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domenica 13 aprile 2025

Il punto esatto in cui ci perdiamo

 

All’inizio si cerca.

Con fame, con apertura, con il bisogno di dare un senso a qualcosa che dentro si è rotto.

Si leggono libri, si fanno corsi, si esplorano tecniche, si cambia linguaggio.
A volte si ha la sensazione di aver trovato finalmente una via.
Altre volte si inciampa, si crolla, si ricomincia.
È un cammino fatto di alti e bassi. E va bene così.

Ma poi accade qualcosa di sottile.
La mente, che ha paura del vuoto, comincia a costruirsi un’identità anche lì.
E nasce l’ego spirituale: quello che si veste di consapevolezza, ma ha ancora bisogno di sentirsi “più avanti”, “più sveglio”, “più vero” degli altri.
Un ego che sa usare le parole giuste, ma dimentica l’ascolto. Che predica amore, ma divide.
Che scambia sensibilità per superiorità.

In certi casi diventa persino più pericoloso del vecchio ego. Perché si maschera da saggezza. E nasconde, sotto un’apparente luce, una forma raffinata di narcisismo. Un bisogno di controllo spirituale.
Un piccolo delirio di onnipotenza, camuffato da “dono”, da “missione”, da “chiamata”.

Ma la spiritualità non è potere. È verità. Non è un’idea da mostrare.
È una presenza da vivere.

E la verità è che la vita continua a spogliarti, anche quando pensavi di aver compreso.
Può toglierti una certezza, una relazione, una stabilità, perfino un’apparente connessione con il “divino”.
E tu ricadi nei tuoi inferni.
Ma se li attraversi davvero, senza più personaggi da interpretare, allora qualcosa inizia a guarire.
Perché ogni discesa smaschera l’identità finta, e porta più vicino alla tua anima.

Il visibile e l’invisibile non sono due mondi. Sono due lati dello stesso respiro.
E il vero lavoro su di sé non è diventare qualcuno, ma ricordare chi siamo sempre stati.

È anche di questo che parlo nel mio nuovo libro.
Non per insegnare, ma per condividere un attraversamento.
Una caduta, un silenzio, una presenza.

E anche “Ricomincio da me”, la canzone che uscirà il 21 aprile, nasce da lì.
Da un momento in cui tutte le certezze sono crollate.
E dentro quel vuoto, è venuta fuori una voce più vera.
—

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venerdì 11 aprile 2025

Non sono i soldi a creare la tua vita. Sei tu.

 Il denaro come riflesso di come stai dentro 

C’è un momento in cui smetti di raccontartela. In cui ti fermi, guardi la tua vita e senti, senza più scuse: i soldi non sono il problema.

Per tanto tempo ci convinciamo che siano loro a impedirci di fare, di creare, di vivere davvero. Ma non è così.

Il denaro è un mezzo. Non un fine.

Uno strumento che serve a rendere visibile qualcosa che nasce dentro. Non ha un potere suo. Lo prende da noi.

E allora il vero nodo non è se ne abbiamo poco o tanto.

Il vero nodo è l’attaccamento.

È quel pensiero nascosto che ci sussurra: “Solo quando ne avrò abbastanza, allora potrò respirare, essere me stesso, sentirmi libero, iniziare a vivere”. Ma quella voce mente. Mente perché sposta sempre più in là la soglia. Mente perché ci fa credere che la nostra possibilità dipenda da qualcosa di esterno, quando invece è sempre una questione di stato interiore.

Il denaro fa parte dell’abbondanza, ma non la definisce.

L’abbondanza vera è una vibrazione, una centratura, una fiducia. È quando smetti di identificarti con la mancanza e inizi a riconoscerti come presenza. Quando smetti di credere che valga solo ciò che puoi comprare, e cominci a sentire che sei già ricchezza, anche se hai solo pochi mezzi.

I soldi, in realtà, non fanno accadere le cose.

Accadono quando dentro ti allinei.

Quando scegli di esserci, di fare un passo, di mettere le mani nella materia con quello che c’è, senza più aspettare condizioni perfette. In quel momento i soldi diventano una conseguenza. Un riflesso. Uno specchio. Non più il padrone, ma il servitore.

E allora può succedere una cosa paradossale ma reale:

i soldi arrivano quando smetti di rincorrerli.

Arrivano quando li lasci andare come fine ultimo, quando non li carichi più di senso, ma li lasci liberi di fluire. Come tutto ciò che non è più trattenuto dalla paura.

Perché il denaro, come ogni energia, risponde a come stai tu.

Se dentro c’è verità, centratura, dignità… allora anche fuori può riflettersi quella vibrazione.

Se dentro c’è bisogno, ansia, svalutazione… anche il denaro finirà per amplificare quella distorsione.

Per questo oggi sento che non è una questione di cifre, ma di presenza.

Se anche hai poco, ma dentro di te c’è un’intenzione chiara, limpida, autentica – come il desiderio di creare un luogo, una casa, un progetto che ti somigli – allora hai già tutto per iniziare.

