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venerdì 26 aprile 2013

DIALOGHI "ARTURIANI" - 2 - La centratura e il distacco


POST PRECEDENTE (se non l'avete letto riguardo a questi tipo di messaggi)

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In allegato sotto una meditazione particolarmente importante.

TRATTO DAL MIO NUOVO LIBRO:
Le Risposte che non ti aspetti, o forse sì... - Libro
Rivelazioni di un'Arturiana
€ 13


IO: A volte vorrei sperimentare in tutto e per tutto quello che potrei racchiudere nella frase «IL MONDO E’ UNO SPECCHIO». Vorrei cambiare qualcosa dentro di me (giudizi, paure e fastidi) nei confronti degli altri, per verificare quanto essi (personaggi del mio ologramma) cambino nei loro atteggiamenti nei miei confronti.. sperimentare come un alchimista.

ESSERE MULTIDIMENSIONALE:  Per il momento,  rimani ben saldo in te stesso e non uscire dai "margini" di quello che sei in forma umana. Appena al di là dei "confini" sappi che c'è il marasma. Credimi sulla parola. Siamo entrati in "tempi" di caos totale, soprattutto con la luna piena ed eclissi di luna di ieri. Questa eclissi ha portato a galla tutte le emozioni represse, non-accettate e negate delle vite parallele e passate dell'intera umanità. Nell'etere c'è il macello, le persone che non hanno raggiunto un equilibrio abbastanza stabile stanno distruggendo se stesse o tentano di distruggere chi ha un proprio centro interiore. Stattene ben protetto in luoghi a te consoni, non entrare nei drammi degli altri perchè sono troppo pesanti. Per il momento non cercare di cambiare te stesso, vai bene così come sei, lascia che ogni eventuale piccola calibrazione a te necessaria sia apportata dalle parti alte di te. Fidati! Fidati del/dei tuoi Sè Alti. Soprattutto ORA non è il momento di uscire, fisicamente o virtualmente, ad aiutare gli altri. Essi sono talmente appesantiti dal bagaglio di scarto energetico che stanno riportando a galla per essere rilasciato, che se solo ti metti in "gioco" con loro ti tirano dentro la loro feccia. Non è assolutamente un atto egoistico, anzi serve a poter essere come dei fari luminosi ma silenziosi. Osserva con distacco e centratura quello che succede ma non entrare a farne parte. Attento che anche se lavori su te stesso, quelli fuori, che percepiscono a livello di coscienza collettiva il lavoro che stai facendo per te, ti gettano un pò dei loro malesseri interiori, psicologici, emozionali, paure, ansie, rabbie e preoccupazioni per scaricarsi dalle loro responsabilità. Rimani centrato nella tua Luce e non andare fuori dal bozzolo illuminato in cui sei immerso. Ok? Cerca situazioni e momenti armoniosi, NON USCIRE DALL'ARMONIA e se hai attacchi di nervi o altre cose simili, esci e cammina scalzo sul suolo di Madre Terra. Scarica le tensioni giù nel cuore di madre terra. Ci penseranno gli Aghartiani a trasmutare quello che mandi giù per alleggerirti. 

C'è sempre più gente risvegliata ma ancora non sono sicuri delle proprie sensazioni, hanno un sacco di visioni, sogni e percezioni ma stentano a crederci. Ci vuole ancora un pò di tempo affinchè credano di più alla loro immaginazione che alla realtà esterna. La realtà esterna è terribilmente forte e magnetica e vuole avere la meglio sulla percezione sensoriale... ma è normale,  va tutto bene e  bisogna avere pazienza che con il "tempo" (ricordati che è sempre un'illusione) sempre più gente prenderà contatto con il proprio <Consiglio di Luce>.





domenica 20 febbraio 2011

Consapevolezza del respiro


Poniamoci nella postura a sedere.
Manteniamo il nostro respiro nel suo stato naturale. Non dobbiamo cioè forzarlo ad essere qualcosa che non è nella sua naturalezza. Non dobbiamo imitare il flusso respiratorio che riteniamo appropriato per il vero meditante. Non cambiamo il nostro respiro da quello che è. Attenzione: è molto importante. È assai facile cadere in questo trabocchetto, magari inconsciamente: mi siedo e comincio, con la mia volontà, a cambiare il mio respiro, trasformandolo in ciò che credo debba essere il respiro di un buddha: leggero, profondo, silenzioso, ecc.. Non va fatto nulla di tutto questo. L’esercizio consiste invece nell’osservazione del nostro respiro per quello che è. Nessun controllo (nel senso di modifica cosciente) del flusso respiratorio.
Ricordiamoci bene che la respirazione deve essere addominale (non toracica) e compiuta con il naso (non con la bocca).
Soffermiamo la nostra consapevolezza sul respiro. Lo si può fare attraverso due tecniche di osservazione. Scegliamo quale preferiamo e una volta scelta, perseveriamo in essa.
Prima tecnica
Spostiamo la nostra consapevolezza sul ventre che si espande (inspirazione) e che si contrae (espirazione). Non vuol dire che lo si debba visualizzare mentalmente, che lo si debba pensare, ecc.. Essere consapevoli della nostra pancia nella fase della respirazione significa semplicemente e solamente mantenerci collegati con quella particolare sensazione fisica. La pancia si espande: sentiamone tutte le sue parti, le sue pareti che si allargano, che si estendono. La pancia si restringe: sentiamone il suo contrarsi, il suo rientrare.
Seconda tecnica
Spostiamo la nostra consapevolezza nella zona tra le narici e il labbro superiore. In questa zona passa l’aria che entra ed esce dal naso. Soffermiamoci sulla sottile sensazione (di leggero calore o di lieve frescura) prodotta dal respiro che passa attraverso questo piccolo spazio. Anche qui il nostro compito è quello di rimanere collegati con questa particolare sensazione fisica.
In questo esercizio, un errore in cui è facile cadere -- soprattutto all’inizio -- è il costringere la respirazione a profonde inspirazioni ed espirazioni, per poter meglio registrare la sensazione su cui posiamo la nostra consapevolezza (addome o la zona sotto le narici). Questo è un errore che va evitato.
Ripetiamolo: 
la respirazione va mantenuta naturale; non la si deve sostituire con qualcosa di artificioso. L’errore è prodotto dal fatto che può capitare che i movimenti dell’addome o la sensazione dell’aria che entra ed esce dal naso siano così impercettibili rispetto alla mia capacità di registrarne l’esistenza, che sono indotto a muovere maggiormente l’addome o a far passare più aria nel e dal naso per sentire meglio la sensazione cui mi sto applicando. Invece bisogna applicarsi al respiro per quello che è: all’inizio sarà qualcosa di arduo da registrare; poi, con il tempo, diverremo sempre più sensibili a questi piccoli segnali, penetrandoli sempre più in profondità.
Durante questo esercizio, la nostra attenzione verrà spesso sviata dal suo lavoro. Il motorino che passa per la strada, il ricordo di una discussione avuta durante il lavoro, cosa devo fare domani, il giudizio su quello che sto facendo, ecc..
Appunto: distrazioni. La mente vaga, in modo casuale e incosciente. Soprattutto si ribella al nostro tentativo di soffermare la sua attenzione su un solo fenomeno.
Come rispondere davanti a questa antipatica situazione? Assolutamente senza opporsi al problema. Assolutamente senza tentare di eliminare il fenomeno distraente, mettendolo a tacere a forza di colpi di volontà. Non va rigettato qualcosa che fa parte della nostra macchina mentale: va invece osservato, riconosciuto. Attraverso il riconoscimento, l’oggetto osservato si assesterà.
Quindi, in questi casi, spostiamo la nostra consapevolezza dall’osservazione del respiro all’oggetto distraente: un pensiero, un ricordo, una sensazione fisica, un giudizio, unafantasticheria, ecc.. Questo oggetto, una volta posto sotto l’osservazione dellaconsapevolezza, quasi come ghiaccio al sole, si liquefarà, si svuoterà. Come qualsiasi fenomeno, ha avuto il suo inizio, il suo picco e il suo termine.
A questo punto potremo tornare, con la nostra consapevolezza, al respiro.

