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lunedì 25 aprile 2011

Il coraggio di due anime


Ecco un capitolo del mio libro dove parlo dell'amore nella coppia




Il coraggio di due anime
Di nuovo buio. Ma un buio luminoso; colmo di una
luce che si vede e non si vede..non si comprende
ma la si sente nel Cuore.
Vedo quella donna stupenda, che ho scoperto essere
la mia anima. Sento che l’Amo, sento di averla
amata da sempre; ricordo una vita in cui era
esattamente la donna di cui mi ero innamorato. Le
voglio confessare che non ho paura di affrontare
questo specchio né di attraversarlo immergendomi
in me stesso e allora le scrivo una lettera nel
firmamento con parole fatte di stelle:
Abbiamo iniziato entrambi una nuova ennesima
avventura, una sfida tutt’altro che futile e sterile.
Più di me sai che le coincidenze non sono mai
esistite e che il nostro incontro ha un suo preciso
posto nell’universo, atto a compiere se stesso per
un progetto più grande. E quello che accade in
momenti di attrito, astio, sofferenza, mista a gioia,
dolore, ricordi, flash del passato, anticipazioni
future, fantasie atte a crearsi piccole e semplici
aspettative come regali per se stessi, insomma tutto questo fa parte della sfida. 
Sorrisi, baci, carezze da soli non bastano a insegnarci cosa sia il rispetto e l’amore verso se stessi e ogni nostro specchio fatto della più banale quotidianità spesso lasciata assopire proprio
perché la riteniamo tale. Ma quando due strade
fatte d’anime si incontrano, sanno in partenza che
il loro destino è insieme e sono disposte, con tutto
l’amore universale da cui provengono e di cui son
fatte, a fare quel passo evolutivo insieme perché
sanno che ognuna compenserà l’altra nei momenti
in cui da soli non si ha quella piccola e importante
spinta a farti rialzare per l’ennesima volta. Il
periodo è proprio questo ed è un accelerarsi di
situazioni che ci mettono alla prova costantemente.
Si, come ogni cosa anche questa è la tua, mia, la
nostra ennesima prova da affrontare perché ci sarà
un balzo evolutivo per l’intera umanità e ognuno
apporterà il proprio contributo nella sua unicità
che farà la totalità. Il tutto è uno.
Ci viene spesso chiesto di capire qualcun altro che
ci vive accanto. Spesso la prova più difficile è
quella di comprendere se stessi attraverso gli altri,
ma non chiunque. Ma le persone che più amiamo,
che fanno parte di noi da sempre. La nostra
famiglia, i nostri genitori, i nostri figli, la nostra
anima gemella.
E’ la prova più ardua ma pur sempre più evolutiva
e fantastica che si possa affrontare con il vero
coraggio di un anima guerriera. Ci viene chiesto di capire gli altri forse perché non siamo capaci di capire davvero noi stessi. E coloro che amiamo,coloro con cui abbiamo un filo comune sono li
perché l’amore implica anche degli ostacoli per poter essere davvero fatto proprio nella sua più pura essenza.
Bisogna avere coraggio di essere se stessi senza
paura di ferire nessuno perché in realtà stiamo solo
ferendo noi stessi.
Nell’altro e nelle situazioni in cui ci ritroviamo,
vediamo solo riflesse quelle stesse sofferenze che
non vogliamo vedere in noi proprio perchè ci
appartengono, sono dentro di noi senza esclusioni
di colpi.