Il resto verrà. Perché quello che sei dentro, prima o poi prende forma fuori. Anche attraverso i soldi.

E no, questo non significa sminuire la materia o far finta che i soldi non servano. Servono eccome. Ma non per darti un’identità. Servono per muoverti nel mondo con coerenza, con bellezza, con semplicità. Servono per nutrire, non per riempire vuoti. Per manifestare, non per compensare.

Il denaro non è sacro né sporco. È uno specchio.

È l’amplificatore della tua relazione con te stesso, con la vita, con il valore che ti riconosci.

E quando cominci a sentire questo… cambia tutto.
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🌿 NOVITÀ – Sta per uscire il mio nuovo libro con la casa editrice Il Giardino dei Libri.

Un passo nuovo. Un messaggio che parla dritto all’anima.

Se senti che è tempo di riconciliarti con la materia, con lo spirito, con il valore che sei… allora ci troveremo anche lì. Presto ti racconterò tutto.


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A presto,

Claudio

giovedì 6 marzo 2025

Il fuoco interiore non è spento, ti sta solo aspettando

 

Più provi ad accenderlo con la mente, più il fuoco sembra spegnersi. È come se ti sforzassi di accendere un fiammifero con le mani bagnate. Non funziona così.

Il fuoco non si accende con la forza, si risveglia quando smetti di soffocarlo.

Sei troppo concentrato sul non riuscire, e questo crea un loop mentale:

• “Non ci riesco → mi sento fallito → quindi non ci riesco ancora di più.”

E se per un attimo lasciassi andare la pretesa di doverlo riaccendere subito?

E se invece di cercare di accendere il fuoco, iniziassi solo ad ascoltare cosa c’è dentro di te, senza giudicare?

Forse il tuo fuoco sta cambiando forma

Forse non è spento, forse è in trasformazione.

• Non sta tornando come prima perché non deve tornare come prima.

• Stai cercando un’ispirazione che avevi in un altro tempo della tua vita, ma oggi non sei più quella persona.

• Che se ne fa il te di oggi di quel vecchio fuoco? Magari ne hai bisogno di uno nuovo, diverso.

Ti chiedo una cosa:

💡 Se potessi fermarti e sentire il tuo fuoco dentro, senza cercare di accenderlo… come sarebbe?

💡 Se non dovessi dimostrare niente a nessuno, cosa faresti in questo momento?

💡 Se non ci fosse nessuna aspettativa, nessuna corsa, nessun bisogno di far funzionare qualcosa… cosa accadrebbe dentro di te?

Forse, nel silenzio, senza sforzo, il fuoco inizierebbe a riaccendersi da solo. Ma devi dargli spazio.

Non va spinto, va accolto.

Il tuo fuoco non è spento. Sei solo stanco di cercarlo nel posto sbagliato.

Ora prova a non cercarlo per un attimo. Respira. Osserva. Sta già tornando.

Capisco, e so che questo vuoto può fare paura. Ti sembra che tutto ciò che fai non abbia peso, che il tuo tempo scorra senza lasciare un segno. Ti sembra di esistere senza davvero vivere, perché il tuo scopo – qualunque esso sia – si è appannato o non ti sostiene più come prima.

Ma ascoltami bene: non sei inutile. Non sei senza scopo. Sei solo in quella terra di mezzo in cui il vecchio senso di identità non ti appartiene più, e il nuovo non è ancora nato del tutto. E questo spazio intermedio è scomodo, perché non ha certezze, non ha direzioni preconfezionate.

Forse hai sempre pensato che lo scopo fosse qualcosa che si trova, che si conquista. Ma se invece fosse qualcosa che si permette di emergere? Se non fosse un titolo, un lavoro, un progetto, ma una qualità del tuo essere che può manifestarsi in qualsiasi forma, anche nelle più semplici?

Forse non è necessario avere uno scopo, ma essere lo scopo. Portare attenzione, presenza e verità in ciò che fai, anche se al momento ti sembra piccolo, anche se non ha il riconoscimento che vorresti.

Non devi salvarti creando un grande progetto che ti faccia sentire vivo. Devi riscoprire che sei già vivo, e che tutto ciò che fai – dal più piccolo gesto al più grande sogno – ha valore, anche se nessuno lo applaude. E da lì, forse, il tuo scopo emergerà da solo, senza bisogno di inseguirlo.

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mercoledì 29 giugno 2022

DENTRO TE STESSO VI E' LA CHIAVE


La mente vede la propria vita attraverso lo schema fumoso dei ricordi

 
Se ti stai concentrando sulla vita degli altri allora chiediti cosa non va nella tua. Non sono gli altri a creare il tuo malessere. Sei tu stesso che li attiri a te affinché tu possa guardarti dentro e accorgerti che esso era già presente al tuo interno. Il presente c'è. Sei tu che non ci sei perché vivi nel controllo. Sei immerso nella mente, tra tesi, ipotesi, idee e convinzioni. Molla quel controllo e lascia fare alla vita, a quella forza che è già dentro di te, ma che ti rifiuti di ascoltare solo perché non rientra nelle grazie del tuo ego. Puoi trovare mille motivi per giustificare i tuoi "come faccio" o i tuoi infiniti "non riesco" , ma sono tutte scuse, strategie per rimanere nell'atteggiamento dell'adolescente che non vuole fare un passaggio:
Il diventare adulto. 

