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domenica 30 gennaio 2011

La creazione della realtà: LA COSCIENZA


Il Giornale Onlinedi Momi Zanda

La creazione della realtà da parte della nostra coscienza avviene grazie all'esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell'universo. Interagendo consapevolmente con il campo creiamo consapevolmente la realtà...

Sono sempre più numerosi gli studiosi, non solo filosofi e psicologi ma anche scienziati, che sostengono che la realtà è una nostra creazione, e che la creazione della realtà avviene prima di tutto nell’interiorità dell’individuo, in uno stato di coscienza più profondo di quello di cui siamo ordinariamente consapevoli. Gli eventi esterni della nostra vita sono solo il riflesso dello stato interiore della nostra coscienza. Se vogliamo modificare gli eventi o crearne di nuovi dobbiamo quindi prima di tutto lavorare all’interno di noi stessi. Questa affermazione potrebbe sembrare arbitraria o addirittura “anti-scientifica”, ma in realtà non lo è.

Gli studi più avanzati di fisica quantistica convergono infatti verso questa ipotesi, e sono stati fatti ormai molti esperimenti di laboratorio che supportano la tesi che la coscienza sia in grado di influenzare senza intermediari le altre coscienze e addirittura la materia.
Una volta accettato che è la nostra coscienza a creare la nostra realtà, per poterla creare in maniera attiva e consapevole è utile esaminare prima di tutto alcuni presupposti fondamentali del processo.
Il primo presupposto della creazione della realtà è l’esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell’ universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’ universo, dal più piccolo al più grande.

Questo campo in ambito scientifico, psicologico e filosofico è stato definito in molti modi: mondo platonico (definizione questa non di un filosofo ma di uno scienziato, Penrose, uno dei fisici quantistici più accreditati e più all’avanguardia), campo di forma, campo morfico, campo morfogenetico, inconscio collettivo, ordine implicato, matrice o matrix, matrix divina, campo quantico, campo del punto zero o più semplicemente “campo”. L’esistenza di questo campo è ormai accettata da molti scienziati ai massimi livelli ed è stata dimostrata da alcuni esperimenti.
Le relazioni all’interno di questo campo non sono lineari o causali, ma sincroniche. Il che significa che una modifica in un punto del campo influenza istantaneamente il resto del campo, senza che intervengano intermediari materiali o meccanismi lineari di causa ed effetto.

Che ce ne rendiamo conto o no, è attraverso questo campo che noi creiamo la nostra realtà. In ogni istante della nostra vita noi interagiamo con il campo. Se impariamo ad interagire consapevolmente, impadronendoci dei meccanismi di funzionamento del campo, possiamo diventare i creatori consapevoli della nostra realtà.
Il secondo presupposto è che il linguaggio che il campo comprende e a cui risponde è il linguaggio del cuore, cioè i sentimenti. Naturalmente anche il pensiero è importante, ma se i nostri sentimenti sono in contrasto con i nostri pensieri, sono i primi a prevalere. Il campo recepisce le informazioni che vengono dal cuore e risponde ad esse istantaneamente. Questo principio è chiamato comunemente “legge della risonanza” o “legge dell’attrazione”. Si attira solo ed esclusivamente ciò che è in risonanza col nostro cuore.

Se non ci piace quello che attiriamo, non abbiamo altra scelta che cambiare le nostre vibrazioni, le frequenze del cuore. Se le frequenze del cuore sono basse, come quelle generate da sentimenti come la paura, o l’odio, o il dolore, attireremo persone ed eventi che vibrano alla stessa frequenza e la nostra vita diventerà sempre più dominata dalla paura, dall’odio o dal dolore. Per inciso, è stato sperimentalmente dimostrato che il nostro cuore genera un campo elettromagnetico la cui ampiezza è normalmente di 2 o 3 metri e che può quindi influenzare gli altri campi elettromagnetici presenti nell’ambiente, compresi quelli delle altre persone.