mercoledì 9 febbraio 2011

Esiste solo una meditazione: osservare

Osho: The Great Zen Master Ta Hui, Capitolo 28 



Osho,
Non il "tenere calma la mente", ma l'assenza della mente.
Anche se non sai bene se i vari maestri hanno ragione o torto, se la tua base è solida e genuina i veleni delle dottrine sbagliate non potranno nuocerti, compreso il "tenere calma la mente" e "il dimenticarsi le preoccupazioni". Se ti "dimentichi le preoccupazioni" e "tieni calma la mente" per tutto il tempo, senza fare a pezzi la mente 'della nascita e della morte', allora l'influenza illusoria di forma, sensazione, percezione, volizione e consapevolezza avrà il sopravvento, e inevitabilmente dividerai il vuoto in due.
Lasciati andare e diventa vasto, ampio.
Quando sorgono improvvisamente delle vecchie abitudini, non usare la mente per reprimerle. In un momento del genere, è come mettere un fiocco di neve su di un fornello caldo. Per chi ha un occhio attento e un po' d'esperienza, basterà un salto per uscirne fuori e liberarsene.
Solo allora comprenderanno le parole del pigro Yong: proprio quando si usa la mente, non c'è attività mentale. Parole oblique macchiate da nomi e forme, parole dirette senza complicazioni. Senza la mente ma in funzione, sempre in funzione ma non-esistente: l'assenza di mente di cui parlo non è separata dall'avere la mente. Queste non sono parole per ingannare qualcuno. 


Per molto tempo c'è stato un fraintendimento tra queste due cose: tenere calma la mente e assenza della mente. Molte persone hanno pensato che fossero sinonimi. Sembrano essere sinonimi, ma in realtà sono quanto più distanti possibile, e non c'è modo di trovare un collegamento tra i due.

Quindi come prima cosa cerchiamo di chiarire il significato di queste due parole, perché tutto il sutra di Ta Hui stasera ha a che fare con la comprensione di questa differenza.

La differenza è molto sottile. Un uomo che tiene calma la mente e un uomo che non ha mente dall'esterno appariranno del tutto identici, perché anche l'uomo che tiene calma la mente è silenzioso. Al di sotto del silenzio di quest'ultimo c'è un grande caos, ma lui non permette che venga alla superficie. Ha grande controllo.

L'uomo senza la mente, colui che vive nell'assenza della mente, non ha nulla da controllare. È puro silenzio senza repressioni, senza discipline, è un cielo puro e vuoto.

La superficie può ingannare facilmente. Bisogna essere molto vigili riguardo alle apparenze, perché dall'esterno i due appaiono identici: entrambi sono silenziosi. Il problema non sarebbe sorto se la mente calma non fosse così facile da raggiungere. È facilissima da ottenere, mentre l'assenza della mente non è così facile. Non è a buon mercato, è il tesoro più grande che ci sia al mondo.

La mente può giocare il gioco di essere calma e silenziosa; può giocare il gioco di essere senza pensieri e senza emozioni, ma la verità è che essi sono repressi, ma molto vitali, pronti a saltar fuori in ogni momento. Le cosiddette religioni e i loro santi sono caduti nell'errore di fermare la mente. Se continui a stare seduto in silenzio, cercando di controllare i tuoi pensieri, bloccando le tue emozioni, non permettendo dentro di te alcun movimento, a poco a poco questa diventa un'abitudine. Questa è la più grande illusione che tu possa creare per te stesso, perché ogni cosa è identica, non è cambiato nulla, ma apparentemente hai subito una trasformazione.

Lo stato di non-mente o assenza della mente è proprio l'opposto del calmare la mente: è andare al di là della mente. Vuol dire creare una tale distanza tra te e la mente che quest'ultima diventa come la stella più lontana - a milioni di anni luce - e tu sei solo l'osservatore. Quando la mente viene calmata, sei il controllore. Quando la mente non c'è, sei l'osservatore. Questo è il criterio di distinzione.

Quando controlli qualcosa sei in tensione; non puoi essere libero dalle tensioni, perché ciò che viene controllato cerca sempre di ribellarsi contro di te, ciò che è schiavo vuole la libertà. Prima o poi la tua mente esploderà nella sua vendetta.

Una storia che ho amato molto.... 

In un villaggio c'era un uomo molto aggressivo e pieno di rabbia, così violento da arrivare ad uccidere sua moglie, e per un motivo banale. Tutto il villaggio aveva paura di quest'uomo, perché non conosceva altro argomento se non la violenza.

Il giorno in cui aveva assassinato sua moglie gettandola in un pozzo, stava passando di là un monaco gianista. Si radunò una folla, e il monaco disse: "Questa mente colma di rabbia e di violenza ti porterà all'inferno".

L'uomo allora replicò: "Vorrei essere silenzioso come te, ma che posso fare? Non so nulla. Quando la rabbia mi prende, arrivo quasi a perdere coscienza, e ora ho ammazzato la mia amata moglie".

Il monaco gianista disse: "L'unico modo per calmare questa mente colma di rabbia, di furia e di violenza, è quello di rinunciare al mondo". Il giainismo è una religione di rinuncia, e la rinuncia suprema comprende persino i vestiti. Il monaco giainista vive nudo, perché non gli è permesso nemmeno di possedere un vestito.

L'uomo era un tipo molto arrogante, e questa per lui divenne una sfida. Di fronte a tutti gettò i suoi vestiti nel pozzo insieme alla moglie. Il villaggio intero non poteva crederci; persino il monaco giainista si spaventò un po' e disse: "Ma sei matto o cosa?" L'uomo si gettò ai suoi piedi e disse: "Per te forse ci sono voluti decenni per arrivare allo stadio della rinuncia; io rinuncio al mondo, rinuncio a tutto. Sono tuo discepolo, dammi l'iniziazione".