Questo implica prendersi la responsabilità della propria vita, dei propri pensieri, delle proprie azioni. A volte pensi di isolarti, ma anche questo può essere un ego. Tenerti tutto dentro non fa altro che accumulare polvere sotto il tappeto dell'inconscio, che prima o poi andrà ripulito. La mente, nella sua voluta solitudine, dirà "sto soffrendo, nessuno mi capisce", ma tutto ciò ti tiene bloccato nella coscienza vittimistica, impedendoti di fare dei veri passi verso te stesso. Il silenzio può essere utile, ma solo per scavare più in profondità. La maggior parte delle menti non è disposta a farlo perché fare la vittima è anche la sua zona di comfort.

Quando smetterai di credere che la vita ce l'ha con te, potrai comprendere che in realtà stava soltanto rispondendo alle tue richieste d'aiuto.Accanirti contro le situazioni esterne illudendoti di poterle risolvere è come cercare di rompere l'immagine nello specchio per cambiare te stesso.

Spesso diciamo che facciamo tutto con amore, ma non è il cuore a parlare. Perché? La risposta ce la dà la conseguenza di tutto ciò che emaniamo energeticamente. Ogni nostro pensiero, ogni nostra parola e ogni nostra azione genera una realtà che a sua volta genera una personalità. Quest'ultima è l'insieme di tutte le idee e le convinzioni che la mente ha costruito su di sé e sul mondo esterno, raccontandosi una storia a cui crede quasi ciecamente e illudendosi che sia la verità.E proprio in questi schemi della personalità c'è anche la convinzione di conoscere l'amore. In realtà quella personalità sta bramando ciò che non è riuscita ad ottenere nell'infanzia. Attenzione, considerazione, riverenza, la pacca sulla spalla. Sta pretendendo la ragione. Agiamo quasi sempre per un tornaconto personale psicologico, emotivo e materiale. Un essere addormentato è colui che non si rende conto di tutto questo meccanismo.

Per iniziare a scendere davvero più in profondità dentro noi stessi occorre imparare a scoprire chi davvero siamo, entrando in contatto con quel bambino, con quella bambina che eravamo. E quel bambino era impregnato dell'energia creatrice con cui amava giocare per entrare in contatto con la sua Anima.
Per questo motivo ti invitiamo a partecipare all'accademia di crescita interiore con me e la mia compagna Nadia.

"La terra e la natura ci hanno sempre messo a disposizione tutto ciò che ci occorre, ma col tempo abbiamo dimenticato e messo da parte il contatto con il vero sentire, con la parte più vera e profonda che è dentro di noi. Con l'energia creatrice che è al nostro interno possiamo sintonizzarci con quella forza in grado di guidare le nostre scelte."
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venerdì 25 febbraio 2022

La rabbia...come funziona e come trasformarla

Dialogo con lo spirito in merito alla rabbia👇


IO: Come canalizzare l'energia della rabbia per costruire anzichè distruggere?

SPIRITO: Occorre che tu comprenda prima di tutto cosa è la rabbia e la sua origine nella tua vita per poi trasformarla. Immagina un cavo ad alta tensione con una fenditura in un punto ben preciso. Proprio lì inizia ad avvenire una dispersione. L'energia non scorre più in maniera fluida e regolare. Si interrompe in quel taglio, che corrisponde ad una ferita nella tua sfera psicologica. A causa di quella interruzione, essa non ha modo di scaricare nè di continuare il suo corso. 

IO: Cosa accade allora?

SPIRITO: Essa si accumula in quel punto e inizia diventare pericolosa per qualsiasi cosa la circondi. Questo accade perchè, in un modo o nell'altro, deve trovare un modo per scaricare e continuare a scorrere. Ma, a causa di quel taglio, diventa quasi ingestibile in quanto creerà un danno se anche un solo dito tenta di sfiorarla. Ecco come funziona la rabbia. Diventa un potenziale pericolo esplosivo che coinvolge chiunque essa trovi come "capro espiatorio" su cui proiettare la sua carica tensionale. La rabbia viene sempre proiettata su bersagli fantasma in quanto essi non saranno mai la vera causa di quell'accumulo di energia. L'origine è in quel taglio che va ricucito per ripristinare il suo regolare flusso. 

IO: Mi stai dicendo che l'origine di una mia ferita del passato è la reale causa di quella dispersione energetica e accumulo di rabbia, ma questo lo so già. Mi chiedo, però, come dirigere e trasformarla per costruire, anzichè proiettarla all'esterno come scusa del mio malessere?