Ci saranno sempre quei piccoli pseudo-drammi il
cui ruolo è quello di rallentare il cammino, la
scalata della montagna chiamata VITA. Ma non
devi temere perché tu avrai sempre TE STESSA che
saprà sorreggerti e consigliarti anche quando
sembra che siano gli altri a farlo.
Il mondo è uno specchio continuo e costante senza
eccezione alcuna.
Io sono te e tu sei me e quando siamo intorno allo
stesso tavolo con la stesso piatto (ma con 2 posate
diverse), la pietanza ormai fa parte di quel tavolo
dove siamo seduti e non possiamo ignorarla.
Possiamo assaggiarla; può piacerci o meno.
Possiamo scegliere se utilizzare la forchetta per
prenderne ancora o per non mangiarne più. Se due anime (cosiddette anche gemelle) si incrociano nel loro cammino e hanno abbastanza
coraggio e gratitudine per il loro reincontrarsi
nella vita che stanno al momento affrontando,
allora altrettante prove si presenteranno alcune
apparentemente più semplici da superare altre
meno, ma saranno sempre commisurate a ciò che
possono e sono in grado di affrontare nella loro
condizione di vita.
Ogni cosa è perfetta per ognuno di noi. Anche la
peggiore. E condannare o giudicare o scappare da
ciò che riteniamo (in maniera superficiale e
immediata) controproducente alla nostra felicità,
non fa altro che perpetuare le stesse situazioni in
contesti e con persone differenti.
È una gran cosa riuscire ad essere consapevoli che
spesso l’essere empatici e altruisti (e definirsi tutto
il contrario di egoisti) non è altro che un agire in
questa maniera verso il proprio essere, verso se
stessi. Ed è un richiamo ad attirare l’attenzione di
se stessi vero se stessi. Il più delle volte accade che
apparentemente(quindi inconsciamente e sub
liminalmente), si cerca di essere buoni, empatici e
altruisti con gli altri perché ci piace ricevere
coccole animiche, interiori e attenzioni per colmare
quelle che non riusciamo a dare del tutto a noi
stessi. Ed essendo ognuno lo specchio dell’altro
quello che riceviamo dall’esterno è un riflesso
stupendo di quello che stiamo dando a noi stessi. L’altro ci da solo la conferma di quanto amore e
attenzione, in realtà stiamo donando a noi stessi.
Ma ogni tanto, o il più delle volte, non ci
accorgiamo che forziamo i tempi delle situazioni
che dovrebbero accadere naturalmente e sorge in
noi quella rabbia che apparentemente proviamo
per quella persona da cui ci aspettiamo che faccia
o dica nei nostri confronti quel qualcosa che ci
colmerebbe di gioia, soprattutto per il fatto
l’amiamo, che è una parte super importante della
nostra vita. E allora accade che quel famoso attrito
produce delle scintille. Ma esse sono una
benedizione perché ci dicono di avere pazienza,
calma, serenità interiore e di accettare quel
momento cosi com’è senza identificarsi con
l’aspettativa perché l’anima ha i suoi tempi e non è
pronta ad affrontare prima del previsto ciò che le
spetta, nel bene o nel male che si voglia etichettare.
Cerchiamo di avere quella pazienza e quel
coraggio necessario che ci possa permettere di
rispettare i tempi per svolgere la missione, tutt’ora
sconosciuta, per cui l’UNO ci ha fatto incontrare
nel turbine del tutto e sappi che qualsiasi cosa
accada sarà sempre e solo responsabilità nostra.
TI AMO.

