevolmente.
Stiamo per iniziare una guerra nel nostro microcosmo personale e il sistema è contento di tutto questo perchè la moltitudine ne è INCONSAPEVOLE e agisce per istinto animale di difesa/attacco, nutrendo il sistema stesso con questo spreco di energia vitale. La paura farà nascere una pseudo-urgenza di qualcuno che ci salvi, e questo "lupo mascherato da agnellino" sta lì pronto per proporci la sua magnetica e illusoria proposta di salvezza (che sia politica o spirituale) che ci porterà su un altro ramo simile al precedente dove lo schiavo continuerà a credere di essere libero mentre invece cadrà con tutte le altre pecore che avranno seguito il resto della massa su quel ramo. Quando questo ramo sarà tagliato, molto probabilmente sarà troppo tardi per poter scendere..



 «S_V_E_G_L_I_A ! »


La questione è che diventi così abituato a determinati tipi di condizionamenti che inizi a ritenerli la tua propria natura scambiandoli per la verità!


Un tipico condizionamento esiste anche all'interno della famiglia per un figlio ad esempio:

 Ti senti come obbligato a rispettare un ruolo, un comportamento, un modo di fare che ti sta stretto che semplicemente non è TE perchè tu esprimi il tuo VERO ESSERE in altra maniera la quale temi possa dare "DISPIACERE" ai tuoi genitori.
Il tuo essere ribelle da adolescente verso di essi è stato nel tempo soffocato, aggiustato, modificato in quella specie di "ibrido-personaggio-attore" quale tu oraesprimi quando devi render conto (in qualsiasi ambito della tua vita) a loro.
Non riesci a metabolizzare l'effetto "SENSO DI COLPA" che scaturirebbe se dicessi ai tuoi genitori che ADESSO SEI ADULTO e che non hai bisogno della BALIA e che non ti è dovuto fare il "bravo figliuolo di 10 anni":
«SI PAPA, SI MAMMA, NON VI DELUDERO MAI...»
..solo perchè (come da prassi genitoriale) ti hanno magari aiutato e dato tutto ciò che potesse renderti felice.
Ma quando tu vuoi ribellarti e non ci riesci , seppellisci tutto e accumuli incessantemente reprimendo ogni tuo voler liberamente esprimerti.
Ma prima che la tua personalità costruita dia luogo ad un'esplosione (spesso non controllata) dovuta alla repressione inconscia di queste emozioni credo sia meglio se inizi ad accettare che devi spegnere quel senso di colpa fasullo ( a cui regali la tua energia vitale nutrendolo) e che ti è stato innestato dal comportamento EDU-CASTRATIVO genitoriale (a sua volta ricevuto e impartito dai propri genitori (sempre secondo gli usi e i costumi etico-sociali-culturali-religioisi).
SEI TU CHE DECIDI LA TUA VITA con o senza il loro consenso.
Ma non tutti son disposti ad abbandonare questa maschera che li lega a questa sofferenza che non è dell'ESSERE ma della personalità con tutti i suoi drammi.



ESSERE TE STESSO ti fa sentire non accettato?
E chi ti dice che hai bisogno della considerazione degli altri per esistere ed esprimerti?
RICORDA: 
Se altri esseri umani si aspettano qualcosa da te (in quanto sei loro amico o parente) solo perchè nelle loro fantasie si sono create INUTILI ASPETTATIVE o IMMAGINI IDEALIZZATE della figura a forma di colui che tu rappresenti nella loro vita, e vengono delusi solo perchè ami agire e pensare come meglio credi TU per TE e non come loro credono o vorrebbero, è un LORO PROBLEMA!
VIVI RISPETTANDO E CERCANDO DI ESSERE ONESTO SOPRATUTTO CON TE STESSO..il resto lo vedrai magicamente accadere sotto i tuoi occhi.
Essere se stessi ma in maniera consapevole.. per dar voce al proprio vero ESSERE in quanto siamo inconsapevolmente schiavi della MACCHINA BIOLOGICA (Claudio, Pierluigi, Mariangela, ecc.) che si esprime come conseguenza RE-ATTIVA della paura istintiva della morte, quindi in condizioni di attacco/difesa.
Occorre prendere coscienza che la maggiorparte delle nostre azioni sono in realtà re-azioni ad uno stimolo esterno per cui l'EGO si sente minacciato.
Ci si accorge quando è l'ESSERE ad esprimersi o è la MACCHINA ad entrare in "scena"..