SPIRITO: E' molto semplice. Se tutto è energia, e quindi anche la rabbia lo è, devi fare del nostro intento la sua direzione. E quella direzione sono io. L'intento è costruire nel mio nome con l'aiuto di Anima. la mente vorrà utilizzare tutta l'energia disponibile per trovare colpevoli inesistenti di un malessere che a volte neanche esiste. 
Se la mente trova un ipotetico colpevole, allora può ritenersi vittima e, in quello stato psicologico, si arroga il diritto di non prendersi la responsabilità della propria vita. 
La rabbia fa in modo che la mente abbia la scusa per essere sia vittima che carnefice, rimanendo in uno stato di non-azione.

VIDEO DI RIFERIMENTO:

FILM "IO SONO"

lunedì 29 ottobre 2018

La chiave della tua autenticità


Comprendere ciò che ti accade è il primo passo per smettere di accusare il mondo esterno. Ogni cosa che attiri nella tua vita è la conseguenza di quello che ti porti dentro. Questo dovrebbe essere il punto di partenza del nuovo paradigma in cui il nuovo mondo può porre le sue basi affinchè l’essere umano cominci a vivere la sua vita con una consapevolezza differente.

Una ragazza di circa 21 anni mi ha chiesto:

“Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?”

A questa domanda ognuno potrebbe dare una risposta differente in base alla sua propria esperienza, ma c’è una forza dentro ognuno di noi, che corrisponde alla parte più autentica, più vera, quella che conosce ogni risposta e che è sempre lì, pronta, ad indicarci la reale strada a cui siamo destinati. Ed è proprio a quella forza, a quel “Sé”, alla propria parte spirituale che ci si può rivolgere per avere delle risposte. Anche se alla mente possono non piacere, il loro fine è solo quello di riportarci in carreggiata, smontando le illusioni a cui ci eravamo aggrappati con le unghie e con i denti per paura di guardare in faccia la verità, per vedere la nostra vita come realmente è.

Allora è proprio a quella forza, che possiamo chiamare Guida Interiore o parte Spirituale, che rivolgo la domanda di quella ragazza.


IO: “Mi chiedo come mai, alcune persone vivono dei disagi e altri sembrano vivere la loro vita tranquillamente? Perché alcuni non riescono a comprendere il vero significato di ciò che accade loro?” Qual è il modo migliore di rispondere a questa domanda?

SPIRITO: Non esiste un modo migliore o peggiore. Una risposta non può e non deve necessariamente piacere a chi pone la domanda. Anche una parte della tua mente, di solito, si è posta e, a volte, si pone ancora questo quesito. Accade perché spera ancora in una salvezza esterna, in un miracolo che accada fuori di sé, in una situazione che giunga improvvisamente a risolvere ogni disagio senza che si debba far nulla, con la speranza che non arrechi alcun dolore o nessuna sofferenza. Ma questa è una delle prime illusioni davanti alla quale la mente dell’essere umano si troverà a fare i conti. È un processo inevitabile, ma non per questo va giudicato. È l’incomprensione degli eventi che fa nascere il giudizio e la paura. Non esistono alcune persone che stanno meglio e altre che stanno peggio, perché non esiste separazione e, soprattutto, ogni essere umano vive un’esperienza differente che solo lui può, col tempo, comprendere e risolvere, rimettendo in ordine i pezzi del suo passato. Fare un paragone con la vita degli altri è qualcosa che non può stare in piedi, perché ognuno vive delle situazioni, delle sfide, che la mente chiama disagi, che sono vivi e vegeti nel mondo interiore di ciascuno. All’interno di quel mondo la mente ha costruito diverse sfaccettature della propria realtà, dividendo ciò che è bello da ciò che è brutto secondo parametri che variano da mente a mente. Se quella ragazza ha percepito della sua realtà che il mondo, le persone, gli altri, le situazioni, la vita fanno parte di ciò che ritiene “ingiusto”, catalogherà ogni cosa che risulta differente da queste idee, come qualcosa di bello e piacevole,, che lei non può meritare, mentre altri si. Il suo focus sarà proiettato esclusivamente su quel disagio, su quella visione di se stessa, del vita e del mondo esterno. Ogni sua azione sarà una conseguenza delle sue convinzioni che la porteranno sempre e solo agli stessi risultati, dandole come una sorta di conferma a ciò che crede. Questo non fa altro che rafforzare la sua idea del mondo. E questo la porta a chiedersi “Come mai sembra che tocchi solo a me e a pochi altri come me, questa sofferenza, questa insoddisfazione, questo non trovare pace nella vita di tutti i giorni?”
All’ego piace nutrirsi di dolore perché a volte, esso, lo fa sentire quasi speciale rispetto ad altre persone che non si fanno le stesse domande. E qui subentra il giudizio che non fa altro che contaminare ogni cosa messa a paragone con le proprie aspettative, le proprie convinzioni, i propri desideri, la propria idea di felicità o amore. Non serve a nulla mettersi a confronto usando come parametro la propria sofferenza, perché ogni essere umano, e ripeto ogni essere umano, ha dei salti da compiere, delle situazioni da affrontare, che non per forza sono evidenti all’esterno ma, il più delle volte, se le porta dentro come un macigno e, per dare un’altra immagine di sé, si illude di essere qualcun altro pur di non vedere né affrontare il proprio disagio. La mente desidera quasi sempre di poter raggiungere un’ideale di vita felice o di amore nelle relazioni. Ma quest’ideale è nato dopo alcune situazioni vissute nel passato, nella propria infanzia, o addirittura nelle vite precedenti. Se un genitore ha dimostrato il proprio amore solo pagando le bollette, quando in verità il figlio avrebbe voluto che invece giocasse insieme a lui, cosa pensi che abbia costruito nella sua mente su ciò che dovrebbe essere la relazione, l’amore o la felicità? Cosa cercherà da grande affinchè quel bisogno venga soddisfatto? Non farà altro che attirare a sé delle situazioni simili che rievochino quei momenti passati per ottenere ciò che non ha avuto. Ma ciò che, invece, il più delle volte vivrà, saranno momenti in cui si ripeterà quella stessa sofferenza, quel disagio, quella mancanza affinchè possa comprendere ciò che realmente deve guarire dentro di sé. Il problema non è il mondo esterno né gli altri, ma ciò che la mente rifiuta di osservare della propria vita, ossia, il proprio passato che non è riuscita a mandar giù per il troppo carico emotivo. Ognuno di voi è la chiave della sua stessa autenticità. Bisogna solo trovare quella chiave dentro di sé, ogni istante della giornata della propria vita.