venerdì 8 aprile 2011

I SEGNI SONO OVUNQUE ATTORNO A TE E DENTRO DI TE


Sappi esprimere la vita affrontandola nel viverla e non nel fuggirle, perchè essa ti inseguirà ovunque andrai, smaniosa di te



Predichiamo troppo, pecchiamo di presunzione verso la vita,
crediamo di ricevere amore e attenzioni dagli altri illudendoci di colmare delle mancanze,
ossia quelle che noi stessi non vediamo in noi.
L'amore e la stima per noi stessi devono prima nascere in noi stessi e poi saranno riflessi dall'esterno
nelle persone che ci circondano e nelle situazioni che viviamo.
Non hai via di scampo nella vita.
O ti decidi a vivere coscientemente, sveglio e consapevole al tuo vero essere,
o la vita stessa ti da l'illusione di prendere il sopravvento su di te, decidendo per te.
Ma non ti abbattere.
Sei sempre tu il responsabile al 100%; sei tu che ti stai dando delle lezioni importanti.
Non maledire la vita per ciò che tu stesso hai creato.
Sìi GRATO anche nei momenti apparentemente più difficili e vedrai, se pur in lontananza, il bagliore!
Assumersi la responsabilità delle proprie azioni, dei propri pensieri ed etichette mentali, delle proprie intenzioni, dei propri giochetti illusori interni, delle proprie fantasie, delle proprie scuse mascherate da false convinzioni tentatrici per indurre ad una fuga silenziosa e vigliacca, equivale a fare un passo da gigante, a sentirsi dei giganti nei confronti dell'unica cosa che ci appartiene, se pur fugace, la VITA.
Il velo dell'"ILLUSIONE CHE SIAMO LIBERI" ci ha resi schiavi di noi stessi.
Ci ha fatto identificare nella proiezione illusoria di noi stessi in situazioni, persone e oggetti.
Ma ci ha indicato la strada per imparare a riconoscere noi stessi come individui unici,
irripetibili e distinti se pur tutti legati dalla "stessa sostanza del padre" che tutto permea e tutto è.
Abbiamo avuto il dono di sperimentarci nell'attrito della dualità
dove il nero e il bianco non si odiano nè si amano, ma si completano, se pur distinti,
nella "corrispondenza biunivoca di amorosi sensi".
L'uno si scinde nel tutto e il tutto completa l'uno nell'equilibrio ascensionale di specchi che fanno esperienza di se stessi.
Due colori, due posizioni, due luci/ombre, due anime..
Ogni salita è una discesa e viceversa.
Ogni viaggio ha un percorso e dei viaggiatori, alcuni avventurieri, altri meno.
Sappi esprimere la vita affrontandola nel viverla e non nel fuggirle,
perchè essa ti inseguirà ovunque andrai, smaniosa di te.
Vivi e impègnati a scrivere la storia in questo campo, qui e ora!
La battaglia si affronta sul campo.
Questo è il tuo debutto sul palcoscenico della vita.
Tu che leggi queste parole, non parlare del cammino ma cammina sulle parole
in questo eterno attimo senza inizio e senza fine, senza tempo e senza spazio, ovunque e in nessun luogo..
Guarda indietro per apprendere, osserva avanti per non fermarti mai,
goditi il tragitto per fare l'unica cosa che puoi davvero fare: VIVERE!
Cerca di essere tu stesso l'apocalisse...
Apocalisse significa "RIVELAZIONE" e non fine del mondo!
E la vera rivelazione sarà che abbiamo vissuto (e tutt'ora lo facciamo)
in una matriosca di illusioni necessarie ad una presa di coscienza consapevole
che tende continuamente al suo stesso risveglio in un "continuum" ascensionale di esperienze in cui specchiarsi.



Ho ricevuto una telefonata.
Da questa telefonata è arrivato un messaggio.
Qualche minuto prima ero giù in campagna con il mio cane,
e per la prima volta ho parlato sinceramente
con colui che si fa chiamare DIO che,
se pur sempre considerato qualcosa di separato,
è in realtà dentro di noi collegato con tutto il resto.
E non mi son accorto che per l'ennesima volta mi ha parlato.
Lì per lì non ci ho fatto caso subito,
ma finita la telefonata ho capito che quando mi parla
io chiudo RE-ATTIVAMENTE occhi e orecchie a primo impatto....
e solo succesivamente me ne accorgo.
E quello che ho capito è che Dio ,
attraverso una forte botta d'amore che ci rimanda attraverso le persone che ci circondano,
e attraverso la quotidianità,
negli ultimi giorni non fa altro che darmi incentivi per dire una sola cosa:

Anche Gesù, parlava, predicava, voleva lasciare un messaggio...
ma AGIVA, VIVEVA, RISCHIAVA, S'INCAZZAVA,
CHIEDEVA AIUTO ANCHE LUI IN UN CORPO MATERIALE,
PREGAVA PER TROVARE LA FORZA DA INVESTIRE NEL CORAGGIO DI POTER AGIRE COSCIENTEMENTE E CONSAPEVOLMENTE IN UN MONDO CHE RICHIEDE CONCRETEZZA MISTA ALL'ENERGIA DELLO SPIRITO.
Quindi il consiglio che ora posso dare è:
non essere passivi ma ATTIVI sempre.
Unire spirito e materia nella consapevolezza del proprio agire quotidiano
senza respingere le lezioni che dobbiamo imparare!

giovedì 7 aprile 2011

Il Benessere e l'Assertività

Che cosa è l'assertività?
Come si imparano le abilità di comunicazione necessarie per esprimere i propri bisogni e i propri diritti?
Come posso sviluppare una maggiore autostima?
Risposta:
L'assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e i propri diritti, le proprie sensazioni positive o negative, senza violare i diritti ed i limiti altrui.