Si chiamava Shantinath, e shanti vuol dire "pace." Accade spesso... se vedi una donna brutta, è molto probabile che si chiami Sunderbhai, che vuol dire "donna bella". In India la gente ha strane idee... chiamano un cieco Nayan Sukh. Nayan Sukh vuol dire "uno che ricava grande piacere dagli occhi".

Il monaco giainista disse: "Hai un bel nome. Non lo cambierò; lo conserverò, ma d'ora in poi devi ricordare che la pace deve essere la tua reale vibrazione".

L'uomo si sottopose alla disciplina, calmò la sua mente, digiunò a lungo, si torturò, e in breve divenne più famoso del suo maestro. Le persone piene di rabbia, arroganti, egoiste, possono fare cose che per le persone tranquille richiedono molto tempo. Divenne famoso, e migliaia di persone andavano da lui solo per toccargli i piedi.

Dopo vent'anni si trovava nella capitale. Un uomo del suo villaggio era venuto là per un qualche motivo, e gli venne in mente: "Sarà una bella cosa vedere la trasformazione accaduta a Shantinath. Si sono sentite tante storie: che è diventato un uomo completamente diverso, che il suo vecchio essere è scomparso e ne è nato in lui uno nuovo e fresco, che è veramente diventato pace, silenzio e tranquillità".

Quindi l'uomo del villaggio' si recò da lui con grande rispetto, ma quando vide Muni Shantinath, quando osservò il suo volto, i suoi occhi, non riuscì a credere che fosse accaduto un cambiamento. Non c'era assolutamente la grazia che si irradia sempre da una mente che è diventata silenziosa. Quegli occhi erano ancora egoisti, anzi erano diventati egoisti in modo più acuto. La presenza dell'uomo era ancora più brutta di prima.

Ciò nonostante, l'uomo gli si avvicinò. Shantinath lo riconobbe - era un suo vecchio vicino - ma ora riconoscerlo sarebbe stato al di sotto della sua dignità. L'altro vide bene che Shantinath l'aveva riconosciuto, e che fingeva di no. Pensò: "Ecco una cosa molto significativa". Si avvicinò ancora di più a Shantinath e chiese: "Posso farti una domanda? Qual è il tuo nome?"

Naturalmente in Shantinath nacque una grande rabbia, perché sapeva che quest'uomo conosceva perfettamente il suo nome. Tuttavia riuscì a mantenere il controllo, e disse: "Mi chiamo Muni Shantinath".

L'altro replicò: "È un bel nome, ma io ho una pessima memoria, puoi ripeterlo? Ho dimenticato... cosa hai detto?"

Adesso era troppo. Muni Shantinath era solito portare con sé un bastone. Prese in mano il bastone... si dimenticò di tutto - vent'anni di controllo della mente - e disse: "Chiedilo di nuovo e ti farò vedere io chi sono. Ti sei dimenticato? Ho ucciso mia moglie, sono lo stesso uomo".

Solo allora si accorse dell'accaduto...

Comprese come in un singolo istante di inconsapevolezza avesse gettato nella spazzatura vent'anni della sua vita: non era cambiato per nulla. Ma milioni di persone percepivano in lui un grande silenzio... Sì, era diventato molto controllato, riusciva a reprimersi, e ciò aveva dato dei frutti: un grande rispetto - e lui non aveva le qualità per ottenere quel rispetto - e tanti onori, per cui persino dei re andavano a toccargli i piedi.

I tuoi cosiddetti santi sono solo animali controllati. La mente non è altro che una lunga eredità di tutto il tuo passato animale. Puoi controllarlo, ma la mente controllata non è la mente risvegliata.

Il meccanismo per controllare, reprimere e disciplinare, viene insegnato da tutte le religioni, e a causa di questo insegnamento erroneo, l'umanità non è progredita nemmeno di un millimetro, è rimasta allo stato di barbarie. In qualsiasi momento la gente può cominciare ad ammazzarsi a vicenda. Non ci vuole neanche un istante perché si perdano; si dimenticano completamente di essere umani, e che ci si aspetta da loro qualcosa di meglio, qualcosa di più. Solo pochissime persone sono riuscite a evitare questo errore di controllare la mente e credere di aver ottenuto l'assenza della mente.

Raggiungere l'assenza della mente richiede un processo completamente diverso: lo chiamo alchimia suprema. Consiste solo di un elemento: l'osservare.

Gautama Buddha sta passando per una città quando arriva una mosca e si posa sulla sua fronte. Lui sta parlando con il suo discepolo, Ananda, e continua a parlare mentre muove la mano per scacciare la mosca. Poi improvvisamente si accorge che il suo movimento della mano è stato inconsapevole, meccanico. Dato che stava parlando con Ananda in modo consapevole, la mano ha scacciato la mosca in modo meccanico. Si ferma, e anche se adesso la mosca non c'è più, muove di nuovo la mano con consapevolezza.

Ananda dice: "Ma che fai? La mosca non c'è più...."

Gautama Buddha replica: "La mosca se ne è andata... ma io ho commesso un peccato, perché l'ho fatto con inconsapevolezza".

Solo Gautama Buddha usa la parola "peccato" nel suo giusto significato. Essa deriva da una radice che vuol dire dimenticanza, inconsapevolezza, mancanza di osservazione, fare le cose in modo meccanico, e la nostra vita è quasi del tutto meccanica. Dalla mattina alla sera, in continuazione, facciamo le cose come dei robot.

Un uomo che vuole entrare nel mondo dell'assenza della mente deve imparare solo una cosa: un solo passo e il viaggio è finito. Quell'unico passo è di fare tutto con la qualità dell'osservare. Muovi la mano e osservi; apri gli occhi e osservi; cammini, fai i tuoi passi in modo vigile, consapevole; mangi, bevi, ma non permetti mai che la meccanicità prenda il sopravvento. Questo è l'unico segreto alchemico della trasformazione.

Un uomo che può fare tutto con piena consapevolezza diventa un fenomeno luminoso. È solo luce, e la sua vita è piena di fragranza e di fiori. L'uomo meccanico vive in buchi oscuri, sporchi. Non conosce il mondo della luce; è come un cieco. L'uomo che osserva è veramente un uomo che ha gli occhi.

Ta Hui sta a poco a poco penetrando nei segreti più profondi della trasformazione interiore. Dice:
Anche se non sai bene se i vari maestri hanno ragione o torto, se la tua base è solida e genuina i veleni delle dottrine sbagliate non potranno nuocerti. 