venerdì 9 settembre 2016

Prendi a cuore la tua missione, come la Guida Interiore prende a cuore te.

A volte ci capitano delle situazioni davanti alle quali ci troviamo del tutto impreparati. Nel mio caso è stato di natura economica. E non riuscendo a capire la natura di quanto accaduto ho chiesto alla Guida Interiore (SPIRITO), in quanto ormai consapevole di essere io ad attrarre ogni situazione della mia vita. Il pezzo che leggerete è stato scritto oggi, pertanto non la troverete nel mio nuovo libro.

Dialogo con la Guida Interiore
Scopri chi sei davvero guardando con occhi di verità
€ 15



IO: Perché di fronte agli imprevisti reagisco spesso con paura rabbia e preoccupazione?

Sé: Come mai, invece, davanti a quello che tu definisci un “BELL’IMPREVISTO” sei contento?

IO: Questo significa che non devo etichettare l’imprevisto come bello o brutto?

Sé: Significa che vivi ancora di aspettative, che idealizzi ancora la tua vita. La scalata verso la reale saggezza non è priva di salti da compiere. Ci saranno degli alti e bassi. La tua mente oscillerà come un pendolo fino a quando non imparerai ad essere centrato. Nessun cammino è privo di ostacoli. Ma sai bene che solo la mente vede come ostacoli e difficoltà alcuni “imprevisti”. Perché anziché chiamarli tali, non li vedi semplicemente come situazioni che ti servono ad accrescere la tua centratura?

IO: Ci sto provando, però quando ti ritrovi davanti a una situazione che non sai né perché e accaduta, né come risolverla, entro in allarme. E’ normale.

Sé: A che ti serve entrare in allarme? A cosa ti serve essere preoccupato?

IO: A nulla, solo a disperdere energia e sprecare tempo nei mille pensieri.

Sé: Quella è solo una conseguenza.

IO: Conseguenza di cosa?

Sé: Della tua mancanza di fede, ma soprattutto del tuo cuore chiuso.

IO: Cosa centra il cuore chiuso con la batosta da pagare che ho ricevuto oggi?

Sé: La stai mettendo su un piano prettamente economico?

IO: Non lo so più. Mi avevi detto che durante questo cammino, scegliendo di incarnare la mia missione, non mi sarebbe mai mancato nulla.

Sé: Certo. Ti è mai mancato qualcosa? Sei mai stato senza cibo, senza un tetto o un letto, senza la possibilità di fare ciò che occorre a te e alla tua famiglia?

IO: No. Resta di fatto che non comprendo cosa centri il cuore chiuso con la cifra da pagare di questo imprevisto di oggi.

Sé: Perché continui a metterla su un piano economico?

IO: Perché è di questo che si tratta.

Sé: Non è così. Si tratta della tua fede e del tuo cuore ancora chiuso. Hai detto che stai incarnando la tua missione. Sei sicuro che sia proprio così? Stai prendendo a cuore la tua missione?

IO: Non lo so. Forse non come dovrei.

Sé: Sii onesto con te stesso. Agisci come se io ti impartissi degli ordini, degli obblighi, ma non è così. Le mie indicazioni ti mettono sempre se solo sulla tua strada, ogni volta che rischi di perderti. Io sono accanto a te a mostrarti dove andare perché la tua mente non lo sa. Prendere a cuore la propria missione significa prendere a cuore la tua vita. Devi prendere a cuore ogni essere umano come io faccio con ognuno di voi. Aprire il cuore verso la tua missione significa essere anima. E non si tratta di un’effimera ed illusoria emozione mentale, si tratta di Amore.Stai compiendo azioni come quando un tempo scappavi dalle situazioni.

