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lunedì 29 ottobre 2018

La chiave della tua autenticità


Comprendere ciò che ti accade è il primo passo per smettere di accusare il mondo esterno. Ogni cosa che attiri nella tua vita è la conseguenza di quello che ti porti dentro. Questo dovrebbe essere il punto di partenza del nuovo paradigma in cui il nuovo mondo può porre le sue basi affinchè l’essere umano cominci a vivere la sua vita con una consapevolezza differente.

Una ragazza di circa 21 anni mi ha chiesto:

“Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?”

A questa domanda ognuno potrebbe dare una risposta differente in base alla sua propria esperienza, ma c’è una forza dentro ognuno di noi, che corrisponde alla parte più autentica, più vera, quella che conosce ogni risposta e che è sempre lì, pronta, ad indicarci la reale strada a cui siamo destinati. Ed è proprio a quella forza, a quel “Sé”, alla propria parte spirituale che ci si può rivolgere per avere delle risposte. Anche se alla mente possono non piacere, il loro fine è solo quello di riportarci in carreggiata, smontando le illusioni a cui ci eravamo aggrappati con le unghie e con i denti per paura di guardare in faccia la verità, per vedere la nostra vita come realmente è.

Allora è proprio a quella forza, che possiamo chiamare Guida Interiore o parte Spirituale, che rivolgo la domanda di quella ragazza.


IO: “Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?” Qual è il modo migliore di rispondere a questa domanda?

SPIRITO: Non esiste un modo migliore o peggiore. Una risposta non può e non deve necessariamente piacere a chi pone la domanda. Anche una parte della tua mente, di solito, si è posta e, a volte, si pone ancora questo quesito. Accade perché spera ancora in una salvezza esterna, in un miracolo che accada fuori di sé, in una situazione che giunga improvvisamente a risolvere ogni disagio senza che si debba far nulla, con la speranza che non arrechi alcun dolore o nessuna sofferenza. Ma questa è una delle prime illusioni davanti alla quale la mente dell’essere umano si troverà a fare i conti. È un processo inevitabile, ma non per questo va giudicato. È l’incomprensione degli eventi che fa nascere il giudizio e la paura. Non esistono alcune persone che stanno meglio e altre che stanno peggio, perché non esiste separazione e, soprattutto, ogni essere umano vive un’esperienza differente che solo lui può, col tempo, comprendere e risolvere, rimettendo in ordine i pezzi del suo passato. Fare un paragone con la vita degli altri è qualcosa che non può stare in piedi, perché ognuno vive delle situazioni, delle sfide, che la mente chiama disagi, che sono vivi e vegeti nel mondo interiore di ciascuno. All’interno di quel mondo la mente ha costruito diverse sfaccettature della propria realtà, dividendo ciò che è bello da ciò che è brutto secondo parametri che variano da mente a mente. Se quella ragazza ha percepito della sua realtà che il mondo, le persone, gli altri, le situazioni, la vita fanno parte di ciò che ritiene “ingiusto”, catalogherà ogni cosa che risulta differente da queste idee, come qualcosa di bello e piacevole,, che lei non può meritare, mentre altri si. Il suo focus sarà proiettato esclusivamente su quel disagio, su quella visione di se stessa, del vita e del mondo esterno. Ogni sua azione sarà una conseguenza delle sue convinzioni che la porteranno sempre e solo agli stessi risultati, dandole come una sorta di conferma a ciò che crede. Questo non fa altro che rafforzare la sua idea del mondo. E questo la porta a chiedersi “Come mai sembra che tocchi solo a me e a pochi altri come me, questa sofferenza, questa insoddisfazione, questo non trovare pace nella vita di tutti i giorni?”
All’ego piace nutrirsi di dolore perché a volte, esso, lo fa sentire quasi speciale rispetto ad altre persone che non si fanno le stesse domande. E qui subentra il giudizio che non fa altro che contaminare ogni cosa messa a paragone con le proprie aspettative, le proprie convinzioni, i propri desideri, la propria idea di felicità o amore. Non serve a nulla mettersi a confronto usando come parametro la propria sofferenza, perché ogni essere umano, e ripeto ogni essere umano, ha dei salti da compiere, delle situazioni da affrontare, che non per forza sono evidenti all’esterno ma, il più delle volte, se le porta dentro come un macigno e, per dare un’altra immagine di sé, si illude di essere qualcun altro pur di non vedere né affrontare il proprio disagio. La mente desidera quasi sempre di poter raggiungere un’ideale di vita felice o di amore nelle relazioni. Ma quest’ideale è nato dopo alcune situazioni vissute nel passato, nella propria infanzia, o addirittura nelle vite precedenti. Se un genitore ha dimostrato il proprio amore solo pagando le bollette, quando in verità il figlio avrebbe voluto che invece giocasse insieme a lui, cosa pensi che abbia costruito nella sua mente su ciò che dovrebbe essere la relazione, l’amore o la felicità? Cosa cercherà da grande affinchè quel bisogno venga soddisfatto? Non farà altro che attirare a sé delle situazioni simili che rievochino quei momenti passati per ottenere ciò che non ha avuto. Ma ciò che, invece, il più delle volte vivrà, saranno momenti in cui si ripeterà quella stessa sofferenza, quel disagio, quella mancanza affinchè possa comprendere ciò che realmente deve guarire dentro di sé. Il problema non è il mondo esterno né gli altri, ma ciò che la mente rifiuta di osservare della propria vita, ossia, il proprio passato che non è riuscita a mandar giù per il troppo carico emotivo. Ognuno di voi è la chiave della sua stessa autenticità. Bisogna solo trovare quella chiave dentro di sé, ogni istante della giornata della propria vita.

martedì 1 novembre 2016

La coppia che seminava

A volte quando riconosci la differenza tra la verità e l'illusione può capitare che ti ritrovi in un limbo provvisorio dove il dubbio ti spinge ancora ad affidarti alla tua mente e questo ti porta a temporeggiare ritornando nelle classiche crisi dei vecchi schemi. Qui di seguito potete leggere una canalizzazione (non presente nel libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE), sperando possa essere utile a chi ancora cade e non vuole rialzarsi.