Sta dicendo che non serve pensare chi ha torto e chi ha ragione. Ci sono migliaia di dottrine, centinaia di filosofie, e se continui a cercare la verità nelle loro parole, ti perderai in una giungla senza poter ritrovare il sentiero. Tutto ciò che puoi fare è di trovare una base solida dentro di te.

....compreso il "tenere calma la mente" e "il dimenticarsi le preoccupazioni". Se ti "dimentichi le preoccupazioni" e "tieni calma la mente" per tutto il tempo, senza fare a pezzi la mente 'della nascita e della morte', allora l'influenza illusoria di forma, sensazione, percezione, volizione e consapevolezza avrà il sopravvento, e inevitabilmente dividerai il vuoto in due. 

Lasciati andare e diventa vasto, ampio....

Non è un problema di tenerti separato dall'esistenza grazie al controllo; è una questione di lasciarti andare e diventare vasto, vasto come l'esistenza. Nell'osservare diventi infinito: questa è l'unica cosa che non ha limiti.

Dai un'occhiata al tuo osservare, al tuo testimoniare: è illimitato. Non c'è inizio né fine... è privo di forma.

Questa calma assoluta della mente è esattamente la non-mente o assenza di mente. Non è controllo, né disciplina; non è che metti tutta la pressione sulla tua mente e la mantieni silenziosa. No, semplicemente non c'è. In casa non c'è nessuno, nessuno che controlli e nessuno che viene controllato. Tutte le idee di controllo sono svanite nella pura osservazione. Questo osservare ti porta a espanderti. Quando ne hai almeno un piccolo assaggio, continua a espandersi fino ai confini dell'universo.


Lasciati andare e diventa vasto, ampio.
Quando sorgono improvvisamente delle vecchie abitudini, non usare la mente per reprimerle. In un momento del genere, è come mettere un fiocco di neve su di un fornello caldo. 


Ta-Hui ti sta ricordando che quando sei sul sentiero dell'osservazione, a volte le vecchie abitudini possono ripresentarsi. Ma non ti preoccupare; sono come fiocchi di neve su di un fornello caldo: svaniranno da sole. Tu osserva. Non preoccuparti, non lasciare che ti sconvolgano.

A volte ci sarà rabbia, a volte qualche ambizione, ma non potranno disturbare la tua osservazione. Arriveranno e se ne andranno senza lasciare traccia sulla superficie pura del tuo specchio. Devi ricordare solo una cosa: non metterti a lottare con loro, a cercare di spezzarle, di distruggerle, di eliminarle. Per la mente è del tutto naturale, quando c'è qualcosa che non va, di saltarci sopra e di distruggerla. Questa è l'unica cosa di cui essere consapevoli, perché è questo che non permette mai di andare oltre la mente. Le vecchie abitudini compariranno di nuovo, e le vecchie abitudini sono vecchie di molte e molte vite. La tua consapevolezza è nuova e fresca; la tua meccanicità è antica, quindi è naturale che a volte torni.

Qualcuno ti insulta; non c'è bisogno di arrabbiarsi, ma improvvisamente nasce la rabbia. Non è uno sforzo, è una vecchia abitudine, una reazione vecchia. Non cercare di contrastarla, o di sorridere per nasconderla. Osservala, e la vedrai arrivare e andare via...Come un fiocco di neve su di un fornello caldo.

Per chi ha un occhio attento e un po' d'esperienza, basterà un salto per uscirne fuori e liberarsene.
Solo allora comprenderanno le parole del pigro Yong: proprio quando si usa la mente, non c'è attività mentale. 


Se un uomo ha imparato l'arte dell'osservare, può anche usare la mente, senza avere un'attività mentale.

Io vi parlo, e uso la mente, perché non c'è altro modo. 

La mente è l'unico modo di trasmettere un messaggio a parole; è l'unico meccanismo disponibile. Ma la mia mente è assolutamente silenziosa, non c'è attività mentale. Non sto pensando a cosa dire dopo, e non sto pensando a cosa ho detto prima. Sto solo rispondendo a Ta Hui spontaneamente senza mettermi di mezzo.

È come quando vai in montagna e gridi, e la montagna fa eco: la montagna non sta avendo alcuna attività mentale, fa solo eco. Quando parlo su Ta Hui, sono solo una montagna che fa eco. Nel mezzo del mio usare la mente, non c'è alcuna attività mentale.

Parole oblique macchiate da nomi e forme, parole dirette senza complicazioni. È un'esperienza strana, quella di usare la mente senza attività mentale. Senza la mente ma in funzione, sempre in funzione ma non-esistente 

Fin da bambino ho amato molto il silenzio.

Per quanto possibile, stavo seduto in silenzio. Naturalmente la mia famiglia pensava che sarei stato solo un buono a nulla, e avevano ragione. Sicuramente mi sono dimostrato un buono a nulla, ma non me ne pento.

Era arrivato a un punto tale che a volte ero seduto, e mia madre arrivava e diceva qualcosa di questo genere: "Sembra che non ci sia nessuno in casa. Ho bisogno di qualcuno che vada al mercato a prendere della verdura". Io ero seduto proprio di fronte a lei, e dicevo: "Se dovessi vedere qualcuno, glielo dirò...."

Era un fatto riconosciuto che la mia presenza non significava nulla; se c'ero oppure no, non faceva alcuna differenza. Una volta o due hanno provato e hanno scoperto che "è meglio lasciarlo da parte, e non notarlo neppure", perché se mi mandavano alla mattina a comprare la verdura, alla sera tornavo per chiedere: "Ho dimenticato cosa volevate che comprassi, e ora il mercato è chiuso". Nei villaggi il mercato della verdura chiude alla sera, e i venditori tornano ai loro villaggi.

Mia madre diceva: "Non è colpa tua, è colpa nostra. Abbiamo aspettato tutto il giorno, ma tanto per cominciare non avremmo mai dovuto chiedertelo. Dove sei stato?"

Rispondevo: "Mentre uscivo di casa, proprio qui vicino ho visto un bellissimo albero di bodhi", lo stesso tipo di albero sotto cui si era illluminato Gautama Buddha. L'albero ha preso il nome bodhi tree [albero di bodhi] -- in inglese bo tree -- per via di Gautama Buddha. Non si sa come fosse chiamato prima di Gautama Buddha; doveva pur avere un nome, ma dopo Buddha è diventato associato con il suo nome.

C'era un bellissimo bodhi tree, e per me era una grande tentazione.

C'era sempre un tale silenzio, una tale frescura alla sua ombra, nessuno mi disturbava, e così potevo star seduto lì sotto per un po' di tempo. E a volte penso che quei momenti di pace si sarebbero potuti estendere al resto della giornata.

Dopo alcune volte in cui li avevo delusi hanno pensato: "È meglio non dargli fastidio". E io sono stato immensamente felice che avessero accettato che quasi non esistessi. Ciò mi ha dato una grandissima libertà. Nessuno si aspettava niente da me. Quando nessuno si aspetta niente da te, cadi nel silenzio.... Il mondo ti ha accettato; ora non ha più aspettative su di te.

