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sabato 7 febbraio 2026

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

 

C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì, nel buio, e all'improvviso non sei più il professionista stimato, la madre perfetta o l'amico solido. Sei solo un corpo nel letto con una domanda che picchia in testa: "Ma io, dove sono finito?".

L’inconscio non è una teoria. È quella spinta che ti fa controllare il telefono per la centesima volta sperando in un segnale da chi ti sta ignorando. È quel dialogo muto che hai con tuo padre, anche se lui non c'è più o se è nell'altra stanza a guardare la TV. È quando ti ritrovi a dire: "Giuro che non lo farò più, giuro che non ci ricasco", e poi, puntualmente, sei di nuovo lì, nello stesso letto, nello stesso errore, con lo stesso sapore di cenere in bocca.

Abbiamo passato l'infanzia a guardare i giganti che ci abitavano intorno. Abbiamo osservato come nostra madre stringeva le labbra per non piangere, o come nostro padre sbatteva la porta per non dover parlare. Abbiamo imparato che l'amore è una merce di scambio, qualcosa che devi meritare facendo il bravo, stando zitto, non disturbando. E oggi, in ogni nostra relazione, cerchiamo disperatamente di farci perdonare il fatto di esistere.

Immagina questa scena, una scena che brucia. Sei a cena con il tuo partner. C’è un silenzio che taglia. Tu vorresti solo chiedere: "Mi ami ancora?", ma la gola ti si chiude. Allora dici una stupidaggine, critichi come ha cucinato, o ti lamenti del lavoro. Lui risponde secco: "Sempre a lamentarti, non ti va mai bene niente". E tu senti una fitta, ma non è per il commento sul lavoro. È il riflesso di quella bambina che cercava lo sguardo di un padre distratto e riceveva solo critiche. In quel momento, l'uomo che hai davanti non è lui. È il fantasma del tuo passato. L'inconscio ha attirato questa situazione non per punirti, ma per farti vedere che sei ancora lì, a mendicare approvazione da chi non può dartela.

Ed è per questo che devo essere onesto con voi. Il lavoro che faccio non è "aggiustare" le persone. Non siamo macchine rotte. Il punto è rendere visibile ciò che oggi agisce nell'ombra e che decide per noi. Ma questo non si fa con un video, non si fa leggendo un libro. Richiede un metodo, una sequenza precisa. Per questo ho diviso il percorso in cinque incontri su Zoom: si guarda dove sei bloccato ora, si scovano le cariche emotive che hai ancora nel corpo e si va a vedere quale zona d’ombra sta muovendo i fili. Non sono concetti da imparare. Sono esperienze da attraversare.

Proprio perché è un lavoro reale e di profonda esplorazione, il percorso è riservato a un massimo di 15 persone. Essendo i posti così limitati, occorre scrivermi in privato per riservare il proprio posto. Una volta raggiunto il numero, non sarà più possibile entrare.
(Partecipa prima che si chiudano le iscrizioni)

Ma voglio andare ancora più a fondo, perché c'è un'altra dinamica che ci divora e che spesso non vogliamo vedere: la dipendenza dal bisogno di controllo. Avete presente quando cercate di organizzare ogni minuto della vostra giornata, o quando volete sapere esattamente cosa pensa l'altro, cosa fa, dove va? Quell'ansia che vi sale se le cose non vanno come avete stabilito voi? Ecco, quel controllo è la droga che usate per non sentire il terrore del vuoto che avete dentro.

Inconsciamente, siete convinti che se smettete di controllare tutto, il mondo crollerà. Perché da piccoli, forse, siete stati in case dove tutto era precario. Magari c'era un genitore imprevedibile, o un clima di tensione dove dovevate stare sempre all'erta per capire se tira brutta aria. Avete imparato a essere le "sentinelle" della vostra famiglia. E oggi, portate quella divisa da sentinella ovunque. La portate nel lavoro, soffocando i collaboratori; la portate a letto, non riuscendo mai ad abbandonarvi davvero perché una parte di voi deve restare vigile.

Siete diventati dei maestri nel "fare", ma avete dimenticato come si "è". Siete incastrati in quella Matrix che vi dice che se non producete, se non risolvete problemi, se non siete utili a qualcuno, allora non esistete. È una svalutazione silenziosa, che non urla, ma che vi consuma i nervi. È l'illusione che il vostro valore dipenda da quanto riuscite a tenere insieme i pezzi della vita degli altri.

E parliamo di soldi, perché l'inconscio si nasconde anche nel portafoglio. Quanti di voi sentono di non meritare mai il benessere? Avete paura di chiedere un aumento, o se guadagnate dei soldi, li spendete subito per cose inutili, o li prestate a chi non ve li ridarà mai. Non è incapacità di gestire il denaro. È una lealtà invisibile verso la povertà dei vostri avi, o verso l'idea che "i soldi sono sporchi" o che "se io sto bene, allora tradisco chi ha sofferto prima di me". Il campo attira fallimenti economici proprio perché la vostra immagine interna è quella di qualcuno che deve restare piccolo per non dare fastidio.

Guarda un altro esempio, quello che accade quando ti senti svalutato. Sei al lavoro, o magari con gli amici. Qualcuno fa una battuta su di te. Tutti ridono. Tu senti una vampa di calore al viso, un misto di vergogna e rabbia. Vorresti rispondere, vorresti difenderti, ma invece ridi anche tu. Una risata finta, che ti muore in gola. In quel momento, la Matrix della tua svalutazione ha vinto. L'inconscio ti sta sussurrando: "Vedi? Non conti nulla, sei solo un contorno". Ma la vita ti ha messo in quella situazione per farti vedere quanto odi te stesso. Non sono loro i cattivi. Loro sono solo gli specchi che l'inconscio ha chiamato sul palco per farti vedere che tu sei il primo a non rispettarti.

E poi c'è il sabotaggio. Quante volte siete stati a un passo da qualcosa di bello — un nuovo lavoro, una relazione sana, un momento di gioia pura — e avete rovinato tutto? Avete iniziato a litigare per niente, vi siete dimenticati un impegno fondamentale, vi siete ammalati. Non è sfiga. È l'inconscio che vi protegge da un successo che sentite di non meritare. Perché se diventate felici, se diventate liberi, tradirete il "contratto di dolore" che avete firmato inconsciamente con la vostra famiglia. Siete leali alla sofferenza dei vostri avi, e quella lealtà è la catena più pesante che vi portate dietro.

E il corpo? Ne vogliamo parlare? Il corpo è l'ultimo avamposto dell'inconscio. Quando non vuoi vedere una verità, il corpo la urla. Quel mal di schiena che non ti fa stare dritto, quella gastrite che brucia ogni volta che devi dire la tua opinione e taci. Il corpo non mente mai. Ti sta dicendo che stai portando un peso che non è tuo, che stai mandando giù veleno pur di non creare un conflitto. Stai cercando di "digerire" una vita che non hai scelto tu.

Siamo cresciuti con un'idea distorta del maschile e del femminile. Abbiamo cercato un "uomo ideale" o una "donna perfetta" che non esistono. Sono ologrammi costruiti sulle mancanze dei nostri genitori. Cerchiamo in un compagno la protezione che nostro padre non ci ha dato, o in una compagna l'accoglienza che nostra madre ha soffocato. E poi ci lamentiamo dicendo: "Sono tutti uguali". No. Sei tu che stai cercando lo stesso sapore, sperando che stavolta non sia amaro.

Uscire da questa illusione, radicarsi su questo piano di realtà, significa smettere di essere figli e iniziare a essere individui. Significa guardare tua madre e tuo padre non più come dei giganti o come dei colpevoli, ma come esseri umani fallibili, che hanno fatto quello che potevano con la loro stessa ombra.

Smetti di punirti attraverso gli altri. Smetti di credere che le coincidenze siano solo fortuna o sfortuna. Sono segnali. La vita sta cercando di riportarti a casa, verso il tuo Vero Sé, quello che esisteva prima che ti dicessero chi dovevi essere per essere amato.

