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sabato 20 luglio 2024

8 bugie comuni del Narcisista

 Lo psicologo Stephen Johnson scrive che il narcisista è una persona che ha “seppellito la sua vera espressione di sé in risposta a ferite precoci e l’ha sostituita con un falso sé altamente sviluppato e compensativo”

Nella nostra società altamente individualista e orientata verso l’esterno, le forme di narcisismo, da lievi a gravi, sono non solo diffuse ma spesso incoraggiate.

Nella cultura popolare il narcisismo viene spesso interpretato come una persona innamorata di se stessa. È più preciso caratterizzare il narcisista patologico come una persona innamorata di un’immagine di sé idealizzata, che proietta per evitare di sentirsi (e di essere visto come) il vero sé ferito e disconosciuto. Nel profondo, la maggior parte dei narcisisti patologici si sente come il “brutto anatroccolo”, anche se dolorosamente non vuole ammetterlo.

I narcisisti ricorrono spesso a una serie di inganni per ottenere ciò che vogliono. Poiché, nel profondo, non credono che il loro vero io sia degno, ricorrono a intrallazzi e manipolazioni per avere successo.

Di seguito sono riportate otto bugie ed esagerazioni comuni che i narcisisti usano spesso per “fregare” le persone. Mentre alcune persone possono essere colpevoli di queste meccanizzazioni di tanto in tanto, un narcisista cronico mostrerà uno schema abituale di diversi dei seguenti inganni, rimanendo ignaro (o non preoccupato) di come queste falsità influenzino gli altri.

Ricordo che esistono due tipologie di narcisismo. L'"OVERT" e il "COVERT". Ma ne parleremo in un altro articolo. Ciò che li accomuna è che non si sono sentiti amati e non sanno, e non sono in grado, di amare se stessi, e di conseguenza l'altro essere umano. Stanno recitando solo un ruolo, sono un personaggio che manipola tutti coloro che servono ai propri scopi egoici. 

 


1. “Sono così bravo – basta chiedere a me!”.

Numerosi studi e scritti hanno messo in relazione il narcisismo cronico con la tendenza a gonfiare eccessivamente il proprio senso di sé. Ciò avviene spesso attraverso la vanteria, l’ostentazione, l’esagerazione, la citazione di nomi e altre forme di autocompiacimento. Il narcisista ricorda regolarmente quanto sia speciale, importante, potente, attraente, popolare e/o di successo. Mostra un bisogno costante di parlare di sé (di mostrarsi) in modi lusinghieri ed egocentrici, con frequenti richiami alle proprie disposizioni superiori e degne di invidia.

Nel profondo, tuttavia, la vera autostima del narcisista può essere una realtà molto diversa. Il narcisista può sentire di non essere nulla senza l’esaltazione, di essere vuoto senza l’attenzione e di non essere amato senza l’adulazione. La vanteria superficiale del narcisista tradisce l’incapacità di essere semplicemente e genuinamente umano, con la capacità di impegnarsi in relazioni eque e autentiche.

“Ciò che mia madre mostra in pubblico e come è realmente sono molto diversi”.

 

2. “Sono meglio di te / sono meglio di loro!”.

Il tratto della grandiosità è correlato alla superiorità. La Mayo Clinic identifica la “convinzione di essere superiori” e “l’aspettativa di essere riconosciuti come superiori” come due caratteristiche di spicco del disturbo narcisistico di personalità. Nelle interazioni quotidiane, i narcisisti provano soddisfazione nel ricordare a voi e agli altri che sono migliori in modi grandi e piccoli. La loro insofferenza appena mascherata (o nuda e cruda) nei confronti degli “inferiori” si manifesta attraverso giudizi, critiche, compiacimento, sarcasmo, emarginazione, stereotipi e in generale alta condiscendenza. Nella mentalità di alcuni narcisisti, essi sono dei e dee e il mondo gira intorno a loro. Dalla loro prospettiva egocentrica, meritano il privilegio di essere accontentati e i pensieri e i sentimenti degli altri sono irrilevanti.

Come ha sottolineato Johnson nella sua definizione di narcisista, questa presuntuosa immagine di sé è solo un travestimento ben studiato, architettato per nascondere il complesso di inferiorità del narcisista. Come dice il proverbio: “L’infelicità ama la compagnia“. Poiché il narcisista non è in grado di sentirsi bene con se stesso autonomamente, ha bisogno di sminuire gli altri per sentirsi meglio.

