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lunedì 20 giugno 2016

Perchè la tua vita è ancora bloccata?

(Tratto dalla mia prefazione al libro CIO CHE SEI NON E' di Antonio D'Elia e Maria Cagnetta)


IO: Frequenza?

Sè: Si. Funziona come una stazione radio. Non puoi ascoltarne due così come non puoi servire due padroni. La scelta è tra la frequenza della verità e quella dell’illusione. Più ti convinci che non esistono altre stazioni radio, più ti sentirai spinto a non tentare neanche di cercarne un’altra.

IO: Mi stai dicendo che le persone hanno paura di scegliere la verità?

Sè: No. Hanno paura di fare un salto nel vuoto. La via dell’illusione sembra dare certezze e sicurezze, ma sono false, costruite su fondamenta instabili. Le persone scelgono quasi sempre ciò che dà loro sicurezza. E’ la natura della mente. Al contrario, la verità è fede. Ci sono delle indicazioni che do a tutti, ma la mente vuole conoscere in anticipo il risultato di ciò che sarà, crea aspettative, esse appartengono solo alla mente, non a me. Non si tratta di cercare qualcosa di meglio o di peggio, ma soltanto di scegliere la verità. Soltanto decidendo questo, effettuando questa scelta, i segnali potranno essere colti con più lucidità, anche quando sembrano spaventare e minare la sicurezza materiale o affettiva. Di lì in poi altre strade si aprono ed altre indicazioni arrivano. E’ la fede che manca all’essere umano. Quante volte tu stesso hai dubitato e quanto ancora continui a rinnegare la verità nonostante tutti i segnali che costantemente ricevi?   

