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sabato 31 dicembre 2011

La libertà è una scelta consapevole frutto di una vera AZIONE ANIMICA

Considerando che do per scontato che chi legge questo blog e affronta questi argomenti, abbia quantomeno un bagaglio interiore di consapevolezza in più rispetto a coloro che basano la loro vita sulla lamentela, l'accusa, il giudizio ostinato, la rassegnazione e il vittimismo da spettatore classico di uno show (telegiornale), allora posso esprimere la mia ennesima considerazione su ciò che riguarda i rapporti umani, la propria libertà (parola troppo abusata e fraintesa) e l'amor proprio in quella che è la creazione del proprio mondo, della propria realtà/evoluzione personale.
Nel mio libro DIALOGO CON L'ANIMA narro:
"Spesso la prova più difficile è quella di comprendere se stessi attraverso gli altri.

Ci viene spesso chiesto di capire qualcun altro che ci vive accanto. 
Spesso la prova più difficile è quella di comprendere se stessi attraverso gli altri,
ma non chiunque. 
Ma le persone che più amiamo, che fanno parte di noi da sempre. 
La nostra famiglia, i nostri genitori, i nostri figli, la nostra anima gemella.
Ci viene chiesto di capire gli altri
forse perché non siamo capaci di capire davvero noi stessi. 
E coloro che amiamo, coloro con cui abbiamo un filo comune sono lì
perché l’amore implica anche degli ostacoli
per poter essere davvero fatto proprio nella sua più pura essenza.
Bisogna avere coraggio di essere se stessi senza paura di ferire nessuno
perché in realtà stiamo solo ferendo noi stessi.
Nell’altro e nelle situazioni in cui ci ritroviamo, vediamo solo riflesse quelle stesse sofferenze che non vogliamo vedere in noi proprio perchè ci appartengono,
sono dentro di noi senza esclusioni di colpi."


E' spesso dura accettare questo soprattutto quando accusiamo gli altri del nostro NON SENTIRCI LIBERI!
Ma sappi, caro amico, che  c'è una tua fantasia che vorresti si realizzasse affinchè tu possa sentirti piu libero.. ossia che gli altri cambino.. ma purtroppo sai che questo non è affar tuo perche forse gli altri non potranno mai cambiare se non nella misura in cui possono prendere consapevolezza del loro mondo interiore e portare alla luce le loro piccole verità prendendo coscienza che si deve andare avanti e che ci si deve concentrare su se stessi sempre e comunque.
Sai bene che continuare a pensare e fare le stesse cose si otterranno sempre e solo gli stessi risultati.
 Noi , a questo punto del nostro cammino, lo sappiamo e di questo ne dobbiamo esser grati.
E soprattutto sappiamo che possiamo anche cambiare le nostre azioni per cambiare magari il risultato (senza aspettative ovviamente) ma la cosa piu stupenda che abbiamo appreso in questo cammino è che dobbiamo cambiare le nostre convinzioni; accettare, trasformare e sciogliere le nostre paure.
Tu desideri che gli altri (magari coloro che accusi della tua prigionia) ti lascino stare; continui a dire che non ti lasceranno mai stare ma sai bene che non è il loro problema che ti da fastidio e che ti crea ansie e dolori interni, ma è il tuo problema personale con la situazione che inevitabilmente si è creata.
A te deve interessare come risolverlo (accettandolo e trasformandolo) al tuo interno!
Puoi benissimo comunicare ed esprimere ciò che è dentro di te e constatare se chi hai di fronte abbia RECEPITO il messaggio (fidati che spesso la gente fa finta di non capire per paura della verità che gli viene sbattuta in faccia) ma la sua personalità, la sua evoluzione in questo stadio del suo percorso e la sua bassa consapevolezza non gli permettono di risolvere nel modo che tu vorresti..Chi hai di fronte ha le sue modalità e i tempi giusti per se stesso.
Ora tocca però che comprendi nel profondo del tuo cuore (tale da comunicarlo alla mente) che la tua libertà non dipende dagli altri.
 Hai già fatto la tua scelta... SEI LIBERO! Stai cercando (per ovvia paura) di usare tutti i metodi possibili per convincere chi ti circonda.. ma sai, in realtà, chi stai cercando di convincere?? TE STESSO!!
Non ci credi abbastanza!
Hai scelto la libertà e nemmeno tu ci credi e allora ti aggrappi ancora un pò alla tua paura ( che tua non è!) per poter manifestare all'esterno parole e atteggiamenti e azioni che ti possano portare a crederci davvero!
Lasciati alle spalle la DISTORTA CONVINZIONE che gli altri ti impediscono la tua libertà.
Dentro di te smettila di temere che ti possano togliere qualcosa.. Basta pensare che il meccanismo che gli altri usano (immaginalo da un punto di vista duale) è lo stesso dei MEDIA: "io ti metto paura e ti costringo a pensare che mi devi combattere con le armi della RESISTENZA scappando e temendomi"..
Se non temi il nuovo ordine mondiale allora fatti due calcoli e scoprirai che non temi nemmeno gli altri ( i tuoi demoni, le tue paure fatte di persone e situazioni) perchè sono proprio queste persone con cui sei in "astio"  il tuo personale NUOVO ORDINE MONDIALE...
 (come in alto cosi in basso...)
Smettila di giudicarti, di giudicare che tu sei la causa della sofferenza degli altri solo perchè hai scelto la libertà e loro non ci son riusciti!
Lo so che non è facile ma loro rappresentano la tua parte vecchia, il tuo vecchio paradigma di esistenza, il tuo ego che ti urla disperato di non andare...
E siccome sai che l'ego è dentro di te.. accettalo dentro di te e lascia che si dissolva da solo irradiato dalla LUCE quale tu sei!
Tu sei ANIMA.. esso s'inchina a LEI 

lunedì 5 dicembre 2011

AMORE. ODIO. NUOVO ORDINE MONDIALE. CRISI. EVOLUZIONE. EGO. ILLUSIONE.


Scrivo perchè forse è l'unico mezzo che mi permette di comunicare ed essere fluido e spontaneo in maniera diretta senza che si mettano in mezzo i gesti , gli sguardi e le emozioni forti (che ci sono e ci saranno sempre).

