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mercoledì 4 agosto 2010

Cosa significa RISVEGLIO?

Condivido questo bellissimo articolo di Claudio Prajnaram






Non c'è Il Risvegliato ma solo Coscienza consapevole di sè. La parola Risveglio è una analogia, una metafora...
Diversamente c'è Coscienza addormentata, non consapevole di sè, identificata con l'organismo corpo-mente.
Da questa inconsapevolezza sorge il senso di agente personale, il senso dell'ego.

Finchè non si "Realizza" che il Ricercare (azione), il Ricercatore (il soggetto) ed il Ricercato (l'oggetto) sono un Tutt' Uno, non si è ancora a Casa, spiritualmente parlando.



Il Risveglio significa semplicemente che scompare il senso di un agente personale.

Ma la dimensione fenomenica esiste ancora.
La comprensione consiste nel sapere che il corpo. attraverso cui avvengono le azioni, è parte dell'illusione.
L'illusione è qualcosa che non esiste se non nel tempo. E' ciò che appare e scompare. L'illusione e i fenomeni sono la stessa cosa.
Per quanto riguarda la tua domanda non ci può essere una risposta.
Nel risvegliato non c'è la memoria emotiva che lo fa reagire in maniera scontata. Egli non ha regole né codici caratteriali di risposta.
Ogni volta è una situazione nuova, e tutto sorge spontaneamente.
Ad esempio: non si può quindi sapere a priori come si comporterà un Risvegliato di fronte ad uno schiaffo, ad un insulto...  Potrebbe ridere, potrebbe abbracciare, potrebbe rischiaffeggiare... per me, non si può sapere.
Nelle diverse situazioni sarà probabilmente diversa la sua risposta.
Sarà ciò che sorge dalla Consapevolezza di quel momento.
Di sicuro non sarà coinvolto come lo può essere colui che è identificato nelle proprie azioni e pensieri.
Non ci sarà certamente risentimento, ma compassione per lo schiaffeggiatore. 

°°°°°°°

Queste invece sono riflessioni che un amico (Stefano E.) mi ha gentilmente offerto. Io le trovo magnifiche e significative e quindi  le propongo come occasione di meditazione, augurandomi che anche chi le legge possa apprezzarle come è successo a me.

Il nostro Sé interiore lo descriverei come la luce che proietta un film al cinema.  
La luce è il Sé e il film è ciò che chiamiamo "vita"... 
Così come senza la luce del proiettore il film non può svolgersi, allo stesso modo senza la luce del Sé, la totalità della vita non può esistere; e quell'unico Sé senza forma, senza inizio né fine è proprio te che stai leggendo... 
In realtà la vita esiste nel Sé, esiste in te e non viceversa... tutto è fatto di Sé così come le immagini al cinema sono fatte di luce. Quando al cinema vediamo un film dell'orrore con scene terrificanti, o d’amore con scene di tenerezza, in realtà è soltanto la luce che stiamo vedendo... allo stesso modo lo spazio-tempo (passato, presente e futuro compresi) è un'espressione senza causa della Luce unica, auto esistente ed eterna (senza inizio/fine) del Sé che tu sei ADESSO, l'unico "tempo" possibile...                                                                                             

***

"In fondo, è il processo del dare nomi alle cose che "crea" le cose... 

Senza la conoscenza che abbiamo della nostra quotidianità non ci sarebbero "le cose"... 
In fondo però, anche l'attribuire nomi alle cose, questo "conoscere", è un'espressione del sogno, un'immaginazione... 
Anche tutto questo voler sfuggire alla sofferenza psicologica che incombe sugli esseri individuati che crediamo di essere è parte del grande sogno della Coscienza, parte di Lila, il Gioco Cosmico... Solo quando riconosceremo che anche la sofferenza è impersonale, cioè sta accadendo ma non a qualcuno, fluiremo nuovamente come una goccia nell'oceano... una goccia che s'immaginava essere un frammento di ghiaccio/ego, ma era pur sempre restata un'eterna goccia/oceano... 
Quella di "passare una vita intera" ad esistere come un frammento di ghiaccio era appunto solo il sogno di un "istante", un sogno che ADESSO ha cancellato... svegliandosi..."

***

"Non sappiamo che stiamo sognando perché il soggetto del sogno è una parte fondamentale del sogno stesso, il soggetto del sogno non è "fuori" dal sogno, pur costituendone la base... 
Anche di notte, non sei Tu a fare l'esperienza del sogno: l'io del sogno è parte del sogno, ecco perché non si ha la lucida consapevolezza che si sta sognando! 
L'io del sogno è un'interfaccia che rende possibile la dualità io/mondo in quello stato particolare. 
Anche per lo stato di veglia vale la stessa cosa... 
Solo quando ci si rende conto che a "sognare" è qualcosa di più grande dell'ego, e ci si rende conto che l'ego è una parte integrante del sogno, un oggetto/ente proiettato come tutti gli altri, e non il proiettore del sogno, solo allora "ci si sveglia" e ci si rende conto dell'assoluta impersonalità della vita, compresa tutta la faccenda del coinvolgimento, della "ricerca" e della "liberazione"... Ma chi è a "svegliarsi"??? 
Quella del soggetto è un'illusione, la radice di tutte le illusioni! Quindi a svegliarsi non può essere un altro Soggetto, per quanto divino o spirituale lo si possa immaginare! 
Se ad esempio sogno di essere uno scarafaggio e poi mi sveglio, si può dire che sia lo scarafaggio a essersi svegliato dalla "sua" illusione, o piuttosto è la coscienza, che per sua natura è indefinibile, ad abbandonare l'illusione di una "forma"? 
Dobbiamo "comprendere" (ma non è nelle nostre mani il comprenderlo o meno di essere quella coscienza indefinibile che sta sognando di essere un uomo o una donna, soltanto così sarà possibile lo "svelamento" del Mistero che non è un mistero... il mistero che non vi sarà nessuno a "svegliarsi"... perché il sogno non è mai avvenuto... "

FONTE: http://digilander.libero.it/Praj/Home.html

1 commento:

  1. Ringrazio per l'apprezzamento e complimenti per il blog.

    Namastè

    Claudio Prajnaram :-)

    RispondiElimina

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