Vi ricordo ancora una volta che il percorso online di esplorazione dell'inconscio in 5 incontri su Zoom è in partenza. Questo lavoro non è per tutti e non è un corso teorico. È un'immersione guidata dove andremo a toccare proprio questi nervi scoperti: il controllo, la svalutazione, la zona d'ombra. Ricordate che per garantire la qualità del lavoro e il contenimento emotivo, il gruppo è riservato a un massimo di 20 partecipanti. Se sentite che è arrivato il momento di smettere di leggere libri e iniziare ad attraversare la vostra storia, scrivetemi subito un messaggio in privato. Una volta raggiunti i 15 posti, le iscrizioni si chiuderanno definitivamente per questa edizione.

È ora di smettere di recitare questo copione scritto da altri. È ora di guardare in faccia quel vuoto, non come un nemico, ma come lo spazio dove finalmente puoi iniziare a costruire qualcosa di tuo. Non aver paura di quello che troverai nel buio. Perché è proprio lì, tra le pieghe di ciò che hai sempre rifiutato di te, che brilla la tua luce più autentica. È lì che ti stai aspettando da una vita intera.

Buonanotte a chi ha il coraggio di smettere di scappare e, finalmente, decide di voltarsi per abbracciare la propria anima.

SCRIVIMI ORA


IL NUOVO LIBRO CHE TI SCALDERA' IL CUORE

giovedì 31 luglio 2025

Lo Scopo della Vita è l'Amore

Ecco un estratto del mio nuovo libro 

« Non servono grandi traumi per perdere se stessi. Non serve un trauma enorme per spezzare il filo.

A volte basta un momento in cui non ti sei sentito visto, amato, accolto. Un genitore distratto, un silenzio pesante, una promessa mancata. Da quel momento, il bambino inizia a costruire difese.
Inizia a pensare che deve fare qualcosa per meritare amore. E allora diventa bravo, disponibile, perfetto, invisibile... qualsiasi cosa serva.

Questa è la nascita della personalità. Non intesa come “chi siamo”, ma come maschera, come adattamento. La personalità è un meccanismo di difesa, un modo per sopravvivere quando abbiamo creduto che non potevamo essere amati così come eravamo. Il filo che unisce tutte le nostre storie.

Crescendo, cambiano i volti e le situazioni, ma il copione resta. Perché? Perché il regista è sempre lo stesso: il nostro mondo interiore. Le nostre reazioni, le nostre paure, i nostri bisogni non riconosciuti sono il filo rosso che cuce ogni esperienza. E finché non andiamo a vedere cosa c’è sotto, continueremo a vivere gli stessi schemi, le stesse dinamiche, anche con attori diversi.

La vita non ci punisce, ci risveglia. Le situazioni difficili, le persone che ci mettono alla prova non sono nemici. Sono i messaggeri. Sono gli specchi. La vita ci manda i suoi “sicari” – come li chiamo io – che ci sfidano a guardare in faccia quello che stiamo evitando.

Non per farci male. Per farci vedere. Perché quello che non vediamo, lo subiamo. Ma quello che vediamo, lo possiamo trasformare. La responsabilità di guarire. Il primo passo non è accusare. Non è trovare un colpevole, né fuori né dentro di noi. Il primo passo è accettare che siamo qui, adesso. E che possiamo scegliere.

Scegliere di guardarci dentro, di riconoscere le nostre ferite, di accogliere il nostro bambino interiore senza fargli più fare il lavoro dell’adulto. Non è questione di colpa. È questione di responsabilità.

E la responsabilità è potere. Smettere di aspettare che qualcun altro ci salvi. Smettere di dare la colpa ai genitori, al partner, alla società. E iniziare a fare il lavoro che serve per tornare a casa.

La trasformazione è una scelta. Non è immediata, non è facile, ma è possibile. E inizia sempre da una scelta. Quella di diventare adulti, davvero. Non significa rinnegare il bambino che siamo stati, ma prenderlo per mano e dirgli: «Ora ci penso io.»

Nessuno può farlo al posto tuo. Se stai aspettando il momento perfetto, le condizioni ideali, qualcuno che venga a dirti che sei pronto... sappi che non arriverà.

Il momento è ora. E sei tu. La chiave è sempre stata dentro di te. E quando inizi a usarla, quando inizi a sceglierti davvero, qualcosa cambia. Non fuori, ma dentro.
E ciò che cambia dentro, inevitabilmente, cambia il mondo che ti circonda. »
© CLAUDIO GUARINI


Lo Scopo della Vita è l'Amore

Il punto di vista di Anima e dello Spirito Guida

Claudio Guarini

Con l'acquisto di questo articolo riceverai in omaggio "Meditazione Ipnotica Guidata «Il Viaggio dell’Eroe» (file da scaricare mp3)"

Descrizione

La vita ti sta chiamando verso qualcosa di più grande. Puoi sentirlo, vero? "Lo Scopo della Vita è l'Amore" di Claudio Guarini ti guida in un dialogo profondo con l'anima e la guida interiore per ritrovare chi sei davvero.

Un percorso interiore che va dalla personalità all'anima

Dietro ogni esperienza che vivi, ogni blocco che incontri, ogni sfida che affronti, si nasconde un disegno più grande.

Attraverso l'ascolto profondo, possiamo far emergere opportunità che vanno oltre ciò che vediamo in superficie. Questa è la grande rivelazione.

La realtà non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che creiamo. E lo facciamo attraverso la vibrazione che emaniamo e lo stato interiore che alimentiamo ogni giorno.

Perché leggere questo libro?

  • Ti guida in un cammino di consapevolezza autentica
  • Offre strumenti concreti per liberarti da blocchi emotivi e schemi ripetitivi
  • Aiuta a riscoprire la voce interiore, intensificando la connessione con l'anima
  • È un invito alla trasformazione profonda e alla rinascita personale
  • Accende il senso di scopo, direzione e fiducia nell'immensa saggezza della vita

Il ritorno al tuo cuore autentico

"Lo Scopo della Vita è l'Amore" è un viaggio dell'anima che ti aiuta a riconoscere i blocchi emotivi che ti tengono prigioniero e a risvegliare quella forza silenziosa che ti sostiene nei momenti più difficili.

Scritto per chi sente nel profondo che il cambiamento autentico nasce da dentro e ha il coraggio di trasformare la propria sofferenza in una nuova consapevolezza.

Le maschere che indossi ogni giorno ti stanno soffocando? È tempo di toglierle. Inizia questo viaggio e torna finalmente a casa nel tuo cuore autentico.


REGALO ESCLUSIVO
omaggio per i clienti del Giardino dei Libri:
lo puoi avere se acquisti "Lo Scopo della Vita è l'Amore" di Claudio Guarini


Omaggio

Claudio Guarini
Meditazione Ipnotica Guidata "Il Viaggio dell’Eroe"
Audio mp3 da scaricare - Durata: 34 minuti e 16 secondi

Con l’acquisto del libro, il lettore riceve in omaggio una meditazione ipnotica guidata da Claudio Guarini, un’esperienza profonda e simbolica ispirata al Viaggio dell’Eroe. Questa meditazione non è un semplice rilassamento, ma una vera e propria induzione ipnotica, creata per condurre chi ascolta in uno stato modificato di coscienza, dove il dialogo tra conscio e inconscio diventa possibile. Attraverso l’uso di immagini evocative, ritmo della voce e suggestioni neuro-simboliche, Claudio accompagna l’ascoltatore nel cuore del proprio cammino interiore, lì dove dimorano le ombre non viste, le forze da risvegliare, e il contatto sottile con il mondo invisibile. È un’estensione pratica e trasformativa del libro: permette di non fermarsi alla comprensione mentale, ma di accedere direttamente a quelle profondità interiori di cui l’opera parla — il bambino interiore, la parte autentica, la voce dell’Anima, lo Spirito Guida. 

La meditazione è stata pensata per favorire:

- la riconnessione con sé stessi nei momenti di svolta
- l’emersione simbolica di ferite e risorse nascoste
- l’attivazione di un contatto interiore con dimensioni spirituali non visibili, ma reali

È un’esperienza emotiva, simbolica e concreta, che può generare intuizioni profonde, sogni, visioni o semplicemente una nuova sensazione di centratura e verità.

Può essere ascoltata più volte, ogni volta con nuove rivelazioni.

OMAGGIO

Potrai scaricare il file audio mp3 subito dopo aver acquistato il libro "Lo Scopo della Vita è l'Amore" di Claudio Guarini su Il Giardino dei Libri.

domenica 13 aprile 2025

Il punto esatto in cui ci perdiamo

 

All’inizio si cerca.

Con fame, con apertura, con il bisogno di dare un senso a qualcosa che dentro si è rotto.

