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lunedì 25 ottobre 2010

13. Accettare la sfida

13. Accettare la sfida

Disciplina. Non espressione reattiva delle emozioni negative. Riemersione della Mente Profonda. Silenzio Interiore. Le quattro facce della Piramide della Riconquista. Strumenti che agiscono in parallelo, sostenendosi e alimentandosi l'un l'altro. Verso la cima. Verso l'epitome.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,ed essa non cadde, perchè era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.

Gesù, il CristoMt. 7 vs 24-27Il viaggio potrebbe non essere breve: potrebbero essere necessari anni prima di edificare una struttura solida, stabile. Nella nostra Vita esistono una grande quantità di strutture pensiero-emozionali gestite completamente dallo Sfidante per i suoi fini, e alcune di esse sono così radicate dentro di noi, così strettamente legate alle nostre identificazioni, da poter richiedere anni di lavoro prima di essere inattivate. Queste strutture non sono altro che le nostre credenze, le nostre convinzioni. Quei dogmi sui quali poggiamo la nostra vita, quelle leggi mentali ereditate sulle quali conformiamo il nostro agire, quelle attività che crediamo essere parte inalienabile del nostro essere. Tutte cose che la Morte spazzerà via come foglie secche.

Nei nostri anni di lavoro, è certo che cadremo, più e più volte, nelle varie tossicodipendenze emozionali che ci portiamo dentro. E' raro riuscire da subito ad arrestare la marea emozionale che da anni ci spinge a diventare una emozione, a soddisfare un ipotetico bisogno insopprimibile. Ma la nostra Piramide della Riconquista che stiamo edificando sta agendo, e anche questo è certo, nonostante le nostre battaglie perdute. E continuando a praticare, a edificare, a sostituire, un giorno, così, semplicemente, l'attacco dello Sfidante verrà respinto sul nascere, fino a scomparire. Riconosceremo con ironia e tranquillità la struttura irreale a cui davamo il nostro consenso per mantenerla in essere, e la lasceremo andare, così, rapidi come uno schiocco delle dita.
La gente fa fatica a capire che noi possiamo eliminare qualsiasi cosa dalle nostre vite,in qualsiasi momento.

John Michael AbelarDi che cosa parliamo? Di tutte le strutture pensiero-emozionaliche nella nostra esistenza hanno ingenerato attaccamento emozionale al loro soddisfacimento. Fumo. Alcool. Sesso. Cibo. Lavoro. Shopping. Persino lo shopping...

Dovremmo privarcene ? Nemmeno per sogno. Una privazione forzata è dannosa e non ha alcuna utilità. Dobbiamo trascenderle. Dobbiamo staccarle dal dominio dello Sfidante attraverso il distaccoed illuminarle sotto il fuoco della Consapevolezza.

Che cosa rimane? Noi stessi. La libertà e la gioia di essere, invece che la schiavitù del dipendere mascherata da libertà personale
.

Nell'edificazione della vita che ci appartiene davvero, è bene fare tesoro di alcuni consigli legati all'esperienza di chi, prima di noi, ha cominciato e portato avanti lo stesso processo. Eccone alcuni.

E' molto importante non permettere l'insorgere e l'accrescimento dell'emozione della rabbia a seguito della non espressione reattiva delle emozioni negative. La rabbia è un'emozione negativa essa stessa, altamente dannosa all'equilibrio energetico di un Campo di Consapevolezza umano, e non ha alcun sensato motivo di esistere: essa è solamente la reazione dello Sfidante alla mancata identificazione, o alla resistenza, del Campo di Consapevolezza umano con la Spirale di Depotenziamento che ha innescato. Sviluppiamo ed alimentiamo il più possibile, in noi stessi, la percezione del sottile equilibrio tra il trattenersi ed il reprimersitrattenersi significa accettare l'emozione negativa, osservarla implacabilmente in noi stessi, comprendere se deve essere espressa o lasciata andare, ed essere quindi pronti all'eventuale espressione, ma solo quando è il momento e mai in maniera violenta o agitata. Reprimersi significa non accettare l'emozione e dunque affogarla rabbiosamente dentro di noi, fino a riversarla nel calderone del cibo dello Sfidante. Nel nostro processo di riconquista, non esprimere le emozioni negative attraverso la repressione, o lasciare che la repressione generi ed alimenti l'emozione della rabbia, è futile, inutile e dannoso.
Qualcosa in voi ha una opinione su qualcos'altro.La Vita non si dispiega in accordo a questa opinione.L'inutile reazione a questo eventosi chiama rabbia.
Ma se la rabbia, o l'emozione negativa in noi stessi, ha avuto il tempo di crescere e manifestarsi senza che noi si sia riusciti ad arginare il processo ?