(dal prossimo libro di Claudio Guarini "DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE"  in uscita a settembre 2016)
*******
L’abitudine a considerare la mia vita separata da ciò che ero, mi ha sempre messo in condizioni di ritrovarmi ad affrontare ogni situazione con mille dubbi, paure e aspettative. Tutte le volte che credevo di compiere delle scelte in maniera consapevole e cosciente, in realtà stavo solo eseguendo dei comandi dettati da stimoli esterni. Ero sotto l’influenza di reazioni meccaniche che si ripetevano ciclicamente, con personaggi diversi ma situazioni similari. Arriva un punto nella vita in cui la domanda diventa un chiodo fisso. Perché nonostante credo di aver raggiunto dei traguardi, qualcosa dentro continua a crearmi disagio? Perché nonostante sia arrivato ad ottenere ciò che credevo potesse rendermi felice, continuo a non esserlo? Perché continuo a reagire nella stessa maniera? Perché mi capitano sempre le stesse situazioni? Cosa sta realmente accadendo? Qual’è questa realtà che tanto credevo di conoscere, ma che si ripresenta sempre sotto aspetti differenti? Tante domande accumunate da un’incomprensione di base. C’è un tassello che va osservato e rimesso al suo posto, così come la vita di ognuno va ricollocata nel cosiddetto proprio “posto nel mondo”. E' proprio come quando vuoi andare da una parte ma qualcosa ti spinge ad andare da un'altra. Qual è la direzione giusta? E cosa significa giusto? Giusto per chi o per cosa? Per te stesso ovviamente. Ma chi decide cosa è giusto o sbagliato? Spesso credi che sia la mente a prendere decisioni ed in effetti è così, ma c'è qualcosa che occorre sapere. La mente non sa cosa è più giusto per te ma solo per essa, per il suo tornaconto, per le sue ipotesi, tesi e problemi di cui ti dà le soluzioni. Sono soluzioni che ti portano ad agire in funzione solo della paura e della sopravvivenza. E’ una mente in preda al delirio di onnipotenza, anarchica che scarta a priori tutte le vere scelte, quelle provenienti dalla tua parte autentica, dal tuo vero Sé, dalla tua guida interiore, da quella che si può anche chiamare “voce dello Spirito”. Capita a volte che, nella vita quotidiana, quella voce tu riesca a sentirla e anche a percepire delle indicazioni che ti possono portare sulla tua reale strada, ma per la mente quelle informazioni non sono altro che una minaccia. Essa sente minare il suo territorio e quel territorio sei proprio tu, è la tua vita abitudinaria. La mente vuole il totale controllo di questa vita basata sulla sicurezza.
            Tutto ciò che essa conosce sono le esperienze del passato sulla quale ha costruito un suo mondo basandosi solo su tre meccanismi. La deformazione (deforma alcuni aspetti della realtà vissuta per il troppo carico o il troppo dolore che le associa); la cancellazione o rimozione (cancella alcuni episodi arrivando a rimuoverli del tutto e sostituendoli addirittura con altri del tutto inventati pur di sfuggire a una certa situazione che ritiene troppo dolorosa); la generalizzazione (fa un paragone con una certa esperienza del passato che ha marchiato come "negativa" e tutte le future esperienze che richiamano quel momento le etichetta come simili, se non del tutto uguali, rifiutandosi di affrontarle e fuggendo da esse. Esempio: "quell'uomo mi ha tradito. Tutti gli uomini sono stronzi. Quindi non mi fido degli uomini). La mente non può prevedere nulla del futuro ma solo temerlo e proiettare su di esso tutte le paure del passato, cercando di mantenere la tua vita e il tuo presente il più possibile in una "zona di comfort", dalla quale è troppo scomodo uscire perché significa mettere in discussione ogni cosa, tutte le tue convinzioni e idee sulle quali hai costruito una "certa vita", perlopiù illusoria. Ma come mi è stato spesso detto: è meglio una dura verità che una bella bugia. Proprio nel momento in cui hai avuto quello spiraglio di luce in cui la tua frequenza si è spostata su quella dello “Spirito”, sei riuscito a ricevere delle indicazioni autentiche che la tua mente ha subito reputato false e non buone per il suo quieto vivere. Ma quel quieto vivere è solo illusione, non è la tua reale strada. Ed ecco che essa comincia a fare "resistenza" e a far partire incessantemente quel vociare continuo che si finge il tuo pensiero, come se fossi tu a partorire quelle idee e quei pensieri che ti illudi possano portarti fuori dal marasma, dal caos, dalla sofferenza. E' solo la mente che è in preda al panico e che non vuole perdere quel mondo costruito sulla menzogna. La resistenza è del tutto normale e accade quasi sempre nella vita di tutti, proprio nel momento in cui si comincia ad uscire da quella zona di comfort. Una volta riconosciuta la voce della mente, pilotata da pensieri esterni, e quella dello Spirito che è lì per guidarti, inizia una battaglia, proprio come quelle epiche tra le forze del bene e del male. Ma non c'è bene e male, c'è solo la tua strada, quella autentica che la "reale guida" conosce perché ha una visione di insieme al di là di tempo e spazio. E' collegata a tutti gli esseri umani e le coincidenze non sono altro che le sue frecce per indicarti la tua direzione. Il momento più critico è proprio quando cominci a stare male e a mettere tutto in discussione come se non capissi più da che parte stare.
            Puoi imparare a respirare e a rimanere centrato osservando quelle emozioni cercando di non rimanere sulla frequenza dello "sfidante" ma su quella del tuo "Sé" più alto, lo Spirito, che nulla ha a che vedere con effetti scenici, alieni salvatori, arcangeli luminosi, santi che ti dicono che possono guarirti, guru super illuminati, ma è la voce della semplicità. Siamo stati abituati a pensare che non possiamo avere quella facoltà di connetterci con la fonte e che non possiamo cambiare la nostra vita. Deleghiamo sempre all'esterno la responsabilità della nostra guarigione e della nostra vita, ma è giunto il momento di dire basta. Quando ho conosciuto Antonio e Maria (a maggio del 2015), mi sono accorto che era giunta l’ennesima occasione per poter dare una risposta alle tante domande che da anni mi facevo. Ero arrivato a un punto in cui mi ero reso conto che la mia mente non poteva più tenere il controllo della mia vita, perché mi aveva portato sempre dove lei voleva e non dove il mio essere mi indicava. Dopo aver letto questo libro, mi resi conto di aver ricevuto delle conferme a ciò che da tanto sentivo. Un dettaglio mancava: l’esperienza. E così è stato nei mesi successivi. Ho potuto “toccare con mano” quello che realmente accade nella mia vita sul piano “invisibile”. E’ questo il tassello mancante che tanti ignorano. Noi viviamo su due piani di realtà che si influenzano a vicenda e per capire cosa davvero accade “qui” dobbiamo imparare a riconoscere quello che accade “lì”.  Molti usano le parole per predicare, accusare, giudicare, o marcare un territorio. Con loro ho imparato che le parole sono importanti soprattutto se diventano una conseguenza di un’esperienza diretta, proprio come quella descritta in “Ciò che sei non è”. Non si tratta di un’esperienza basata su concetti, teorie o ipotesi. Quello di cui parlo è qualcosa di davvero tangibile, forse così tanto da spaventare la mente di chi, per la prima volta, si rende conto che dovrà rinunciare a tutte le illusioni costruite per sfuggire alla verità. Spesso parliamo di mondo invisibile, ma filosofeggiare su qualcosa di cui è necessaria l’esperienza, equivale a stare su di una barca a guardare i suoi remi, anziché utilizzarli per dirigersi fuori dalla tempesta. Spesso è proprio dove non vuoi andare che troverai la tua guarigione.


Claudio Guarini

(dalla prefazione del libro CIO CHE SEI NON E' 

di Antonio D'Elia e Maria Cagnetta)
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