Si leggono libri, si fanno corsi, si esplorano tecniche, si cambia linguaggio.
A volte si ha la sensazione di aver trovato finalmente una via.
Altre volte si inciampa, si crolla, si ricomincia.
È un cammino fatto di alti e bassi. E va bene così.

Ma poi accade qualcosa di sottile.
La mente, che ha paura del vuoto, comincia a costruirsi un’identità anche lì.
E nasce l’ego spirituale: quello che si veste di consapevolezza, ma ha ancora bisogno di sentirsi “più avanti”, “più sveglio”, “più vero” degli altri.
Un ego che sa usare le parole giuste, ma dimentica l’ascolto. Che predica amore, ma divide.
Che scambia sensibilità per superiorità.

In certi casi diventa persino più pericoloso del vecchio ego. Perché si maschera da saggezza. E nasconde, sotto un’apparente luce, una forma raffinata di narcisismo. Un bisogno di controllo spirituale.
Un piccolo delirio di onnipotenza, camuffato da “dono”, da “missione”, da “chiamata”.

Ma la spiritualità non è potere. È verità. Non è un’idea da mostrare.
È una presenza da vivere.

E la verità è che la vita continua a spogliarti, anche quando pensavi di aver compreso.
Può toglierti una certezza, una relazione, una stabilità, perfino un’apparente connessione con il “divino”.
E tu ricadi nei tuoi inferni.
Ma se li attraversi davvero, senza più personaggi da interpretare, allora qualcosa inizia a guarire.
Perché ogni discesa smaschera l’identità finta, e porta più vicino alla tua anima.

Il visibile e l’invisibile non sono due mondi. Sono due lati dello stesso respiro.
E il vero lavoro su di sé non è diventare qualcuno, ma ricordare chi siamo sempre stati.

È anche di questo che parlo nel mio nuovo libro.
Non per insegnare, ma per condividere un attraversamento.
Una caduta, un silenzio, una presenza.

E anche “Ricomincio da me”, la canzone che uscirà il 21 aprile, nasce da lì.
Da un momento in cui tutte le certezze sono crollate.
E dentro quel vuoto, è venuta fuori una voce più vera.
—

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venerdì 11 aprile 2025

Non sono i soldi a creare la tua vita. Sei tu.

 Il denaro come riflesso di come stai dentro 

C’è un momento in cui smetti di raccontartela. In cui ti fermi, guardi la tua vita e senti, senza più scuse: i soldi non sono il problema.

Per tanto tempo ci convinciamo che siano loro a impedirci di fare, di creare, di vivere davvero. Ma non è così.

Il denaro è un mezzo. Non un fine.

Uno strumento che serve a rendere visibile qualcosa che nasce dentro. Non ha un potere suo. Lo prende da noi.

E allora il vero nodo non è se ne abbiamo poco o tanto.

Il vero nodo è l’attaccamento.

È quel pensiero nascosto che ci sussurra: “Solo quando ne avrò abbastanza, allora potrò respirare, essere me stesso, sentirmi libero, iniziare a vivere”. Ma quella voce mente. Mente perché sposta sempre più in là la soglia. Mente perché ci fa credere che la nostra possibilità dipenda da qualcosa di esterno, quando invece è sempre una questione di stato interiore.

Il denaro fa parte dell’abbondanza, ma non la definisce.

L’abbondanza vera è una vibrazione, una centratura, una fiducia. È quando smetti di identificarti con la mancanza e inizi a riconoscerti come presenza. Quando smetti di credere che valga solo ciò che puoi comprare, e cominci a sentire che sei già ricchezza, anche se hai solo pochi mezzi.

I soldi, in realtà, non fanno accadere le cose.

Accadono quando dentro ti allinei.

Quando scegli di esserci, di fare un passo, di mettere le mani nella materia con quello che c’è, senza più aspettare condizioni perfette. In quel momento i soldi diventano una conseguenza. Un riflesso. Uno specchio. Non più il padrone, ma il servitore.

E allora può succedere una cosa paradossale ma reale:

i soldi arrivano quando smetti di rincorrerli.

Arrivano quando li lasci andare come fine ultimo, quando non li carichi più di senso, ma li lasci liberi di fluire. Come tutto ciò che non è più trattenuto dalla paura.

Perché il denaro, come ogni energia, risponde a come stai tu.

Se dentro c’è verità, centratura, dignità… allora anche fuori può riflettersi quella vibrazione.

Se dentro c’è bisogno, ansia, svalutazione… anche il denaro finirà per amplificare quella distorsione.

Per questo oggi sento che non è una questione di cifre, ma di presenza.

Se anche hai poco, ma dentro di te c’è un’intenzione chiara, limpida, autentica – come il desiderio di creare un luogo, una casa, un progetto che ti somigli – allora hai già tutto per iniziare.

Il resto verrà. Perché quello che sei dentro, prima o poi prende forma fuori. Anche attraverso i soldi.

E no, questo non significa sminuire la materia o far finta che i soldi non servano. Servono eccome. Ma non per darti un’identità. Servono per muoverti nel mondo con coerenza, con bellezza, con semplicità. Servono per nutrire, non per riempire vuoti. Per manifestare, non per compensare.

Il denaro non è sacro né sporco. È uno specchio.

È l’amplificatore della tua relazione con te stesso, con la vita, con il valore che ti riconosci.

E quando cominci a sentire questo… cambia tutto.
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🌿 NOVITÀ – Sta per uscire il mio nuovo libro con la casa editrice Il Giardino dei Libri.

Un passo nuovo. Un messaggio che parla dritto all’anima.

Se senti che è tempo di riconciliarti con la materia, con lo spirito, con il valore che sei… allora ci troveremo anche lì. Presto ti racconterò tutto.


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A presto,

Claudio

venerdì 25 febbraio 2022

La rabbia...come funziona e come trasformarla

Dialogo con lo spirito in merito alla rabbia👇


IO: Come canalizzare l'energia della rabbia per costruire anzichè distruggere?

SPIRITO: Occorre che tu comprenda prima di tutto cosa è la rabbia e la sua origine nella tua vita per poi trasformarla. Immagina un cavo ad alta tensione con una fenditura in un punto ben preciso. Proprio lì inizia ad avvenire una dispersione. L'energia non scorre più in maniera fluida e regolare. Si interrompe in quel taglio, che corrisponde ad una ferita nella tua sfera psicologica. A causa di quella interruzione, essa non ha modo di scaricare nè di continuare il suo corso. 

IO: Cosa accade allora?

SPIRITO: Essa si accumula in quel punto e inizia diventare pericolosa per qualsiasi cosa la circondi. Questo accade perchè, in un modo o nell'altro, deve trovare un modo per scaricare e continuare a scorrere. Ma, a causa di quel taglio, diventa quasi ingestibile in quanto creerà un danno se anche un solo dito tenta di sfiorarla. Ecco come funziona la rabbia. Diventa un potenziale pericolo esplosivo che coinvolge chiunque essa trovi come "capro espiatorio" su cui proiettare la sua carica tensionale. La rabbia viene sempre proiettata su bersagli fantasma in quanto essi non saranno mai la vera causa di quell'accumulo di energia. L'origine è in quel taglio che va ricucito per ripristinare il suo regolare flusso. 

IO: Mi stai dicendo che l'origine di una mia ferita del passato è la reale causa di quella dispersione energetica e accumulo di rabbia, ma questo lo so già. Mi chiedo, però, come dirigere e trasformarla per costruire, anzichè proiettarla all'esterno come scusa del mio malessere?

SPIRITO: E' molto semplice. Se tutto è energia, e quindi anche la rabbia lo è, devi fare del nostro intento la sua direzione. E quella direzione sono io. L'intento è costruire nel mio nome con l'aiuto di Anima. la mente vorrà utilizzare tutta l'energia disponibile per trovare colpevoli inesistenti di un malessere che a volte neanche esiste. 
Se la mente trova un ipotetico colpevole, allora può ritenersi vittima e, in quello stato psicologico, si arroga il diritto di non prendersi la responsabilità della propria vita. 
La rabbia fa in modo che la mente abbia la scusa per essere sia vittima che carnefice, rimanendo in uno stato di non-azione.