AMORE.

Per quanto se ne possa dire su questa parola, per quante situazioni strane, particolari, sofferte, gioiose abbiamo vissuto intorno a questa parola, alla fine ci ritroviamo sempre e solo davanti a noi stessi pronti (o meno) a dover scegliere quanto siamo disposti ad affrontare il mondo..
.. la cosiddetta realtà, che altro non è ciò che ci gira attorno istante dopo istante: persone, situazioni, luoghi fatte a loro volta del cibo che le tiene in piedi, le EMOZIONI.

Se ci riflettiamo in maniera più attenta, emozione significa SCUOTERE, TRASPORTARE FUORI, SMUOVERE.
Dal latino "ex-moveo", che significa 'muovere-fuori, uscire, sgorgare': l'etimologia della parola richiama quindi un movimento che, nel caso dell'essere umano, è una risposta del corpo a un movimento interno a sua volta scaturito come risposta re-attiva al mondo esterno. 
[Stiamo parlando di ENERGIA, ricordatevi questo particolare importante!]

 Siamo stati abituati (per la conseguenza del mondo DUALE in cui viviamo) a scinderle in positive e negative.. ma è solo una sorta d'illusione perchè sempre emozioni rimangono.

L'altro giorno riflettevo su questo:
se le emozioni negative ci mangiano e consumano e quelle positive alimentano le nostre illusioni ed aspettative..
siamo pertanto costretti a evitare di provarle? 
Credo proprio di no perchè fanno parte di questa esperienza terrena e in quanto tale hanno tanto da insegnarci nel nostro cammino. L'emozione è una risposta del corpo a una scintilla che scatta al nostro interno quando rispondiamo ad eventi esterni che di solito sono quelli che classifichiamo come belli e/o brutti.

Da quando abbiamo accolto "le persone" nella nostra vita ed essi nella loro, abbiamo provato ogni sorta di vibrazione (che sia emozione o meno)ma in ogni caso l'abbiamo provata.
Che sia dell'ego, che sia dell'anima, fa comunque parte di questa nostra vita con tutto ciò che contiene: NOI STESSI!

Le paure in questa vita ci hanno sempre accompagnati da quando si è formato quel famoso "io" che teme di morire, che vuole attaccarsi a tutto e tutti, che vuole vivere fino all'ultimo secondo perchè vive di ciò che è fuori , in quanto inconsapevole che tutto in realtà è dentro.
Abbiamo preso coscienza e consapevolizzato tanto in questi mesi, abbiamo imparato tante cose. Forse troppe e TROPPO CON LA MENTE.

Davvero io non so cosa stia a significare la parola AMORE quando penso a me.. ma la riconosco quando vedo la donna che "amo", quando penso a lei, quando la osservo, quando l'ascolto, quando  vedo giocare i  bimbi, gli animali, quando vedo uno sguardo sincero e umile di un barbone che non chiede denaro perchè sa che la pietà non ha valore rispetto alla com-passione, in ogni gesto del mio cane, in ogni suo movimento io vedo l'amore che agisce e si epsrime.. e questo è uno spettacolo sublime.

Non di meno però c'è l'altra faccia della medaglia: la PAURA che da da mangiare all'odio, all'ira, alla gelosia, all'invidia, alla prevaricazione, alla violenza.E chissà perchè proprio in questo caso siamo tutti restii a voler accettare questa manifestazione del falso ego come parte di noi. 
Il trucco del faso ego, manifestato in MONDO ESTERNO (nuovo ordine mondiale, scie chimiche, signoraggio bancario, guerra, e chi più ne ha più ne metta) è solo la gigantografia dell'inconscio collettivo, uno specchio enorme di una NON ACCETTAZIONE PALESE di una parte di noi che preferiamo proiettare fuori piuttosto che trasmutarla e perdonarla in NOI.Essa non è altro che il cosiddetto SISTEMA (matrix) che vive e si nutre di questa energia e il suo scopo è fare in mondo che noi regaliamo la nostra energia vitale (energia sessuale) proprio ad esso anzichè preservarla dentro e PER noi stessi!
       Ci sta riuscendo alla grande con la scusa del complottismo raccogliendo a sè tanti fedeli inconsapevoli che con la voglia di fare informazione e di accusare i DORMIENTI non fanno altro che dare gratuitamente eneriga al sistema stesso.Chissà perchè alcuni programmi TV e interminabili pseudo-documenti internet circolano a più non posso.. (fatevi due calcoli e capite perchè è stupido coltivare rabbia, risentimento e continuare a sputare veleno che autoalimenta il sistema e autoavvelena inconsapevolmente il nostro essere rallentando e discostandoci dal RISVEGLIO DELLA COSCIENZA).

      "Nessuno è più schiavo di chi falsamente crede di essere libero" (Goethe) 

      Ora vi pongo la questione in maniera sicuramente molto più chiara, ma che molti non vorranno accettare e forse nemmeno potranno comprendere per un livello di consapevolezza differente.

      Non è la TV al plasma, la Casa, o lo Stile di vita o il Lavoro o essere straordinari, lo status, ciò che ci preoccupa,
      ma il sapere di essere vuoti.
      Questa gente soffre la tristezza, la solitudine ed il vuoto, come chiunque altro,ed hanno bisogno di colmare questo vuoto
      attraverso il materialismo, perchè pensano che li farà stare meglio.
      O vogliono sedare la sensazione di vuoto con il possesso materiale così questo ci riporta a questa sensazione di dover distrarre la nostra dipendenza con una fonte esterna, che è qualcosa sulla quale non abbiamo alcun controllo.

      Ciò a cui stiamo assistendo ora è tutta questa competitività nei confronti degli altri, distruggendoci l'uno con l'altro, guerre, dispute per un esistenza materiale, stiamo violentando il pianeta, dilaniandolo per averne alcuni pezzi
      da avere in mano e per dire che abbiamo vinto la gara.
      Ognuna di queste azioni sono distruttive non solo per il pianeta ma per la civiltà umana.
      Perchè la civiltà fiorirà con la cooperazione e morirà con la competizione.
      e se si procede da queste verità il risultato non è altro che l'estinzione che abbiamo davanti a noi.