Assertività è:
Abilità di comunicazione, capacità di esprimere i propri pensieri ed idee future
Capacità di identificare ed esprimere le proprie senazioni
Definire e rispettare i limiti
Comunicare ed ascoltare in modo aperto, diretto ed onesto
Nessuno può ovviamente realizzare tutti questi obiettivi immediatamente. Prima di provare a sviluppare le abilità necessarie per avere un comportamento assertivo è necessario convincersi di avere tutti i diritti ai propri bisogni e necessità:
Il diritto ai propri valori, pareri ed emozioni
Il diritto di cambiare, modificare e sviluppare la propria vita come meglio si crede
Il diritto di decidere come e dove dirigere la propria vita e e di stabilire le proprie priorità e obiettivi.
Il diritto a non doversi giustificare per le proprie sensazioni o comportamenti
Il diritto di vedere rispettati i propri bisogni e limiti
Il diritto di dire agli altri come si desidera essere trattati
Il diritto di dire "NO"
Il diritto di prendersi il tempo e l'aiuto necessari a formulare le proprie idee e desideri prima di esprimerli.
Il diritto a chiedere aiuto e informazioni senza dover avere sensazioni negative di vergogna o di colpa
Il diritto a fare degli errori
Il diritto di cambiare idea o a volte anche a comportarsi illogicamente
Il diritto di piacersi anche se non si è perfetti .

__________________________________________


Ecco un articolo sufficientemente chiaritore sull'argomento:
Recensione e cura di: Gianluca Toccacieli

Bibliografia : Assertività ed Emozioni
Autore Franco Nanetti
Pendragon editore




Potremmo definire l’Assertività come quel punto d’equilibrio fra uno stile comunicativo passivo ed uno aggressivo. Essere Assertivi significa diventare consapevoli dei propri valori, delle proprie intenzioni e saper scegliere responsabilmente. L’Assertività aiuta a trovare strategie efficaci per affrontare i problemi, i conflitti e migliorare la stima di se stessi. E’ una maniera di comunicare costruttiva e ci rende consapevoli del nostro valore, sviluppando capacità in ambito relazionale, psicologico, psicosomatico, professionale e spirituale.
L’Assertività è ricettività, apertura, amore, gentilezza d’animo. Per essere assertivi servono: consapevolezza di se stessi, autostima, autonomia, vivere la logica del desiderio ed essere competenti. Per essere assertivi bisogna sapere: affermare se stessi, chiedere, essere autentici, esprimere e condividere emozioni e sentimenti, rifiutare, ascoltare, negoziare, rischiare, criticare e rispondere alle critiche, offrire, discernere, decidere gli obiettivi. In una situazione di crisi, invece di capire le ragioni del nostro malessere, diventiamo vittime o diamo la colpa a qualcuno o a qualcosa. Gli ostacoli non sono gli altri ma le nostre convinzioni, le nostre reazioni e la nostra paura. Inganniamo noi stessi, perché così facendo nascondiamo le nostre colpe, rimanendo imprigionati in una passività che non ci responsabilizza e che ci rende impotenti.

Non capiamo che siamo solo noi i responsabili della nostra vita e la nostra felicità non dipende ne dalle circostanze ne dagli altri, ma dal modo in cui sappiamo reagire alle avversità. La consapevolezza e l’accettazione di noi stessi, la capacità di elaborare i nostri conflitti interiori ci aiuteranno a risolvere i problemi. La sudditanza ed il dominio portano al pensiero di ambiguità e rifiuto, quindi sono fallimentari.

Il nostro cambiamento può realizzarsi attraverso: l’essere consapevoli di noi stessi, riconoscendo i propri diritti, desideri, bisogni e intenzioni; dichiarando i propri obiettivi e paure; cambiando la maniera di pensare e di comportarci, elaborando la rabbia, i sensi di colpa, i rancori; dirigendosi verso la responsabilità delle nostre azioni. Assumersi la responsabilità significa comprendere quello che non funziona della propria vita e costruire un diverso obiettivo realizzabile. Spesso ci sono scelte dolorose da fare, indispensabili, senza però colpevolizzare ne gli altri ne se stessi. Le difficoltà al cambiamento sono numerose: l’inerzia costruttiva, l’attesa del miracolo, la svalutazione e l’ipervalutazione del contesto e delle persone vicine, il non chiedere aiuto, la deconcentrazione e la violenza.

Presupposti e comportamenti assertivi. Fino a quando non supereremo la paura di perdere il consenso degli altri, agendo solo con la nostra volontà ed il nostro coraggio, non saremo mai liberi di scegliere. La capacità di ciò che si vuole essere in base ai propri valori ed obiettivi, comporta rinunce,sacrifici e sofferenza. Le scelte che vogliamo fare devono avvenire dopo il discernimento, cioè dopo che in base a convinzioni profonde si stabiliscono motivazioni e conseguenze. Dobbiamo comprendere innanzitutto noi stessi, le nostre possibilità, i nostri punti di forza e di debolezza, distaccarci dal bisogno e superare la paura di perdere ciò che abbiamo. Le scelte che mantengono caldo il presente difficilmente sono proiettate sul futuro, quindi sono opportunistiche.