VIDEO DI RIFERIMENTO:

FILM "IO SONO"

giovedì 18 marzo 2021

COME DENTRO, COSI' FUORI


L’essere umano vive la sua vita credendo che ogni situazione che gli accade, ogni singolo istante che si trova ad affrontare, sia dovuto al caso, tutt’al più a delle circostanze che chiama fortuna e sfortuna. Questo implica che puoi essere felice se le cose ti vanno bene e infelice se ti vanno male. Ma non è una condizione troppo semplicistica e fatalistica? Quando è stata l’ultima volta che, davanti ad una incomprensione, davanti ad un disagio, di fronte a un dolore troppo grande, ad una paura, ti sei fermato ad ascoltare il tuo respiro e a chiederti perché ti sei ritrovato in quella precisa situazione? Probabilmente molte volte. Ma hai ignorato il potere delle tue domande, hai messo da parte la tua fiducia nella parte più profonda di te che era, ed è, accanto a te proprio per rispondere a tutti questi quesiti. La vita, l’esistenza, non si svolge solo su un piano prettamente materiale, quello visibile. Esiste un altro volto della realtà, che possiamo chiamare mondo invisibile, all’interno del quale tu vivi, dove ci sono infinite situazioni da scoprire, riconoscere, comprendere e accettare per poter accedere ad un livello di consapevolezza più oggettivo, autentico e completo. Di questo mondo ne abbiamo già parlato in altre occasioni. Molti esseri umani ignorano questo mondo, altri intuiscono la sua presenza, altri ancora lo sentono e lo vedono. C’è chi ci crede e chi no, ma non è solo una questione di quanto tu possa crederci. Stiamo parlando di sentire qualcosa che va al di là del ragionamento logico e razionale a cui la mente è abituata. Quanto davvero vuoi andare nelle profondità del tuo essere, a costo di attraversare l’inferno emotivo che ti porti dietro da sempre, pur di scoprire la verità su chi sei? Quanto ancora vuoi aspettare, lasciandoti prendere in giro dalla confusione che invade la tua mente, i tuoi pensieri, la tua vita? Quando fai la guerra al mondo esterno, esso ti ricambia non certamente dandoti le armi, ma le conseguenze di quella guerra. Ossia, una sconfitta. Quando comprendi che il campo di quella battaglia non è la fuori, ma dentro, allora le probabilità di vittoria possono aumentare. Sempre e solo se l'ego si fa da parte. L'assenza di pensieri ti permette di poter compiere una scelta più autentica.  Quante volte hai provato a chiedere davvero alla vita cosa fare, anziché lasciar decidere all'ego? Quando dici “sono i miei pensieri” in realtà non sono partoriti volutamente da te. E così la tua vita viene quasi interamente manipolata da interferenze, di cui spesso neanche ci si accorge. Chi sta parlando ora nella tua testa? Chi sta scegliendo per te cosa è giusto o sbagliato? La mente vuole sempre la ragione su tutto. Crede di essere sempre dalla parte del giusto e che gli altri siano la causa del suo malessere, ma non si rende conto che ciò che accade è solo la conseguenza di ciò che si porta dentro. Apri la mente e concediti una visione più oggettiva. Quante volte ti sei fermato ad ascoltarti davvero? Quante volte hai messo in discussione le tue idee e le tue convinzioni su di te e sugli altri? Quante volte hai scelto davvero di rimanere ad osservare quanto rumore fanno tutti quei pensieri che ti dicono cosa fare? Guardati allo specchio tutti i giorni per alcuni minuti e osserva i pensieri che giungono senza un reale controllo. Quanti di questi ti buttano giù? Quanti di questi si creano aspettative sul futuro? Quanti di questi sembrano positivi? Bene, in ogni caso sono tutte illusioni perché è l'assenza di pensieri il tuo reale stato. Forse è giunto il momento di rientrare dentro te stesso e cominciare a camminare verso ciò che sei davvero, anche attraversando la notte buia dell'anima. Arriverà un momento in cui dovrai fare i conti con tutte le tue paure e dovrai scegliere se alzare la testa per affrontarle una volta per tutte, o continuare a soccombere raccontandoti di essere solo una vittima del destino. Prendi in mano la responsabilità della tua vita.


____

martedì 27 ottobre 2020

SONO UN ERETICO


E ti lamenti di tua moglie. 

E ti lamenti di tuo marito.

E ti lamenti del sistema politico.

E ti lamenti che lavori 13 ore al giorno per quattro soldi.

E ti lamenti che non trovi lavoro.

E ti lamenti che nessuno ti considera, che nessuno ti ama, che nessuno ti dà attenzioni, che nessuno ti apprezza, che nessuno ti rispetta, che nessuno riconosce i tuoi sforzi.

E ti lamenti che ti tradiscono.

E ti lamenti che non trovi l'anima gemella.

E ti lamenti che tutti ti giudicano.

E ti lamenti che è sempre colpa degli altri.

E ti lamenti che non ce la fai più a vivere così.

Ma cosa fai per prenderti la responsabilità della tua vita?

Cosa fai per dire dire STOP a questo atteggiamento adolescenziale?

Cosa fai per trasformare questo modo di vedere la vita legato a un obsoleto e vecchio paradigma?

Lamentarsi significa esonerarsi da qualsiasi tipo di responsabilità in modo tale che tu possa accusare l'esterno della tua condizione.

Fare la vittima significa aspettare che siano gli altri a risolvere le tue situazioni, che siano gli altri a prostrarsi ai tuoi piedi e a darti una ragione che serve solo a mantenere in piedi il tuo ego.

Tutte queste personalità sono l'ostacolo che tu stesso metti davanti ai tuoi piedi impedendoti di fare dei passi verso una libertà che desideri ma che rinneghi, perché richiede una vera forza di volontà nel lasciare andare tutte le idee legate alla vecchia versione di te stesso, richiede umiltà e un duro allenamento per uscire fuori dall'emozione ed entrare in uno stato di centratura. 

E mentre leggi ti stai lamentando che non puoi perché qualcosa ti impedisce di essere libero. No! 

Tu non vuoi essere libero perché costa fatica alla tua mente rinunciare alle sue idee che ha costruito su te stesso e sul mondo. 

Se rinunci ad esse ti sembrerà di morire, ma da quella morte dovrai passarci se vorrai seguire la strada della verità.

Però parli di amore, di cambiare il mondo con l’amore. Ma di quale amore stai parlando se ciò che la tua mente fa è solo pretendere un compenso egoistico psicologico di benessere?
Che tu parli di "IMPARARE AD AMARE" o di "SVEGLIARE LA COSCIENZA", non comprendi che il punto di passaggio quasi obbligatorio è la distruzione di tutte quelle idee che la mente ha costruito su di sè e sul mondo esterno. 

CHI TI STA PARLANDO ORA NELLA TESTA? Chi ti sta suggerendo cosa è giusto o è sbagliato? Quale voce stai ascoltando in questo momento? Cosa stai rimuginando? Chi ti sta parlando spacciandosi per pensieri tuoi? Chi sta dettando le regole della tua vita dandoti l'illusione che ci sono cose che ti piacciono e altre che ti fanno schifo? Chi ti sta convincendo che la colpa è la fuori? Chi ti sta suggerendo che ciò che stai leggendo sono tutte stronzate?

Purtroppo siamo stati educati ad escludere il piano sottile della realtà, quel piano invisibile che è più tangibile di ciò che crediamo. Ed è lì che si gioca il resto della partita. Escludere questa parte ti porta inevitabilmente a rimanere in questa prigione, impedendo a te stesso di fare un vero cambiamento. E se non cambi tu, anche il mondo in cui vivi rischia di finire nel baratro.
Una volta Anima mi disse, proprio in un momento in cui stavo scendendo negli inferni atomici:


 “Non servono gesti eclatanti. Occorrono azioni semplici, umili, fatti con amore. Quando hai paura di perdere tutto, non fai altro che distogliere l'attenzione da ciò che vivi nel momento presente. Ti stai proiettando in un futuro che esiste solo nella paura della tua mente. Amare se stessi significa amare la vita, senza più dire "questo è bello, questo è brutto, questo mi piace questo non piace". Aprire il cuore significa vivere le situazioni come esperienze, senza più la separazione causata dal giudizio, senza più idealizzazioni, ma attraverso gli occhi della tua Anima. C'è sempre qualcosa che puoi fare. Dare l'esempio attraverso l'amore per ciò che fai, senza il dover dimostrare, ma semplicemente perché è ciò che sei sei chiamato a fare, perché è quello di cui il nuovo mondo ha bisogno.”(ANIMA)

C’è un’idea di fondo che spesso accompagna l’essere umano nel corso della sua vita. 