IO: Voglio che tu mi dica cosa devo fare. Mi hai portato sulla strada della distruzione di ciò che credevo di essere, ma continuo a cadere e a voler tornare indietro. Sono arrabbiato, provo frustrazione, mi sento incapace e non so come si apre il cuore. Le persone che mi avevi mandato per tirarmi fuori dal vecchio mondo, sono stati dei tramiti per giungere ad ascoltarti meglio. Ho ricevuto gli strumenti necessari e ora che parlo con te, mi rendo conto che non voglio più ascoltarti. Mi hai strappato di dosso le emozioni, mi hai messo in condizioni di non affidarmi più ad esse. Ma sono come nudo adesso, non ho la forza che credevo di ritrovare in me ritrovando te. Pregavo tanto, ti ricordi? Forse non pregavo realmente perché pretendevo le stesse cose che in realtà mi tenevano in gabbia e, nonostante l’abbia riconosciuto, a volte una parte di me vorrebbe tornare in quella gabbia. E’ questo che non mi spiego. Sto male, sempre e ancora male per chissà quale dannato motivo e tu cosa fai? Mi dici di stare tranquillo. A cosa serve dirmi di stare tranquillo quando ho un vulcano dentro che sembra stia per eruttare e distruggere tutto quello che stavo ricostruendo? Ora dammi delle risposte concrete, dimmi quali azioni devo fare, dimmi qual è il mio ruolo in questo mondo, fammi vedere il nuovo me, aiutami a non perdermi ancora perché ogni volta che accade perdo tanta energia, mi mancano le forze e il cuore sembra chiudersi ancora di più. Fammi vedere i miei prossimi passi, mostrami cosa mi occorre fare per portare a termine tutti i cicli incompiuti in questa vita, senza più sospesi, senza più karma da scontare, senza più quella dannata rabbia che mi perseguita.

Sé: Non ci sono passi da fare se prima non si fanno delle scelte. Quando non scegli, non sei in grado di vedere neanche la strada davanti a te e non capisci più da che parte andare perché non vuoi scegliere quale strada seguire.

IO: Ma dimmelo tu quale strada seguire.

Sé: Come se non te l’avessi già detto.

IO: Me lo ripeti sempre. La verità o l’illusione. Questo l’ho capito. Ma voglio sapere con chiarezza. Non riesco a vedere bene.

Sé: Tante scuse quante sono le tue paure. Riesci ad accorgetene? Non è vero che non senti, non è vero che non vedi. Vuoi solo temporeggiare perché la mente cerca ancora la via comoda, per capire se le conviene o meno. Ma a lei non converrà mai la verità perché la spaventa ancora troppo. Fattene una ragione. Ecco perché ti lascio strillare, urlare, piangere, lamentare. Aspetto solo che tu ti renda conto che sono capricci.

IO: Ma come faccio ad andare dalla gente e parlare della verità quando io sono il primo a cadere e non crederci? Non sento nessuno stimolo a trasmettere la verità perché mi sembra quasi forzato, sono scarico e senza forze. Mi sembra tutto uno sforzo mentale.


Sé: Ti racconto una storia. Un tempo, in una terra che sembrava abbandonata dall’uomo, viveva una coppia di circa trent’anni. Si amavano, ma non come si pensa al giorno d’oggi. Il loro era vero amore. Sapevano guardarsi negli occhi, sapevano dirsi le cose senza bisogno di menzogne, sapevano farsi coraggio, sapevano contare l’uno sull’altra, sapevano che la loro unione non era frutto del caso, ma avevano un compito anche se non comprendevano ancora quale fosse. Vivevano in una piccola baracca che si erano costruiti con le loro mani usando legna, pietre e fango. In tutta la radura in cui erano immersi, cresceva erba e qualche albero da frutto solo nei pochi metri attorno alla loro umile abitazione. Non si preoccupavano se l’indomani quel terreno non sarebbe più stato fertile. Vivevano aspettando di comprendere quale fosse il loro destino, il loro compito e in cuor loro sentivano che sarebbero riusciti a sopravvivere se avessero mantenuto vivo quel fuoco ardente. Non erano a conoscenza della parola “fede”, ma era esattamente quella che li teneva vivi e fiduciosi. Un giorno venne a piovere per tante ore e poterono fare scorte di acqua e nei giorni a seguire si accorsero che il terreno cominciava a diventare fertile in maniera più estesa. Lui prese una piccola zappa costruita con un ramo e si recò su quel terreno. Lei stupita lo fermò e gli chiese:
-Ma dove vai?
-A cercare di far crescere altri alberi e altri frutti su quella terra- rispose lui.
-Ma il nostro orto? Così non curerai i nostri frutti. A che serve avere di più di quello che abbiamo se siamo solo in due?
Lui le guardò la pancia e le disse:
-E’ da un po’ di giorni che vedo il tuo ventre più grande del solito. Credo che tra non molto saremo in tre.
Lei si guardò la pancia e si accorse che probabilmente era in cinta.
-Hai ragione, forse aspettiamo un figlio. In ogni caso, il nostro piccolo orto basta per noi tre. Conserva le tue forze.
Lui le si avvicinò, le accarezzò la pancia e le sorrise.
-E’ vero quello che dici. Coltivare il nostro piccolo orto ci rende più tranquilli e sicuri perché non sappiamo se un giorno sopraggiungerà una tempesta che spazzerà via tutto. E’ anche vero che da alcune notti sento bussare. Puntualmente mi alzo e vado fuori, ma non vedo nulla. La notte scorsa ho nuovamente sentito bussare ma, anziché alzarmi, ho chiesto dentro di me “Chi è che bussa?” e ho sentito una sorta di risposta che mi diceva “Semina per quanto è possibile, finchè il terreno lo permette”. Lì per lì non ho colto quel messaggio. Ma quando questa mattina sono andato nel nostro orto ho visto che degli uccelli avevano mangiato un solo frutto per ogni albero lasciando intravedere i semi per ciascuno. Ho compreso che molto probabilmente fosse un segno e ho sentito che avrei dovuto farlo. Non so per quale ragione, ma dovevo farlo. Coltivare il nostro orto mi faceva sentire stanco. Quando questa mattina sono andato a seminare il nuovo terreno ho sentito in me una nuova forza, una nuova energia che mai prima di allora avevo sentito. Ho compreso, amore mio, che qualcosa sta per accadere e dobbiamo tenerci pronti. Il nostro orto ha bisogno di poca cura e non è necessario che io gli dedichi così tanto tempo. Adesso vado.
La baciò e si diresse verso quel grande terreno.
Passarono mesi prima di vedere crescere nuove piantagioni, alberi. Lui seminava e con il cibo raccolto preparava delle scorte mentre lei lo aiutava come poteva nonostante la gravidanza. Ogni tanto si fermavano e pensavano che probabilmente avrebbero dovuto smettere perché era tutta fatica sprecata. Ma qualcosa li spinse a continuare. Anche lei la notte sentiva bussare e quando chiedeva chi fosse, sentiva rispondere: “Abbi fede, sii vicina a chi ami e quando lo vedrai piangere in ginocchio, digli di non mollare. Dovrai essere più forte e saprai cosa significa seminare”.
Così arrivo un giorno in cui lui, dopo mesi, vide che tutto questo lavoro non portava a nulla se non a sentire molta stanchezza, ad affaticarsi così tanto che si gettò in ginocchio urlando di voler mollare tutto per tornare a seminare il suo piccolo orto. Lei gli si avvicinò e determinata gli disse:
-Adesso alzati e continua quello che hai cominciato.
Continuarono così per giorni e giorni. Una mattina si svegliarono e videro alla fine della vallata, un gruppo di persone con bambini, anziani, cavalli e altri animali. Questi giunsero fino all’umile dimora della coppia e chiesero asilo, acqua e cibo perché avevano viaggiato per giorni dopo essere scampati ad una guerra. L’uomo disse che di cibo ne aveva a volontà ma non sapeva dove farli dormire. Gli stranieri dissero che tra loro c’erano degli ottimi costruttori e falegnami, avrebbero provveduto loro a costruire altre abitazioni. Seminare tutti quei mesi aveva avuto la sua ragione d’esistere. L’uomo e la donna compresero che avrebbero insegnato a tutti a seminare.