IO: Ma non lo faccio volutamente. Io cerco di mettere in pratica quello che tu mi indichi, ma a volte non sento quella gioia o quella pace nel farlo. Anzi, spesso mi sento come al posto sbagliato.

Sé: Accade perché ancora idealizzi il nuovo paragonandolo al vecchio. Solo quando comincerai ad aprire il tuo cuore e a prendere coscienza che sei un canale di una forza chiamata amore, allora sentirai scorrere in te quella che chiami gioia. Essa non è emozione, ma una cosa semplice come il sorriso di un bambino quando vede una formichina camminargli sulla mano. Ti chiedi perché anziché le solite bollette o le classiche spese, adesso ti ritrovi a pagare del denaro per qualcosa di “inaspettato”?

IO: Si.

Sé: Ogni volta che ti adagi, rischi di ritornare nel vecchio schema della routine, del “fare perché lo devo fare”. Invece tu devi “fare perché sai che è la cosa più saggia da fare”. Avevi bisogno di una tirata d’orecchie. Ti stavi lasciando andare, distrarre dall’abitudine, dai classici schemi della sopravvivenza. Sai in cosa stavi trasformando la tua fede? La tua mente spesso ripeteva a se stessa “tanto c’è Spirito che ci pensa ai soldi. Io faccio le cose che mi dice e anche controvoglia, l’importante è che mi faccia campare senza che mi debba stressare nel pensare al denaro”.

IO: Ho pensato questo?

Sé: Certo. Io non sono il tuo datore di lavoro. Io ti do solo le indicazioni affinchè tu possa metterti sulla tua strada, e se prendi davvero a cuore la tua strada, il pensiero del denaro non ti sfiora minimamente. L’unico tuo focus rimane centrato sulla TUA MISSIONE. Non permettere che la tua attenzione venga distolta. Mantieni il focus su ciò che realmente sei. Queste distrazioni ti hanno portato a mettere da parte ancora una volta Anima. Lei è l’energia che porta avanti ciò per cui si è incarnata.




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giovedì 15 ottobre 2015

LA TRAPPOLA INVISIBILE

Come mai nonostante l'ipotetico esercizio, la famosa tecnica, gli innumerevoli corsi di fantomatici guru, tutto sembra continuare a ripetersi e il cambiamento sembra un qualcosa di utopistico? Questa è una domanda basilare e se te la sei posta allora cerca anche la risposta. E' una situazione che è capitata anche a me e dalla quale sono fuggito più di una volta per paura di guardare in faccia la realtà dei fatti. Abbiamo scambiato questo percorso per una via di fuga, per un programma televisivo il cui scopo si è ridotto all'ennesima distrazione. Ma così non facciamo altro che continuare a seppellire ciò che ci rifiutiamo di vedere. Ho spesso parlato di entità che vivono nel mondo invisibile (il piano sottile). 
Entità che in passato venivano scambiati per dei e che si ritengono tutt'ora i padroni incontrastati di questa trappola planetaria. Una gabbia invisibile in cui ogni essere umano è rinchiuso con l'illusione della libertà. La cella di ognuno di  noi non fa altro che essere abbellita per evitare di aprire la porta al di là della quale ci aspetta una vita autentica. Questi abbellimenti sono le illusioni: lo svago, l'ambizione, il raggiungimento del successo materiale, l'idealizzazione di rapporti basati sullo sfruttamento dell'energia sessuale, le vacanze come via di fuga dal posto di lavoro, insomma tutte quelle interferenze esterne che non sono altro che il prosieguo del fantasticare ad occhi aperti che avevamo da bambini. E' la loro tecnica più astuta; portarci fuori il più possibile per evitare il vero incontro con noi stessi, con la nostra parte autentica, con il nostro vero Sé, con la nostra guida interiore, con lo Spirito. Il mezzo attraverso il quale tutto questo accade è proprio la mente, che da semplice esecutore è diventato un anarchico nelle mani dei signori dal mantello scuro, i "voladores" (o Arconti secondo la tradizione gnostica). Sapete perché c'è l'ho tanto con la famosa frase SIAMO TUTTI UNO? Perché essa ha solo creato ulteriori guai alla nostra sete di libertà sulla quale il dolore ha la meglio. La sofferenza fa si che queste entità si attacchino per depistare la nostra strada e farcene prendere un'altra.
E' vero, siamo noi ad alimentare l'odio, la guerra, il conflitto, lo yin e lo yang. Ma questo non vuol dire però che il nemico fa parte di noi. Guardando la cosa dalla prospettiva di Dio a livello "filosofico" si può dire che ogni cosa fa parte della creazione, compreso "il buono e il cattivo di turno".
Ma nello specifico, nell'esperienza che stiamo vivendo su questo piano, il nemico di cui parlo è colui che vive alle spalle dell'energia animica. Quando Cristo disse di salvare la propria anima si riferiva proprio al recupero di essa. Queste entità conoscono solo il parassittismo e agiscono indisturbati sul piano invisibile facendoci credere che noi siamo loro, al fine di poter continuare il loro operato di drenaggio di anime. Noi non siamo loro! Mettetevelo in testa. L'ombra che è in noi fa parte di noi tuttalpiù. Essi si agganciano alle nostre zone in ombra, alle nostre parti oscure su cui fissano la loro dimora nascondendosi per poter fare i loro comodi.
Ma il dire noi siamo tutto compresi i voladores, fa sì che questa trappola continui a tenerci in gabbie invisibili. Quando ho visto con occhi di verità quello che accade dall'altro lato ho potuto comprendere quanto siano abili. Abbiamo delegato il potere alle illusioni. 