L'idea del fallimento non è reale, ma una scusa che la mente utilizza per non prendersi la responsabilità dalla propria vita. I tuoi fallimenti non sono dettati da fattori esterni, ma paradossalmente, essi ne sono solo la conseguenza. Scopri la causa e comprenderai la verità, sempre se sei disposto a vederla. Elimina la causa ed eliminerei l'effetto. Alla base c'è una scelta di vita. Una scelta che ancora non hai fatto perché viaggi sempre sulla polarità della dualità.

Positivo e negativo sono due illusioni di una stessa medaglia con due volti che ti sbattono da un polo all'altro.

Emozioni positive o negative sono entrambe illusioni e appartengono al pensiero e quindi alla mente. Purtroppo è questo l'inganno in cui la maggior parte delle persone cascano.

STO MALE..STO BENE...

Male rispetto a cosa? Bene rispetto a cosa? Ti rendi conto? Rispetto a un'idea di qualcosa di idealizzato, soggettivo, relativo alle proprie convinzioni e idealizzazioni di felicità che dipendono da un passato che quel bambino/a ha vissuto, creando in sè una ferita, un disagio, una sofferenza che ha paura di riattraversare. Quindi dice: "voglio di più di ciò che potrebbe rendermi felice (idea positiva creata nell'infanzia) e di meno di ciò che potrebbe crearmi dolore (idea negativa creata nell'infanzia)".

Il trucco dell'oscurità è mischiare le carte creando illusioni e confusione.

L'essere umano si è convinto di vedere la libertà in ciò che in realtà lo tiene prigioniero, in un modo così intenso, che se provi a tirarlo fuori, vorrà farti fuori.

Se vuoi davvero che il "nuovo" giunga nella tua vita, smetti di voler rimaterializzare il vecchio. Ciò che credevi fosse la tua idea di felicità, molto probabilmente è l'ostacolo maggiore al vero cambiamento.

Comprendere ciò che ti accade è il primo passo per smettere di accusare il mondo esterno. Ogni cosa che attiri nella tua vita è la conseguenza di quello che ti porti dentro. Nessuno ti costringe a vivere la vita che conduci, se non te stesso. Anche se può sembrare una provocazione, sei tu che attiri le situazioni che vivi. È la parte inconscia che lavora per te, mentre quella razionale fraintende ogni cosa. Così come fraintendi l’amore e le relazioni.
Ma cosa vuol dire innamorarsi? 

"I film di Hollywood? 

Farfalle nello stomaco? 

Oh... Amore quanto mi manchi?" O forse costruire qualcosa insieme nonostante le difficoltà senza i luoghi comuni che la mente ha scambiato per amore? Il romanticismo non ha a che fare con l'amore. E prima di asserire di essere innamorati dell'altro occorre imparare a riconoscere il vero se stesso innamorandosi della vita, della semplicità, portando alla luce l'umiltà nei confronti di ciò che la vita stessa vuole insegnarci. Ma un semplice discorso come questo, purtroppo,  non basta per spiegare un argomento cosi semplice e complesso allo stesso tempo, in quanto la mente di chi ascolta va in difesa delle sue idee ma soprattutto dei suoi desideri (legati alle mancanze ricevute/subite nell'infanzia)

Stai ancora vaneggiando credendo che l'amore sia aspettare che la tua anima gemella ti mandi il messaggino su whatsapp per dirti che morirebbe per te. Ma da chi in realtà non percepivi quel "sentirti amato"? Mamma? Papà? Da chi, questo messaggio psicologico, non è arrivato, per cui la tua mente ha cominciato a bramare dall'esterno questa sorta di compensazione emotiva, questa dose di eroina psicologica affinchè quella sete di amore venisse appagata? Un partner non dovrebbe morire per te ma camminare accanto a te, assumendosi la responsabilità della propria vita e della propria  "missione", la cosa più importante che vi lega.


"Ti senti solo perché pretendi l’appoggio e la presenza di altri esseri umani che ti aiutino a risollevarti. Vuoi la pacca sulla spalla, qualcuno che ti dica bravo o che ti premi. Ma è giunto il momento di affrontare da solo la tempesta, interiormente." 

 (Spirito)


Puoi trovare mille motivi per giustificare i tuoi "come faccio" o i tuoi infiniti "non riesco”, ma sono tutte scuse, strategie per rimanere nell'atteggiamento dell'adolescente che non vuole fare un passaggio:

Il diventare adulto. 

Questo implica prendersi la responsabilità della propria vita, dei propri pensieri, delle proprie azioni. A volte pensi di isolarti, ma anche questo può essere un ego. Tenerti tutto dentro non fa altro che accumulare polvere sotto il tappeto dell'inconscio, che prima o poi andrà ripulito. 

La mente, nella sua voluta solitudine, dirà "sto soffrendo, nessuno mi capisce", ma tutto ciò ti tiene bloccato nella coscienza vittimistica, impedendoti di fare dei veri passi verso te stesso. Il silenzio può essere utile, ma solo per scavare più in profondità. La maggior parte delle menti non è disposta a farlo perché fare la vittima è anche la sua zona di comfort

Non possiamo aspettare che siano gli altri a cambiare se i primi a restare fermi nella zona di comfort siamo noi. L'esterno non cambia se non cambia l'interno.

COME DENTRO, COSI FUORI.

La situazione vi sarà più chiara quando vi sembrerà di perdere tutto. Dico "sembrerà" perché perderete tutto ciò a cui siete legati attraverso il dominio dell'ego, della mente e di tutte le illusioni create. La vita non fa sconti sui capricci della mente, non bada al tuo "mi piace-non mi piace", ma ti porta davanti alla verità. E più resistenza farà la mente, più sarà alta la percezione del dolore psicologico ed emotivo. Tutto ciò che appartiene al vecchio dovrà essere

sgretolato per aver accesso alla verità. E la verità non è mai piaciuta del tutto alla mente proprio perché non ha nulla a che fare con l'illusione.


Ti diranno che sei un eretico, un giorno.

Sei un eretico se non credi a ciò che ti viene imposto dal mondo esterno.

Sei un eretico se provi a far comprendere che c'è un'altra realtà collegata a questa.

Sei un eretico se cerchi di riportare l'esempio e la visione delle antiche tribù.

Sei un eretico se dici che l'amore non ha nulla a che fare con l'idea illusoria e romantica dell'anima gemella.

Sei un eretico se suggerisci di dover salvare l'anima per poter comprendere la propria vita e incamminarsi sulla propria strada.

Sei un eretico se provi a spiegare che la maggior parte dei pensieri non sono partoriti dalla propria mente, ma suggeriti da forze energetiche esterne.

Sei un eretico se dici che la verità ti renderà libero.

Sei un eretico se vuoi lasciare ai futuri nascituri il seme della consapevolezza per porre le basi tali da poter costruire un nuovo mondo fondato sulla verità, sull'unione e sull'amore.

Bene. Sono un eretico.

lunedì 29 ottobre 2018

La chiave della tua autenticità


Comprendere ciò che ti accade è il primo passo per smettere di accusare il mondo esterno. Ogni cosa che attiri nella tua vita è la conseguenza di quello che ti porti dentro. Questo dovrebbe essere il punto di partenza del nuovo paradigma in cui il nuovo mondo può porre le sue basi affinchè l’essere umano cominci a vivere la sua vita con una consapevolezza differente.

Una ragazza di circa 21 anni mi ha chiesto:

“Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?”

A questa domanda ognuno potrebbe dare una risposta differente in base alla sua propria esperienza, ma c’è una forza dentro ognuno di noi, che corrisponde alla parte più autentica, più vera, quella che conosce ogni risposta e che è sempre lì, pronta, ad indicarci la reale strada a cui siamo destinati. Ed è proprio a quella forza, a quel “Sé”, alla propria parte spirituale che ci si può rivolgere per avere delle risposte. Anche se alla mente possono non piacere, il loro fine è solo quello di riportarci in carreggiata, smontando le illusioni a cui ci eravamo aggrappati con le unghie e con i denti per paura di guardare in faccia la verità, per vedere la nostra vita come realmente è.