      Noi tutti abbiamo dei dèmoni, così per dire, abbiamo tutti dei dèmoni interni nella nostra esistenza, ma ci aspettiamo di vedere dei mostri diabolici o apparizioni tenebrose e pensate a una specie di diavolo simile a quelli che si vedono al cinema...
      Ma i nostri dèmoni sono realmente le persone nella nostra vita di tutti i giorni le persone con le quali noi litighiamo, le persone che noi invidiamo od odiamo, coloro i quali noi danneggiamo fisicamente o emotivamente in qualche modo, o forma.
      E non è perché noi invidiamo od odiamo le caratteristiche in queste specifiche persone, ma piuttosto odiamo il fatto che queste ci ricordano noi o come siamo fatti.
      Loro riflettono le nostre caratteristiche che vorremmo avere più sviluppate o che non vorremmo avere per niente.
      Per cui cosa facciamo?
       Calmiamo questa sofferenza non cercando neutralizzare o combattere i nostri dèmon ima danneggiando le persone che ci ricordano dei nostri demoni.
      Danneggiando le persone che ci ricordano delle cose che non ci piacciono di noi stessi.
      E quando noi siamo frustrati e controlliamo le nostre emozioni, perchè non sappiamo quello che sta colpendo le nostre emozioni realmente, ce la prendiamo con gli altri, ce la prendiamo con qualsiasi altra cosa
      che ci si presenta, o che agisca come catalizzatore del nostro odio.
      E facciamo la stessa cosa con gli animali, e gli animali sono perfetti per questo perchè non possono difendersi.
      Sono dei catalizzatori perfetti per l'aggressività intima, la nostra confusione, il nostro odio...
      basta prendersela con qualcuno totalmente indifeso.
      Basta immaginare fino a che punto possano essere inconsce una persona o le sue azioni, che arrivi al punto di torturare, mutilare o brutalizzare un qualsiasi essere vivente.
      Pensate alla mancanza di compassione si che deve avere verso la vita in generale essere capaci di non sentire nessuna sembianza di comprensione verso popolazioni intere, abbandonare gli individui o singoli animali...
      Popolazioni intere di specie animali che vengono specificamente incrociate a scopo commerciale.

      Ma vi dirò ciò che è anche più pericoloso...
      non è poi così tanta la gente che compie queste crudeltà, perchè le conosciamo bene come sono.
      Questa forma d'odio e di crudeltà si sa che c'è ed è ben conosciuta.
      Ciò che mi preoccupa di più è questa gente che è contro l'inumanità ,
       le persone che sono contro la crudeltà animale e si sentono così abbastanza in diritto
      da pensare che è giustificato infliggere sofferenze o pari sofferenze a queste persone.

      Perché quelle sono le persone che portano un comportamento crudele ed inconscio, ad un intero nuovo livello di comportamento crudele e consapevole che è perfettamente accettabile per loro.
      Perchè sentono che è un loro compito portare altre persone a giudizio.
      Come se fossero una figura d'autorità di alcun genere.
      Quelle sono le persone che avranno cose più dure con cui scontrarsi  perché in loro albergano molto più odio interno e risentimento.
      Loro non sembrano comprendere che è solo un'altra forma dell'esatto stesso odio.
      Quindi per trattenersi dall'affrontare i nostri demoni interni, costantemente, cosa facciamo?

      Quando iniziamo a realizzare:
      'Aspetta un attimo, forse non va bene
      infliggere sofferenza a qualsiasi altro essere vivente'
      l'ego deve poi uscirsene con una forma più esoterica di crudeltà ad imbrogliarci a mostrare la stessa forma dello stesso odio di sè, lo stesso atteggiamento indignato, ma solo in un altro modo e verso un altro gruppo di persone.
      Ma il vuoto troverà di nuovo un modo di rientrare in noi e le persone cominceranno a sentirsi di nuovo senza riposo
      non importa quante volte sempre loro scaricheranno biasimo ad un'altra persona ancora o ad ancora un altro gruppo.

      Noi abbiamo bisogno di caos nelle nostre vite, noi imploriamo la distruzione, noi supplichiamo per avere la catastrofe.
      Perché se noi non abbiamo queste cose che agiscano come una forma di esorcismo o da catalizzatore per noi, cominciamo a notare queste cose in noi ed è ciò che non vogliamo.

      Guardate, possiamo scendere a patti con guerre, col terrorismo, con i crolli borsistici ed economici
      possiamo scendere a patti con tutte queste cose.
      Ma una volta che cominciamo a notare questo caos dentro di noi, questo è ciò di cui abbiamo paura veramente.

      Saremmo capaci di accettare un milione di 11 Settembre anzichè un momento di vera comprensione verso il nostro odio di sé.
      Ci stiamo effettivamente auto-distruggendo con una violenza mascherata d'amore.

      "C'è molto dolore nella vita e forse l'unico dolore
      che può essere evitato è il dolore che viene dal tentare di evitare il dolore."
      (R.D. Laing)

      "Conoscere il proprio lato oscuro è il miglior metodo per trattare con quello degli altri" (C.G. Jung)

        PS:
        La schiavitù reale è quella di CRONOS, il TEMPO. 
        Viviamo illusoriamente in quello che è il tempo psicologico all'interno della nostra mente che si nutre di tempo (passato e futuro- ricordi e anticipazioni/aspettative =SOFFERENZA).
        Così l'umanità vive nel suo film MENTALE (quindi dorme) non riconoscendo che vive nel suo stato, che crede di essere di "veglia", ma che in realtà è lo stato di SONNO in cui accadono le cose più assurde (c'è chi si sposa nel sonno e dopo anni non comprende perchè c'è qualcosa che non va.....) uno stato dove non vede la realtà ma solo ciò che "filtra" a causa del suo vivere nel tempo con tutte le conseguenze che ne derivano inclusa la sofferenza.
        Il tempo non esiste al di là della nostra coscienza e non scorre indipendentemente al di là di essa..
        E' l'ILLUSIONE più ingannatrice e riuscita di tutti i tempi..
        Volete liberarvi?
        USCITE DAL TEMPO!

        domenica 4 dicembre 2011

        VIVERE QUI E ORA. IL POTERE DELL'ADESSO

        Un grande risvegliato dei nostri tempi è di sicuro Eckarth Tolle.