Se sei identificato con la mente e con il suo vociare continuo (dialogo interiore dell'ego), e qualcuno ti insulta, ti arrabbierai perchè starà offendendo l'ego e quindi in questo caso anche te in quanto ti credi lui. Diciamo che la rabbia repressa che diventa RE-ATTIVA incontrollata, può esser dannosa nelle situazioni in cui scoppia senza un reale controllo. Un'azione voluta, fosse anche un vaffanculo o un "TOGLITI DI MEZZO", ci sta ma che non sia dettato da un'emozione indotta dall'esterno per una questione di MI SENTO OFFESO o HAI FERITO IL MIO ORGOGLIO.. Non vuol dire che non posso difendermi, anzi ..


«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» tantomeno uno psicologo..
Il problema (se così si può chiamarlo) è che se ti affidi esasperato e disperato ad uno psicologo, che si crede tale solo perchè ha conseguito un 110 con lode grazie al suo applicarsi su dei libri obsoleti e obbligati dai PROF, ma del tutto inconsapevole della realtà ingannevole della mente, allora c'è il pericolo che potrai rischiare di impelagarti in un labirinto assurdo con tante e nessuna uscita allo stesso tempo.
Ma non è colpa dello psicologo, nè tua, ma dell'inconsapevolezza, della vostra coscienza addormentata. Il problema è che la psicologia (come altre pseudo-scienze e i loro circoli ricreativi edu-castranti chiamate università) è schiava del sistema.
Essa cerca soluzioni nell'incoscienza, nella mente ..
Non è un'accusa contro gli psicologici in quanto molti prendono la laurea giusto per il pezzo di carta (per praticare legalmente) ma poi sanno che occorre svegliare la propria coscienza, decondizionarsi tirandosi fuori dal sistema e dalle credenze indotte da quest'ultimo per poter davvero essere d'aiuto (innanzitutto a se stessi e poi al prossimo).
Ma se ti rivolgi speranzoso ad un tizio che è appena uscito dalla fucina edu-castrante universitaria (nonostante la sua buona volontà) credendo che un "dormiente" possa esserti d'aiuto, troverai forse qualche placebo provvisorio (o peggio un'altra prigione) perchè come disse qualcuno:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero»
[Il concetto si estende ad ogni categoria e/o persona che crede di poter/dover aiutare il prossimo in un condizione di schiavismo di cui non è consapevole compresi i tanto amati guru o scuole para/spirituali/new age].



Tutti fanno a gara a spiegare a livello intellettuale o cosa sia l'amore cosa sia Dio..
Cosa ne sai o pretendi di sapere dell'amore, caro essere umano? Accetta che forse ne hai percepito un brivido eterico e fugace..
Non ne sai nulla..così come di Dio.. Lo hai ridotto ad una parola, ad una semplice etichetta intellettuale, una definizione schematica, logica o tutt'al più poetica per rendere meno patetico il tuo vagare disperato in cerca di un luogo spazio/temporale dove appiccicare il tuo concetto di amore o di Dio. Quando ne parli come un dotto in realtà lo stai solo sognando e disperatamente cercando chissàddove.. Quando il tuo sguardo brilla di luce propria, e non devi dare spiegazioni a nessuno per quel luccichío, allora stai vivendo entrambi nel tuo silenzio che saprà diventare una vibrazione divinamente radiosa e a volte accecante per chi ti vuole con sè nel suo smarrimento di assenza di Luce.
Sarai un faro maestoso e semplice che nel suo rumoroso silenzio indicherà che la nebbia non fa paura ma in un certo senso sprona a cercar quella Terra Promessa di cui tu adesso puoi esser testimone e con la tua umile e semplice presenza anche gli altri naviganti sapranno che possono diventar dei fari per illuminare finalmente la propria terra promessa!



