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venerdì 11 aprile 2025

Non sono i soldi a creare la tua vita. Sei tu.

 Il denaro come riflesso di come stai dentro 

C’è un momento in cui smetti di raccontartela. In cui ti fermi, guardi la tua vita e senti, senza più scuse: i soldi non sono il problema.

Per tanto tempo ci convinciamo che siano loro a impedirci di fare, di creare, di vivere davvero. Ma non è così.

Il denaro è un mezzo. Non un fine.

Uno strumento che serve a rendere visibile qualcosa che nasce dentro. Non ha un potere suo. Lo prende da noi.

E allora il vero nodo non è se ne abbiamo poco o tanto.

Il vero nodo è l’attaccamento.

È quel pensiero nascosto che ci sussurra: “Solo quando ne avrò abbastanza, allora potrò respirare, essere me stesso, sentirmi libero, iniziare a vivere”. Ma quella voce mente. Mente perché sposta sempre più in là la soglia. Mente perché ci fa credere che la nostra possibilità dipenda da qualcosa di esterno, quando invece è sempre una questione di stato interiore.

Il denaro fa parte dell’abbondanza, ma non la definisce.

L’abbondanza vera è una vibrazione, una centratura, una fiducia. È quando smetti di identificarti con la mancanza e inizi a riconoscerti come presenza. Quando smetti di credere che valga solo ciò che puoi comprare, e cominci a sentire che sei già ricchezza, anche se hai solo pochi mezzi.

I soldi, in realtà, non fanno accadere le cose.

Accadono quando dentro ti allinei.

Quando scegli di esserci, di fare un passo, di mettere le mani nella materia con quello che c’è, senza più aspettare condizioni perfette. In quel momento i soldi diventano una conseguenza. Un riflesso. Uno specchio. Non più il padrone, ma il servitore.

E allora può succedere una cosa paradossale ma reale:

i soldi arrivano quando smetti di rincorrerli.

Arrivano quando li lasci andare come fine ultimo, quando non li carichi più di senso, ma li lasci liberi di fluire. Come tutto ciò che non è più trattenuto dalla paura.

Perché il denaro, come ogni energia, risponde a come stai tu.

Se dentro c’è verità, centratura, dignità… allora anche fuori può riflettersi quella vibrazione.

Se dentro c’è bisogno, ansia, svalutazione… anche il denaro finirà per amplificare quella distorsione.

Per questo oggi sento che non è una questione di cifre, ma di presenza.

Se anche hai poco, ma dentro di te c’è un’intenzione chiara, limpida, autentica – come il desiderio di creare un luogo, una casa, un progetto che ti somigli – allora hai già tutto per iniziare.

Il resto verrà. Perché quello che sei dentro, prima o poi prende forma fuori. Anche attraverso i soldi.

E no, questo non significa sminuire la materia o far finta che i soldi non servano. Servono eccome. Ma non per darti un’identità. Servono per muoverti nel mondo con coerenza, con bellezza, con semplicità. Servono per nutrire, non per riempire vuoti. Per manifestare, non per compensare.

Il denaro non è sacro né sporco. È uno specchio.

È l’amplificatore della tua relazione con te stesso, con la vita, con il valore che ti riconosci.

E quando cominci a sentire questo… cambia tutto.
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Un passo nuovo. Un messaggio che parla dritto all’anima.

Se senti che è tempo di riconciliarti con la materia, con lo spirito, con il valore che sei… allora ci troveremo anche lì. Presto ti racconterò tutto.


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A presto,

Claudio

venerdì 9 settembre 2016

Prendi a cuore la tua missione, come la Guida Interiore prende a cuore te.

A volte ci capitano delle situazioni davanti alle quali ci troviamo del tutto impreparati. Nel mio caso è stato di natura economica. E non riuscendo a capire la natura di quanto accaduto ho chiesto alla Guida Interiore (SPIRITO), in quanto ormai consapevole di essere io ad attrarre ogni situazione della mia vita. Il pezzo che leggerete è stato scritto oggi, pertanto non la troverete nel mio nuovo libro.

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IO: Perché di fronte agli imprevisti reagisco spesso con paura rabbia e preoccupazione?

Sé: Come mai, invece, davanti a quello che tu definisci un “BELL’IMPREVISTO” sei contento?

IO: Questo significa che non devo etichettare l’imprevisto come bello o brutto?