        In maniera molto semplificata e chiara infatti egli spiega che 


        E' la nostra mente a causare i nostri problemi, non le altre persone, non "il mondo esterno".E' la nostra mente, con il suo flusso di pensieri pressoché costante, che pensa al passato e si preoccupa del futuro. Noi commettiamo il grave errore di identificarci con la nostra mente, pensando che questa sia la nostra identità, mentre in realtà noi siamo esseri ben più grandi.


        Per intraprendere il viaggio nel Potere di Adesso abbiamo bisogno di lasciare da parte la nostra mente ed il falso sé che questa ha creato: l'ego. Sebbene il viaggio sia pieno di sfide, Eckhart Tolle ci guida con un linguaggio semplice, nella forma di domande e risposte. Le indicazioni sono le parole stesse. 

        Per molti di noi, lungo la via, vi sono nuove scoperte da fare: noi non siamo la nostra mente. Possiamo trovare l'uscita dal dolore psicologico. L'autentico potere umano si trova arrendendosi all'Adesso. 
        Scopriamo anche che il corpo è in effetti una delle chiavi per entrare in uno stato di pace interiore, così come lo sono il silenzio e lo spazio intorno a noi. Infatti l'accesso è disponibile ovunque. I punti di accesso, o portali, possono tutti essere usati per portarci nell'Adesso dove i problemi non esistono. E' qui che troviamo la nostra gioia e che siamo capaci di abbracciare il nostro vero sé. E' qui che scopriamo che siamo già completi e perfetti.

        Molti di noi troveranno l'ostacolo maggiore a questa realizzazione nelle relazioni, specialmente le nostre relazioni intime. Ma siamo ancora in un territorio nuovo dove tutto non è più quello che sembrava. Giungiamo a vedere che le nostre relazioni sono altro passaggio verso l'illuminazione spirituale se le usiamo saggiamente, per diventare più consapevoli e più amorevoli. 
        Il risultato? Una reale comunione fra noi stessi e gli altri.

        Se sei in grado di essere totalmente presente, facendo ogni passo nell’Adesso, se sei capace di sentire la realtà di cose tali come “il corpo interiore”, l’”arrendersi”, il “perdono” ed il “non manifestato”, allora ti aprirai all’esperienza di trasformare il potere di Adesso.

        Tu non sei la tua mente!
        La consapevolezza è la via d'uscita dal dolore.


        Ecco anche un esempio di quanto egli dice attraverso le parole di questa scena del film
         "La Forza Del Campione"




        Il seguente articolo è tratto dal blog

        http://creativpower.piuchepuoi.it/14/vivere-qui-e-ora/


        Vivere qui e ora

        Vivere qui e ora rappresenta la chiave per una vita attiva, poiché solamente in questo preciso istante possiamo fare qualcosa e quindi essere attivi.
        Probabilmente potremmo esserlo anche domani, ma non possiamo averne la certezza e se continuiamo a ripeterci che agiremo domani non ci attiveremo mai. L’unico istante che conta è esattamente ora.


        Vivere una vita piena
        Chi riesce a vivere l’attimo presente esperisce la piena realizzazione ed è realmente nel proprio Sé, quindi pienamente se stesso e completamente presente.
        Pensate ai momenti preziosi e indimenticabili nei quali siete centrati: di quali momenti si tratta?


        Il tempo è un illusione – la realtà è solamente nell’istante presente
        Il tempo costituisce qualcosa di molto particolare. Ci riesce molto più facile vivere in un tempo che non c’è piuttosto che nel qui e ora.
        La maggior parte di noi, ad esempio, vive la propria giornata scandita dall’orologio. Lo tiene costantemente sott’occhio ed è sempre altrove: “Tra 5 minuti arriva l’autobus. Oggi a mezzogiorno devo parlare con il signor Rossi. Venerdì devo prenotare un viaggio. La prossima settimana viene a trovarmi mia sorella…”
        Con il pensiero, quindi, siamo ovunque eccetto che in noi stessi. E la cosa più paradossale è che non sappiamo se per noi ci sarà un dopo, un domani o il mese prossimo.
        Reale e tangibile è infatti solamente l’istante che stiamo vivendo.


        Vivere il momento presente non significa dimenticare il domani
        Queste considerazioni potranno apparire provocatorie e si obbietterà che dobbiamo pur pianificare, guadagnare del denaro per vivere e poter raggiungere degli obiettivi…; certo è importante.
        Vivere qui e ora non significa infatti scordarsi completamente del domani: come sempre la verità sta nel mezzo.


        E’ una questione di consapevolezza…
        Si tratta sostanzialmente di rendersi consapevoli del fatto di essere qui ed ora, indipendentemente da ciò che stiamo facendo o di dove ci troviamo.
        Se mangiamo, mangiamo. Se corriamo, corriamo. Se abbiamo dolori, soffriamo. E se siamo felici, allora siamo felici.
        Seguendo questo principio saremo in grado di accettare qualunque cosa ci accada.
        Diciamo semplicemente “Sì” all’esperienza che stiamo facendo -  nel momento in cui lo facciamo, rimaniamo nel presente, completamente. Ora possiamo decidere consapevolmente cosa fare.


        Riconoscere le possibilità d’azione
          


        Per riuscirci, dobbiamo essere centrati su noi stessi e presenti in quest’istante.
        Solo così saremo in grado di distinguere che cosa possiamo fare e cosa no.
        Vivere qui e ora è un principio filosofico, ma si tratta in definitiva della nostra vita pratica. Possiamo quindi:

        ·            rallegrarci di cuore se ve ne è motivo;
        ·            amare senza riserve se abbiamo trovato la persona giusta;
        ·            ridere di gusto se qualcosa ci diverte;
        ·            dare spazio al sentimento del dolore quando dobbiamo separarci da qualcosa o qualcuno;
        ·            essere concentrati su ciò che stiamo facendo quando dobbiamo svolgere un compito;
        ·            aiutare qualcuno se sta nelle nostre possibilità;
        ·            sfruttare le occasioni che si presentano e molto altro ancora.