Quando a volte tornavo a casa tardi, mi cercavano in due posti: uno era il bodhi tree, e proprio perché mi cercavano sotto all'albero del bodhi, cominciai ad arrampicarmi sull'albero e a sedermi tra i suoi rami. Loro arrivavano, si guardavano intorno e dicevano: "Sembra che non sia qui".

E anch'io facevo di sì con la testa e dicevo: "Sì, è proprio vero. Non sono qui".

Ma poi mi hanno scoperto, perché qualcuno mi ha visto mentre mi arrampicavo e ha detto loro: "Vi ha preso in giro. Lui è sempre qui, la maggior parte del tempo è seduto sull'albero". Perciò mi sono dovuto spostare un po' più in là.

C'era un cimitero musulmano....

Ora, la gente di solito non va nei cimiteri. Certo, tutti devono andarci almeno una volta, ma a parte quella volta, a nessuno piace andare nei cimiteri. Quindi era il posto più silenzioso... perché i morti non parlano, non creano problemi, non fanno domande inutili, non chiedono nemmeno chi sei o di essere presentati.

Io ero solito andarmi a sedere in questo cimitero musulmano. Era molto grande, con molte tombe e ombreggiato da grandi alberi. Quando mio padre venne a sapere che andavo là a sedermi, disse: "Questo è troppo!" Un giorno venne a cercarmi e disse: "Puoi sederti sotto il bodhi tree o anche sopra, e nessuno ti disturberà. Questo è troppo, è una cosa pericolosa; in realtà, quando qualcuno va in un cimitero dovrebbe cambiarsi gli abiti e fare un bagno. Tu sei rimasto seduto qui tutto il giorno e qualche volta anche di notte, e quando torni a casa non sappiamo da dove vieni".

Questa è una cosa abituale, che quando torni dal cimitero... Di solito nessuno ci va a meno che non sia un dovere, a meno che non venga mandato; e anche così ci va con riluttanza. Dal cimitero normalmente la gente va direttamente al fiume per fare un bagno e cambiarsi i vestiti, e solo dopo entrano in casa. Mio padre disse: "Non so per quanto tempo sei andato avanti a fare questo".

Risposi: "Da quando mi avete disturbato mentre ero sul bodhi tree. Dovevo pur trovare un posto..." E continuai: "Piacerebbe persino a te una volta ogni tanto. Quando sei stanco e teso, vieni pure qui: nessun morto ti disturberà".

Lui disse: "Non parlarmi dei morti, e specialmente in un cimitero musulmano..." I musulmani sono poveri; le loro tombe sono fatte di terra. A volte con le piogge emerge un cadavere. La terra è stata portata via, e puoi vedere il morto; appare una testa, o una gamba. Lui disse: "Non dirmi più di andare lì. Solo l'idea che un giorno sarò in quella posizione e la mia testa apparirà fuori della tomba, mi terrorizza... sei proprio uno strano ragazzo!"

Io dissi: "Che c'è di male? Il poveretto è morto, non può fare nulla. Piove, lui non ha un ombrello, che può fare? Se appare una gamba, cosa può fare? Non può tirarla dentro; se lo facesse, ci sarebbero degli altri problemi, quindi lui sta tranquillo e lascia che le cose restino come sono".

L'amore del silenzio e l'amore dell'essere assente mi ha aiutato moltissimo per comprendere cosa dice Ta Hui. Sempre in funzione ma non-esistente: l'assenza di mente di cui parlo non è separata dall'avere la mente. Queste non sono parole per ingannare qualcuno. 

Ta Hui sta dicendo: "Non sto usando queste parole per ingannare qualcuno; non sto facendo mostra delle mie conoscenze; non sto fingendo di sapere di più di voi. Dico queste parole solo per condividere la mia esperienza del fatto che la non-mente e la mente possono coesistere. Non si dovrebbero usare metodi repressivi, ma solo una osservazione pura... e a poco a poco la mente perde tutti i suoi contenuti. Diventa non-mente".

Quindi l'assenza della mente e la mente non sono separate. L'assenza della mente è mente senza i contenuti, senza i pensieri. È come uno specchio che non riflette nulla.

Il silenzio che viene dall'essere uno specchio che non riflette nulla, è l'estasi più grande che l'esistenza permetta a un uomo. A partire da lì le cose continuano ad espandersi, misteri su misteri... nessuna domanda, nessuna risposta, ma solo esperienze straordinarie... grazie alle quali l'anima affamata che ha peregrinato per vite e vite, si sente nutrita, realizzata, pienamente soddisfatta.

È ora di smettere questo peregrinare.

E per questo c'è un metodo molto semplice, cioè quello di osservare la mente, il corpo, le tue azioni. Qualunque cosa fai o non fai, devi essere consapevole di una cosa: stai osservando. Non perdere l'osservatore; e allora non importa se sei cristiano o indù o buddista.

L'osservatore non è nessuno. È solo consapevolezza pura.

E questa consapevolezza pura può solo condurre a una nuova umanità, a un nuovo mondo dove la gente non si discriminerà a vicenda per motivi sciocchi. Nazioni, razze, religioni, dottrine, ideologie, sono solo giochi per bambini, non per persone mature. Per una persona matura c'è solo una cosa che esista, ed è la consapevolezza.

...Un monaco va a diffondere il messaggio di Gautama Buddha. Non è ancora illuminato; ecco perché Gautama Buddha lo chiama e gli dice: "Ricorda, devo dirtelo perché non sei ancora illuminato... parli bene, sei eloquente, puoi diffondere il messaggio. Forse non sarai in grado di spargere i semi, ma potresti attrarre verso di me alcune persone; tuttavia usa questa opportunità anche per la tua crescita personale".

Il monaco chiese: "Come posso fare, per usare questa opportunità?"

E Buddha rispose: "C'è solo una cosa da fare in ogni occasione, in ogni situazione, ed è osservare, essere consapevoli. A volte troverai che alcuni si irriteranno, si arrabbieranno, perché hai ferito la loro ideologia, le loro dottrine, i loro pregiudizi. Rimani silenzioso e osserva. Ci saranno dei giorni in cui non avrai da mangiare perché tutti saranno contro di te e non ti daranno neanche un po' d'acqua. Osserva... osserva la fame, osserva la sete... ma non irritarti, non lasciarti disturbare. Ciò che insegnerai alla gente non è importante tanto quanto la tua consapevolezza, il tuo osservare.

Se ritornerai da me con questa qualità, ne sarò immensamente felice. Il numero delle persone che riuscirai ad avvicinare non ha importanza, come non ha importanza a quante persone avrai parlato. Ciò che importa alla fine è se sei arrivato a casa, se hai trovato il fondamento solido dell'osservare. Allora tutto il resto è irrilevante".