Per quanto mi riguarda, non posso far dono di ciò che non possiedo.
Quindi eviterò di sbandierare la parola AMORE ai quattro venti solo per farmi belle le labbra.
Quando il vaso traboccherà d'acqua potrò donarla a chiunque abbia sete nei pressi di quel vaso.
Ma finchè sarà vuoto... saranno lungi da me l'altruismo, il falso buonismo e la solidarietà spicciola forzata da un'atteggiamento comune condizionato da una condotta ipocrita a sua volta dettata dalla maschera dell'APPARIRE e, peggio ancora, causata da uno stupido e inesistente senso di colpa creato e indotto dalle religioni, dalla società e dalla cultura edu-castrante.. ma soprattutto dai VUOTI INTERIORI che si finge di non vedere e pertanto li si riempie con illusioni esteriori.
Imparo ad amare poco alla volta, una persona alla volta.. iniziando da ME STESSO, continuando con un fratello, un'amico.. con la donna che un giorno potrebbe darmi un figlio.. e se ci riesco ad estenderlo ad ogni essere umano.
Ma che sia graduale, naturale, umile, spontaneo e sincero.

Sapere le cose non equivale a "conoscerle"...


sabato 11 febbraio 2012

I 6 sintomi dello "schiavo"


«Ecco perchè la gente vive dormendo, non c'è alcuna necessità di essere attenti e presenti: vi sono state date risposte prefabbricate da usare in ogni evenienza» OSHO 

Vi offro adesso 6 spunti di riflessione e di lavoro attraverso i quali noterete quanto siamo davvero succubi (o schiavi del sistema) e quanta energia regaliamo a "MATRIX".
I 6 sintomi dello "schiavo":
1] GIUDICARE (se stessi e gli altri)

2] LAMENTARSI ( a partire dal maltempo, dal traffico, dalla giornata storta e a finire con la crisi, il lavoro, il prezzo della benzina, ecc.) - (
La scuola, l'università, la televisione, la famiglia, creano vittime che si lamenteranno tutta la vita. )

3] ACCUSARE IL MONDO ESTERNO (ritenersi VITTIMA)

4] CORREGGERE GLI ALTRI (obbligarli a pensare o a fare ciò che soggettivamente si ritiene "GIUSTO/SBAGLIATO")

5] GIUSTIFICARSI (cercando di apparire anzichè ESSERE)

6] DESIDERARE LA CONSIDERAZIONE, L'APPROVAZIONE E L'ATTENZIONE ALTRUI.

Un settimo sintomo ci starebbe come la ciliegina sulla torta...VIVERE NELL'ILLUSIONE DI ESSERE LIBERI...
 
Stai giocando a nascondino con te stesso.. 

Purtroppo stiamo confondendo la parola RISVEGLIO (o il dire "SVEGLIA" a chi è inconsapevole di essere "schiavo" - parola di cui approfondiremo in seguito il significato) con la troppa porcheria spirituale presente in giro (dovuta ai mercanti addormentatori di coloro che sono assetati di conoscenza) e con la conseguente/parallela corrente complottista (che fa il gioco del sistema stesso senza che se ne renda conto)!
Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero nè tantomeno insegnargli la libertà!
Chi si crede libero è più schiavo di chi non sa di esserlo.
Per citare qualcuno che lo disse prima di me:
«Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo» [Goethe]
Il treno che viaggiava sul binario della nostra esistenza è stato deviato, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante, CREANDO UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE e per il nostro Essere.
Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la nostra vera natura, producendo comportamenti che sono il solo frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco nullo.
Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni ("sto antipatico a tutti", "il capo mi odia", "i miei figli non mi rispettano", "mia moglie\marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", "faccio un lavoro da schifo ma mi merito di più" e via dicendo) non capendo che l'unico motivo per cui le cose ci accadono è perché NOI vogliamo che ci accadano non facendo nulla per evitarle. Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani.
Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con il pilota automatico, perché ci fa comodo, perché ci deresponsabilizza.