        Tre step per vivere il momento presente:
         1 – Evitare di vivere nel passato
        Tutti ne abbiamo fatto in qualche modo esperienza. Pensiamo a cose passate che secondo noi sono rimaste inconcluse. I nostri pensieri tornano ripetutamente indietro nel tempo per produrre pensieri del tipo: “se solo avessi… fatto…” oppure ci sentiamo colpevoli per qualcosa che non possiamo più cambiare. Ma ciò che è stato è stato: il passato è irrimediabilmente trascorso e non lo possiamo cambiare, neppure in minima parte.

        Qui e ora possiamo però:

        ·               imparare dal passato
        ·               perdonare noi stessi e gli altri
        ·               chiudere con i fantasmi del passato
        ·               sentirci ricchi e soddisfatti per ciò che nel passato abbiamo fatto,
                         vissuto e imparato.

        Quindi non affliggiamoci per cose che non possiamo più cambiare. E’ energia sprecata. Chiudiamo con il passato e portiamo con noi nel nostro presente tutto ciò che è stato positivo. Ogni tanto possiamo guardare indietro con riconoscenza e gioia ma senza soffermarci: non è l’ieri ma bensì l’oggi che ha bisogno di noi!


        2 - Evitare di vivere nel futuro

        Anche chi si focalizza costantemente sul futuro non vive nel presente.
        Chi guarda troppo avanti tende continuamente a preoccuparsi e a pensare: “che cosa farò se succede questo o quell’altro?” oppure proietta la vita e la gioia nel futuro: “quando avrò abbastanza soldi sarò felice. Quando i miei figli saranno abbastanza cresciuti farò questo o quello.”
        In entrambe i casi si ritrova a non godersi la vita adesso. Nessuno può sapere quel che sarà domani e coloro che vogliono “tenere in serbo” la propria vita, dimenticano che potrebbero non arrivarci…

        E’ pur vero che di tanto in tanto è importante guardare al futuro per dare una certa impostazione al proprio percorso e decidere in quale direzione andare. Porsi degli obiettivi personali è un passo molto importante per vivere in modo consapevole ed apprezzabile (si legga a tal proposito gli articoli precedenti ma, non appena ci è chiaro che cosa desideriamo è importante ritornare dalla visione del futuro per vivere nel presente – perché solo nel momento che stiamo vivendo possiamo fare qualcosa per raggiungere i nostri obiettivi.


        3 - Vivere nel presente

        Non vivere quindi nel passato e neppure nel futuro: vivere oggi, vivere ora!  “Inspirare” la vita e cercare di percepire con tutti i nostri sensi cosa vuol dire vivere adesso.

        Vivere in un modo che ci impedisca di dover rimpiangere qualcosa di intentato qualora l’indomani la nostra vita fosse giunta al termine. Realizziamo i nostri sogni e concludiamo ciò che è in sospeso.
        Viviamo l’oggi dopo aver fatto pace con il nostro passato e facciamo tesoro di ogni esperienza.
        Assaporiamo quello che è ora e prendiamo coscienza di ogni opportunità che la vita ci offre.
        Cogliamo in ogni esperienza il lato positivo.
        Gustiamo la vita, ogni minuto, ogni secondo.


        Affermazioni utili per una vita “qui e ora”
        Le affermazioni sono frasi che possiamo indirizzarci per motivarci in modo positivo.
        Possiamo scrivere queste affermazioni su un foglietto per darvi un occhiata di tanto in tanto, oppure ripeterle mentalmente.

        La mia vita si svolge adesso, esattamente in questo secondo – ed è sempre diversa.

        Vivo qui e ora consapevolmente.

        Sono completamente consapevole della mia vita – percepisco questo istante con tutti i miei sensi.

        Uso il tempo che ho per vivere la mia vita. Il tempo di cui dispongo è sempre adesso.

        Adesso è il momento di vivere. Ora agisco e faccio qualcosa per me. Solo questo momento conta.


        Consiglio di lettura:

        Il Potere di Adesso
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        martedì 29 novembre 2011

        INNO ALLA VITA


        Mentre guardavo il film L'ATTIMO FUGGENTE,
        ho vissuto un attimo di VITA. Cosa voglio dire? L'ho scritto qui sotto, è una dedica per il genere umano.
        Leggete ascoltando questa musica



        Cara Vita, cosa è successo?
        Sono nato e me ne son dimenticato?
        Dov'è quell'atto eroico di cui son testimone?
        Dov'è quel tempo strepitoso in cui ogni cosa esiste per il sol fatto di esistere, di esser te, o Vita?

        Cara Vita, quando è successo?
        Sono uscito dal quel grembo strillando e ora ti strillo perchè voglio ritornarci?
        Quand'è che io e te abbiamo iniziato questo cammino?
        Quand'è che io e te ci siamo uniti e poi dimenticati l'uno dell'altra?

        Cara Vita, perchè è successo?
        Mi hai accarezzato, schiaffeggiato, sorriso, rimproverato, cullato..
        mi hai tolto una gamba, un braccio, un occhio,
        ma eri sempre con me.
        Anche se non potevo camminare, tu lo facevi per me.
        Anche se non potevo abbracciarti, tu lo facevi per me.
        Anche se non potevo vederti, toccarti.. tu lo facevi per me.
        Mi hai preso a pugni
        ma nel medesimo istante mi tendevi l'altra mano per sollevarmi.
        Mi ha sgridato con toni solenni e vibranti
        ma nel medesimo istante mi cantavi la tua dolce melodia dell'"ESISTENZA".
        Mi hai tirato un morso
        ma nel medesimo istante mi baciavi con il calore vivo della prima cotta.

        Cara Vita, chi sei tu? Chi sono io?

        Mi hai tirato fuori dal nulla.
        Mi hai spinto nel vuoto, quale tu sei, per riempirti di me.
        Poi di nuovo mi rivorrai in quel nulla per ritornare ad essere
        il grande ed eterno mistero inconoscibile quale tu sei.