IO: Cosa vuoi dirmi con questa storia?


Sé: Semina, Claudio. Avere fede è come seminare. A volte quel senso che cerchi la mente non può vederlo, ma un giorno ti renderai conto di quanto sarà stato importante seminare.

venerdì 9 settembre 2016

Prendi a cuore la tua missione, come la Guida Interiore prende a cuore te.

A volte ci capitano delle situazioni davanti alle quali ci troviamo del tutto impreparati. Nel mio caso è stato di natura economica. E non riuscendo a capire la natura di quanto accaduto ho chiesto alla Guida Interiore (SPIRITO), in quanto ormai consapevole di essere io ad attrarre ogni situazione della mia vita. Il pezzo che leggerete è stato scritto oggi, pertanto non la troverete nel mio nuovo libro.

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IO: Perché di fronte agli imprevisti reagisco spesso con paura rabbia e preoccupazione?

Sé: Come mai, invece, davanti a quello che tu definisci un “BELL’IMPREVISTO” sei contento?

IO: Questo significa che non devo etichettare l’imprevisto come bello o brutto?

Sé: Significa che vivi ancora di aspettative, che idealizzi ancora la tua vita. La scalata verso la reale saggezza non è priva di salti da compiere. Ci saranno degli alti e bassi. La tua mente oscillerà come un pendolo fino a quando non imparerai ad essere centrato. Nessun cammino è privo di ostacoli. Ma sai bene che solo la mente vede come ostacoli e difficoltà alcuni “imprevisti”. Perché anziché chiamarli tali, non li vedi semplicemente come situazioni che ti servono ad accrescere la tua centratura?

IO: Ci sto provando, però quando ti ritrovi davanti a una situazione che non sai né perché e accaduta, né come risolverla, entro in allarme. E’ normale.

Sé: A che ti serve entrare in allarme? A cosa ti serve essere preoccupato?

IO: A nulla, solo a disperdere energia e sprecare tempo nei mille pensieri.

Sé: Quella è solo una conseguenza.

IO: Conseguenza di cosa?

Sé: Della tua mancanza di fede, ma soprattutto del tuo cuore chiuso.

IO: Cosa centra il cuore chiuso con la batosta da pagare che ho ricevuto oggi?

Sé: La stai mettendo su un piano prettamente economico?

IO: Non lo so più. Mi avevi detto che durante questo cammino, scegliendo di incarnare la mia missione, non mi sarebbe mai mancato nulla.

Sé: Certo. Ti è mai mancato qualcosa? Sei mai stato senza cibo, senza un tetto o un letto, senza la possibilità di fare ciò che occorre a te e alla tua famiglia?

IO: No. Resta di fatto che non comprendo cosa centri il cuore chiuso con la cifra da pagare di questo imprevisto di oggi.

Sé: Perché continui a metterla su un piano economico?

IO: Perché è di questo che si tratta.

Sé: Non è così. Si tratta della tua fede e del tuo cuore ancora chiuso. Hai detto che stai incarnando la tua missione. Sei sicuro che sia proprio così? Stai prendendo a cuore la tua missione?

IO: Non lo so. Forse non come dovrei.

Sé: Sii onesto con te stesso. Agisci come se io ti impartissi degli ordini, degli obblighi, ma non è così. Le mie indicazioni ti mettono sempre se solo sulla tua strada, ogni volta che rischi di perderti. Io sono accanto a te a mostrarti dove andare perché la tua mente non lo sa. Prendere a cuore la propria missione significa prendere a cuore la tua vita. Devi prendere a cuore ogni essere umano come io faccio con ognuno di voi. Aprire il cuore verso la tua missione significa essere anima. E non si tratta di un’effimera ed illusoria emozione mentale, si tratta di Amore.Stai compiendo azioni come quando un tempo scappavi dalle situazioni.

IO: Ma non lo faccio volutamente. Io cerco di mettere in pratica quello che tu mi indichi, ma a volte non sento quella gioia o quella pace nel farlo. Anzi, spesso mi sento come al posto sbagliato.

Sé: Accade perché ancora idealizzi il nuovo paragonandolo al vecchio. Solo quando comincerai ad aprire il tuo cuore e a prendere coscienza che sei un canale di una forza chiamata amore, allora sentirai scorrere in te quella che chiami gioia. Essa non è emozione, ma una cosa semplice come il sorriso di un bambino quando vede una formichina camminargli sulla mano. Ti chiedi perché anziché le solite bollette o le classiche spese, adesso ti ritrovi a pagare del denaro per qualcosa di “inaspettato”?

IO: Si.

Sé: Ogni volta che ti adagi, rischi di ritornare nel vecchio schema della routine, del “fare perché lo devo fare”. Invece tu devi “fare perché sai che è la cosa più saggia da fare”. Avevi bisogno di una tirata d’orecchie. Ti stavi lasciando andare, distrarre dall’abitudine, dai classici schemi della sopravvivenza. Sai in cosa stavi trasformando la tua fede? La tua mente spesso ripeteva a se stessa “tanto c’è Spirito che ci pensa ai soldi. Io faccio le cose che mi dice e anche controvoglia, l’importante è che mi faccia campare senza che mi debba stressare nel pensare al denaro”.

IO: Ho pensato questo?

Sé: Certo. Io non sono il tuo datore di lavoro. Io ti do solo le indicazioni affinchè tu possa metterti sulla tua strada, e se prendi davvero a cuore la tua strada, il pensiero del denaro non ti sfiora minimamente. L’unico tuo focus rimane centrato sulla TUA MISSIONE. Non permettere che la tua attenzione venga distolta. Mantieni il focus su ciò che realmente sei. Queste distrazioni ti hanno portato a mettere da parte ancora una volta Anima. Lei è l’energia che porta avanti ciò per cui si è incarnata.