Questa è l'unica meditazione che esista; tutte le altre sono variazioni dello stesso fenomeno.

Quindi questo sutra di Ta Hui è uno dei più importanti.

Okay, Maneesha?

Sì, Osho.

Osho: The Great Zen Master Ta Hui, Capitolo 28

sabato 11 settembre 2010

Ho'oponopono - il ritorno al sè divino. Appunti e consigli sulla tecnica Hawaiana

I seguenti appunti su Ho'oponopono provengono da alcuni libri , forum in inglese e dal seminario Self Identity Trough Ho'oponopono


Ho'oponopono: appunti.


Chi sono io?

Qual è il fine della nostra esistenza? Il nostro fine è tornare allo ZERO, il vuoto. Questo è lo stato di innocenza assoluta. Ti sei mai accorto che ogni volta che c’è un problema ci sei anche tu?

Dobbiamo chiederci: “cosa succede in me che sta causando questo evento che io percepisco come problema??”

L’unico vero scopo della nostra esistenza è tornare alla purezza dello Zero, la libertà e l’innocenza che è tutto ciò che realmente siamo. Allo Zero noi siamo completi. Allo zero noi siamo ispirati dalla divinità che è in noi.
Se non sei il nulla si manifesteranno le tue memorie, meccanismi subconsci, vite passate. Accumuli di vecchie memorie creano i blocchi che oscurano la nostra luce reale. Le memorie si manifestano come malattia, morte, problemi finanziari e altre sciagure. Possiamo scegliere: soffrire o lasciare andare facendo entrare Dio al posto di queste memorie. Ho’oponopono riguarda la soluzione di problemi a molti livelli, riguarda la soluzione di qualunque tipo di problema. Come faccio a cancellare le mie memorie? Con l’amore. Ho’oponopono è amore.
Gesù diceva AMA I TUOI NEMICI, intendendo dire con questo AMA LE TUE MEMORIE PASSATE SUBCONSCIE. Dunque puoi dire a te stesso “Qualunque sia la memoria che crea il mio problema X, IO TI AMO MEMORIA”.
L'unico problema che abbiamo sono le nostre memorie. Diciamo poi alla parte divina in noi “MI DISPIACE, PERDONAMI PER QUESTE MEMORIE IN ME CHE CREANO QUESTO PROBLEMA!” La fonte divina in noi ci ha creato e solo lei sa cosa può guarirci davvero. La divinità in noi appare quando siamo vuoti. LA MENTE RAZIONALE NON SA NIENTE DI NIENTE ED E' MEGLIO LASCIARLA STARE. Sono le memorie a parlare quando parlate, sono le memorie a fare domande quando voi fate domande, non è il Dio dentro di voi che fa domande ma la spazzatura! Chi ha creato le memorie? IO! E le memorie sono la causa di ogni problema.

NON DOBBIAMO CONOSCERE LE MEMORIE PER POTERLE ELIMINARE!!

Per quanto tempo dobbiamo fare pulizia?? Solo la divinità lo sa, noi non possiamo sapere nient, dobbiamo solo pulire, pulire, pulire. SIAMO TUTTI RESPONSABILI DI TUTTO CIO' CHE ACCADE INTORNO A NOI. Se faccio qualcosa di male qui potrebbe succedere un disastro da qualunque altra parte nel mondo.

RICORDATEVI: LA PAURA E' CONTRO DIO!
SE LASCIATE ANDARE LA PAURA, VOI E LA DIVINITA' DIVENTATE UNO.
PERCIO':
AMA LA TUA PAURA, RINGRAZIALA, INNAMORATI DI LEI.


Non dire mai “CI VUOLE TANTO”, o “NON FINIRO' MAI DI PULIRE” altrimenti ci metterai tanto e non finirai mai di pulire.

Non esiste niente di simile a uno stato 'SENZA PROBLEMI'. Tutto ciò che c'è è perfetto, quello che è imperfetto è la memoria. Chiediti “COSA SUCCEDE IN ME CHE FA ACCADERE QUELLO CHE SPERIMENTO?”. Ricorda, qualcuno deve pulire anche per qualcun altro, altrimenti nessuno lo farà.
Noi siamo la somma di tutti i nostri pensieri, emozioni, parole, decreti e azioni. Siamo dunque 100% responsabili di tutto quanto ciò che ci accade. Pulire una memoria la pulirà dovunque nell'universo e se vogliamo arrivare ad essere liberi dobbiamo pulire le memorie. Se il cliente che ricevi ha un problema, sei tu che lo condividi con lui a livello di memoria, tu sei co-responsabile del suo problema perchè tu sei lui e lui è te. Se viaggi in aereo o in treno e sei a Zero, l'aereo e il treno viaggeranno sempre sicuri. Non avrete mai incidenti. Dite alle vostre memorie GRAZIE! TI AMO! E verrete ispirati dalla divinità. La memoria verrà dissolta. Le forme di pensiero trattenute possono essere causa di problemi fisici, ma possiamo anche decidere per sempre di rilasciarle. Sono solo forme di pensiero. Digli “ TI AMO “. “NON SO PERCHE' SUCCEDE, MA MI DISPIACE, CHIEDO SCUSA, TI AMO, PER FAVORE PERDONAMI” (riferito alla divinità in te). Devi essere responsabile e iniziare a pulire per liberartene.
Questa è la tua opportunità per lasciar andare e per servire il mondo. Tutto è solo forme pensiero e queste possono sempre essere ripulite.

Non ci importa perchè funziona, l'importante è che funzioni.

“ESSENDO DAVVERO TE STESSO VEDRAI DIO IN TUTTI”.

“SE VEDI ATTRAVERSO LE MEMORIE NON PUOI VEDERE DIO”.


“CERCATE PRIMA IL REGNO DI DIO (LO ZERO, LA PUREZZA, L'ASSENZA DI MEMORIE) E TUTTE LE ALTRE COSE VI SARANNO DATE IN AGGIUNTA.

Se vi prendete cura di voi stessi, tutti gli altri staranno bene, il vostro unico ruolo è di essere perfetti.
Se sei te stesso al 100% cosa succede agli obiettivi? Cosa succede alla legge di attrazione? Zero è la perfezione, le memorie sono l'unica imperfezione. Il 'REGNO' è il nulla e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta. Pulisci te stesso così che l'altro possa correggere il suo errore. Tutti i vostri problemi stanno in voi, non negli altri, e tutto quello che dovete fare è cancellare le vostre memorie, dovete innamorarvi delle vostre memorie. Faremo una richiesta al divino creatore di cancellare le memorie, Dio è amore e solo l'amore può cancellare le memorie.
Qualunque processo scegliate, dovete solo farlo. Ma alla fine non importa a chi ti rivolgi mentre lo fai.

HO'OPONOPONO è lasciar andare, solo la divinità può cancellare le memorie.

ZERO E' NON AVER NULLA DA DIRE, LO STATO DI PURO AMORE.