RIcorda:
 Se ti polarizzi (dando la tua energia) su un qualcosa, stai inevitabilmente costruendo il suo opposto.
CENTRO DI GRAVITA PERMANENTE dice Battiato.. In ogni caso è sempre (per me) scontato ( o quasi ) che li dove va l'attenzione va l'energia e quindi c'è una gran percentuale di probabilità che le cose che magari non desiderate perche vi fannopaura, in realtà accadano proprio perche date loro troppa importanza ed energia. In ogni caso è la troppa importanza e la polarizzazione esclusiva su di un aspetto (positivo/negativo) che manifesta anche il suo opposto. Molti la chiamano anche legge di compensazione.
Questa purtroppo non è la realtà, o meglio, è la realtà ma non abbiamo gli strumenti per capirla finché restiamo ancorati allo stato d'animo comune, che ci vuole tristi, timorosi, diffidenti ed arrabbiati.


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 «L'ego ha coscienza di sé? Quando noi tentiamo di disidentificarci da esso, lui reagisce come fosse un robot con schemi d'azione adatti al momento, ottenuti nel corso della vita oppure diciamo, Pensa?!»


L'ego non ha coscienza di sè è un software,un programma il cui database è fornito da pensieri collettivi,tanti files che puoi introdurre e estrarre nella coscienza. Quando elimini il software , il computer diventa cosciente, la macchina diventa umana.
L'amore è cosciente.. noi siamo amore.. noi siamo assenza di morte.. la paura è inconsapevole. Quindi la mente è inconsapevole.. è solo un'illusione. Questo ci dà una motivazione in più, una spinta fortissima nel volerlo disintegrare! Non è reale.
Si potrebbe considerare 'ego' tutto ciò che riguarda la personalità messa su da credenze, forme-pensiero, pensieri collettivi, ambizioni e aspettative, giudizi che ci impediscono di vedere la realtà così com'è senza che sia mediata dalla mente. Se tu consideri il tuo 'ego' ovvero il tuo dialogo interiore e i tuoi condizionamenti come amici non la vediamo alla stessa maniera.. La consapevolezza c'è dove non c'è ego.. quando l'ego e quindi i condizionamenti svaniscono esce il tuo vero essere la tua vera identità avvenuta dopo la morte dei tuoi io fittizi e psicologici..
Non è un nemico.. non è nulla. E' un'illusione da sciogliere, semplicemente. E' uno schema logico e razionale soggettivo che è distante anni luce dalla verità di chi siamo e cosa possiamo fare.. non è un nemico. Lo consideri un nemico quando capisci che ne sei schiavo. Con il tempo, quando te ne liberi o cominci a farlo, capisci semplicemente che si trattava di files da estrarre per ridare vitalità all'essere.. 
 Relazioni reali con le persone le hai quando sei totalmente libero dai vincoli della personalità.. perchè quando non c'è la personalità c'è la coscienza ed è lì che si parla di unicità! Ognuno di noi è unico e non è uguale all'altro. Esce la vera essenza di una persona.. quando invece emerge l'ego.. bè, l'ego ci omologa tutti quanti. Tutti uguali con gli stessi pensieri che non superano i limiti della ragione.. ma c'è molto di più aldilà della paura.
 (Ayesha Cathelan)