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sabato 30 luglio 2016

Chiedi e ti sarà dato. Come la Guida Interiore risponde alle tue preghiere

Mente e pancia sono la stessa cosa.

MENTE (PENSIERO) => PANCIA (EMOZIONE). Essi non hanno nulla a che vedere col cuore. Quindi nel momento in cui c’è un pensiero positivo ne consegue l’emozione positiva, mentre col pensiero negativo l’emozione negativa, che fanno sempre parte della mente e non del cuore, che invece fa riferimento alle sensazioni e ai sentimenti. E’ vero, è una questione di termini, ma occorre imparare a distinguere quello che la mente ritiene giusto nel pretendere di "stare serena". Essa ha una sua concezione dovuta al suo passato che ricorda in maniera distorta, producendo degli schemi che la mantengono il più possibile in una zona circoscritta (zona di comfort).
In cosa consiste la zona di comfort?
A tutto ciò che per la mente corrisponde al conosciuto, quindi alla sicurezza (falsa oltretutto) e che impedisce un reale cambiamento. È come una cella adornata di tante cose apparentemente belle, pur di non uscire dal suo interno.
Per questo ogni volta che si trova davanti a delle scelte riguardanti un vero cambiamento fa resistenza e quell'attrito crea quello che poi essa stessa chiama dolore o sofferenza e pertanto si mantiene alla larga quasi sempre da un reale cambiamento continuando a inseguire illusioni. Di fronte ad un’emozione noi reagiamo seguendo il percorso più forte che è diventato ormai la nostra risposta automatica e così una risposta alternativa diventa sempre più improbabile. Se per esempio mi sono abituato di fronte ad una certa situazione a fuggire, questo percorso è ormai diventato automatico per cui, non appena si presenta una situazione analoga, automaticamente fuggo. Questo percorso lo possiamo chiamare SCHEMA. In effetti non si tratta di un unico percorso, ma di un insieme di percorsi che la mente ha immagazzinato
e che mette in atto in determinate circostanze.

"La vita comincia alla fine della tua zona di comfort"
_Neal Donald Walsh_

Come fare ad uscire da questa zona circoscritta? Il primo passo è iniziare a guardare la tua vita con occhi di verità, accettando con umiltà che non è la mente a dover prendere decisioni. Occorre mettersi in ascolto davvero con umiltà. In questa maniera la vita ti mostrerà le indicazioni. Tutto quello che la vita ti mette davanti è l'unico modo per poter imparare a scoprire chi sei veramente. Non giudicare ciò che ti arriva come meraviglioso o orribile. Ciò che ti arriva è semplicemente la risposta alle tue domande, alle tue preghiere sincere.


"Sé: In un modo o nell’altro io rispondo sempre alle tue richieste d’aiuto e lo faccio in modalità che la tua mente non si aspetta perché è l’unico modo che ti permette di scendere ancora più in profondità dentro te stesso e imparare ad ascoltarmi davvero.

IO: Ma io, come tutti, desidero solo la felicità.

Sè: La felicità proposta dai vostri sistemi di credenze è solo una distrazione dalla verità. Ciò che la vostra mente scambia per felicità è la sicurezza. Lei non vuole realmente cambiare, ma solo migliorare ottenendo di più di ciò che la da piacere e di meno di ciò che le procura dolore. La vostra idea di felicità corrisponde ad un'illusione percettiva di quello che voi crediate sia il mondo, la vostra vita e persino voi stessi."

(dal nuovo libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE
di © Claudio Guarini in uscita a settembre 2016 )

Quando smetterai di credere che la vita ce l'abbia con te, potrai comprendere che in realtà stava soltanto rispondendo alle tue richieste d'aiuto. Uno degli ultimi messaggi ricevuti dalla parte spirituale (Spirito, il Sé) è stato:

Sé: Avete frainteso le parole di Buddha, avete frainteso le parole di Cristo, avete frainteso le parole di chiunque abbia cercato di portare un messaggio. Le uniche parole che non avete frainteso sono quelle della vostra mente, la sola responsabile di questo fraintendimento.

IO: Per quanto sappia che la mia mente non molla la presa, quanto è reale se adesso dicessi che non sono affatto felice e mi sento come condannato a una vita non mia?

Sé: Quando ti è stato detto che la vita è un oggetto da possedere?

IO: È la mia vita e non quella di qualcun altro, quindi riguarda me.

Sé: La vita non è tua né di nessun altro. La vita è un processo in continuo divenire, è trasformazione, è cambiamento. Come puoi possedere qualcosa di così imprevedibile?

IO: Allora cambio formula. La vita che vivo non mi piace anche se mi dici che è alla mia mente che non piace. Sento un profondo disagio di infelicità e tristezza.

Sé: E io cosa posso farci?

IO: Aiutami, che domande!

Sé: Ti ho già detto come fare, ma non vuoi fidarti e soprattutto non ti rendi conto dei reali cambiamenti che hai attraversato. Scarti i risultati ottenuti e metti in evidenza solamente ciò che ritieni ti faccia ancora vivere nell'infelicità. È come se guardando il cielo dicessi che è orribile perché c'è una nuvola che passa davanti al sole. Come se per una sola nuvola la giornata potesse diventare triste e uggiosa. 

IO: Ho fatto quello che mi hai detto. Ma tutto il mio focus si è spostato sulla routine, sulle problematiche, sull'ansia di carichi che ho dovuto prendermi perché dicevi che fanno parte della mia missione. Io sono triste e infelice.

Sé: I carichi sono quelli che stai lasciando andare e riguardano il tuo vecchio modo di vivere e di comprendere. Io non ti do mai carichi da sopportare ma salti da fare per lasciare andare i reali carichi, che sono ancora tutte le tue convinzioni sulla felicità e sull'amore. Prima di vivere il "vero" devi attraversare il deserto del "falso". Se per tutta la vita li hai scambiati invertendoli, quello che ora stai affrontando è un cambio di rotta che mai la tua mente avrebbe potuto prevedere e che ovviamente le causa dolore e incomprensione. Io ti mando le situazioni che occorrono solo alla tua liberazione dal falso e alla tua crescita verso la verità.

IO: Sembra che la libertà sia solo una fantasia a questo punto.

Sé: Dove sei in questo momento?

IO: Non lo so.

Sé: Lo sai benissimo invece. È una gabbia invisibile che ti tiene agganciato all'illusione. Se continui a starci dentro la tua vita sarà solo una fuga dalla libertà. Rinuncia a quella gabbia e conquisterai la libertà, che altro non è che la verità.

IO: Quindi la verità mi renderà libero?

Sé: No. Sapere che esiste una verità non può renderti libero. Essere la verità, incarnarla e agire per essa ti rende davvero libero.

IO: E tutti coloro che ancora dormono come zombie. Ecco, cos'è un zombie?