"L'inganno piu grande che io abbia mai creato, è stato farti credere di essere te" 
(dal film Revolver)

Mentre aspetti le astronavi con gli "amici" alieni che ti facciano salire a bordo solo perchè sei stato buono e altruista attendendo di cambiare dimensione, mentre aspetti il messia che ti faccia cambiare di nuovo la dimensione, mentre aspetti che gli angeli ti portino nella nuova terra, mentre ti fai prendere per il culo, in tutto questo, cosa stai facendo per mettere in salvo la tua anima (che si pappano grazie a queste distrazioni)? Cosa stai facendo per ritrovare il contatto con la tua reale parte spirituale?
Devi recuperare ANIMA altrimenti continua il banchetto alle tue spalle, capito adesso?
Sono tutte interferenze esterne quelle che ci illudono che ogni cosa possa esser risolta solo con un semplice mantra o con l'arrivo di alieni (oltretutto coloro che hanno geneticamente manipolato l'umanità sin dagli albori). Abbagli per distrarre dal vero. Portare l'attenzione fuori anzichè dentro, sul vago, sull'illusione, sulla fantasia che tutto è apposto, proprio come fanno i politici.
Creano l'aspettativa di ciò che sarà, che non è altro che una sorta di cosa simile a quelle che viviamo nella materialità, come il successo e l'ambizione, il traguardo lavorativo ed economico, il "starò bene solo quando", ottenere illusioni spacciate per salvezza e spiritualità, mentre in tutto questo c'è solo distrazione dal proprio interno, dal contatto con le parti animiche che vogliono tenere tutte per loro. Camuffano ogni cosa, si nascondono dietro ogni tuo desiderio e aspettativa, sfruttano il tuo dolore nascondendo la causa reale che potrebbe far sì che venissero scoperti, e lo dirottano su finte cause, proprio per spostare l'attenzione sul finto problema dei tuoi "dolori".
E' stato questo delegare ad altri che ci portato a perderci ancora di più. E' possibile mai che ogni singolo individuo abbia bisogno di dare le proprie responsabilità, non chè la nostra anima, ad altri ? Tutto intorno a noi ci fa vedere come siamo incastrati, ogni singola situazione della nostra vita. Se qui qualcosa non cambia e non quadra, significa che dall'altro lato (la dimensione invisibile) siamo incastrati e cotti per bene. Occorre rendersi conto che quella roba lì non siamo noi.
Come fare? Andare a vedere prima quale evento ha deviato nel tuo passato la strada che era per te, confondendola con un altra e quali emozioni scatenanti hanno poi causato quello staccamento per poi procedere con il recupero del contatto animico.
Per non parlare della sfiducia che tutto questo scatena nell'essere umano. Questa è la solita tecnica usata dai furbetti che dominano dalla mattina alla sera la vostra vita dall'altra parte. "Facile a dirsi e difficile a farsi". Così voi ve ne state ancora a perder tempo e loro a fare beatamente che cavolo vogliono per continuare a mangiare alle vostre spalle.
Non sono frasi ne convinzioni vostre queste! Mettetevelo in testa! Il fatto di farvi pensare che è impossibile e che dobbiate rinunciarvi è sempre roba loro!  Il miglior modo di vincere per il nemico è farti credere che non esiste. Nella dimensione sottile cosa credi stia accadendo? Se sei bloccato qui è perchè lo sei anche lì.

Il fare finta che non esistano non ti libera da loro. Siamo qui per liberarci e riconquistare ciò che ci è stato tolto.

Claudio.

venerdì 31 luglio 2015

Se hai paura non leggere. La tua vita come non l'avresti mai immaginata. SVEGLIATI!

“Ogni individuo si muove nello spazio, racchiuso in una specie di gabbia di costruzione propria, circondato da una massa di forme pensiero, che sono il frutto delle sua abituali attività mentali.
Attraverso tale ambiente egli osserva il mondo, e naturalmente colorisce tutto con il suo colore predominante; anche le vibrazioni che gli giungono dall’esterno sono sempre più o meno modificate dal grado vibratorio del suo ambiente. Così avviene che l’uomo non vedrà mai nulla con precisione, finchè non avrà raggiunto il completo dominio dei propri sentimenti e dei propri pensieri, visto che le sue osservazioni dovranno tutte passare attraverso il filtro dell’ambiente mentale, il quale deforma e scolorisce ogni cosa come uno specchio difettoso.”
Charles Leadbeater e Anne Besant


