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giovedì 18 marzo 2021

COME DENTRO, COSI' FUORI


L’essere umano vive la sua vita credendo che ogni situazione che gli accade, ogni singolo istante che si trova ad affrontare, sia dovuto al caso, tutt’al più a delle circostanze che chiama fortuna e sfortuna. Questo implica che puoi essere felice se le cose ti vanno bene e infelice se ti vanno male. Ma non è una condizione troppo semplicistica e fatalistica? Quando è stata l’ultima volta che, davanti ad una incomprensione, davanti ad un disagio, di fronte a un dolore troppo grande, ad una paura, ti sei fermato ad ascoltare il tuo respiro e a chiederti perché ti sei ritrovato in quella precisa situazione? Probabilmente molte volte. Ma hai ignorato il potere delle tue domande, hai messo da parte la tua fiducia nella parte più profonda di te che era, ed è, accanto a te proprio per rispondere a tutti questi quesiti. La vita, l’esistenza, non si svolge solo su un piano prettamente materiale, quello visibile. Esiste un altro volto della realtà, che possiamo chiamare mondo invisibile, all’interno del quale tu vivi, dove ci sono infinite situazioni da scoprire, riconoscere, comprendere e accettare per poter accedere ad un livello di consapevolezza più oggettivo, autentico e completo. Di questo mondo ne abbiamo già parlato in altre occasioni. Molti esseri umani ignorano questo mondo, altri intuiscono la sua presenza, altri ancora lo sentono e lo vedono. C’è chi ci crede e chi no, ma non è solo una questione di quanto tu possa crederci. Stiamo parlando di sentire qualcosa che va al di là del ragionamento logico e razionale a cui la mente è abituata. Quanto davvero vuoi andare nelle profondità del tuo essere, a costo di attraversare l’inferno emotivo che ti porti dietro da sempre, pur di scoprire la verità su chi sei? Quanto ancora vuoi aspettare, lasciandoti prendere in giro dalla confusione che invade la tua mente, i tuoi pensieri, la tua vita? Quando fai la guerra al mondo esterno, esso ti ricambia non certamente dandoti le armi, ma le conseguenze di quella guerra. Ossia, una sconfitta. Quando comprendi che il campo di quella battaglia non è la fuori, ma dentro, allora le probabilità di vittoria possono aumentare. Sempre e solo se l'ego si fa da parte. L'assenza di pensieri ti permette di poter compiere una scelta più autentica.  Quante volte hai provato a chiedere davvero alla vita cosa fare, anziché lasciar decidere all'ego? Quando dici “sono i miei pensieri” in realtà non sono partoriti volutamente da te. E così la tua vita viene quasi interamente manipolata da interferenze, di cui spesso neanche ci si accorge. Chi sta parlando ora nella tua testa? Chi sta scegliendo per te cosa è giusto o sbagliato? La mente vuole sempre la ragione su tutto. Crede di essere sempre dalla parte del giusto e che gli altri siano la causa del suo malessere, ma non si rende conto che ciò che accade è solo la conseguenza di ciò che si porta dentro. Apri la mente e concediti una visione più oggettiva. Quante volte ti sei fermato ad ascoltarti davvero? Quante volte hai messo in discussione le tue idee e le tue convinzioni su di te e sugli altri? Quante volte hai scelto davvero di rimanere ad osservare quanto rumore fanno tutti quei pensieri che ti dicono cosa fare? Guardati allo specchio tutti i giorni per alcuni minuti e osserva i pensieri che giungono senza un reale controllo. Quanti di questi ti buttano giù? Quanti di questi si creano aspettative sul futuro? Quanti di questi sembrano positivi? Bene, in ogni caso sono tutte illusioni perché è l'assenza di pensieri il tuo reale stato. Forse è giunto il momento di rientrare dentro te stesso e cominciare a camminare verso ciò che sei davvero, anche attraversando la notte buia dell'anima. Arriverà un momento in cui dovrai fare i conti con tutte le tue paure e dovrai scegliere se alzare la testa per affrontarle una volta per tutte, o continuare a soccombere raccontandoti di essere solo una vittima del destino. Prendi in mano la responsabilità della tua vita.


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mercoledì 24 agosto 2016

La Verità non è ciò che credi e ha una sola strada

IO: Quante strade ha la verità?

Sé: La verità è una presa di coscienza che ti mette sulla tua strada. È solo l'illusione che ha mille strade.

IO: Quindi la verità ha una sola strada?