Sé: Un modo della tua mente per giudicare chi non la pensa come te.

IO: Però non li sopporto più.

Sé: Sveglia te stesso, punta il focus sul tuo risveglio. Non sei qui per giudicare gli altri, ma per mostrare loro una strada.

IO: Ma loro non vogliono questa strada, ma altre illusioni.

Sé: Anche la tua mente cerca ancora illusioni. Ogni volta che ognuno di voi cessa di desiderarle, qualcun altro comincia a comprendere. È come un'informazione trasmessa ovunque che diventa un campanello d'allarme per chi rischia di continuare a perdersi nel limbo della propria mente.

IO: Cosa devo fare allora?

Sé: Sii uno strumento della verità, non un detentore.


sabato 18 ottobre 2014

ARRENDITI A ME

Ho delle domande da farti. Sai.. ho paura perché non so quanto le risposte possano essere davvero reali o solo frutto di un "io" al collasso. Ma ormai sto scrivendo e ti chiedo…
(In un arco di tempo di un paio di minuti tutto si blocca).
Niente, non ho nulla da chiederti. Ora che cerco disperatamente risposte, mi risulta impossibile porti delle domande, probabilmente perché non serve più pretendere banali punture di falsi tranquillanti. Le risposte le ho sempre avute con me e non necessitano di parole né di formule magiche che diano un momentaneo e illusorio senso di pace. Non occorre disperarsi per trovarti. Tu sei qui con me ogni volta che faccio silenzio dentro me.
Ogni volta che smetto di cercarti nei cassetti della mente, tu, come per incanto, mi appari accanto.
Quasi ti vedo. Sei leggiadra, morbida e delicata come un velo di seta celeste e trasparente. Danzi su te stessa e rimani finchè mi distraggo. Allora tu scompari, ti dissolvi quasi fossi offesa.
Ma poi comprendo che non puoi provare emozioni umane dal quel punto di vista che la mente crede.
Semplicemente mi dimentico di esserci, di esistere.
Credo di essere tutto quello che indosso.

Ma i vestiti si sporcano, si strappano, si lacerano. Mentre tu rimani sempre perfetta ad accompagnare ogni mio viaggio.
Mi vuoi parlare, scaldare, mi offri il varco per la felicità, per l'eternità e stupidamente la voglio relegare in una visione limitata.
Ma tu non hai limiti, non hai spazio né tempo.
Forse non sono io a doverti fare delle domande.
Tu desideri solo che ti faccio entrare e fonderti nella presenza di questo momento.
Devo solo lasciarti esprimere senza subdoli giochi mentali, senza imposizioni né circoscrizioni.
E allora, Anima mia, io sono qui. Ti ascolto..

«Apriti a me. Accoglimi, arrenditi a me. Espanditi e respira. Io sono il miracolo, io sono la verità, io sono la salvezza. Io sono la magia, la vita. Io sono figlia del mistero. Io sono il mistero stesso svelato.
Cerca il silenzio nella perfezione del caos. Ricordarti di esserci ogni istante. Vivimi ora e non vagare nelle tenebre illusorie dei pensieri. Io agisco adesso, non nel passato, non nel futuro. Io Adesso Esisto e mi esprimo.
 

Apriti a me. Accoglimi, arrenditi a me. Espanditi e respira »

©Claudio Guarini 

venerdì 18 gennaio 2013

IL CORAGGIO DI RIALZARSI


Un tempo i sogni e la realtà si incontravano, ma poi qualcuno è intervenuto con un progetto tutto suo e ha stravolto i piani.
Dovresti  iniziare a percepire te stesso e gli altri come ANIMA e non come personalità per poter vedere con gli occhi di Dio che sono i tuoi stessi.
Parlare d'amore, essere animalisti, abbracciare gli alberi, farsi i sorrisini, parlare di pace ed essere pacifisti forse nulla ha a che fare con l'amore stesso se non si è prima pacifici, in primis verso se stessi e le proprie paure.
Noi influiamo costantemente sui suoi pensieri e sul suo operato.
Ecco perchè è importante muoverci soprattutto al nostro interno con una COSCIENZA SVEGLIA, VIGILE e SENZA GIUDIZIO. Stiamo insegnando al creatore decaduto come poter salvare se stesso, in nome del creatore Primo, il SENZA NOME che ha il tuo stesso volto.
Occorre smettere sin da subito di lamentarsi per ogni cosa perché la lamentela non fa altro che alimentare l'oggetto della lamentela stessa.
Diciamo che il pianeta è ENERGETICAMENTE prigioniero a causa di un'INCONSAPEVOLEZZA con scopo evolutivo. "Tutte stronzate, minchiate senza senso.. ma pensa alle cose serie della vita, come il lavoro, la salute e la famiglia!"
Ecco cosa ti diranno quando tenterai di rivelare il tuo desiderio di libertà interdimensionale. La verità non piace a nessuno, o almeno a coloro che la fuggono.
Occupati dei tuoi sogni e cessa per sempre di preoccuparti dei tuoi problemi!
Il non saper prendere immediatamente una decisione è sintomo del dominio della paura che ha già preso la sua lasciandoti in quel limbo.
Ci sono tante cose che hai visto , assorbito, traumi (che siano consci o inconsci) che possono essere di questa o di altre vite... ti porti tutto dentro e sta venendo fuori attraverso situazioni che si ripetono per darti una mano a comprendere e a liberartene per sempre!
"Ognuno prenda la sua croce e mi segua" e con coraggio dovrà resistere a tutto e tutti, ancora dominati dalla paura, dall'illusione..
Si potranno scagliare contro, potranno calunniarti, ingiuriarti, sputarti, spingerti, tentare di ucciderti per paura della verità.
Ma tu non puoi cedere proprio ora.. RIALZATI! Hai accettato la sfida e adesso devi portarla a termine con dignità e coraggio!