“Alcune persone cercano di essere alte tagliando la testa agli altri”.

3. “Lo prometto!”

Un altro tratto comune del narcisista cronico è la sua tendenza a non rispettare gli accordi e gli obblighi. Questo comportamento può variare da quello relativamente lieve, come la rinuncia ad appuntamenti e compiti, a quello molto grave, come l’abbandono di responsabilità e relazioni importanti (impegni). Essendo egocentrico e presuntuoso, il narcisista in genere rispetterà i propri obblighi solo quando questi si adattano al suo interesse personale.

I narcisisti cronici non si relazionano, usano. Parlano bene, ma spesso non sono in grado di sostenerlo. Ricerche e scritti hanno messo in relazione un elevato narcisismo con tratti quali inaffidabilità, infedeltà, manipolazione e livelli complessivamente più bassi di affidabilità.

 

4. “Non preoccuparti!”

Poiché molti narcisisti si preoccupano poco delle regole e dei limiti, possono impegnarsi in attività che mancano di credibilità, etica o moralità. Gli esempi possono includere piccoli reati come infrangere le regole del traffico, saltare la fila, prendere in prestito oggetti senza restituirli o rubare materiale per l’ufficio, fino a schemi più gravi come l’abuso finanziario, legale o relazionale.

Alcuni narcisisti non solo si impegnano, ma prosperano nell’infrangere le regole per ottenere la loro strada, perché l’infrazione delle regole li fa sentire eccezionali e autorizzati. Quando si mettono in discussione le tattiche del narcisista e si esprimono preoccupazioni, il narcisista è pronto a replicare con scuse ben preparate, con rassicurazioni ingannevoli e persuasive sul fatto che “tutto andrà bene”, finché non sarà così.

“Sono orgoglioso di convincere le persone a concedermi eccezioni alle loro regole”.

 

5. “Non è colpa mia / è colpa tua!”.

Inevitabilmente, le macchinazioni egocentriche e manipolatorie di un narcisista cronico lo raggiungeranno e lo porteranno in un mare di guai. Quando ciò accade, una delle reazioni più comuni del narcisista è quella di puntare il dito e scaricare la responsabilità sugli altri. Spesso il narcisista incolpa la vittima di aver causato la propria vittimizzazione. Un’altra risposta comune è la ricerca di scuse: c’è sempre qualche circostanza imprevista o imprevedibile che impedisce al narcisista di essere responsabile.

Infine, il narcisista può far passare se stesso per la vittima, indicando una serie di difficoltà e lotte difficili che gli hanno impedito di essere responsabile, e chiedere clemenza (anche in questo caso si tratta di un’eccezione alla regola). Tutti gli espedienti manipolatori di cui sopra servono a spostare il controllo e la responsabilità dal narcisista, in modo che le sue debolezze, le sue carenze e i suoi fallimenti possano rimanere nascosti.

“Non è colpa nostra se abbiamo smarrito il suo assegno. Avrebbe dovuto chiamare per assicurarsi che non fosse stato archiviato male”.

 

6. “Sono qui per te / mi preoccupo per te / ti amo!”.

I narcisisti hanno la capacità di essere affascinanti e carismatici quando lo desiderano. Come un venditore provetto, sanno dire le cose giuste per attirare la vostra attenzione e indurvi a credere alle loro persuasioni zuccherose. Nelle relazioni interpersonali e/o romantiche, i narcisisti sono spesso pronti a professare la loro ammirazione e attrazione  per voi, di solito senza preoccuparsi di conoscervi veramente come persona. In realtà, il narcisista vuole farvi sentire speciali non perché si preoccupi davvero di voi, ma perché vuole qualcosa da voi. Le parole dolci sono una forma di manipolazione emotiva calcolata per sedurre e sfruttare.

Nelle storie d’amore, il narcisista è spesso più innamorato del processo di seduzione che di voi, perché voi rappresentate per lui una “conquista”. Come un maestro della truffa, vi aggancia, ottiene ciò che vuole e poi vi lascia a bocca asciutta. A voi non resta che raccogliere i brandelli della relazione, magari chiedendovi se avete fatto qualcosa di sbagliato.