Sé: La verità è la strada. I bivi sono le scelte davanti alle quali la mente si trova. Essa è costretta a scegliere sempre tra l'illusione e la verità.
(Claudio Guarini)

La verità, la sua verità, la mia verità, la tua verità. Ognuno possiede, o crede di possedere, una certa verità. Abbiamo tutti un’idea sulla verità. Qualcuno crede sia quella della religione giusta da seguire, del paradiso da conquistare, del mito della vita ideale da vivere nel benessere, del diritto al lavoro, del denaro per poter vivere sereni. Tutto conduce all’idea di felicità, o tutt’al più a quella di conquista (idea egoica), dell’ambizione, del successo, del vivere bene economicamente e in salute. Ma non ci rendiamo conto che rimane sempre e comunque un’idea. Per comprendere cosa sia la verità occorre uscire da questi pregiudizi, preconcetti, convinzioni, condizionamenti, paure, aspettative. Uscire soprattutto dalla pretesa che la tua mente debba sapere cosa sia meglio o giusto per te e per gli altri. La mente non lo sa e non lo saprà mai.

Quale può essere un esempio immediato di come fuggiamo ogni volta che ci troviamo di fronte alla verità? Le emozioni. Le emozioni filtrano la realtà, la rendono illusoria. Questo non significa negarle né di forzarsi nel non provarle, dico solo che non sono la realtà. Arriva un punto in cui neanche le provi più. Appartengono agli istinti bassi dell'umano, alla mente, al pensiero di cui non si ha il controllo ma è esso a pilotare la mente e la vita. Arriva quel momento in cui inizi a provare qualcosa che è tutt'altro rispetto alle emozioni, il cui centro purtroppo è raccolto nella pancia e non nel famoso "cuore". Infatti l'amore non è per niente "farfalle nello stomaco". Parlo di qualcosa di nettamente superiore. La mente di per sé non può e non deve creare nulla! È solo un esecutore al servizio di un informazione "SUPERIORE" che potete chiamare anche pensiero intuitivo (sono solo termini), ma che è un collegamento con una parte della vita (chiamatela anche Spirito) che ha dato appunto "vita" ad ogni tentativo di mettersi in contatto con "qualcosa" che le emozioni (risposte chimiche di una macchina ad uno stimolo esterno) possono solo falsare e tradire. Non le condanno né le nego ma dico solo che se volete vedere la realtà al di là di tanti blablabla filosofici e teoroci sul come creare la realtà (che è sintomo solo di una fuga da essa), occorre spogliarsene come di un vestito ormai stretto e obsoleto. Non è un processo immediato né forzato. Avviene nel tempo dopo aver messo da parte ciò che è falso, pilotato dal grande "illusionista" che proprio tramite il giudizio ci mette in condizioni di dire IO HO RAGIONE, TU NO, facendoci perdere nell'emozionale a livelli cosi sottili che neghiamo anche che sia così.
Gesú sulla croce aveva di fianco i due ladroni, si dice fosse quello buono da un lato e quello cattivo dall'altro. Chi erano? Essi rappresentano le emozioni positive e negative. In ogni caso sono entrambi dei ladri. Gesù si trova nel mezzo, nella centratura, dove le emozioni non sono più in grado di rubare la tua attenzione per dirigerla nell'illusione.
Cosa significa questo?

Il pensiero (positivo o negativo) è partorito dalla mente che produce a sua volta l'emozione che può essere positiva o negativa. L'emozione è sempre un pendolo che oscilla da un estremo all'altro. Il sentimento non ha bisogno di una causa esterna che lo procuri. Appartiene all'anima e non sottintende attaccamenti o capricci di possesso. È una sensazione che puoi sentire anche nel corpo ma non come l'emozione. Ha una frequenza e vibrazione differente. Una cosa è "Mente-pensiero-emozione", un'altra è "Anima-cuore-sentimento".
Il sentimento non è legato alle storielle sul colpo di fulmine o all'amore incondizionato che la mente crede di provare solo pronunciando dei mantra. Il sentimento è qualcosa di autentico che puoi percepire senza l'intrusione della mente e delle sue idee sull'amore. Quando ti ritrovi su un autentico perdono (che non potrà mai essere una convinzione mentale), puoi renderti conto di come quello è già amore, e non ha bisogno di attenzione, considerazione né approvazione. L'emozione è una reazione del corpo a un pensiero o un'idea, mentre il sentimento è come una sensazione di calore che ti fa cadere, senza che te ne accorga, una piccola lacrima
La sofferenza o la percezione del dolore è proprio della mente che fa resistenza a lasciare andare il "falso", la sua vecchia vita, la sua idea di se stesso, del mondo, degli altri, dell’amore, della morte, di Dio, del suo percorso, della felicità. Più resistenza c’è, più dolore apparentemente percepito ci sarà.