In base alle informazioni che il nostro cuore invia al campo, il campo risponde modificando sincronicamente la realtà materiale e producendo nel nostro ambiente oggettivo (e quindi anche nel nostro corpo) quelle situazioni e quegli eventi che sono coerenti con le informazioni ricevute, e quindi con i nostri sentimenti. Se i nostri sentimenti sono di insicurezza e di frustrazione, il campo riflette questi sentimenti producendo nella nostra realtà situazioni ed eventi che mettono a rischio la nostra sicurezza e che ci impediscono di soddisfare i nostri desideri e le nostre esigenze. Se ci sentiamo delle vittime il campo ci rimanda situazioni in cui effettivamente siamo delle vittime. Perciò, se vogliamo essere soddisfatti e avere successo nella vita, dobbiamo riuscire a sentirci già soddisfatti e vincenti prima ancora di esserlo concretamente nella nostra realtà oggettiva.

Se vogliamo trovare una persona che ci ami dobbiamo sentirci amati e desiderati prima ancora di averla trovata, e così via. In altre parole, per riuscire a ottenere nella nostra realtà concreta e materiale le situazioni e gi eventi che desideriamo, dobbiamo prima costruirli nella nostra realtà interiore e sperimentare i sentimenti collegati ad essi come se quegli eventi fossero già realizzati.
Un terzo presupposto è l’esistenza di una dimensione fuori del tempo dove tutto è potenzialmente possibile. Possiamo chiamare questa dimensione il campo delle possibilità. In questo campo ogni cosa non solo è possibile ma esiste. Esistono tutti i possibili futuri individuali e collettivi. Questa idea potrebbe sembrare un’astrazione (o peggio un vaneggiamento) ma invece corrisponde a quello che sostiene la fisica quantistica a proposito delle particelle subatomiche. In ogni istante una particella si trova contemporaneamente in tutti i suoi possibili stati di esistenza. Solo quando interviene un osservatore (ad esempio, attraverso degli strumenti di misura) la particella viene a trovarsi in uno stato determinato (si dice che la funzione d’onda della particella “collassa”) che esclude tutti gli altri.

Nei termini che stiamo usando oggi possiamo dire che il campo contiene potenzialmente tutte le possibili realtà, e che poi solo una di queste realtà viene manifestata concretamente nel nostro spaziotempo. Ma cos’è che fa sì che il campo manifesti una data realtà e non un’altra? Le chiavi sono l’immaginazione e l’intenzione. Tutto ciò che possiamo desiderare o immaginare è possibile. Perciò prima di tutto dobbiamo definire bene ciò che vogliamo. Se decidiamo di trovare un lavoro più remunerativo, il campo potrebbe crearlo in un’altra città. Se non siamo disposti a trasferirci è meglio definirlo prima. Una volta stabilito il “cosa” dobbiamo attivare l’intenzione di realizzarlo. L’intenzione non ha quasi nulla a che fare con la volontà. La volontà è una funzione dell’ego, l’intenzione è un potere del Sé. È il potere di armonizzarci ed entrare in sintonia con il campo delle possibilità. Immaginando un risultato futuro e sviluppando un’intenzione corrispondente creiamo un altro campo, chiamato campo delle probabilità.

Il futuro che abbiamo scelto da possibile diventa “probabile”, e inizia a manifestarsi nella nostra realtà per mezzo di eventi che la psicologia chiamerebbe “sincronicità”. Le sincronicità sono eventi collegati al nostro stato psichico interno che non sono però prodotti da un meccanismo di causalità lineare. Tutti noi sicuramente abbiamo sperimentato tante volte delle sincronicità. Pensiamo a qualcosa, e ci succede nella realtà un evento collegato a ciò che abbiamo pensato. Il caso più banale e comune e quando pensiamo a una persona che non vediamo da molto tempo e poco tempo dopo incontriamo quella persona o riceviamo una sua telefonata. All’interno del processo della creazione della realtà, le sincronicità hanno la funzione di indirizzare i nostri comportamenti per ottenere il risultato desiderato. Il punto di partenza sono sempre i nostri sentimenti e i nostri pensieri che comunicano con il campo. Il campo riceve le informazioni e modifica la realtà in base ad esse. Per questo è importante essere attenti alle sincronicità, anche quelle apparentemente banali o irrilevanti, così da intensificare il processo.