        Caro ME, Io sono Te!
        Non sono mai nata e mai morirò.
        Tu mi sei testimone anche quando ti dimentichi di me, di te, di noi.. perchè niente può separarci.
        Noi siamo nessuna cosa.
        Noi SIAMO, punto. Noi esistiamo. Noi esprimiamo. Noi luccichiamo. Noi amiamo la nostra unione.
        Noi siamo la stessa cosa.
        Io, Vita, esisto da sempre. Tu, splendida creatura, non hai fissa dimora, se non Me che sono Te.
        Se non ci fossi IO, non ci saresti nemmeno Tu.
        Ricordi il calore di quel grembo con nostalgia perchè
        volutamente sei caduto nell'oblio della magia che ti avvolge
        credendo che IO fossi separata da TE.
        Illudendoti che per vivere saresti stato costretto a compiere opere grandiose.
        Ma l'opera grandiosa l'hai compiuta nascendo a te stesso come esempio della perfezione della creazione.
        E quella ancora più grandiosa, ricordandoti di te, di me, di noi!
        Ma nonostante tutte le avventure, che cataloghi banalmente in belle brutte, ti abbiano segnato il percorso,
        sei ancora qui che mi condanni, che mi giudichi, che mi esalti, che mi sbeffeggi, che mi deridi..
        Stai solo giocando a ritrovare la cosa che da tempo non trovi:
        TE STESSO, ME STESSA, NOI.. UNICO E MERAVIGLIOSO SIMBOLO dell'UNIVERSO.
        In questo apparente buio non ti sei accorto che continuavi a VIVERMI.
        Ora desideri ritornare nel nulla dal quale provieni, ma ti do un consiglio:
        Tu non vieni da alcun luogo e non andrai in alcun luogo e non ci sarà alcun tempo che non sia quello perfetto per vivere.
        L'unico momento in cui io e te esistiamo è ADESSO.
        Muori in questo istante e vedrai la tua rinascita accadere in ogni eterno secondo del tuo tempo
        che altro non è che l'infinito istante del mio.
        Non attendere la sciocca morte fisica per rinascere.
        Adesso muori a te stesso e rinasci a me che sono te.
        Ora tu sei VIVO, sentilo come vibra in ogni gesto che fai, in ogni cosa e persona che guardi, in ogni specchio umano che incontri.
        Non dimenticarti mai di me, perchè tanto non ci riusciresti.
        A presto VITA.
        Dimenticavo..SEI PERFETTO, UNICO ed IRRIPETIBILE!

        Claudio. 

        sabato 26 novembre 2011

        CONOSCI TE STESSO: distinguere la "chiacchiera" dall'"ispirazione". L'anima "impressiona". (di Rocco Bruno)


        Se qualcuno ha frainteso il RISVEGLIO DELLA COSCIENZA con il falso buonismo spirituale o con ipotetici fratelli dello spazio o santoni o cristi volanti che vengano a salvarci, credo che abbia sbagliato pagina... 
        lo dico con tutta sincerità e tranquillità.. 
        Se qualcuno crede che la propria vita sia divisa in "materiale" e "spirituale" ha sbagliato luogo.. 
        CRISTO CROCIFISSO non è altro che la morte, la crocifissione della personalità umana con i suoi vari io (ego) condizionati da tutti i suoi meccanismi RE-ATTIVI.
         Tutti quanti su questa pagina sono ben accetti per confrontarci e condividere le proprie esperienze ma se sentite che questo non è il vostro posto perchè condizionati da idee preconcette, sappiate che o ci si SVEGLIA da questo sonno oppure possiamo continuare a raccontarci barzellette!
         La questione è che VIVIAMO LA VITA ( come fosse una cosa a parte) E POI CI ATTEGGIAMO A GENTE SPIRITUALE. 
        Se si è venuto a creare un EGO SPIRITUALE allora si è ricaduti in un altro schema deviato di condizionamento e di "sonno". "LA TUA VITA E' IL PERCORSO!!"
        A tal proposito prendo un articolo pubblicato da ROCCO BRUNO ( il quale ha saputo magistralmente interpretare il film MATRIX in una parabola moderna).
        Non lo conosco di persona ma la vibrazione che in me c'è mi ha saputo comunicare che val la pena di essere SHOKKATI per poter risvegliarsi o perlomeno, tendere ad un ipotetico risveglio.




        Sappiate che fintanto che ci sarà nella nostra testa una voce che ci suggerisce cosa fare, cosa è bene e cosa è male, significa che siamo in presenza di un qualche “io”, ego, aggregato psichico e nulla a che vedere con la nostra reale essenzialità. E’ questa voce a generare la reazione emotiva del senso di colpa, della paura, dei dubbi, della timidezza, del senso di inadeguatezza, le preoccupazioni, i timori, il dogmatismo, l'ottusità, l'esaltazione e l'odio o la collera in generale. Dovresti esserti reso conto oramai che il mondo è un riflesso di quello che sta avvenendo dentro di te. Se ti senti sconvolto o squilibrato, il posto da guardare e dentro a te stesso, e non fuori alle cose che percepisci o all’oggetto della tua osservazione. Usare il nemico che percepiamo fuori di noi per scovare ciò che ci controlla è una pratica di immansa efficacia, ma richiede una grande volontà. Le circostanze e gli altri non sono la causa del tuo problema, ma è come tu interpreti, alla luce dei tuoi schemi e del tuo condizionamento, queste cose è tutto ciò che realmente ti sta accadendo.

        Tra l’altro tutto ciò che credi di percepire è solo una piccolissima, una minima parte del reale. Quello che percepiamo, che vediamo, che odoriamo altro non sono che segnali elettrici interpretati, o meglio, trasformati dal cervello in un immagine olografica che esiste solo nella tua testa. Noi letteralmente non abbiamo la ben che minima idea di quello che sta realmente succedendo là fuori. Vediamo forse le onde radio? Vediamo l'eletrosmog, le onde Tv, del satellite, del digitale terrestre?  Vediamo, forse, la forza di gravità? Vediamo forse la corrente elettrica che corre dentro ad un filo di rame? No! Eppure crediamo che esiste, come mai? Perchè ci è stato detto che è così, ma non lo sappiamo,  non lo percepiamo nemmeno intuitivamente, è un idea, un idea che lavora nella nostra vita come un programma.