TRATTO DAL LIBRO 
 «IL SOFFIO DELLA COSCIENZA»

martedì 8 marzo 2011

IL PERDONO come passo evolutivo

Generalmente pensiamo di avere molte cose da perdonare agli altri e dimentichiamo di perdonare noi stessi. Infatti ci troviamo a vivere in una cultura che ci ha indotti a sentirci continuamente in colpa ponendo sistemi di regole e norme sia sociali che morali e religiose, penalizzando gli impulsi che provengono dalla nostra natura bollandoli come negativi o antisociali.
In questo modo è stata minata la fiducia in noi stessi e nel nostro sentire allontanandoci sempre di più dalla nostra anima. Ma non solo perché il riferimento continuo a qualcosa imposto dal di fuori ha fatto si che non ricercassimo più dentro di noi la capacità di far fronte ai problemi della vita, ma che aspettassimo che fosse sempre qualcun altro a farlo.
Tutti noi quando abbiamo cominciato a prendere coscienza di noi stessi e del nostro cammino abbiamo dovuto invertire questo processo indirizzando l’attenzione all’interno di noi invece che all’esterno con il risultato di scoprire, tra l’altro, tante qualità che non sospettavamo di avere.
E un po’ alla volta abbiamo incominciato ad assumerci la responsabilità della nostra vita e, in uno sguardo retrospettivo, a capire che eravamo stati proprio noi a procurarci tutto quello che ci era capitato. E’ proprio all’interno di questo processo di comprensione che ci è reso possibile il perdono come un atto di liberazione prima di tutto di noi stessi e poi anche degli altri.
Non c’è più bisogno di trattenere nel nostro campo energetico situazioni di cui abbiamo capito il meccanismo, che non ci servono più e che ci appesantiscono energeticamente.
Dicevo che è importante che perdoniamo anche noi stessi. Per essere liberi nei pensieri e nelle azioni e agire secondo l’energia del momento inserendosi nel flusso della vita è indispensabile liberarsi dei sensi di colpa che affollano la nostra psiche e ci immobilizzano in comportamenti e reazioni legate al passato.
Tutte le volte che seguendo profondi desideri e impulsi siamo andati contro la morale comune perché abbiamo sentito a qualche livello che era bene per noi ci siamo trovati poi a fare i conti con la stessa che ci bollava come colpevoli sottilmente insinuando il senso di colpa nel nostro animo. La comprensione di quanto assurdo è sentirsi in colpa per aver seguito un’istanza che proviene dal profondo di noi stessi si completa con un atto di perdono di sé nei confronti della stessa istanza chiudendo così energeticamente situazioni che ci hanno coinvolto per tanto tempo.
Il non perdono mantiene dei legami nei confronti di persone e situazioni che sono sottili fili energetici attraverso cui si disperde la nostra energia. Questa continua dispersione costituisce per noi un costo molto alto, un costo che continuiamo a pagare per qualche cosa che, nel migliore dei casi, non esiste più. Ma non solo è anche un investimento in situazioni passate che, proprio in quanto tali, non sono produttive invece di concentrare tutta la propria energia nel qui e ora.
Perdonare se stessi libera quindi dai sensi di colpa che ci fanno sentire profondamente indegni rendendoci deboli e vulnerabili nel senso che si diventa facilmente manipolabili. Infatti tra il presunto colpevole e la presunta vittima si instaura un meccanismo che incatena entrambe le parti in un gioco senza fine.
Perdonare gli altri libera dal rancore e dal desiderio di vendetta o di rivalsa e quindi dall’impiego di ingenti quantità di energia indirizzata a questo scopo.
Perdonare se stessi e gli altri scioglie quindi un legame energetico tra le parti che, di conseguenza, si sentono libere da pesi e aggravi che riportano continuamente al passato impedendo di porsi in modo nuovo al presente.
In questo senso il perdono (per-dono) è un dono che si fa a se stessi.
Il perdono è possibile se si supera il giudizio sia nei propri confronti che nei confronti degli altri, comprendendo che ognuno agisce sulla base del proprio momento evolutivo e dei valori con questo connessi.
Infatti atti, azioni, parole che ci feriscono hanno come presupposto e si basano sempre su un giudizio, un giudizio nostro o di altri.