Mano a mano che il campo delle probabilità che abbiamo creato fa manifestare sincronicità ed eventi nella nostra vita, noi dobbiamo sfruttare quegli eventi operando nuove scelte in vista della realizzazione di ciò che abbiamo deciso di realizzare. Dopo avere scelto il nostro futuro e avere creato il campo delle probabilità, è importante non avere particolari aspettative sul modo in cui il nostro desiderio dovrà realizzarsi, ma abbandonarsi con fiducia al flusso degli eventi. In altre parole, dobbiamo focalizzarci sul “cosa” e non sul “come”. Il come non è compito nostro ma del campo universale.

Il nostro unico impegno dev’essere quello di mantenere il sentimento di avere già realizzato il futuro che abbiamo scelto per noi. Se diventiamo ansiosi, impazienti o temiamo di non riuscire a ottenere ciò che vogliamo, blocchiamo il processo. O meglio, e come se creassimo un nuovo campo di probabilità scegliendo un futuro negativo. Il campo legge il nostro sentimento di ansia e dubbio, e manifesta un risultato negativo corrispondente a quel sentimento.
Tutto quello che dobbiamo fare quindi è mantenere il sentimento che il futuro desiderato si sia già realizzato, e seguire le sincronicità che si presentano nella nostra vita (un incontro, un consiglio che qualcuno ci dà, un’intuizione che ci dice di fare qualcosa di particolare, talvolta un sogno), lasciando alla matrix divina il compito di trovare il modo migliore per soddisfare i nostri desideri.

Fonte  
tratto da.altrogiornale.org

giovedì 20 gennaio 2011

IO E TE SIAMO UNO


Riporto qui una considerazione che ha riempito la bacheca di facebook di commenti un pò fraintesi:

"Il mio lavoro è pulire me stesso.
Pulendo me stesso il mondo viene ripulito perchè io sono il mondo.
Tutto ciò che è all'esterno di me è proiezione e illusione.
E' mia responsabilità mettere a posto ogni cosa che percepisco dal mio interno, connettendomi al Divino.
Quello che c'è la fuori è un mondo olografico che io stesso proietto all'esterno per prenderne coscienza."

SIAMO TUTTI RESPONSABILI DI TUTTO CIO' CHE ACCADE INTORNO A NOI.
Se faccio qualcosa di male qui potrebbe succedere un disastro da qualunque altra parte nel mondo.
EFFETTO FARFALLA:
"Una farfalla, sbattendo le ali in America, potrebbe provocare un ciclone in Asia."
Che poi è riportato anche nella fisica quantistica...
TUTTO è UNO!

Lo diceva anche Gesù: "Io e il Padre siamo UNO".
Tutto è interconnesso,
qualsiasi cosa io pensi e faccia qui ha ripercussioni in qualsiasi parte dell'universo..
e indovinate perchè l'universo si muove all'unisono con ciascuno di noi? 
(cosi come ogni cellula del nostro corpo anche se autonoma rende conto al nostro intero organismo)
Quell'universo siamo NOI!


Ciò di cui parlo è in sostanza lai trasmutazione alchemica.
Non voglio assolutamente intendere o proporre di eliminare o opporre resistenza, ma tutt'altro.
Ci è stato concesso di partecipare al gioco cosmico della co-creazione all'interno della dualità
e per tanto riscoprire attraverso essa che tutto è interconesso e riconduce all'UNO!
Si è preso ormai consapevolezza (non x tutti) che ogni cosa
è intrisa "della stessa sostanza del padre" che viaggia nell'etere permeando ogni cosa, visibile e invisibile.
Ma sulla scuola chiamata Terra dobbiamo fare l'esperienza dell'ego, della rabbia, dell'odio, della paura proprio perché (Noi) Dio (che è pura COSCIENZA) ha scelto questo tipo di specchio armonico per vedersi evolvere sotto questo aspetto.

