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lunedì 19 settembre 2011

Battiato,intervista su Gurdjieff: "Risvegliare l’uomo dal suo sonno"

In gennaio 2011  è andata in onda una significativa intervista a Franco Battiato, tutta incentrata su una figura che notoriamente egli ama da sempre, George Ivanovitch Gurdjieff, uno dei più influenti maestri nella storia dell’esoterismo contemporaneo


«Una percentuale considerevole della gente che incontriamo per via è vuota dentro, cioè, in realtà è già morta. È una fortuna per noi che non lo vediamo e non lo sappiamo. Se sapessimo quante di queste persone sono in realtà morte e quante di queste persone morte governano le nostre vite, impazziremmo dall'orrore» (G. I. Gurdjieff).



Cenni biogrrafici
George Ivanovitch Gurdjieff vive a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, tra l’Oriente da cui proviene, in cui ha attinto il suo sapere, e l’Occidente.
Dapprima educato da sacerdoti ortodossi, dal 1884 comincia a esplorare altre tradizioni spirituali, in particolare quella sufi. Fra il 1887 e il 1907 si situano i “vent’anni mancanti” nella biografia di Gurdjieff.
Gurdjieff2 150x150 Battiato, intervista su Gurdjieff: risvegliare luomo dal suo sonnoSi sa che con altri amici forma un gruppo chiamato dei “Cercatori della verità”, compie numerosi viaggi che lo portano dal Medio Oriente all’India, dall’Asia Centrale al Tibet, visitando monasteri e centri religiosi, e cercando una misteriosa “Confraternita di Sarmoung”, di cui aveva trovato un riferimento nel 1886.
L’insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno. Per trascendere lo stato di sonno (o di sogno) elaborò uno specifico lavoro su sé stessi al fine di ottenere un livello superiore di vitalità e consapevolezza.
Dopo aver attratto a sé un consistente numero di allievi e discepoli tra i quali vi erano persone di una certa rilevanza, fondò l’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo. Gurdjieff fu noto anche come insegnante di danze sacre.
Negli anni, l’insegnamento di Gurdjieff influenzò diversi personaggi noti della cultura e della letteratura: fra questi, il più grande architetto statunitense del XX Secolo, Frank Lloyd Wright e la scrittrice Pamela Lyndon Travers, nota per avere creato il personaggio di Mary Poppins e René Daumal, scrittore francese.
Fra i discepoli attuali più noti, il regista teatrale inglese Peter Brook, il cui film Incontri con uomini straordinari e la sua autobiografia “I fili del tempo” riportano ampie testimonianze della sua vicinanza all’insegnamento di Gurdjieff, e il cantante e regista Franco Battiato.
Intervista