 

7. “Non sei qui per me / Mi deludi!”.

I narcisisti patologici spesso richiedono attenzioni e sacrifici costanti da parte di coloro che li circondano, perché tale compiacimento li fa sentire importanti. Quando qualcuno nell’orbita manipolatoria del narcisista ha il coraggio di essere indipendente e di scegliere la propria priorità, il narcisista spesso si agita, a volte va su tutte le furie(narcisistiche) e accusa l’altra persona di essere “egoista”, “deludente” o “non presente per me”. In realtà, il narcisista sta semplicemente facendo i capricci da bambino per non aver ottenuto quello che voleva. Se vi trovate a ricevere queste accuse, ponetevi le seguenti domande:

  • Vengo trattato con autentico rispetto?
  • Le aspettative e le richieste di questa persona nei miei confronti sono ragionevoli?
  • Il dare in questa relazione è principalmente a senso unico?
  • In definitiva, mi sento bene con me stesso in questa relazione?

Se una o più risposte alle domande precedenti sono negative, la verità potrebbe essere che è il narcisista a non essere presente per voi.

“Ho deciso di divorziare da mia moglie. Dopo tre anni di matrimonio, non ha soddisfatto i criteri di rendimento che avevo stabilito. Sono molto deluso da lei”.

 

8. “Mi dispiace / cambierò”.

Poiché i narcisisti spesso operano sulla base dell’inautenticità e della falsità, le conseguenze delle loro azioni possono alla fine raggiungerli ed esigere un prezzo pesante. Questi sono i momenti di crisi della vita del narcisista, che possono includere l’allontanamento dalla famiglia, la separazione coniugale o il divorzio, i problemi con la legge, la reputazione personale e/o professionale danneggiata, ecc.

Durante questi momenti, alcuni narcisisti professano in modo drammatico le loro malefatte, promettono di cambiare strada e chiedono perdono. Possono sembrare convincenti e forse credono anche nel loro pentimento. Ma fate molta attenzione! Johnson avverte che quando molti narcisisti entrano in psicoterapia a seguito di una crisi di vita, non è per cambiare radicalmente la loro patologia, ma solo per gestire la crisi. Spesso, non appena la crisi è finita, tornano ai loro modi machiavellici. Quando un narcisista dice “cambierò”, spesso vuole che la situazione spiacevole sparisca, senza cambiare se stesso.

 

Un narcisista può davvero cambiare in meglio? Forse. Ma solo se è molto consapevole e disposto ad affrontare il coraggioso processo di scoperta di sé. Per i narcisisti che non sono più disposti a recitare la farsa a costo di relazioni autentiche e credibilità, esistono modi per liberarsi dalla falsità e avvicinarsi progressivamente al proprio Sé superiore.

 

Fonte: liberamente tradotto da Preston Ni M.S.B.A., “8 Common Narcissist Lies“, Psychology Today

giovedì 30 novembre 2023

"Lì dove è stata perduta" il nuovo film di Claudio Guarini sulle personalità



Questo film nasce con il principale intento e obiettivo di trasmettere un messaggio, cioè quello di far comprendere a chi lo guarderà che la nostra vita, il nostro quotidiano è condizionato da una o più personalità. Esse sono state quasi sempre messe in moto sin dalla nostra infanzia, da quando eravamo bambini, periodo in cui hanno cominciato a nascere, a costruirsi nell’osservare i nostri genitori in determinate situazioni che hanno messo la mente in una situazione di disagio, di sofferenza, di mancanza, il cosiddetto trauma emotivo e psicologico. La mente ha creato un suo filtro attraverso il quale ha iniziato a vedere la propria vita, creando idee distorte su se stessi, sul mondo esterno, sul proprio maschile e sul proprio femminile. Un altro aspetto che viene affrontato e sottolineato all’interno della pellicola è il rapporto di coppia, la relazione in generale, ma anche quella con il proprio compagno/a e con i propri genitori. Si affronta un meccanismo che possiamo chiamare “rapporto incestuoso psicologico non materializzato” con il genitore del sesso opposto che ha messo in piedi le personalità e che ha condizionato la propria vita attraverso una forma manipolatoria e narcisistica. Per noi è importante che questo film venga compreso e interiorizzato anche  al di là quello che è l’aspetto cinematografico, che ha la funzione proprio di condividere un messaggio con il proprio pubblico e non solo di intrattenerlo.