Quindi il nostro lavoro di pilitura e di trasmutazione del piombo in Oro ha un suo senso e significato.
Non ho detto di eliminare l'Ego e respingere la sofferenza,
ma di donar loro amore Compassionale e arrivare al punto di Dis-Identificarsi  da esso 
e Identificarsi, invece, con la propria anima da cui purtroppo ci sentiamo separati dal momento in cui siamo scesi sulla Terra  credendo di essere solo il nostro corpo o la nostra mente.
La parola MIO non si dovrebbe usare nel dire la MIA anima,
altrimenti creiamo ancora questa separazione,
in quanto noi Siamo Anima, chì in embrione e chì invece più sviluppata, diciamo così.

Quando siamo ossessionati da pensieri disturbanti:
gelosia, ansia, paura, giudizio verso gli altri,
dobbiamo portare l'attenzione su noi stessi, sul Qui & ORA.
Divenire degli osservatori senza alcun tipo di giudizio o lamentela.

Dobbiamo prendere consapevolezza che Siamo identificati con i meccanismi psicologici della personalità che è la nostra parte animale; essa avrà sempre un motivo per lamentarsi, per essere infelice o ansiosa. 
Essa è legata alla sopravvivenza dell'apparato psicofisico (corpo) e con esso un giorno morirà.
Ciò che deve morire (personalità/Ego) avrà sempre paura di morire.
E ti farà credere di non essere IMMORTALE.

vi riporto un estratto del libro che sta per essere pubblicato:

Finché resteremo nel 2 (dualismo) sentendoci separati dal resto e non faremo un lavoro su noi stessi ritornando a capire che siamo L'UNO, li vedo molto movimentati questi 2011,2012 e 2013. 
Vorrei che prendeste in esempio un grande maestro (per chi crede nella sua esistenza storica o meno) il cui spirito si è incarnato in più personaggi ormai noti come Buddha,  Horus, Krishna, Mitra e, nel caso che sto per descrivere, Gesù.
E’ stato tra quelli il cui messaggio è stato strumentalizzato e frainteso dalle religioni e istituzioni per creare questa dualità.
Lo possiamo a tutti gli effetti considerare un MESSIA;
(un Messia che viene al mondo molte volte, rispondendo a diversi momenti storici e alle necessità di diverse culture, è un Messia che parla il linguaggio adatto a ciascuno che lo riceve).
Quello che in pochi hanno compreso è che Egli ha parlato sì ad un certo popolo ma il messaggio era rivolto a noi di oggi, di quest’epoca perché gli antichi del passato siamo proprio noi.
E considerando che passato, presente e futuro coesistono simultaneamente in una realtà dalle infinite probabilità di esistenza, il suo messaggio è più attuale di quello che si possa pensare.
Io lo ritengo un grande insegnante di fisica quantistica. Infatti un concetto fondamentale di cui è portatore si può riassumere in questa frase: “Io e il Padre Siamo UNO!”.
Questo è a tutti gli effetti un concetto di fisica quantistica di cui Gesù ne è stato un maestro, per così dire, Ante lìtteram.
In essa (e di qui non mi smuove nessuno) si dice infatti che l’osservato (tutto ciò che si può osservare nell’ambito del panorama universale) e l’osservatore (che può essere un soggetto rappresentato da ognuno di noi) sono la stessa cosa.
Ciò che potrebbe sorprendere è che Lui l’abbia detto 2000 anni fa.
Ma prima di Lui, questo stesso concetto è stato ripreso da altri cosiddetti figli di Dio.
Per cui Creatore e Creato sono esattamente la stessa cosa; laddove, invece, per secoli l’umanità ha continuato a pensare che ci fosse questa separazione, questa scissione (dualità).
 E quindi siamo sempre andati a cercare Dio fuori di Noi
[questo è quello che induce a fare la religione che comunque ha una sua funzione ma con una scadenza].
Là dove finirà la religione potrà iniziare la spiritualità (intesa come una ricerca di Dio dentro me stesso) in questo vasto oceano chiamato universo (unus vèrtere = tendere all’Uno). E indovinate cosa disse Gesù?
“Il Regno dei Cieli è DENTRO DI VOI”
Questa è una frase molto profonda perché riassume ancora una volta un concetto di fisica quantistica. Per Gesù non esisteva il dentro e il fuori, il sopra e il sotto, il migliore e il peggiore, l’interno e l’esterno. Esisteva un concetto che oggi la fisica quantistica sintetizza nella parola ovunque e non nell’altrove. 
Quindi la nostra ricerca non deve affannarsi ed essere sempre impostata proiettandoci verso qualcosa che non si sa mai dove si trova perché quello che noi cerchiamo è molto più vicino a noi di quello che si possa pensare.
Il "Padre" è molto più vicino a noi di quanto possiamo pensare..ma soprattutto è molto più vicino Lui a noi di quanto lo siamo noi a Lui.
E’ troppo difficile, per la maggior parte di chi sta affrontando per la prima volta questi argomenti, poter accettare e condividere perché questo è un concetto che sfida la cultura el’edu-castrazione ricevuta nei secoli.
Siamo in un momento di transizione, e non andremo incontro alla fine di un mondo ma alla fine di un modo di pensare, di rapportarci.
Scopriremo che siamo tutti esseri di scintilla divina e questa scuola chiamata Terra è la più dura ma la più importante sotto il punto di vista evolutivo e d’esperienza animica.
Ripeto per l’ennesima volta che noi oggi siamo immersi in una visione della realtà di stampo dualistico; quindi anche il nostro simile noi lo vediamo come l’altro. Quando Gesù disse “AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO” stava semplicemente impartendo una lezione davvero importante:
il tuo prossimo è il tuo te stesso.
“Fai all’altro ciò che vorresti fosse fatto a te” (nell’altro Lui vedeva semplicemente se stesso).
Il giorno in cui l’umanità vedrà che non è costituita da molti esseri e che ciascuno di questi esseri fa parte indissolubile di un organismo universale (così come le centomila miliardi delle nostre cellule fanno parte del nostro organismo funzionando tutti per uno e uno per tutti comportandosi come fossero una proprietà comune  e funzionale),  vedremo davvero accadere qualcosa che solo i bambini puri in spirito potrebbero raccontare in questo preciso istante.
Tutto ciò che noi chiamiamo COSMO non è altro che un unico ed infinito organismo vivente dotato di intelligenza e coscienza ; e facendone parte ed essendone le cellule, non rimane che dire che nella cellula c’è il tutto e nel tutto c’è la cellula.
Nessuna cosa, sia consciamente che inconsciamente,  può considerarsi separata da tutto questo ESSERE UNIVIVENTE.
Noi crediamo di conoscere l’amore ma ne assaporiamo soltanto alcuni surrogati.
Il vero amore (dal latino a-mors = senza morte) non potrà sussistere mai finchè non ci renderemo conto, in coscienza (perché tutto è coscienza), che qualsiasi evento accada in un punto qualunque, in qualsivoglia parte del cosmo, è tutto interconnesso con noi.
E quindi tale evento ci riguarda. Nessuno mai potrà dire che ciò che succede a noi non succede in qualsiasi altra parte dell’universo.


Abbandònati alla vita e a te stesso ma diventando consapevole di ogni pensiero, di ogni parola e di ogni azione!
PRESENTE sempre a te stesso!

Claudio.

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