Allora è proprio a quella forza, che possiamo chiamare Guida Interiore o parte Spirituale, che rivolgo la domanda di quella ragazza.


IO: “Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?” Qual è il modo migliore di rispondere a questa domanda?

SPIRITO: Non esiste un modo migliore o peggiore. Una risposta non può e non deve necessariamente piacere a chi pone la domanda. Anche una parte della tua mente, di solito, si è posta e, a volte, si pone ancora questo quesito. Accade perché spera ancora in una salvezza esterna, in un miracolo che accada fuori di sé, in una situazione che giunga improvvisamente a risolvere ogni disagio senza che si debba far nulla, con la speranza che non arrechi alcun dolore o nessuna sofferenza. Ma questa è una delle prime illusioni davanti alla quale la mente dell’essere umano si troverà a fare i conti. È un processo inevitabile, ma non per questo va giudicato. È l’incomprensione degli eventi che fa nascere il giudizio e la paura. Non esistono alcune persone che stanno meglio e altre che stanno peggio, perché non esiste separazione e, soprattutto, ogni essere umano vive un’esperienza differente che solo lui può, col tempo, comprendere e risolvere, rimettendo in ordine i pezzi del suo passato. Fare un paragone con la vita degli altri è qualcosa che non può stare in piedi, perché ognuno vive delle situazioni, delle sfide, che la mente chiama disagi, che sono vivi e vegeti nel mondo interiore di ciascuno. All’interno di quel mondo la mente ha costruito diverse sfaccettature della propria realtà, dividendo ciò che è bello da ciò che è brutto secondo parametri che variano da mente a mente. Se quella ragazza ha percepito della sua realtà che il mondo, le persone, gli altri, le situazioni, la vita fanno parte di ciò che ritiene “ingiusto”, catalogherà ogni cosa che risulta differente da queste idee, come qualcosa di bello e piacevole,, che lei non può meritare, mentre altri si. Il suo focus sarà proiettato esclusivamente su quel disagio, su quella visione di se stessa, del vita e del mondo esterno. Ogni sua azione sarà una conseguenza delle sue convinzioni che la porteranno sempre e solo agli stessi risultati, dandole come una sorta di conferma a ciò che crede. Questo non fa altro che rafforzare la sua idea del mondo. E questo la porta a chiedersi “Come mai sembra che tocchi solo a me e a pochi altri come me, questa sofferenza, questa insoddisfazione, questo non trovare pace nella vita di tutti i giorni?”
All’ego piace nutrirsi di dolore perché a volte, esso, lo fa sentire quasi speciale rispetto ad altre persone che non si fanno le stesse domande. E qui subentra il giudizio che non fa altro che contaminare ogni cosa messa a paragone con le proprie aspettative, le proprie convinzioni, i propri desideri, la propria idea di felicità o amore. Non serve a nulla mettersi a confronto usando come parametro la propria sofferenza, perché ogni essere umano, e ripeto ogni essere umano, ha dei salti da compiere, delle situazioni da affrontare, che non per forza sono evidenti all’esterno ma, il più delle volte, se le porta dentro come un macigno e, per dare un’altra immagine di sé, si illude di essere qualcun altro pur di non vedere né affrontare il proprio disagio. La mente desidera quasi sempre di poter raggiungere un’ideale di vita felice o di amore nelle relazioni. Ma quest’ideale è nato dopo alcune situazioni vissute nel passato, nella propria infanzia, o addirittura nelle vite precedenti. Se un genitore ha dimostrato il proprio amore solo pagando le bollette, quando in verità il figlio avrebbe voluto che invece giocasse insieme a lui, cosa pensi che abbia costruito nella sua mente su ciò che dovrebbe essere la relazione, l’amore o la felicità? Cosa cercherà da grande affinchè quel bisogno venga soddisfatto? Non farà altro che attirare a sé delle situazioni simili che rievochino quei momenti passati per ottenere ciò che non ha avuto. Ma ciò che, invece, il più delle volte vivrà, saranno momenti in cui si ripeterà quella stessa sofferenza, quel disagio, quella mancanza affinchè possa comprendere ciò che realmente deve guarire dentro di sé. Il problema non è il mondo esterno né gli altri, ma ciò che la mente rifiuta di osservare della propria vita, ossia, il proprio passato che non è riuscita a mandar giù per il troppo carico emotivo. Ognuno di voi è la chiave della sua stessa autenticità. Bisogna solo trovare quella chiave dentro di sé, ogni istante della giornata della propria vita.

lunedì 31 luglio 2017

Quello che ancora non sai su te stesso

Ogni essere umano presenta una doppia identità. Un lato oscuro e uno autentico. Sta nella sua umiltà comprendere che, per quasi tutta la sua vita, ha dato retta a quello oscuro. Gli esseri umani vengono usati come cavie, da millenni, da forze che hanno la meglio perché convincono le menti che non esistono. La paura é il portale che usano per entrare dentro di loro e controllare le loro menti. Ma questo significa che non c’è libero arbitrio, ti chiederai. No. L’unica scelta che puoi fare è quella di seguire la verità o l’illusione, Spirito o l’oscurità.



"L'ultima grande battaglia non sarà combattuta in un campo, ma nella mente degli uomini"
_Richard Thomas Gerber_

"Demoni. Non smettono mai di lavorare. Sono sempre attivi. Ci seducono, ci manipolano, ci possiedono. Tutti dovremo affrontarli." (dalla serie Mr. ROBOT)

 La prima manifestazione utile non è certamente quella per avere un posto fisso, ma quella per esprimere il tuo dissenso nei confronti del parassita che governa la tua mente. In che maniera? Cominciando a renderti conto che "lui" non è te e non può decidere né pensare per te.  Di solito il guardiano è uno per ogni essere umano, ma tutti lavorano per lo stesso fine come una cosca mafiosa. Ti hanno dato modo di costruire una casa per le bambole per rinchiuderti e controllarti. Quindi non sei davvero libero come pensavi solo perché inneggi ad avere tutto ciò che da piccolo non hai potuto avere e ti è mancato. Libertà non è ottenere tutto quello che la tua mente vuole, ma realizzare chi sei davvero. Non troverai ciò che la tua mente cerca. La maggior parte delle volte che difendi i desideri della mente, stai difendendo i tuoi guardiani, i tuoi carcerieri invisibili, coloro che si mettono in mezzo tra te e la verità al fine di non fartela neanche scorgere.
Quando si viene attaccati da fuori si combatte per sopravvivere. È quando si viene attaccati da dentro che ci vuole più coraggio per combattere. Accanirti contro le situazioni esterne illudendoti di poterle risolvere è come cercare di rompere l'immagine nello specchio per cambiare te stesso. Quando entri nell'emozione, senza che tu ti renda conto da cosa è scaturita, da quale schema e perché si sta ripetendo, è normale lasciarsi trascinare. Occorre centrarsi e accorgersene nell'immediato del sorgere di quel meccanismo. Questo non vuol dire reprimere ma trasformare. Se non entri nell'emozione e non prendi sul personale ogni cosa che ti accade, quelle energie oscure che fanno leva sulle emozioni, non avranno modo di agganciarsi così facilmente manovrando i tuoi pensieri e le tue azioni. Ma la questione è così sottile che scambi l'illusione per verità. La mente degli esseri umani, purtroppo, crede ancora e solo a se stessa, autoreferenziandosi quasi stipulasse un contratto di autocertificazione. Ciò che negli ultimi anni ho osservato è la difficoltà diffusa a concepire l'esistenza della parte spirituale. La mente si è abituata a pensare di essere l'unica protagonista della tua vita. Come siamo arrivati a questo? Forse secoli di soprusi in nome dello Spirito hanno instillato nell'uomo la convinzione che esista solo ciò che si può percepire coi cinque sensi? A chi giova il fatto che l'uomo moderno non creda più in nulla? Anche quando tocchi con mano la sua presenza, al tuo interno, la mente la disconosce, preferendo ancora una volta rivolgersi al mondo esterno. Nella confusione generale, alla mente umana viene fatto credere che tutto va per il verso giusto o che le cose non si possono cambiare. Vengono utilizzate leve emotive sulle proprie paure, debolezze, convinzioni e credenze. Più la mente cede ai tranelli dell'oscuritá, più si convince che la soluzione è fare di testa propria anziché connettersi all'unica frequenza che può dare indicazioni autentiche, ossia quella dello Spirito. Anima e spirito educano la mente alla verità che non ha nulla a che vedere con l'idea di felicità che la mente possiede nelle sue illusioni ed è proprio questa illusione che gestisce l'essere umano dandogli la falsa convinzione di avere il controllo