A chi parliamo quando diciamo le 4 frasi? NON IMPORTA! FACCIAMOLO!
E GLI OBIETTIVI? NON IMPORTA!! FACCIAMOLO!!
Non dovete crederci, non dovete sentirvi in un certo modo, non dovete meditare, dovete solo FARLO.

Quando mi accorgo di un problema, chiedo a me stesso “Cosa sta succedendo dentro di me che ha causato questo problema? E come posso correggere questo problema in me?”
Il mio lavoro è pulire me stesso. Pulendo me stesso il mondo viene ripulito perchè io sono il mondo. Tutto ciò che è all'esterno di me è proiezione e illusione.

E' mia responsabilità mettere a posto ogni cosa che percepisco dal mio interno, connettendomi al Divino. Io dico “Ti amo” al Divino, per mettere a posto ogni cosa all'esterno. Io sto ripulendo le mie memorie. Il dolore dentro di me è Memoria Condivisa. Io sto ripulendo antiche memorie immagazzinate nel mio subconscio. Le quattro affermazioni che dico continuamente e continuamente nella mia mente, indirizzandole al Divino per fermare il mio chiacchiericcio mentale sono:
Ti Amo.
Mi Dispiace.
Per favore perdonami.
Grazie.

Pulisco costantemente su ogni cosa, perchè non ho idea cosa sia una memoria e cosa sia l'ispirazione. Pulisco costantemente per arrivare allo stato Zero.
Le nostre menti hanno solo una piccola visione del mondo. Il nostro cervello ci dice cosa fare PRIMA che decidiamo coscientemente di farlo. Questo significa che le intenzioni arrivano dalla mia mente inconscia e DOPO arrivano alla mia consapevolezza conscia.

E' provato che non posso controllare l'origine del segnale che mi spinge a passare all'azione. Nessuna intenzione ha mai dimorato nella coscienza.
Le intenzioni sono premonizioni, “sono icone che lampeggiano nell'angolo della coscienza per indicare ciò che può stare per accadere”.

..ho realizzato che le intenzioni non sono affatto una mia scelta, solo due leggi dettano la mia esperienza: ispirazione dalla divinità (nuovo) e memorie immagazzinate nel subconscio. Zero è il mio coesistere con la divinità. E' il luogo dal quale tutte le benedizioni e la ricchezza e la pace fluiscono. Io guardo oltre le ispirazioni e torno alla sorgente. Zero.

Io amo e perdono me stesso e ringrazio per le mie preoccupazioni. Pulendo le mie memorie il Divino ha la possibilità di entrare attraverso l'ispirazione.
I problemi di soldi sono semplicemente memorie che si ripetono. Ci sono memorie che allontanano dallo Zero, per ritornare a Zero io richiedo alla Divinità di cancellare le memorie dietro i miei problemi col denaro. I problemi col denaro sono programmi. Sto ripulendo le memorie così che i problemi scompaiano. Sto ritornando alla pace.

L'ispirazione viene d'improvviso in pochi secondi. Io ricevo idee che vengono dall'ispirazione, più che affermare intenzioni io colgo opportunità. Quando vengo dallo Zero dove ci sono zero limiti non ho bisogno di intenzioni, io semplicemente ricevo e agisco in base alle ispirazioni e i miracoli accadono. Ripulendo le memorie, che siano memorie o ispirazioni, sarò più capace di scegliere ciò che è meglio in quel momento. Se una idea persiste dopo diverse pulizie, agisco in base a quella idea. Io ho bisogno di AMARE i miei problemi e le mie memorie finchè non si dissolvono, compresi i problemi di soldi. I problemi vengono dalle memorie e non dal divino.

Io devo amare i miei problemi con i soldi.

Ogni cosa di cui faccio esperienza è dentro di me. Capisco che le persone stanno agendo a partire da una memoria\programma e per aiutarle devo rimuovere questo programma. Devo farlo io perchè qualcuno deve pur farlo e il solo modo di farlo è pulire:
Ti amo, mi dispiace, per favore perdonami, grazie.
Io sto rilasciando l'energia di questi pensieri dolorosi (memorie) che causano squilibrio, tutte le soluzioni ai problemi sono dentro di me. Tutto quello che mi appare nella vita è solo una proiezione dei miei programmi subconsci.
Ogni pensiero è imbevuto di memorie dolorose.
L'intelletto da solo non può' risolvere questi problemi.
Con Ho'oponopono la divinità prende le memorie dolorose, le neutralizza e le cancella, in questo modo io sto neutralizzando l'energia associata alle persone e alle cose. Una volta che l'energia viene neutralizzata, l'energia viene rilasciata e c'e' uno stato nuovo, nel quale io sto consentendo alla divinità di arrivare e riempire i vuoti con la luce.

Io pulisco ogni volta che noto un problema e dico “cosa dentro di me sta causando questo problema?” e poi chiedo perdono per qualunque cosa sia in me che causa questo.
Chiedendo perdono faccio in modo di pulire la strada affinchè si manifesti la guarigione. Quello che blocca il benessere è una mancanza d'amore, il perdono apre le porte affinchè questo possa tornare.
Quando qualcuno ha mal di schiena vado in me e mi chiedo “cosa sta accadendo in me che causa il suo mal di schiena?”

Sto chiedendo all'amore di rettificare gli errori in me dicendo “Mi dispiace, per favore perdonami per qualsiasi cosa stia succedendo dentro di me che si manifesta come questo problema.” La responsabilità dell'amore è poi quella di trasmutare gli errori dentro di me che si manifestano come il problema. Ogni problema è un'opportunità di pulire e non sono altro che vecchie memorie del passato che si mostrano per darmi un'altra possibilità di vederli con l'occhio dell'amore e agire a partire dall'ispirazione.
Io mi sto prendendo la piena responsabilità per la mia vita, io devo prendermi la piena responsabilità per ciò che le persone sperimentano e “Ti amo” è il codice che sblocca tutta la guarigione, che è IN ME, io ho bisogno di guarire ME.

I programmi sono come un credo, la mia sfida è di pulire tutti i programmi così che io torni a Zero dove l'ispirazione può arrivare. Tutte le mie memorie sono condivise.
Ho'oponopono richiede impegno, il divino non è un cameriere e non prende ordini. Il processo richiede costante focalizzazione sulla pulizia. Io sto dissolvendo i programmi limitanti che vedo e sento, ma non con la mente, perchè la mente non ha idee su ciò che sta succedendo. Io devo lasciar andare e fidarmi e rimango in questo momento:
quando dico TI AMO sto pulendo tutto ciò che è presente in questo momento;
quando dico TI AMO sto evocando lo spirito dell'amore affinchè guarisca dentro di me ciò che sta creando o attraendo le mie circostanze esterne. Sto pulendo in me il programma nascosto che stiamo partecipando, io sto mirando alla pace.