“Non esistono ostacoli che non si possano superare,
 esistono scelte che si possono compiere”
(Claudio Guarini dal libro DIALOGO CON LA GUIDA INTERIORE)

La Verità corrisponde alla conoscenza, ed essa corrisponde alla libertà. La conoscenza non te la danno le tradizioni né i libri, ma la "fonte originaria" che ha ispirato quelle tradizioni e quei libri. La conoscenza è la fonte stessa. Quella fonte è la Guida Interiore.
Quando la verità ti suggerisce di uscire dalla prigione, la mente ha due possibilità: seguire quell'indicazione o arredare la prigione. Purtroppo molte persone scendono a patti con l'illusione quando si rendono conto che alla mente costa troppa fatica e sacrificio lasciare andare per sempre l'idea che si ha di sè stessi, della vita, dell'amore, di Dio, della felicità.  Siamo sempre lì, è sempre quella la questione. La tua “zona di comfort”.
"Pinocchio devi andare a scuola", disse il grillo parlante, ma la tentazione del gatto e la volpe e del paese dei balocchi fu forte. Tante "menti" (quasi la maggioranza) fanno proprio così con le indicazioni della Guida Interiore, della parte spirituale. Gli lanciano contro una ciabatta e scelgono il paese dei balocchi fino alla fine dei loro giorni, usando la scusa "NON SONO PRONTO". Dopo che si è udita e riconosciuta la chiamata del RISVEGLIO, non ci sono più scusanti che possano reggere, come quella dell'essere pronti o meno. Esiste solo la SCELTA. O scegli il gatto e la volpe, o la verità. Tutto questo affanno ostinato verso la ricchezza e l'abbondanza tramite formule magiche, mantra e riti ti porta esattamente dal lato opposto a quello della libertà. Mettiti nelle condizioni di accettare che la tua mente può fare solo una cosa: scegliere da che strada andare. Su quella le cui indicazioni giungono dalla parte autentica (la Guida Interiore), o su quella delle illusioni (il paese dei balocchi, la vita ideale, ecc.).

A volte il conflitto è sotterraneo. La mente razionale ritiene di star seguendo le indicazioni ma in realtà censura alcune informazioni intuitive che vorrebbero avvisare del contrario. (Antonio D’Elia)

Finché non comprenderai cosa manipola la tua mente, continuerai a mettere sul piedistallo ciò che ostacola la verità anche nella mente degli altri. Tutto ciò che la tua mente non riesce ad accettare sulla Verità riguardo la tua vita, permette anche a "certe energie" (parassiti, voladores) di interferire con la mente stessa, infilando pensieri che non sono tuoi.
Goya fu preso per un pazzo malato di testa per via dei suoi dipinti all'interno della sua stanza. In realtà stava solo cercando di comunicare la verità, ossia la condizione dell'essere umano, la cui anima viene presa da quello lì "con la barba bianca" da millenni. Ancora oggi nessuno crede a questa palese verità e l'anima continua a stare nelle sue mani. Sta a noi andarla a recuperare. Ma finché pensiamo alla bella vita, ritenendo che è più importante accontentare un capriccio della mente, allora questa vita sarà stata un'occasione sprecata. Quando parlo della "bella vita" mi riferisco agli attaccamenti che danno un piacere immediato alla mente. Tutti abbiamo sperimentato che quel tipo di piaceri non ci rendono una persona migliore, ci rendono persone più dipendenti, che vogliono sempre di più di quel piacere. Questo non ha a che fare con la Gioia e l'Amore autentici, con la pace interiore (sentimenti, Anima), ha a che fare con le emozioni (e i capricci della Mente di superficie)
Salvare l'anima non è un modo di dire, è un'indicazione di estrema importanza.