"La gente teme quello che ha dentro, ma è l'unico posto in cui troverà tutto quello che serve."
(DAN MILMAN -Peaceful Warrior - La via del guerriero di pace)



In tutto questo c'è in gioco la tua Anima.
Hai dimenticato di cercarti dentro con la scusa di trovarti fuori. Se volete salvarvi, smettete di affidarvi alla personalità. La personalità è ciò che la mente ha costruito nel tempo e tutti gli schemi ad essa legata non sono veritieri. È alla personalità che si agganciano queste energie oscure facendo leva sui tuoi desideri e sulle tue paure. Spesso chiami ingiustizie le situazioni che ti accadono, solo per mancanza di responsabilità nei confronti di scelte che non vuoi prendere e, così facendo, quelle situazioni continueranno a ripetersi. La questione è perché quelle situazioni si ripetono? C'è qualcosa che ancora probabilmente non hai compreso e non vuoi lasciare andare e quelle situazioni si ripetono per mostrarti gli schemi. Osserva in cosa ti senti bloccato. Qual è il disagio costante che ti opprime? Quando dici "sarò felice quando.." ti stai prendendo in giro. La mente non starà mai bene se è ancora lei a mantenere il controllo (falso oltretutto), perché per stare bene come lei crede, deve accontentare i suoi parametri che non sono altro che capricci, convinzioni, schemi, condizionamenti e così via. Uscire da quegli schemi e attaccamenti significa, per la mente, sofferenza. Perciò molti non scelgono la verità ma l'illusione. L'altra persona, le situazioni esterne sono solo un pretesto, un mezzo che la vita usa per portare a galla un disagio che prima o poi dovrai affrontare. Attiriamo situazioni che mettono in atto uno schema che si è messo in moto a causa di un episodio traumatico nell'infanzia senza che c'è se ne renda coscientemente conto.  Quindi, ricapitolando, ciò che accade fuori è solo la conseguenza di uno schema che si ripete da un episodio particolare di quando eri bambino che la mente ha messo in sordina. Adesso lo senti più devastante perché è l'unico modo che la vita ha per portarti a farti delle domande. Comincia a chiedere alla vita di portarti a comprendere il perché di questa situazione senza idealizzare il come e il quando. Ma facendo attenzione a ciò che si muove dentro e a ciò che ti accade fuori. Per essere chiari e non destare confusione, gli schemi non vanno cambiati, vanno riconosciuti, il che più delle volte non accade perché la mente lo impedisce e non vuole prendersi la responsabilità di ciò che accade, e poi vanno lasciati andare. Dopo occorre un lavoro di pulizia del passato attraverso prima di tutto il riconoscimento della guida interiore che nella nostra ricerca chiamiamo Spirito, che è l'unica vera autentica forza in grado di guidare l'essere umano verso il suo reale destino e l'unico che può farti vedere con occhi di verità ciò che è successo e perché è successo e come uscirne. La mente da sola non può far nulla se non agire e seguire le Indicazioni della parte Spirituale (Spirito). Alla fine quello schema va lasciato andare perché non è te. 
Sii cosciente delle tue scelte e responsabile delle tue azioni.
"Siate guerrieri e non servi del dolore" (cit.).

Un guerriero non arretra di fronte alla paura.

lunedì 8 maggio 2017

SEI STATO INGANNATO DALLA MENTE

Ciò che la tua mente ritiene possa renderti felice, in realtà ti rende schiavo.
Questo accade per un solo motivo. Tu non cerchi la felicità ma la sicurezza. Tu non sai cosa può davvero farti star bene o renderti felice. O meglio, la tua mente non lo sa. Ciò che ti è accaduto da bambino, ti ha ferito, ha creato in te un trauma ed esso ha fatto sì che la mente mettesse a punto uno “schema” che hai scambiato per verità. Frasi del tipo “non sono capace, non merito, non sono abbastanza, non mi fido, ho paura, non sono degno, ecc”. Hai visto tuo padre baciare la mamma della tua amichetta quando avevi 3 anni e questo ha creato in te un grande dolore e per sopprimerlo non hai tirato fuori l’emozione in quel momento e la mente ha rimosso quell’episodio lasciando in te l’idea che tutti gli uomini sono stronzi e tradiscono. Non solo, ha fatto si che tu arrivassi a desiderare il principe azzurro, l’uomo perfetto, la storia perfetta, ma sono solo fantasie dettate da desideri che vorrebbero ricreare un lieto fine, proprio quello che quella bambina avrebbe voluto col papà e la mamma.
Hai conosciuto qualcuno? Ci sei uscito/a insieme? Ci sei andato/a a letto? Senti per caso le farfalle nello stomaco, eccitazione, entusiasmo e d'un tratto la vita ti sembra fantastica? Perfetto, non è amore, ma un'illusione. Sono emozioni che fanno leva su pensieri (quindi appartengono alla mente) e schemi che riemergono dal passato.
Il punto è che la mente idealizza tutto e si auto condanna a non accorgersi di ciò che è autentico, fossilizzandosi nelle sue idee della vita, della felicità, dell'amore, di Dio, del percorso spirituale e così via, per poi lamentarsi che tutto si ripete. Ma quegli schemi si ripetono proprio perché la mente si rifiuta di vedere oltre. Appartieni agli altri quando ti identifichi con ciò che essi pensano di te e con le aspettative che tu e loro nutrite nei rispettivi confronti. Quando cessi di preoccuparti del loro giudizio inizi ad appartenere a te stesso. Come spesso ho scritto negli articoli precedenti (e anche nel libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE), quella ferita, quel dolore viene ampliato da alcune energie o entità (voladores) che vivono proprio della tua ignoranza e inconsapevolezza. Il parassita dimensionale che domina la tua mente e i tuoi pensieri, lecca costantemente il culo al tuo ego. (Scusa la schiettezza). Per questo continui a lasciarti truffare inconsapevolmente dagli agenti di commercio dell'oscurità. Quante idee e convinzioni ti stanno sabotando la vita e non te ne rendi conto? Quanto ancora vuoi fingere? La cosa da ridere è che non sono nemmeno tue, ma tu le difendi come se fossero verità.
C'è una cosa di cui ignori l'esistenza, che fa leva sui desideri e le fantasie della tua mente che nulla sa riguardo al tuo destino. E’ la tua parte oscura, che non ha che fare con del filosofico. E’ un’energia vera a propria che dimora nella dimensione invisibile, manipolando i tuoi pensieri. Essa ti porta su strade lontane dalla tua reale missione dandoti sempre più scariche elettriche, chiamate emozioni, per darti l'illusione che la felicità sia quella. Ormai sei stato agganciato e anche se dovesse venire Dio in persona a dirti che sei stato ingannato, gli diresti che lui non capisce nulla della tua vita. L'abilità dell'avversario sta nel rendersi invisibile fingendosi te e nel convincerti che lui non esiste. Ecco la vera prigione. Quella dentro di te da cui continui a fuggire. Cosa ti ribelli scendendo in piazza per ottenere un posto fisso? Fare una rivolta all'interno di una prigione solo per ottenere del cibo diverso o maggiore comfort non è una vera rivoluzione né una ribellione perché si rimane sempre prigionieri.
Affidatevi e non preoccupatevi.
Troppe chiacchiere, troppe congetture, troppe giustificazioni mascherate da azioni. Ma resta di fatto che l'unica vera azione verso un reale cambiamento non l'hai ancora fatta, in quanto sei ancora lì nel tuo nido illusorio, seguendo le stesse false indicazioni che la tua mente ti ha sempre dato pur di tenerti bloccato su quel divano che ti suggerisce di rimanere seduto a immaginare la "bella vita". Non ti sei incarnato per startene in vacanza.
È più semplice pensare come uscire da una stanza oppure alzarsi e girare la maniglia per aprire la porta?
L'individuo non vuole realmente uscire di prigione nonostante canta inni alla libertà, in quanto è un duro colpo per la mente rinunciare a tutto quello che fino ad ora ha creduto vero sulla sua vita, sulla propria storia personale e sul mondo