        Ci descriviamo il mondo attraverso le idee che ci sono state inculcate. Cosa ci fa credere che ciò che stiamo osservando sia la totalità del reale? L'illusione di avere tutto sotto controllo. Noi non vediamo nemmeno i pensieri degli altri o le loro emozioni, eppure desumiamo di sapere chi abbiamo difronte, non sappiamo nemmeno cosa alberga realmente, perchè non siamo in grado di metterci al loro posto, però riusciamo lo stesso ad essere così zelanti nel giudarli a prima botta. Come mai? Forse quello che sentiamo, dico l'irritazione o la simpatia per qualcun altro, è perchè qualcosa di quella persona risuona anche dentro di noi. Noi non siamo in grado di riconoscere niente che non abbiamo già vissuto o provato anche noi. Ed allora quando diciamo che qualcuno è invidioso, come possiamo dirlo, senza esserlo stati anche noi. Come potremmo individuare che è proprio di invidia che si tratta.


        L'uomo attribuisce ai limiti dei suoi sensi, scambia,cioè, letteralmente i limiti del suo campo visivo, olfattivo, auditivo e tattile, per i limiti del mondo. Quello che noi chiamiamo il conscio, percepisce solo una piccolissima parte del tutto, il resto viene percepito, elaborato e vissuto dentro, in quello che qualcuno chiama inconscio, il sub conscio è da considerarsi una sorta di mediatore: la mente,  cioè ciò che trasferisce a livello conscio parte di quello che ci sta accadendo dentro; è per questo che non sappiamo da dove arrivano i pensieri. Il conscio ne prende solo atto che stanno accadendo. Ed è qui che possiamo però intervenire, scegliendo di prendere tutte quelle idee, congetture, interpretazioni del reale per vere o capire che quel vociferare è qualcos'altro, l'espressione dei nostri limiti autoindotti. Dall'inconscio emerge anche un altra cosa, che sembriamo letteralmente ignorare a causa dell'eccessiva attività del mediatore, che non sta più facendo il lavoro per cui esiste.


        A causa del condizionamento o educazione ricevuta nei primi anni di età (sempre la stessa cosa dico, ma è perchè ha un enorme influenza nelle nostre vite) abbiamo imparato a credere a quello che ci dicono o ci hanno detto essere il mondo (descrizione del mondo), invece che percepire quel qualcosa d'altro che siamo. A causa di quest'attività mentale ci perdiamo letteralmente quello che sta realmente accadendo. Quando uno gioca con la “presenza” inizia a rendersi conto che è così. Da dove viene l'intuito? Sai quella certa sensazione che c'è qualcosa che non quadra nel mondo, non sai cos'è, la mente non ha una spiegazione per questo, ma è abbastanza forte da accorgerti che c'è? Tanto più forte è questa sensazione e tanto è possibile rendersene conto. La coscienza è la scelta di lasciarla emergere. Ecco che allora, se non liberiamo a testa da tutti quei programmi che ci girano dentro, hai voglia di dare la colpa agli altri, ... noi non vediamo tutto del reale ma solo quello che riusciamo a captare senza descriverlo, giudicarlo o altro. La nostra capacità di essere presenti dipende da quanti programmi stanno girando in quel dato momento. Se giudico, non esisto! C'è poco da stare allegri, c'è che imparare a discriminare e individuare chi è che parla, “se cambi le regole su ciò che ti controlla” - quello smette di poter controllare. Quello che abbiamo chiamato ego chiacchiera, mentre la parte reale ci impressiona, è attraverso un impressione, che diventa ispirazione, che ciò che noi siamo si manifesta qui ed ora nel campo del conscio.


        E' per questo che è così importante imparare a volersi bene, perchè l'ego sempre cercherà di metterti in svantaggio, anche quando ti vezzeggia e di adula. Tutto viene da un ordine di mondo differente da questo, da quello che consideriamo il “conscio”. iI vissuto proviene da dentro, ma l'effetto che produce mi permette di capire chi sta controllando, cosa, e così che inizio un autentica liberazione o rivoluzione. L'ego emette una precisa vibrazione e quella vibrazione è la forma che prenderanno le nostre emozioni. Il reale, l'anima, quello che noi siamo, il divino, etc... crea un impressione e quell'impressione genera un tipo totalmente diverso di vibrazione che è quello che noi sperimentiamo come un particolare sentimento o sensazione, senza parole, … le parole arrivano dopo quando il mediatore si accorge che è cambiato qualcosa e comprende di non essere i suoi pensieri.


        Ecco perchè “essere l'eletto è come essere innamorato”, perchè è il sentimento che sperimentiamo quando siamo innamorati che è l'espressione di qualcosa di terribilmente reale e divino, il dopo è tutta un altra storia. Iniziamo a voler controllare l'altro e tutto si ritira. Serve comprendere (e non capire) che non tutto dei fatti che ci accadono è in chiara luce, che molte delle nostra azioni sono determinate dal nostro inconscio e da chissà cos'altro; se la nostra attenzione si limita ad osservare o meglio constatare o subire l'effetto, difficilmente troveremo la causa. Se non ci prendiamo la totale responsabilità di quello che ci sta accadendo, almeno a livello intellettuale (unica cosa di cui disponiamo allo stato attuale), difficilmente arriveremo a renderci conto che stiamo compartecipando e non siamo vittime di quello che ci sta accadendo ...


        Responsabilità e respirare hanno la stessa radice, strano! Urge ripulire la mente da quegli ostacoli, effetto della prima educazione; pensieri, idee, credenze che sono la nostra descrizione del mondo, di quello che i sensi percepiscono, in una parola urge liberarsi della programmazione di base, e di conseguenza dai blocchi emotivi che ristagnano nel nostro Plesso. “C'è lei dietro tutto questo dolore, dietro ogni omicidio, ...“ . - (revolver, G. Ritchie, 2005).