IO NON PIANIFICO, MI FIDO DELLA DIVINITA'

Io amo, riconosco e apprezzo TUTTO. Amando e dicendo a tutto TI AMO permetto al divino creatore di cancellare le memorie nella mia mente subconscia e rimpiazzarle nella mia anima e nelle anime di tutti con pensieri divini, azioni, fatti e parole divini. La divinità trasforma l'energia bloccata.


Ho’oponopono è un processo di costante, incessante azzerarsi così che la creazione (ispirazione) possa avere luogo. Chiedo a me stesso “cos'è che non so che devo ripulire? Non ho idea di quello che sta succedendo”. La mia mente potrà servire solo la memoria o l'ispirazione e solo una alla volta.

Quando sono a Zero, ogni cosa è disponibile, io sono creato a immagine e somiglianza del Divino: VUOTO E INFINITO. Se un'idea è ancora lì dopo diverse pulizie, agisco in base a quella, ma non pianifico, mi fido del divino affinchè si prenda cura dei problemi (memorie). Se qualcosa è nella mia esperienza, è qui per essere ripulita.

IO CREO OGNI COSA NELLA MIA REALTA'
IO HO ATTRATTO LA MIA SITUAZIONE E STO
PERDONANDO ME STESSO E L'ENERGIA CHE
CIRCONDA IL PROBLEMA.


Io sto muovendo l'energia dentro di me, amo me stesso per amare gli altri.
Io sto ricordando chi veramente sono, la mia vera natura è amore. Il successo sta fluendo a me facilmente mentre pulisco me stesso.
Ho cambiato il modo in cui mi approccio alla vita, c'è stato un cambiamento nel mio corpo e nel mio stato mentale. Provo a vedere Dio in ogni cosa (non il male), qualunque cosa mi capiti di vedere, mi sto focalizzando solo sugli aspetti positivi.

Pulisco il vecchio per fare spazio al nuovo.
Ho'oponopono è una metodologia e una filosofia di guarigione e PERDONO.
Leggere il nome di una persona porta chiarezza e unione, esprimete amore per l'altra persona:
“Io chiedo perdono per ogni errore cosciente o non cosciente del passato e del presente mio e dei miei antenati, commesso da loro e dai loro predecessori, lungo tutta la linea fino all'inizio del tempo e della vita microbiotica.”

Ci sarà sempre spazzatura che salterà fuori, io continuo a dire che sono responsabile al 100% (senza colpa) e semplicemente pulisco, lascio andare e lascio che la divinità prenda il controllo. Non perdo tempo con domande mentali “COME? QUANDO? CHI? “..io faccio esclusivamente la pulizia.. e facendola mi tolgo dalla mia strada, lascio andare i problemi da dentro di me e lascio che Dio agisca.

Io continuo senza nessun giudizio contro me stesso, perchè in me trattengo gli errori di tutto il mondo (come fanno tutti).
La ragione e l'intelletto causano PAZZIA, CONFUSIONE, INCERTEZZA.
Siamo tutti già perfetti, i problemi sono soltanto le nostre memorie.
E' più importante continuare a pulire che qualunque altra cosa, mentre lo faccio mi saranno date idee per risolvere problemi, avrò sempre problemi quindi io pulisco, pulisco, pulisco. Questi non sono solo miei problemi sono memorie condivise e per liberarmene l'unico modo è mandare AMORE alla divinità. La divinità sente e risponde nel modo migliore per tutti, nel momento migliore per tutti. Io posso scegliere (di pulire) ma non decidere (quando arriveranno i risultati). E' LA DIVINITA' A DECIDERE. Io pulisco, pulisco, pulisco....non ho intenzioni, non ho aspettative, ho bisogno solo di pulire tutto ciò che mi capita in quanto so soltanto che la pulizia interiore conduce a risultati esteriori, oltre a questo posso scegliere di pulire ma non posso decidere quali saranno i risultati della mia pulizia.

Le mie memorie hanno bisogno di grande persistenza e diligenza per essere pulite, la guarigione MI ACCADE mentre le pulisco.

Lo scopo di questa vita è essere ripristinato all'amore, momento per momento, sono qui per vedere che i miei pensieri creano la vita così com'è, momento per momento. I problemi non sono persone, luoghi o situazioni, piuttosto i pensieri che abbiamo su di loro. Dunque sono qui per apprezzare il fatto che non c'è un là fuori e nel fare questo la qualità' della mia vita cambia in maniera radicale. IO PRATICO CONTINUAMENTE L'IDENTITA' DEL SE' ATTRAVERSO HO'OPONOPONO, IL PROCESSO DI PENTIMENTO, PERDONO E TRASMUTAZIONE, per qualunque cosa stia succedendo in me, che sperimento coscientemente o meno. Mi prendo il 100% della responsabilità di ciò che capita... sono perfetto e le imperfezioni che vedo sono solo memorie che reagiscono e si ripropongono come GIUDIZIO, RISENTIMENTO, RABBIA, IRRITAZIONE, e il resto della spazzatura che porto dentro la mia anima.
Non ho a che fare con la persona\problema, ho a che fare coi sentimenti che sperimento e mentre pulisco questi dentro di me, anche i problemi e le persone relative si puliranno e guariranno.

ORA INIZIO A REALIZZARE CHE IO SONO RESPONSABILE PER QUALSIASI COSA CHIUNQUE DICA O FACCIA, SEMPLICEMENTE PERCHE' SONO NELLA MIA ESPERIENZA. Se io ho creato la mia realtà infatti, allora ho creato tutto ciò che vedo comprese le parti che non mi piacciono.
Pulisco le energie condivise dicendo alla divinità:

Ti amo
mi dispiace
ti prego di perdonarmi
grazie.


Ma non lo faccio per ricevere qualcosa in cambio, io lo faccio per ripulire le energie condivise così che nessuno debba farne ancora esperienza. Il processo di pulizia non si ferma mai perchè ho il dovere di ripulire tutto ciò che fa parte della mia esperienza, e se sono il creatore della mia stessa esperienza allora TUTTO CIO' CHE VEDO è qualcosa di cui sono responsabile. La divinità in me sta già inondandomi di amore a livello Zero, ma non sono ancora lì e dicendo Ti amo, mi dispiace, per favore perdonami, grazie, io sto pulendo tutti i programmi in me che mi impediscono di essere allo stato Zero.

Fare Ho'oponopono equivale a pagare il mutuo che pende sulla vostra anima, qualcuno lo chiama Karma, noi preferiamo chiamarle memorie. Eliminare le memorie equivale a ripulire il vostro karma, ma non vogliamo farlo con uno scopo preciso, perchè solo Dio sa con cosa rimpiazzare le nostre memorie. Vogliamo farlo per essere in pace con noi stessi in qualunque situazione verremo a trovarci. Solo così potrà mostrarsi la soluzione migliore per ogni problema.

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...