Analizziamo un attimo quello che accade nella coppia attraverso questo breve spezzone di 30 secondi del nuovo film di Claudio Guarini , "Lì dove è stata perduta", in uscita il 21 dicembre su Prime Video.



In questo periodo l'attenzione dell'opinione pubblica è orientata sulle tragiche conseguenze di ciò che accade tra l'uomo e la donna all'interno delle loro relazioni. Ciò che non viene affrontato è  l'origine reale (ogni caso è a sè) di questo aspetto #narcisistico della personalità e di questa tendenza #giornalistica di utilizzare la definizione "#patriarcato", a mio avviso, a sproposito. Ci sono cause e conseguenze.

Spesso ti sembra di non percepire l’unione nella relazione, ti sembra quasi di non sapere cosa sia l’amore. E’ vero, non lo hai mai saputo, perchè quello che scambiavi per amore era dipendenza. Adesso tocca ricostruire per sperimentare e riconoscere cosa è la vera unione, che tendi a chiamare amore. Tolta la dipendenza, cosa rimane? Il fuoco del compito che vi unisce. Ti chiedi come si fa a riaccendere questa fiamma. Finchè avrai paura, finchè vorrai agire solo per dimostrare di essere bravo, sarà come voler dimostrare alla mamma o al papà che sei perfetto in modo che non ti sgridi, in modo che tu soffochi quella sensazione e quel timore di essere abbandonato, quella percezione di non sentirti amato.

Non devi dimostrare nulla a nessuno. Devi solo essere te stesso, riconoscerti in anima, prendere quel bambino per mano e tirarlo fuori da quella stanza della mente dove è ancora chiuso. Eri convinto di aver lasciato per sempre la dipendenza con la mamma, o con il papà, in realtà non è così. Non appena taglierai questo cordone ombelicale di dipendenza, saprai e sentirai quasi all’istante cosa fare e guarderai la tua compagna, il tuo compagno con occhi diversi, forse come non l’hai mai guardato. Non avere paura del futuro perchè è irreale ciò che immagini ora col filtro di quel dolore, di quel trauma che ti ha fatto soltanto costruire tutte quelle personalità che ti hanno deviato da te stesso.

Ciò che ti ostini a difendere è l’atteggiamento distruttivo della personalità legata alla paura dell’abbandono. Quando il partner sembra assumere un atteggiamento più distaccato, quindi non da mamma o papà, allora inizi a credere che non ti ami, che è lontano da te, che non ti vuole più. La tua mente va in protezione per non provare quel dolore, che non è reale. Non vuoi essere abbandonato e per evitare questa emozione, inizi a proiettare rabbia, frustrazione, insoddisfazione, quello che tu chiami odio, tutto sull’altro. Cerchi la scusa per evitare il confronto, accusi l’altro come se il problema fosse lei/lui, che non si prende cura di te, che non ti coccola. Metti un muro, ti isoli, ti rifugi nel bambino ferito che vuole mamma o il papà tutto per sé, che lo assecondi e lo lasci fare. Ora devi ragionare da compagno di vita, non più da figlio, e soprattuto da padre e madre nei confronti dei tuoi figli, e non più da fratello o amico. Il genitore da la direzione, il compagno accosta il proprio compagno/a in questa direzione. Se ti percepisci figlio, ti sembrerà di non sentire il legame e l’amore nella relazione di coppia, ma solo la dipendenza. E ti rifugerai nei tuoi figli proiettando i tuoi disagi e anziché direzionarli, li vorrai proteggere difendendo i meccanismi che in loro possono nascere, anziché stroncarli, sia in te che in loro

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Attraverso l'esplorazione del rapporto genitoriale che si riflette sui drammi del presente, e della saggezza ancestrale, il film invita il pubblico a riflettere sulla propria ricerca interiore e sulla scoperta del vero sé. Un'esperienza cinematografica avvincente che ci ricorda come solo abbracciando l'essenza della nostra anima possiamo trovare il vero significato della vita.



Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...