L’uomo non è del tutto colpevole, poiché non ha cominciato la storia; nè del tutto innocente, poiché la continua.
(Albert Camus)


Spesso si sente dire che l’essere umano ha il cuore chiuso. 
E’ vero, non percepisce la sua anima, e pertanto non è in grado di sentire il reale sentimento, ma solo le emozioni e i pensieri dai quali si scatenano. Il cuore non può e non deve essere aperto da nessuna entità di luce, né angeli, né alieni, né maestri ascesi, né madonne, né nessun altro. L'apertura del cuore è una presa di coscienza di come realmente è il tuo mondo interiore. Tocca proprio a te aprire il tuo cuore, ma lo puoi fare solo se accetti la Verità (la Guida Interiore, la parte Spirituale, Spirito). È il rendersi consapevoli di come la mente abbia deviato, con la sua presunzione, ogni percorso spacciandolo per verità. È accettare la presenza di una parte oscura la quale non è fantasia né una proiezione, e che ha pilotato gran parte dei pensieri e delle azioni. L'apertura del cuore è guardare la tua vita con occhi di verità e umiltà accettando che non è la mente a decidere il cammino. Il destino non si crea, lo si riconosce e lo si mette in pratica ascoltando le indicazioni dell'unica guida dell'essere umano, ossia Spirito. L'apertura del cuore è vedere attraverso i suoi occhi e anche attraverso quelli dell'anima. Quando la mente tornerà alla sua reale funzione, allora qualcosa potrà apparire più chiara. Ma fino a quando sarà lei a decidere senza cognizione di causa, tutto ti condurrà a farti rimanere nella tua zona di comfort, che continuerai a scambiare per verità e libertà.


Fidati del suo piano, non del tuo dolore.

giovedì 17 marzo 2016

Osho – Il pensiero positivo: la filosofia dell’ipocrisia

Amato Maestro,la tecnica del “pensiero positivo”, è utile per risvegliarsi? Oppure ottunde la consapevolezza di essere in prigione e il desiderio di diventare liberi?
La tecnica del pensare in positivo non è una tecnica che ti trasforma: si limita a reprimere gli aspetti negativi della tua personalità. E’ una tecnica basata sulla scelta. Non può giovare alla consapevolezza: va contro la consapevolezza. La consapevolezza è sempre senza scelta. Pensare in positivo, significa semplicemente forzare il negativo ad andare nell’inconscio, e condizionare con pensieri positivi la mente cosciente. Ma il guaio è che l’inconscio è molto più forte, è nove volte più forte della mente cosciente. Per cui, quando una cosa diventa inconscia, essa diviene nove volte più forte di quanto non lo fosse prima. Magari non si manifesta più nella vecchia maniera, ma trova nuovi modi di espressione.