Quando lo Sfidante innesca una Spirale di Depotenziamento, un Campo di Consapevolezza umano in Silenzio Interiore è in grado di riconoscere istantaneamente, dentro di sè, la comparsa di un pensiero-immagine che non è il frutto di una sua intenzione consapevole; e dunque, può arrestare il processo sul nascere semplicemente rifiutandone l'alimentazione, cioè sostituendolo con un pensiero-immagine consapevole e legato ad esperienze che si desidera vivere. Ma se dentro di noi si è già innescata l'emozione correlata, significa che la Spirale di Depotenziamento si è caricata di energia, e a quel punto resistere è molto, molto più difficile, e può facilmente ingenerare rabbia, cioè un effetto che, come abbiamo visto, non fa altro che amplificare ulteriormente l'intero schema.

Che cosa fare, dunque?

Una buona pratica è quella di avvolgere nel Silenzio Interiore anche l'azione che compiamo come risultato di una tossicodipendenza emozionale. Cioè a dire, diventando estremamente consapevoli, e dunque osservando senza giudizio e con la totale nostra attenzione, ciò che stiamo facendo, o meglio, ciò che siamo in qualche modo costretti a fare. Viviamo l'azione in totale Consapevolezza. Osserviamone gli effetti sul nostro corpo, le nostre emozioni a seguire, gli effetti sull'ambiente intorno a noi. Scopriremo molte, moltissime cose. Scopriremo, ad esempio, che non riusciamo ad interromperci nel fare quello che stiamo facendo, anche se ne percepiamo il danno che stiamo provocando.
Se vi è collera,sappiate che vi è collera.Se vi sono gelosia, atteggiamento difensivo,impulso a litigare, bisogno di avere ragione,o dolore emozionale di ogni sorta,qualunque cosa sia,sappiate conoscerela realtà di questo momento,e mantenetene la conoscenza.

Eppure, per alcuni schemi meccanici gestiti dallo Sfidante, basta una sola azione amplificata di Consapevolezza come questa per smascherarli e trascenderli istantaneamente e definitivamente. Nella nostra osservazione avvolta dal Silenzio Interiore, la Mente Profonda farà emergere e ci mostrerà con la chiarezza e la dolcezza che sono sue caratteristiche peculiari una domanda molto semplice, ma che potrebbe davvero scuoterci fin nelle fondamenta.

Ma che cosa stai facendo?

Questo improvviso lampo di comprensione, a volte, è sufficiente a cambiare il corso di una vita intera.
Vi è una strana, struggente felicità nell'agire con la piena consapevolezzachequalunque cosa si stia facendo potrebbe essere l'ultima azione sulla Terra.

John Michael Abelar Adesso, sta a te
.

Sta a te decidere di accettare la sfida, oppure no. Sta a te decidere se vivere una esistenza intera in balia dello Sfidante e delle sue tossicodipendenze, oppure se vivere la vita intensa, fiera, forte, libera, felice di un Campo di Consapevolezza ed Energia che si è liberato.


Esistono innumerevoli possibili futuri.Accetta la sfida, viaggiatore.Smantella lo Sfidante dalla tua esistenza.

Smantella lo Sfidante dalla tua esistenza.

Ti auguro ogni bene possibile, viaggiatore. 

1 commento:

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