Per fare una scelta dobbiamo capire per prima cosa le nostre emozioni e i nostri sentimenti condividendoli con gli altri. L’umiltà intellettuale di rivelarci per quelli che siamo, con le nostre ansie e paure, i nostri pensieri e le nostre sensazioni, ci permetterà di essere autentici , senza cercare il compatimento. La speranza di raggiungere le mete perseguite ci darà la forza di lottare e la gioia di vivere il quotidiano. L’Assertività ci aiuterà ad essere liberi , ad affermare noi stessi con valori ed intenzioni. L’Assertivo vuole realizzare i propri obiettivi rispettando gli altri senza ne imporsi ne sottomettersi e seguendo i propri bisogni, potrà realizzare qualcosa motivato dai desideri più profondi e quindi avere successo, questo successo.

Quando scegliamo dobbiamo capire se lo facciamo per noi o per altri, cosa abbandoniamo e soprattutto dove vogliamo andare e con chi. L’accettazione di se stessi, l’unicità ed il coraggio ci faranno affermare per ciò che siamo senza avere l’approvazione altrui. Essere fedeli a se stessi, ai propri valori, alle proprie intenzioni comportandosi coerentemente senza plasmarsi agli altri ne voler controllare il mondo, sarà un compito importante per la persona assertiva. La nostra felicità sta nell’esserci in ogni momento della vita, senza ricercare chissà cosa e chissà dove. I contatti con persone umili che all’apparenza non ci danno niente, sono quelli che in realtà ci rendono felici e ci arricchiscono. Essere autentici non è però sempre facile, non vuol dire essere spontanei solamente ma scegliere in base alle nostre convinzioni e con coscienza.

L’Autostima è fondamentale per essere assertivi. Avere una buona autostima significa sentirci unici, con pregi e difetti, forza e debolezza. Quando ci adeguiamo agli altri perdiamo la capacità di piacerci e ci stimiamo meno in quanto la nostra unicità perde valore. La stima in se stessi non fa esaltare nel successo e non fa deprimere nella sconfitta. Accettarsi significa avere un sano egoismo, onorando l’impegno preso con noi stessi, evitando le maschere, essere coerenti con ciò che si pensa e con ciò che si è. La nostra dignità ed il nostro valore non devono però contrastare la dignità ed il valore degli altri, quindi un comportamento assertivo porterà le persone a capirsi, stimarsi ed intraprendere strade comuni di cooperazione.

Il primo punto di forza nel modello presentato è secondo il mio parere la possibilità di trovare i propri punti di forza. Iniziare da quelli che ognuno di noi ha e nell’accettazione di ciò che siamo e nella consapevolezza della nostra unicità. Quindi la ricerca del senso della vita. Non è nell’adattarsi a ciò che fanno gli altri ma trovare in ogni momento la propria presenza ed esistenza , seguendo la propria strada. Scegliere chi essere in base alle nostre convinzioni più profonde senza compiacere all’altro ma con positività ed autenticità. Il nostro cambiamento inizierà quando decideremo di smettere di accusare gli altri, la vita, i genitori, il destino avverso, i partner, e senza più trovare scuse, ci prenderemo la responsabilità di avere il potere per cambiare.

La consapevolezza di chi siamo, come siamo che cosa possiamo fare per star meglio e perché dovrebbe essere alla portata di tutte le persone. Quindi ritengo il testo utilissimo e senza limiti. Da un punto di vista clinico applicativo è un ottimo metodo per rendere le persone consapevoli dei propri disagi ed uno strumento importante per la loro evoluzione clinica verso il benessere. Non è facile che le persone possano effettuare un cambiamento della loro vita velocemente, ma con l’aiuto di un Counselor carismatico e preparato, ricco di esperienze e che abbia fatto tesoro sulla sua pelle, in vari ambiti, degli insegnamenti preziosi descritti dall’autore, potrebbe essere possibile.

La nostra cultura di tipo sintomatologico non permette di conoscerci e di curarci realmente, se si facesse prevenzione attraverso i concetti dell’assertività e dell’origine di varie patologie, allora si che comincerebbe a funzionare tutto, ma qualcuno non vuole, quindi, purtroppo il benessere è riservato a pochi. A quelli che si mettono in discussione, che non hanno paura di cambiare, che hanno il coraggio di affrontare i problemi e che hanno dignità. A quelli che sanno amare la vita perché amano se stessi.

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