        “E' da talmente così tanto tempo che sente quella voce, Mr Green, che ha finito per credere che sia la sua”. Lo strumento dell’intelletto, potentissimo ed estremamente interessante, è stato ridotto ad una chiacchiera inutile ed inconcludente, ma che determina, controlla e domina la nostra vita attraverso un attività incessante di analisi, comparazione, definizione; esso discerne attraverso modelli e paradigmi pregressi, attraverso un vissuto, ricordi di pregresse esperienze che non è detto che siano equivalenti a quello che ci sta accadendo, adesso.


        Delle volte l’idea di specchio non ci aiuta, possiamo, allora, pensare all’idea di “programma condiviso” inteso come quella data serie di atteggiamenti, o insieme di comportamenti, postura fisica, parole, idee, credenze, emozioni, etc. che mascherano un ego e che sono in comune, in condivisione con quelle persone che sono così capici di farci imbestialire, provare invidia, farsi detestare, o rendersi antipatiche. Programmi, sono tutti dei programmi - "Quelli che funzionano, che fanno ciò per cui sono stati creati, sono invisibili - “potresti perfino credere che non esistono”. - (matrix realoaded, 2004).


        Noi siamo identificati, prendiamo cioè identità dalle nostre idee, dai nostri ricordi, da quell'immagine residua ed alterata di sé che abbiamo creato a causa dell'aver ignorato quello che siamo e della, come ho già detto, mancanza di presa di coscienza di come produciamo gli eventi o le circostanze; della nostra scarsa visione. Noi abbiamo la più pallida idea di cosa ci stia accadendo, anche adesso, salvo che non si stia sorvegliando quello che ci stia avvenendo dentro. Tutto comincia con una presa di coscienza, con la comprensione di essere nel problema. E' sotto l'influsso di un ricordo residuo che riproponiamo sempre gli stessi schemi ed è per questo che ci accade quello che ci accade.


        Siamo identificati 100% con desideri e pensieri che per lo più non sono neanche nostri e la cui attività incessante è in grado di determinare e controllare tutta la nostra vita. Noi non ricordiamo realmente quello che è stato, non siamo certi di quello che abbiamo vissuto, la nostra esperienza pregressa, ecco perchè l'ho chiamato “ricordo residuo”; è solo quello che abbiamo registrato in quella data circostanza in base alla capacità di quel momento di comprendere cosa ci stesse accadendo realmente. Se recupero quella memoria totalmente forse mi rendo conto che me ne ero fatto un idea sbagliata, e che le persone che incriminiamo non sono incriminabili e che forse le cose sono andate un po' diversamente da come mi ricordavo o come credevo fossero andate.


        Il nostro problema è che non ci ricordiamo bene e che non eravamo così coscienti da renderci conto cosa stesse accadendo, abbiamo vissuto male l'esperienza generando in noi un dolore. Quel dolore è diventato un temibile parassita che si nutre sottobanco della nostra energia vitale. Purtroppo noi ci crediamo lui, inteso che ci crediamo di essere quella cosa che noi stessi abbiamo creato, questo terribile ritratto immaginario, parassitario, … noi operiamo sotto l'influsso dei suoi bisogni mai appagati ed appagabili. Come tale, come parassita intendo, è bulimico e mai potrà saziarsi, perchè per sopravvivere ha bisogno della tua energia vitale, che è ciò che sei realmente.


        Ecco perchè è così maledettamente importante conoscere se stessi. Serve per trovare la nostra vera identità, ecco perchè ognitanto sentite qualcuno che dice - “ho bisogno di ritrovare me stesso” - che in soldoni significa questa cosa che mi credo di essere non è realmente in grado di dirmi chi sono o meglio, cosa sono.


        Quando ti domandi - “cosa sei?” - e non riesci a trovare nessuna risposta plausibile, è con la tua parte reale che sei in contatto, perchè la tua anima non ha la più pallida di idea di cosa sia, sa solo che esiste; tu non hai la più pallida idea di cosa sei. Conoscersi significa disidentificarsi dalla chiacchiera, dalla voce che incessantemente parla, giudica e ci dice cosa fare, e da suoi stati emotivi, cercando di realizzare l'ispirazione. L'ispirazione è l'atto creativo determinato da una precisa impressione che proviene dal Sé. L'ispirazione è un atto di benevolenza versa se stessi, è la pazienza del buon genitore, è Morpheus che insegna a Neo.


        Le scuole iniziatiche parlano di realizzare il sé superiore, o cose simili, quello che ci manca probabilmente di intendere è che quel sé è già “superiore”, è già “immenso”, e realizzarlo, forse, significa esclusivamente fare pulizia di tutto quel pattune che lo soffoca. I pensieri, le accuse, la violenza, la depressione, il senso di colpa, la paura, il dubbio, il senso di impotenza, l'odio, il risentimento ed il dolore sono l'affiorare di qualcosa di antico, un ricordo, un conflitto, sono i nostri dissidi. Idee che formano il dialogo interiore, attaggiamenti, emozioni, etc... - possiamo scegliere se liberarcene o se continuare a permettere a tutto questo di ripresentarsi per tutto il resto della nostra vita, riproponendo incessantemente sempre le stesse situazioni e problemi. Conosci un film con Albanese che si intitola “è già ieri”?E' la storia di una persona che rimane imprigionato sempre nello stesso giorno.


        Lo scopo di anima è conoscersi, non è ripetersi. Ripetiamo quando non abbiamo capito, anzi meglio, quando non abbiamo ancora conosciuto, quando non abbiamo la conoscenza dell'esperienza che stiamo vivendo. E' come lo schema di un video gioco, se non conosci tutti di quello schema non lo puoi superare, fai molti sbagli, hai dubbi, ma non smetti fino a quando non ci prendi, … analogia e corrispondenza. Non vedi che creiamo le cose a nostra immagine?! La soluzione dei problemi non risiede in una soluzione, ma in un atteggiamento, semmai; un atteggiamente alla rieducazione, dobbiamo imparare una certa attitudine all'interiorità, all'osservare, allo sforzo costante di prendere coscienza di ciò che ci sta accadendo dentro ogniqualvolta si presentano situazioni e circostanze nella vita. Ma anche questa è un altra storia.

        ROCCO BRUNO.
        http://www.thematrixrw.webs.com



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