Nel 2014 ebbi un dialogo con qualcuno, e solo adesso posso comprendere:
"Trovi solo scuse, scuse, sempre e solo scuse!"
"Ma perché mi urli alle 6 del mattino.. Perché ti incazzi?"
"I'm not angry with you.. non sono arrabbiato con te. Parlo ad alta voce affinché ti ricordi queste parole ogni volta che avrai paura"
"Di cosa? Stavo dormendo.."
"Appunto my friend. You sleep every time. Dormi in continuazione. Svegliati."
"Ormai lo sono" dico ridendo.
"Solo perché te l'ho fatto notare io. Ma quando riuscirai ad accorgetene by yourself? Autonomamente?"
Non sapendo che rispondere gli propongo di farci un caffè. Mai l'avessi fatto. "Vedi..trovi sempre scuse per distrarti dal vero obiettivo! Il tuo centro! Ti sposti sempre dal tuo centro. Sei in grado di fare delle scelte? Ti rispondo io.. NO! Ci pensi troppo. La scelta non ha bisogno né di ripensamenti né di distrazioni. É un unico attimo di non tempo dove l'azione decide la tua sorte. Ma tu credi ancora maledettamente al tuo brusio mentale. Mind doesn't tell you truth but it distorts it. La mente non ti dice la verità ma te la distorce. Stop it!! Adesso basta! You must learn to take real decision. Impara realmente a prendere decisioni."
"Ma ora cosa centra?"
"É proprio ADESSO che centra.. non ieri ne domani! Non esistono scelte sbagliate né giuste. Esse non sono determinate dalle tue emozioni ma tutt'al più queste le bloccano. Farsi schiavizzare dalla paura e dalle emozioni ti porterà sempre a essere schiavo di un passato che non c'è più, ma che continui a rimaterializzare, e di un futuro che non c'è ancora, vivendo di fantasie."
Ci guardiamo nel silenzio dell'alba per almeno cinque minuti. Gli chiedo di poter fare un libro di quanto appena detto.
"Non scrivo nessun libro io, mettitelo bene in testa! Lo scrittore non sono io. Adesso devi solo vivere, imparare da ogni situazione e imparare ad ascoltarti! Quando tornerai a casa do what you want! Fa che vuoi..ma sei talmente testardo che stai già aprendo facebook. Cocciuto! Prepara il caffè adesso. Smettila di voler a tutti i costi vedere bellezza in ogni cosa solo per paura di fare la figura del non evoluto. Scappi dalla verità! Scappi continuamente dalla verità"
"Cerco solo di vedere perfezione in ciò che non mi piace"
"A me sembra che tu ti costringa ad essere disonesto con te stesso e la realtà delle cose Claudio. La perfezione? Non puoi sforzarti di vederla, essa accade quando sei pronto"
"Pronto a cosa?"
"Ad accettare che esiste anche una parte orribile, vile, malvagia della tua realtà terrestre. La perfezione sta nell'incastro magico tra la sua bellezza e la sua bruttezza. Senza l'una non puoi fare esperienza dell'altra. Smettila di fare l'ipocrita! Non puoi costringerti a vedere bello ciò che per te non lo é. Abbi cura di te e la perfezione si rivelerà a te sotto forma di Verità, quella che da tanto cerchi"

Questo fa la mente. Vuole illudersi. Sia sul piano materiale che invisibile. Ma tante cose sono state fraintese.
Alcuni giorni fa Spirito mi ha detto:

“ Io ti chiamo per nome quando tu cominci a perderti nelle tue illusioni, nelle tue congetture, nelle tue fantasie, nelle tue ipotesi, nelle tue accuse a ciò che ti accade. Non sono qui per rimproverarti, ma per suonare un campanello ogni volta che ti chiudi nella stanza blindata della tua mente. Tu dici che gli altri non ti capiscono. Ma tu sei in grado di capire te stesso? Sei in grado di distinguere quando reciti il ruolo della personalità e quando sei autentico come l'anima? Cosa pretendi dagli altri? Ancora attenzioni sterili che non corrispondono a ciò che la tua mente vorrebbe? Non sei ancora stanco di questo peso, di questa sofferenza costituita su mancanze e desideri? Nessuno ti vieta di star male, puoi isolarti quanto vuoi e startene lì a piangere. Ma nessuno ti vieta di star bene, solo tu. Per la tua mente star male significa non ottenere i suoi giocattoli preferiti. Mentre star bene significa avere tanti di quei giocattoli e poi buttarli per averne ancora di più. La tua vita non è un luna Park, né tantomeno un giocattolo. La vita ha il suo corso, che ti piaccia o meno.”

La vita non ce l'ha con te, ma ti ricorda semplicemente i tuoi conti in sospeso con la verità. Quindi non prendertela con chiunque ti capiti a tiro.
Non sono assolutamente gli altri a farti soffrire, ma sono le situazioni che tu stesso attiri per risonanza, in cui loro sono coinvolti, a risvegliare in te delle ferite aperte e seppellite da tempo, che appartengono al tuo passato e ad altre linee temporali che fanno parte di altre vite in cui sei coinvolto.
La centratura si ottiene mettendo da parte l'emozione. Ricorda che l'emozione non ha a che vedere con il cuore, con l'amore o con i sentimenti, ma con la mente, i pensieri, gli schemi, le reazioni, le credenze, le abitudini, le ansie, le preoccupazioni, le aspettative, le convinzioni. E quando sei in balia dell'emozione, è come se uscissi da quello stato di consapevolezza che cerca di mostrarti la verità mentre la mente, invece, scivola nell'illusione.
Quando pensi che il mondo ce l'ha con te, chiediti perché tu ce l'hai con il mondo. Ci sono costantemente scelte da fare ma le decisioni non si prendono né prima né dopo. Sarà la vita stessa che ti metterà di fronte alle situazioni che dovrai affrontare ed è in quel momento che dovrai effettuare una scelta. Ma fa attenzione.
La tua mente​ non può prendere decisioni, se non quella di scegliere la verità o l'illusione.
Vogliamo davvero che quest’umanità cambi rotta?
Sognare un mondo migliore ha la stessa valenza del fantasticare una vita illusoria standosene seduto sul divano. Un mondo nuovo si raggiunge con l'azione.
L'umanità è a un bivio. Non ti salverà urlare che sei vegano o fruttariano, di destra o di sinistra, che ti salveranno gli angeli o alieni, che tu sei Dio, dire namasté ogni due minuti, che fai un percorso e che leggi libri di spiritualità. Dentro di te c'è una tempesta ma tu fingi che il mare sia calmo crogiolandoti nelle fantasie illusorie di una mente che vuole le cose servite e riverite, facili e in abbondanza. L'umanità è a un bivio. O si ritorna al vecchio fino all'autodistruzione, o si comincia a costruire qualcosa di nuovo e autentico che nulla ha a che vedere con ciò che il mondo è stato fino ad ora. Tutto parte da te. Ognuno la vivrà diversamente, ma il temporale arriverà per tutti. Non puoi ignorare ciò che hai dentro. Ascoltalo, guariscilo e lascialo andare.
Infine c’è una cosa che vorrei dire a chiunque mi scrive in privato (non spinto da un vero sentire).
È praticamente inutile che cercate di venirmi a convincere, con messaggi privati, delle teorie che entità varie vengono a inculcarvi nella testa con le loro voci ogni volta che sentite minare il vostro territorio leggendo ciò che pubblico. Non voglio la ragione ma solo farvi mettere il punto di domanda nella vostra vita quando vi irritate a ciò che scrivo. Datevi la possibilità di mettere in dubbio la natura della realtà.
Tutti gli esseri umani sono interferiti da queste voci che scambiano per loro pensieri e soprattutto per entità benevole. Non lo sono affatto. Sono come le cosche mafiose che vogliono il pizzo. E faranno di tutto per convincervi che tutto è perfetto, che siete speciali, che siete amorevoli, che siete brave persone, che sono gli altri a essere cattivi ecc.Vogliono qualcosa che solo l'essere umano ha e faranno di tutto per tenerlo occupato nelle sue illusorie convinzioni.

Se vuoi salvarti arrenditi, arriverà un momento in cui dovrai abbandonare i tuoi ragionamenti per far spazio alla verità.

Vi ricordo che è uscito il mio ultimo libro sotto forma di Romanzo Fantasy 
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 IL DESTINO DELL'EROE


Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...