Cara Anima, Non è facile, nemmeno per me e fidati PER TANTI ALTRI...
E' cosi questo momento, purtroppo ci sta facendo da maestro affinchè qualcosa emerga e finalmente si sciolga..
Magari il come non ci è concesso saperlo, ma sappiamo che dobbiamo mostrare il vero coraggio.
Forse non sarà questa la vita di cui ci eravamo illusi di poter vivere liberi, ma alla fine cosa vuol dire essere liberi?
Liberi dall'illusione che tutto sia come ci è stato imposto o mostrato con lenti fittizie e distorte.
Può darsi che stiamo scontando lezioni, punizioni, gioie che fanno parte di tutte le nostre vite presenti, passate e future tutte nello stesso momento, comprese quelle ipotetiche parallele che avremmo vissuto se avessimo fatto altre scelte.
Ma in ogni caso se c'è del dolore, qualcosa sta accadendo ed è importante perchè deve sciogliersi, e lo fa come neve al Sole, quel sole quale noi siamo, quale noi come Coscienza siamo, quando siamo consapevoli che ciò sta accadendo.
Perchè, ci chiediamo?
Perchè non può essere un semplice e stupido caso.
Se questa vita è un'occasione davvero grande, lo possiamo notare dal numero di cambiamenti, di sofferenze, di gioie che si susseguono a velocità repentina ma anche dallo stagnare di determinate situazioni che sembrano non mollarci, come vampiri assetati del nostro dolore.
E' così.. devi essere più forte della tua paura, del tuo dolore, anche quando non comprendi l'origine, nè la causa scatenante. Sai in cuor tuo che sei più forte perchè tu stessa l'hai deciso. Magari non ricordi nè come nè quando perchè era nel tuo stesso progetto di risalita.
Ma se stai resistendo allora ce la farai.
Non mollare la presa, anche quando pensieri non tuoi vogliono farti cadere e rimanere nelle sabbie mobili, tu subito aggrappati alla tua forza e inizia ad Amare davvero questo momento.
E' questo momento che devi amare proprio perchè è lì per questo.
Lo stai rinnegando, respingendo.
Ma non farti ingannare dalla voce che ti dice che tu sei colpevole e che non meriti nulla.
Tu meriti molto di più, meriti il paradiso in Terra ogni istante, e quel paradiso è chiuso a chiave ed essa è custodita dentro di te.
Trovala e apri tutte le porte delle repressioni, delle paure, dei rancori..
Noi siamo solo responsabili in quanto creatori, consapevoli o meno, di ciò che ci accade, ma quando prendiamo delle scelte che mettono in gioco il nostro liberarci di quest'illusione creata su questo pianeta, allora tutti coloro i quali sono legati e assuefatti non vorranno lasciarti andare, perchè per loro è troppo difficile (per scelta o meno) uscirne; e allora è più comodo restare, lamentarsi, fare la vittima e accusare piuttosto che tirarsene fuori anche se tendi loro una mano.
Ma è una loro scelta.
Rispettala, niente di più. Non odiarli, rispettali, inchinati davanti alla loro scelta come un vero guerriero e lascia che si facciano fare esattamente quello che vogliono.
Tu non puoi sottometterti al volere di chi ti vuole morente e schiava, ma puoi decidere con amore, rispetto e umiltà che tu appartieni solo a te stessa.
Preserva le persone che ami e che vogliono il tuo aiuto, ma senza farti tirare nella melma altrimenti rischi di rimanerci pure tu.
Rispetta anche la probabilità che tu possa essere odiata e rinnegata.
E' tutto ok.
Ora va..
Con coraggio, rispetto, umiltà e amore,
Claudio.

lunedì 14 maggio 2012

Le tue armi non sono le sue, ma ANIMA-FEDE-VOLONTA' AUTENTICA


   "Ricordati che sei venuto qui perchè hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii Grato dunque a tutti coloro che te ne forniscano l'occasione" 

- Gurdjieff -

   È dentro te stesso. All'inizio è una sorta di lotta che ti può dar l'illusione di un mondo cattivo che ti vuol schiacciare ma tutto si svolge dentro te stesso con l'unico effetto collaterale del mondo esterno che ti da l'illusione di essere schiacciato ma solo per farti svegliare. Non hai mai avuto il controllo. Purtroppo hai solo creduto di averlo, ma è stata soltanto un'illusione. Vuoi sapere cosa controlli per certo?
   Il volume della radio della tua macchina, la temperatura dell'aria condizionata, cosa comprare al supermercato, chi votare alle elezioni di una falsa democrazia.  Credevi di essere libero, eh...?? Sai dove andrai oggi pomeriggio per caso? Forse in palestra, o tutt'al più ad un appuntamento. La mattina c'è la tua brava sveglia che ti dice che ora di andare a svolgere le tue amate (o odiate) missioni quotidiane. Che cos'è che ti fa sentire vincolato e paralizzato? Te lo sei mai chiesto? È l'ambizione.  L'unica cosa che la paura della morte può toglierti sono e saranno sempre le tue ILLUSIONI. Ma adesso andiamo per gradi. Non analizzerò in questo contesto argomenti ampliamente esplicitati sugli altri miei libri
  (in particolare IL SOFFIO DELLA COSCIENZA - Youcanprint Edizioni) 


Il Soffio della Coscienza - Libro
Sei sicuro di essere sveglio?
Prezzo € 9,35 (-15%)

Mi hai chiesto, come punto di partenza, come fare a comprendere l'amore; come fare a non avere paura, a comprendere cosa fare o non fare. La risposta?
Spegni quella dannata mente.
  A quel punto bisogna ascoltare il cuore. Ma non assorbire questa frase nell'accezione comune di un amore da fiction televisiva. Il cuore vede se è rimasto solo un mucchio di cenere o se invece si è creato un fuoco che non brucia e si consuma come nell'innamoramento, ma che in eterno si rigenera.
   Non trovi la risposta perchè non ti fai la domanda giusta e mischi ego e anima così bene da confonderli.
   Invece di continuare a guardare a ciò che era e non è più, ti sei chiesto cos'è ora?
Hai guardato negli occhi chi hai davanti? Cosa accade dentro di te quando guardi chi hai davanti a te? Prova a guardare ciò che c'è o non c'è dentro di te attraverso la persona in cui ti stai specchiando.
  Essa è parte di te, e lo sarà sempre. Forse la domanda non è "devo lasciarla o devo continuare a starle accanto"... forse la domanda è "la sua presenza fisica mi permette di continuare il mio processo evolutivo, e viceversa la mia presenza fisica permette a lei di continuare il suo?"
   Potete farlo insieme in questo momento? O tutto questo blocca entrambi? Ciò che vi siete donati non andrà perduto in ogni caso, e questa è una cosa che devi apprendere in ogni incontro che farai. La vita che conduci è un tutt'uno con ogni esperienza che fai. Non star lì a condannare e giudicare perennemente attraverso la dicotomia giusto/sbagliato.
   Se ti polarizzi finirai col dare energia al polo positivo così come al negativo. E ogni causa produce un effetto, che tu venga a trovarti in alto, così come in basso. Prova ad osservare dal centro. Crea equilibrio su questa bilancia. Non fari finta di cadere.
   Quando ti ritroverai per terra potrai prendere coscienza che sei inciampato e che devi rialzarti. Ma non gettare le mani avanti per paura di cadere ancora quando potrebbe anche non accadere. Ma soprattutto non far finta di lanciarti dolorante su terreni scoscesi per attirare l'attenzione e ottenere la considerazione altrui. Ti danneggi. Sappilo. Conserva queste parole e fanne l'uso che ritieni più opportuni per te.
   Chiediti in questo momento: é un altro partner che adesso stai cercando brancolando nel buio? O, forse,  è la tua anima che stai cercando disperatamente? 
   Vuoi continuare a fingere di non udire il suo richiamo oppure prendi un dannato specchio e inizi a capire che è di te che hai maledettamente bisogno?
   Non ci vuole molto ad udire la chiamata della propria anima. O varchi la soglia - e da quel momento in poi non puoi più tornare indietro - oppure giri i tacchi e decidi di rinunciarci. Ma nessuno sa dirti con certezza se avrai o meno un'altra occasione di rinascita.