Quindi, la tecnica del pensare in positivo è poco efficace, priva di una profonda comprensione, e continua a fornirvi idee sbagliate su voi stessi.Il pensare in positivo è nato da una setta cristiana americana, che prese il nome di “Christian Science”. Per evitare la parola “Christian” e avere in tal modo più presa sulla gente, un po’ alla volta fu abbandonata la vecchia etichetta, e si limitò a parlare della filosofia del “pensiero positivo”. Christian Science – questa è la fonte originale – avanzò l’idea che tutto quello che vi succede nella vita, non è altro che una proiezione del pensiero. Se volete essere ricchi, “pensate alla ricchezza e arricchitevi”. E’ attraverso il pensare in modo positivo che ci si arricchisce, che si diventa più ricchi… che i dollari cominciano a venire verso di voi.
Mi viene in mente un aneddoto. Un giovane incontra per strada un ‘anziana signora. La signora chiede: “Cos’é successo a tuo padre? Non viene più alle nostre riunioni settimanali di Christian Science, ed è il membro più anziano, quasi il fondatore della nostra società”. Il giovane risponde: “E’ malato, e si sente molto debole”.
La donna ride, e ribatte: “E’ solo il suo pensiero e nient’ altro. Lui pensa di essere malato, ma non lo è. E pensa di essere debole, ma non lo è. La vita è fatta di pensieri: diventi ciò che pensi! Digli di ricordarsi l’idea che ci ha predicato per anni. Digli di fare pensieri sani, di pensarsi forte e vigoroso!” Il giovane conclude: “Gli riferirò il suo messaggio”.
Otto, dieci giorni dopo, il giovane incontra di nuovo la donna, che gli chiede: “Cos’è successo? Non gli hai riferito il mio messaggio? Perché continua a non venire alle riunioni settimanali?” E il giovane risponde: “Gli ho riferito il suo messaggio, signora; ma ora lui pensa di essere morto. E non lo pensa solo lui… tutti i vicini, la mia famiglia, perfino io stesso, pensiamo che sia morto. E non vive più con noi: è andato a stare al cimitero!”
Christian Science ha un approccio superficiale… può aiutare in certi casi: in particolare, si possono modificare quelle situazioni che sono realmente create dalla vostra mente. Ma non tutta la vostra vita è creazione della mente.
Il pensiero positivo deriva da Christian Science. Parlano un linguaggio più filosofico, ma la base è la stessa: se pensi in negativo, ti accadranno cose negative; se pensi in positivo, ti accadranno cose positive. E in America questo genere letterario ha molta fortuna. In nessun altro posto al mondo il pensare in positivo ha avuto alcuna presa… perché è una cosa puerile. “Pensa di essere ricco e diventalo”… tutti sanno che è una pura e semplice assurdità. Ed è nocivo, è pericoloso per te.
Le idee negative della tua mente devono essere rilasciate, non devono essere represse da idee positive. Occorre che tu crei una coscienza, che non è positiva, né negativa. Quella sarà una pura coscienza. In quella pura coscienza, vivrai la più naturale e gioiosa delle esistenze.
Se tu reprimi una qualsivoglia idea negativa perché ti fa star male per esempio, se sei arrabbiato, e reprimi la tua rabbia sforzandoti di cambiare quell’energia in qualcosa di positivo, come cercare di sentirti in amore verso la persona verso cui provavi rabbia, oppure di sentire compassione per lei, sai benissimo che stai ingannando te stesso. A un livello molto profondo la rabbia rimane tale: stai semplicemente dando una mano di bianco, per coprirla. In superficie puoi sorridere, ma il tuo sorriso si limiterà alle tue labbra. Sarà una ginnastica delle labbra: non sarai connesso con te, col tuo cuore, col tuo essere. Tra il tuo sorriso e il tuo cuore, stai mettendo una barriera: l’emozione negativa che hai represso.
E non si tratta di una sola emozione: nella tua vita ci sono migliaia di emozioni negative… non ti piace una persona; non ti piacciono tante cose; tu stesso non ti piaci; non ti piace la situazione in cui sei. Tutta questa immondizia, continua ad accumularsi nell’inconscio, e in superficie prende forma un ipocrita, che dice: “Amo tutti quanti. L’amore è la chiave della beatitudine”. Ma non traspare alcuna beatitudine nella vita di una persona così! Dentro di lei esiste un vero inferno. Può ingannare gli altri, e se continui a ingannarli per un tempo sufficientemente lungo, finisce per ingannare anche se stessa. Ma questo non è un cambiamento. E’ solo sprecare la propria vita… che ha un immenso valore, perché una volta buttata via, non si può riaverla indietro.
Il pensare in positivo, se lo si vuole chiamare col suo vero nome, non è altro che la filosofia dell’ipocrisia. Quando vi viene voglia di piangere, essa vi insegna a cantare. Ci puoi riuscire se ci provi, ma quelle lacrime represse verranno fuori in un altro momento, in un’altra situazione. Esiste un limite alla repressione. E la canzone che stavi cantando è del tutto insignificante: non la sentivi, non nasceva dal tuo cuore. Essa nasceva solo dal fatto che questa filosofia dice di scegliere sempre ciò che è positivo.
Io sono assolutamente contrario al pensiero positivo. Sarai sorpreso di sapere che se non scegli, se rimani in una consapevolezza libera da scelte, la tua vita comincerà a esprimere qualcosa che non è né positivo né negativo, qualcosa di superiore a entrambi. Per cui, non sarai un perdente. Non sarà positivo, non sarà negativo, sarà esistenziale. Quindi, se ci sono lacrime, esse avranno una loro bellezza; avranno una loro canzone. Non occorre che tu sovrapponga ad esse un’altra canzone: esse provengono dalla gioia, dall’appagamento, non dalla tristezza o dal fallimento. E se la canzone esplode, non sarà contro le lacrime o la disperazione: è semplicemente l’espressione della tua gioia… non è contro nulla né a favore di qualcosa. E’ semplicemente il fiorire del tuo essere; ecco perché la chiamo esistenziale.
Il pensare in positivo, ha condotto l’America su una strada sbagliatissima: ha reso la gente ipocrita. Oggigiorno, è la filosofia che, in America, ha maggior presa. Di fatto non è nemmeno una filosofia: è solo spazzatura. Essa non comprende la psicologia dell’uomo, non è radicata nelle scoperte della psicologia, né in quelle più profonde della meditazione. Si limita a dare speranza alla gente, a persone che stanno perdendo ogni speranza.
Pubblicato nel numero 101
Tratto da: The Transmission of the Lamp – 13 giugno 1986

Osho Rajneesh

Osho
Osho è stato un filosofo e leader carismatico e maestro spirituale indiano fra i più influenti e conoscuti del ventesimo secolo.

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...