Cosa vuol dire giudicare? Giudicare vuol dire incasellare persone e situazioni, significa imprigionare, cristallizzare qualcosa e non darle la possibilità di cambiare e di fluire come tutto nella vita. Ognuno di noi ha ricevuto giudizi fin dalla nascita perché la nostra esistenza si snoda tra giudizi, colpe, condanne e pene. Siamo stati bollati, incasellati, a volte senza possibilità di appello, e a nostra volta abbiamo giudicato e condannato.
Ma in una visione energetica della vita, di noi stessi e del mondo non esistono innocenti e colpevoli perché tutti energeticamente partecipiamo a ogni azione, cosiddetta buona o cattiva, indipendentemente da chi compie l’azione materiale.
E’ per questo che perdonare se stessi è la prima cosa da fare perché il perdono di sé comporta anche il perdono degli altri. Ed è per questo che benedire tutto e tutti è anche una benedizione per noi.
Non so se considerare la benedizione un corollario del perdono o l’atto stesso in cui esso si esplica. In ogni caso è espressione del fatto che si è arrivati alla comprensione che nella vita tutto è esperienza per cui non ha senso il giudizio e che ognuno ha qualcosa da imparare sia dai propri “errori” che dagli “errori” degli altri e che comunque siamo noi che creiamo la nostra realtà e siamo noi che ci attiriamo le esperienze che ci servono per crescere.
Per riuscire davvero a perdonare e far sì che questo sia un atto che induce un cambiamento in noi è necessario arrivare alla comprensione che ognuno reagisce secondo il suo modo di essere e secondo i propri valori e che nessuno ha il diritto di cambiare gli altri e di pretendere da essi dei comportamenti che siano consoni al nostro modo di essere. Cioè non possiamo aspettarci che gli altri reagiscano come noi avremmo fatto nella medesima situazione.
Questo ci fa capire come il perdono sia qualche cosa per la quale bisogna essere pronti, profondamente, altrimenti resta un mero atto mentale che non è in grado di produrre dentro di noi quella leggerezza, quella liberazione conseguente all’eliminazione di quel cordone energetico che ci teneva legati alle persone verso le quali sentivamo rancore. Ed è attraverso questo cordone che perdiamo energia e andiamo a nutrire proprio coloro che pensiamo ci abbiano fatto dei torti. Infatti il nostro pensiero continua ad andare lì e noi sappiamo che dove va il pensiero va l’energia…
In altre parole raggiungere la consapevolezza che non possiamo avere aspettative nei confronti degli altri e che siamo compartecipi di qualsiasi cosa succede e che noi richiamiamo le esperienze che ci servono per comprendere e crescere è un enorme passo evolutivo che ci porta avanti lungo il cammino per raggiungere l’amore incondizionato. Cioè quell’amore che ci fa accettare noi stessi e gli altri senza giudizio per quello che sono.
Nel momento in cui noi accetteremo gli “errori” come esperienze che ci hanno aiutato sulla strada della conoscenza, verrà meno la necessità del perdono.
Infatti quando guarderemo le cose dal più ampio orizzonte dello Spirito ci accorgeremo che non c’è mai nulla da perdonare perché tutto è frutto di una scelta, e quindi non c’è nessun giudizio da dare, nessun esame da sostenere e nessuno ci darà la pagella finale dal momento che siamo esseri dotati di libero arbitrio.
Ma ora siamo qui a smantellare i rigidi schemi che ci hanno imprigionato costringendoci a meccaniche reazioni: tali sono il senso di colpa e il risentimento.
Vedere il profondo insegnamento che c’è anche nel più spiacevole dei fatti che ci succedono ci permetterà di alleviare i nostri pesi guardando da una diversa prospettiva la nostra vita.
Se riusciremo a vedere negli altri uno specchio di noi stessi e a sentirci tutti legati in quanto parti del Tutto capiremo che un successo nostro lungo il cammino si riflette sugli altri e un successo degli altri si riflette su di noi.
Se riusciremo a vederci tutti su una scala infinita verso il cielo ci accorgeremo che a ogni gradino che ognuno sale fa salire di un gradino tutti gli altri perché non c’è divisione tra noi e gli altri.
Alba ~ www.eoslailai.com

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...