   Saresti capace, ora come ora, di riunire il tuo universo maschile e femminile completamente dentro te stesso? Te lo sei mai chiesto? Hai mai provato a chiederti se lo scopo ultimo è proprio quello di completarti autonomamente, nonostante nella vita ci sia l'intervento di specchi esterni pronti a tenderti una mano? Una mano che non è necessariamente un'esperienza che possa darti gioie ma anche dolori, sofferenze che solo tu puoi attraversare e nessun altro. Momenti che solo tu puoi comprendere cercando di trarne le lezioni di cui avevi bisogno. Situazioni e persone che ti si son parate davanti attratte dal tuo stato vibratorio proprio per darti quello di cui avevi bisogno, nella sofferenza così come nella gioia.
   Non aver paura. Gettati ovunque puoi per apprendere e trarne l'unico profitto consapevole: il tuo risveglio. Attraversa le fiamme dei tuoi inferni. Riscatta la tua anima. Ritorna a ricordare (riportare nel cuore - ma non nel senso ormai divenuto banale di quest'era moderna) chi sei. Tu sei Coscienza. Essa semplicemente è.
   Risali con coraggio dai dirupi nei quali ti sei volutamente lanciato a capofitto - anche se spesso in maniera inconsapevole - per ritornare a vedere la Luce. Ti lamentavi di non avere amore. Ma come si fa a possedere qualcosa che si è?
   La questione è che non riesci a ricordarlo a darti pace perchè c'è una sorta di entità estranea dentro di te - ma fino ad un certo punto - che ti vuol convincere del contrario. Non riesci a trovare l'unità dentro di te perchè hai smesso di crederci. Ti risulta più facile mollare che impugnare la fede, che altro non è che la vera volontà.
   Per scoprire cosa ti attende al di là della soglia, devi  vivere; e per vivere devi non bloccarti. Occorre che riesca a scoprire come un piccolo boyscout per evolverti. Purtroppo a volte si pensa di seguire il flusso e invece si è lì seduti accanto al fiume; il fiume scorre, e guardandolo ti dà la sensazione che tu stia scorrendo insieme a lui, mentre in realtà sei fermo e fuori dalla scia a trastullarti tra le mille illusioni della tua mente che ti vuol convincere che ti basta solo guardarlo sto benedetto fiume anzichè nuotarci dentro e sentirlo fin nelle ossa.

   Una volta, un pover uomo tutto confabulante tra sé e sé, camminava distrattamente su di un ponte credendo che nessuno lo sentisse solo perchè fosse notte. D'un tratto una donna, confabulante anche lei, camminando nella sua stessa direzione sullo stesso ponte, gli finì letteralmente addosso. Entrambi si bloccarono, muti, immobili. Entrambi iniziarono a parlare nello stesso momento come se l'uno fosse stato lo specchio dell'altro:
   « Se vuoi perderti non sarò io a fermarti, che sia dentro ai miei occhi o da qualunque altra parte tu voglia. Se hai bisogno di perderti nella mia forza attraverso i miei occhi io sono pronto a offrirti la mia anima per specchiarti in essa. Perdersi è quasi sempre un modo per ritrovarsi, te lo assicuro. Io l'ho fatto tante volte e ho portato con me solo il coraggio. Adesso mi accorgo che non sono più solo perchè ho ritrovato l'autentico ME.»
   Ed entrambi proseguirono per la loro strada ma nel più totale silenzio. E in quell'assordante ritrovamento di se stessi poterono udire tutto ciò che li circondava, assaporandone l'unicità.

«Il nemico più grande si nasconde nell'ultimo posto dove guardi» 
-Giulio Cesare-


   Ti sembra difficile ma lo è solo nella misura in cui tu lo permetti, per comodità o pigrizia. La paura vuole diventare la tua matrigna e impartire i suoi ordini, ma devi essere in grado di non permettere che questo accada. Ti sono state date risposte prefabbricate da usare in ogni evenienza. L'unica cosa saggia che a questo punto della tua esistenza puoi fare è tirare lo scarico dopo averle rovesciate nel water.
   Volevi che ti rivelassi qualche scoop? Una notiziona bomba tale da farti saltare in aria? Certo posso farlo ma potresti davvero saltare in aria se sei tremendamente attaccato alle tue credenze e condizionamenti all'ordine del giorno che è quello dell'inconsapevolezza.
   
   Se cerchi palliativi e placebo momentanei stai perdendo l'occasione di divenire davvero libero. Fare una rivolta all'interno di una prigione solo per ottenere del cibo diverso o maggiore comfort non è una vera rivoluzione nè ribellione perché si rimane sempre prigionieri. Quindi a te la scelta. Vuoi continuare ancora a lamentarti per far abbassare il prezzo del carburante o per ottenere più posti di lavoro e pertanto voler continuare a stare nella medesima condizione di illusoria libertà?
   Non è ancora chiaro che i sistemi del mondo sono specchietti per le allodole. La schiavitù del sistema è un effetto collaterale della vera prigionia. Stai guardando nel posto sbagliato. Non ci si libera reincatenandosi. Che ti piaccia oppure no,  occorre spazzare via l’intero attuale sistema politico ed economico e la sua micidiale Eggregora! Come? Evitando di darle sistematicamente la tua energia polarizzandoti su chi ha ragione o meno, sulle lamentele (come conseguenza dei loro messaggi subliminali) ed evitando di focalizzarti sulla paura indotta o sul dialogo interiore che produce una spirale di depotenziamento.
   Non ti sei accorto di una cosa.. sei schiavo della tua paura. Essa ti sta accecando. Non puoi pensare in vera libertà perché sei pieno di paura. Hai paura della vita, paura della morte, paura di ciò che diranno gli altri, del pettegolezzo, del perdere il lavoro, di violare regolamenti, paura che qualcuno ti porti via il marito o la moglie... paura di rimanere solo, paura di esprimere il tuo pensiero, paura del buio.
Allora? Che hai deciso? Vuoi continuare così??