Sé: Significa che vivi ancora di aspettative, che idealizzi ancora la tua vita. La scalata verso la reale saggezza non è priva di salti da compiere. Ci saranno degli alti e bassi. La tua mente oscillerà come un pendolo fino a quando non imparerai ad essere centrato. Nessun cammino è privo di ostacoli. Ma sai bene che solo la mente vede come ostacoli e difficoltà alcuni “imprevisti”. Perché anziché chiamarli tali, non li vedi semplicemente come situazioni che ti servono ad accrescere la tua centratura?

IO: Ci sto provando, però quando ti ritrovi davanti a una situazione che non sai né perché e accaduta, né come risolverla, entro in allarme. E’ normale.

Sé: A che ti serve entrare in allarme? A cosa ti serve essere preoccupato?

IO: A nulla, solo a disperdere energia e sprecare tempo nei mille pensieri.

Sé: Quella è solo una conseguenza.

IO: Conseguenza di cosa?

Sé: Della tua mancanza di fede, ma soprattutto del tuo cuore chiuso.

IO: Cosa centra il cuore chiuso con la batosta da pagare che ho ricevuto oggi?

Sé: La stai mettendo su un piano prettamente economico?

IO: Non lo so più. Mi avevi detto che durante questo cammino, scegliendo di incarnare la mia missione, non mi sarebbe mai mancato nulla.

Sé: Certo. Ti è mai mancato qualcosa? Sei mai stato senza cibo, senza un tetto o un letto, senza la possibilità di fare ciò che occorre a te e alla tua famiglia?

IO: No. Resta di fatto che non comprendo cosa centri il cuore chiuso con la cifra da pagare di questo imprevisto di oggi.

Sé: Perché continui a metterla su un piano economico?

IO: Perché è di questo che si tratta.

Sé: Non è così. Si tratta della tua fede e del tuo cuore ancora chiuso. Hai detto che stai incarnando la tua missione. Sei sicuro che sia proprio così? Stai prendendo a cuore la tua missione?

IO: Non lo so. Forse non come dovrei.

Sé: Sii onesto con te stesso. Agisci come se io ti impartissi degli ordini, degli obblighi, ma non è così. Le mie indicazioni ti mettono sempre se solo sulla tua strada, ogni volta che rischi di perderti. Io sono accanto a te a mostrarti dove andare perché la tua mente non lo sa. Prendere a cuore la propria missione significa prendere a cuore la tua vita. Devi prendere a cuore ogni essere umano come io faccio con ognuno di voi. Aprire il cuore verso la tua missione significa essere anima. E non si tratta di un’effimera ed illusoria emozione mentale, si tratta di Amore.Stai compiendo azioni come quando un tempo scappavi dalle situazioni.

IO: Ma non lo faccio volutamente. Io cerco di mettere in pratica quello che tu mi indichi, ma a volte non sento quella gioia o quella pace nel farlo. Anzi, spesso mi sento come al posto sbagliato.

Sé: Accade perché ancora idealizzi il nuovo paragonandolo al vecchio. Solo quando comincerai ad aprire il tuo cuore e a prendere coscienza che sei un canale di una forza chiamata amore, allora sentirai scorrere in te quella che chiami gioia. Essa non è emozione, ma una cosa semplice come il sorriso di un bambino quando vede una formichina camminargli sulla mano. Ti chiedi perché anziché le solite bollette o le classiche spese, adesso ti ritrovi a pagare del denaro per qualcosa di “inaspettato”?

IO: Si.

Sé: Ogni volta che ti adagi, rischi di ritornare nel vecchio schema della routine, del “fare perché lo devo fare”. Invece tu devi “fare perché sai che è la cosa più saggia da fare”. Avevi bisogno di una tirata d’orecchie. Ti stavi lasciando andare, distrarre dall’abitudine, dai classici schemi della sopravvivenza. Sai in cosa stavi trasformando la tua fede? La tua mente spesso ripeteva a se stessa “tanto c’è Spirito che ci pensa ai soldi. Io faccio le cose che mi dice e anche controvoglia, l’importante è che mi faccia campare senza che mi debba stressare nel pensare al denaro”.

IO: Ho pensato questo?

Sé: Certo. Io non sono il tuo datore di lavoro. Io ti do solo le indicazioni affinchè tu possa metterti sulla tua strada, e se prendi davvero a cuore la tua strada, il pensiero del denaro non ti sfiora minimamente. L’unico tuo focus rimane centrato sulla TUA MISSIONE. Non permettere che la tua attenzione venga distolta. Mantieni il focus su ciò che realmente sei. Queste distrazioni ti hanno portato a mettere da parte ancora una volta Anima. Lei è l’energia che porta avanti ciò per cui si è incarnata.




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Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...