Domanda: Gurdjieff è un personaggio dai contorni romanzeschi, pieno di mistero e carico di suggestione agli occhi degli occidentali. Anche per il fatto stesso di provenire dall’Asia. In questo diventa un po’ un antesignano digurdjieff1002  Battiato, intervista su Gurdjieff: risvegliare luomo dal suo sonno personaggi allaOsho o dei movimenti di stampo new-age.
Questo esotismo gioca un ruolo fondamentale nell’ascendente di Gurdjieff e di personaggi analoghi?
Franco Battiato: Direi negativo, perché di solito quando si parla di esotismo oppure di new-age, si parla sempre di qualcosa vicino alla truffa. Gurdjieff era tutto tranne che un imbonitore. Quando si usa il termine “personaggio” si fa un danno. Bisogna leggere i suoi libri, poi si è interessati bene, altrimenti niente.
Esiste un libro fondamentale che si chiama “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, oppure altri che ho pubblicato io, per esempio “Vedute su un mondo reale”, si tratta di incontri tra Gurdjieff e i suoi allievi e quindi ci sono domande e risposte, sui quali uno si fa un’idea esatta.
D.: Senta, restiamo sul parallelo con la new-age. Una diversità fondamentale è che le posizioni di Gurdjieff non hanno nulla di rassicurante, arrivando a negare la sopravvivenza dell’anima individuale alla morte fisica, a meno che non si sia raggiunto un alto livello di consapevolezza. E’ davvero una particolarità di Gurdjieff o le interpretazioni di altri insegnamenti peccano di ottimismo?
F.B.: No, beh, guardi, basta leggere il “Libro tibetano dei morti” per essere terrorizzati… Sicuramente tutti abbiamo un’anima, solo che ognuno gioca un ruolo, come le zone attoriali. Subito dopo che si muore, se si ha un grado di coscienza elevato, te la cavi meglio di altri che non hanno approfondito e sviluppato.
D: L’atteggiamento di Gurdjieff nei confronti del denaro e dei modi di guadagnarlo è molto disinvolto, per non dire spregiudicato. Da qui l’accusa di non essere davvero una figura spirituale. Non è paradossale che l’accusa venga da un mondo come il nostro che tende a mercificare tutto fino a pretendere di brevettare il dna umano?
F.B.: E’ così. Ma di solito il nostro panorama è così incredibilmente accusatorio…è facile criticare gli altri. E questo è anche un vizio italico. Dobbiamo vederla con noi stessi. Qui non è che io stia difendendo Gurdjieff perché ognuno si fa un’idea delle cose del mondo, di quello che legge, delle cose in cui crede.
Però forse dovremmo cominciare a capire che siamo una personalità di passaggio e che dentro di noi c’è un’altra coscienza più profonda che è quella a cui dobbiamo mirare.
D.: Senta Battiato, allo stesso tempo Gurdjieff si mostra abbastanza orgoglioso della sua abilità di fare i soldi, considerandola una dimostrazione di capacità di comprendere le diverse situazioni, sia sul piano materiale che psicologico. E’ una piccola vanità o l’intento è sempre esclusivamente didattico?
F.B.: Beh, approfondendo la figura di Gurdjieff poi uno capisce che c’è dell’altro. Una persona che ho conosciuto molto bene, che è stato uno dei suoi allievi, faceva il notaio; è andato a trovare Gurdjieff a Parigi e a un certo punto Gurdjieff ha preso la pasta con le mani e gliela messa sul piatto. “Mangia, dai”. Lui è rimasto schifato. S’è alzato ed è andato a casa e ha detto: “Non voglio mai più vedere questo individuo”.
Dopo una settimana è diventato un suo allievo. Tragga lei le conclusioni.
D.: L’assunto fondamentale di Gurdjieff è che gli esseri umani vivano in uno stato di dormiveglia, completamente succubi dei loro automatismi psichici.
F.B.: Si, ma in realtà la gente è trascinata dai suoi pensieri. Camminano per strada, non si accorgono di avere un corpo, schivano le macchine perché abbiamo un centro motorio più sveglio del nostro dormire, quindi non ci fa fare incidenti. Non si ricordano quello che hanno detto qualche minuto prima. Viviamo assolutamente nel sonno. Non siamo in grado di esercitare un’attenzione verso il nostro corpo, verso quello che entra e quello che esce. Di governare i pensieri. Abbiamo tantissimi difetti. Non siamo in grado di sopportare una critica. Una fragilità che è veramente sconfortante.

D.: Gurdjieff parla esplicitamente di automatismi psichici. Ma anche il raziocinio, dal suo punto di vista non sarebbe di alcun aiuto, in quanto attività puramente celebrale. La conclusione sarebbe che l’Illuminismo non ha illuminato niente.

Beh, è abbastanza vero questo. Fino a quando una persona non ha studiato il suo essere veramente bene, credo che non possa avere idea di quello che voglia dire “chiarezza mentale”. Non lo può capire, perché nel momento in cui ti metti a fare, a tentare una meditazione, nella maniera orientale del termine, quindi a sedere per venti minuti da solo…la gente ha paura di stare con se stessi.
"Occorre che voi moriate a tutto ciò che costituisce la vita ordinaria.
Tutte le religioni parlano di questa morte.
Questo è il significato della frase giunta da tempi molto remoti:
"Senza morte nessuna resurrezione".
O, in altre parole:
"Chi non muore non potrà risorgere".
Non si tratta della morte del corpo,
poiché nel suo caso la resurrezione non è affatto necessaria.
Se l'anima esiste ed è immortale, la resurrezione del corpo non le occorre.
La necessità di risorgere di cui stiamo parlando non è nemmeno la nostra comparsa nel giorno del giudizio davanti a Nostro Signore, come ci insegnano i Padri della Chiesa.
No, tutti i profeti inviati dall'Alto, compreso Gesù Cristo, hanno parlato della morte che può intervenire quaggiù, in questa vita, cioè la morte del "tiranno" che fa di noi degli schiavi e la cui distruzione è indispensabile per assicurare la prima grande liberazione dell'uomo."
-Gurdjieff-



Ecco i testi riguardanti l'opera di questo Grande uomo.

2 commenti:

  1. ... <>
    Quel tiranno è chiaramente l'ego (io), la/le personalità che abbiamo costruito sulla base degli errati insegnamenti che ci sono stati impartiti da persone inconsapevoli che ci circondano (famiglia, religione, scuola, politica), le quali persone hanno difficoltà ad ammettere tali verità ...

    RispondiElimina
  2. L'ego in un certo senso si ha anche se ci si ribella agli insegnamenti che ci son stati imposti,chi ha imparato o imparerà a conoscersi e conoscere l'uomo convivrà ugualmente con il suo tiranno,saprà gestirlo meglio sia nei rapporti con se stesso sia nei rapporti con gli altri!

    RispondiElimina

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