   La razza umana è un esperimento. Staccati i tubicini e divieni il tuo stesso esperimento nel tuo laboratorio alchemico. Fai esperienza COSCIENTE di te stesso.
   Riscopriti come pilota dell'universo e controlla consapevolmente la macchina altrimenti il pilota automatico ti condurrà nell'incoscienza degli dei creatori di questa trappola, che se pur tale, rimane comunque evolutiva. Sii vigile e sveglio. Smettila di crederti quella voce nella testa che ti dice come, dove, quando, perché e cosa fare. Quella voce non sei tu! Lo vuoi capire o no??
Ti sento già da qui! Smettila! Non attacca mica con me.. Autocommiserazione e vittimismo atti a perpetuare situazioni di comodo per paura di non sentirti considerati da coloro ai quali ti aggrappi disperatamente a livello emotivo ed energetico, non servono a nulla se non nel farti prender coscienza della loro inutilità. Quando potrai mai liberarti di questi due sciocchi fardelli così pesanti per il tuo essere??
Sei preparato per ricevere un determinato tipo di vibrazioni? Siamo accordato? Si comprende, si percepisce, si "vede" solamente quella realtà che è in risonanza con il proprio stato di coscienza o di incoscienza. E quella vibrazione attirerà inevitabilmente circostanze a te consone che non serve etichettare ORRIBILI (se ti fanno soffrire) o STUPENDE (se ti fanno godere da matti).

   Caro Pinocchio, se non diventi prima bambino, non potrai aiutare altri a divenire bambino.
   La gente vive schiava degli intrighi, dell’invidia, dei costumi di famiglia, delle abitudini, del desiderio insaziabile di guadagnare posizioni, di scalare, di salire, di arrivare in cima alla scala, di farsi sentire, del bisogno di considerazione e approvazione, ma soprattutto schiava della paura attraverso la quale il SISTEMA attua le sue sistematiche trappole dando l'illusione del libero arbitrio a chi crede di prendere delle scelte in maniera libera ma solo per scegliere vestiti, oggetti da comprare, scegliere l'orario migliore per andare in palestra...eh eh eh... abbiamo ben lontano dalla nostra visuale il concetto puro di libertà purtroppo!
Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo».

 Prima devi imparare a ritornare bambino, TU in primis, in quanto sei ancora. Dovresti ascoltare la tua vera essenza animica (la fatina di pinocchio, ricordi?) perchè finchè sei burattino non potrai, in alcun modo, aiutare altri a divenir bambini e quindi a liberarsi dalla loro prigionia in quanto ti ritroveresti sicuramente trasformato in "ciuchino" a causa di quel Lucignolo che continuamente ambisce a proteggere il suo territorio egoico facendoti credere di essere lui; e la verità è che non lo sei! Un altro personaggio troppo figo oltre 2000 anni fa (cosi si dice) disse:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero».
   Ossia, se una pecora nasce all'interno di un recinto dove tutte le altre hanno sempre e solo visto ciò che è all'interno di quel recinto, di certo non potranno insegnarle ad essere libera indicandole l'uscita ..
Se una pecora nasce all'interno di un recinto dove tutte le altre hanno sempre e solo visto ciò che è all'interno di quel recinto, di certo non potranno insegnarle ad essere libera indicandole l'uscita perchè non l'hanno mai cercata nè vista nè conosciuta e forse nemmeno ambita.

 Sei un TOSSICODIPENDENTE EMOZIONALE.
Non sai (te lo fa credere l'ego) che al di là (o al di qua) di tutto questo c'è la verità che corrisponde ad uno spaventoso (solo per l'ego) vuoto dal quale provieni e per tanto rinunci a scoprire chi sei realmente e ti attacchi a tutte le dipendenze affettive, materiali e mentali che colmano solo temporaneamente e illusoriamente quel vuoto ma che è tutto ciò che esiste.

Nel corso del nostro cammino  si mostrerà più volte attaccando nei punti deboli che ha scoperto nel primo incontro con te stesso. Chi, ti chiederai? Il tuo demone, il tuo avversario il tuo sfidante.. colui che si nutre attraverso lo spirito di opposizione, la lamentela, il giudizio ossessivo, il dialogo incessante nella tua testa.
Come puoi libertartene, ti chiederai?
Di certo sappi che tanto più eviterai di guardarlo negli occhi, tanto più gli dimostrerai paura e tanto più duramente attaccherà.
INUTILE FUGGIRE!
Chi scappa vive un'esistenza nella paura di incontrare il proprio demone, la parte EGO-CONDIZIONATA_INDOTTA che vuol farti credere di essere te..ma tu sei qualcos'altro con un potere immenso.
Devi prepararti per quando sferrerà il sul attacco.
Esso si nutre di odio, paura, rabbia, lamentele, autocommiserazione, dita puntate nell'accusare gli altri, rimpianti, rancore, vendetta, invidia... e se continui ad alimentarlo con queste emozioni (nutrimenti energetico per lui) la battaglia sarà infinita e ti sfinirà.
Quando sarà lì a tenderti un agguato, rimani lì a guardarlo dritto negli occhi. Devi solo guardarlo.
Se lo combatterai con le sue stesse armi moltiplicherà la sua forza proprio come l'agente Smith nella scena finale di Matrix Revolutions dove egli si moltiplica fino a che Neo accetta e si abbandona alla propria fede, alla propria luce, quella di Anima, un potenziale elettrico e divino di una portata immensa che diventa ed è AMORE ma ad un livello che non è quello che credi banalizzato da un dogma patetico cattolico o spirituale new age dove c'è solo in mezzo la paura della morte e il bisogno di considerazione.
Si parla di qualcosa che se la provi non ne parli perchè ti basta stare lì ad irradiarla.



Ecco un estratto del mio ultimo libro:

«Noi tutti abbiamo dei dèmoni interni nella nostra esistenza, ma dato che ci aspettiamo di vedere dei mostri diabolici o apparizioni tenebrose, fintanto che non ci saranno, non ci crederemo. Purtroppo i nostri dèmoni sono le persone nella nostra vita, quella di tutti i giorni. Sono proprio le persone con le quali noi litighiamo, che invidiamo, odiamo; coloro i quali danneggiamo fisicamente o emotivamente in qualche modo.
Quello che non riusciamo a comprendere è che odiamo il fatto che costoro ci ricordano noi o come siamo fatti. Loro riflettono alcune nostre caratteristiche, quelle che magari non vorremmo avere per niente.
Per questo tentiamo di calmare questa sofferenza, non cercando di dominare e trasmutare i nostri dèmoni, ma danneggiando le persone che ce li ricordano.
Proprio coloro che ci ricordano ciò che odiamo di noi stessi, in quanto l'essere umano tende a non amare se stesso, a non accettarsi.»

TRATTO DAL LIBRO "IL SOFFIO DELLA COSCIENZA"

di Claudio Guarini
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-soffio-della-coscienza-libro.php?pn=1625
 
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Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...