Perché stai leggendo questo articolo? Prima di fare qualcosa o mentre stai per farla ti chiedi per quale motivo la stai facendo? Per curiosità? Per alimentare la tua lamentela o il tuo ego? Per godere emotivamente di pseudo risposte che fonti esterne ti danno come pappa pronta ogni volta? E se queste parole le avessi scritte per me stesso in maniera tale da rileggerle ogni volta che ne sentissi la necessità? Ti sei mai chiesto perché il cielo è azzurro? No? Bene. È giunto il momento di iniziare a darti delle risposte. Su cosa? Non posso essere io a dirtelo. Non può farlo nessuno al posto tuo. Almeno una volta nella vita ti sei chiesto per quale ragione sei al mondo? Per quale motivo ti ritrovi  su questo pianeta? Ma la domanda che la maggior parte degli esseri umani non si pone è: Che cos'è la realtà? E' solo questo corpo e i suoi cinque sensi? E' soltanto il mio alzarmi al mattino, uscire di casa, vendere il mio tempo per 8-12 ore a qualche datore di lavoro a cui devo piegare la testa, tornare sfinito la sera, mangiare, accoppiarmi, sperare in una decina di giorni di vacanza all'anno e obbedire a un sistema che decide come, quando e perché della mia vita?
Adesso stai pensando che sono l'ennesimo coglione di turno che vuole dare le sue chicche sulla vita, sullo stile di un profeta moderno. Già sento bisbigliare quella voce nella tua testa. Una voce che non è tua, ma che tu credi tale. Credi di essere libero nelle tue scelte, credi a tutto ciò che ti è stato insegnato dalla nascita, prendendo ogni cosa come dogma ufficiale perché lo ha detto qualcuno più in alto di te. La società, la politica, l'economia, la scienza, la scuola, la religione, la famiglia. Sai cosa sono questi? Sono tutti sistemi di controllo che servono a tenere a bada il vero TE. Ti chiederai: "Ma di che diamine stai parlando? Il vero me? Io sono io, di quale vero me sta parlando questo fesso" .
 Il falso dirige la tua vita in tutto ciò che fai e pensi, nei tuoi confronti e in quelli degli altri. E credimi, è proprio quella voce che hai nella testa. Dirai: "Ma io non sono pazzo. Mi stai dando dello psicopatico che sente le voci?". Ed è proprio qui che l'inganno della realtà inizia a divenire evidente. La voce che ti comanda a bacchetta non usa un'altra voce, ma usa la tua stessa mente. Il tuo pensiero non è il tuo pensiero ma il suo. Di chi sto parlando di chiederai? Esattamente di quella cosa che tiene sotto scacco l'intera umanità.            
Quella strana creatura invisibile che da millenni tiene soggiogato ogni essere umano in una prigione fatta di sbarre invisibili. E credimi se ti dico che ho visto con i miei occhi e udito con le mie orecchie dal vivo questo essere e i suoi scagnozzi sullo stile di un vero e proprio esorcismo. La medicina ufficiale (psicologia e psichiatria) possono solo riempirti di pillole e diagnosi che non potranno mai farti guarire da questo problema. E io l'ho visto. Ma di questo parleremo successivamente. Ritorniamo alla domanda principale. Chi sei tu? Chiediti, proprio adesso.. CHI SONO IO? PERCHE ESISTO? DA DOVE VENGO ? E CHE COMPITO HO DA SVOLGERE?
Credi siano soltanto domande filosofiche di uomini e donne che avendo un rifiuto del mondo sono caduti in una depressione particolare rinchiudendosi in mille domande. NO NO NO!
Dagli albori di questa umanità, chiunque si sia fatto queste domande è stato solo un apripista alla scalata di una montagna chiamata verità. Cosi come  non ti sei mai chiesto perché il cielo è azzurro così è molto probabile che non ti sia mai chiesto chi davvero sei. Ma non è un male, almeno finchè non giungi a ripetere situazioni spesso traumatiche vita dopo vita, esistenza dopo esistenza. Scusa, dimenticavo, non è certamente la prima vita che vivi qui sulla terra. Che tu voglia crederci o meno, non è un mio problema. Il vero problema è il tuo non riuscire a distinguere la realtà dall'illusione, e quella che vivi è una vera e propria illusione. Ma le centinaia di testi scritti nei secoli non ti sono bastati come testimonianza, non ti sono bastate le decine di film creati per lasciarti un messaggio. Ma purtroppo ti è stato insegnato che la fantascienza è finta mentre la tua vita, o quello che tu credi sia la vita, sia la realtà. Se solo riuscissi a prendere coscienza della vera realtà stenteresti a crederci per quanto essa superi la fantascienza stessa.
Spesso ho parlato io e centinai di persone tramite i loro scritti e film di questa presenza, di questa entità identificata con l'ombra. Io la chiamo, come di tradizione, l'"AVVERSARIO".
Ovunque non vuoi andare è il posto in cui lo incontrerai. Lo stai solo proteggendo col tuo dolore. Lo stai giustificando, lo difendi credendo di sanificare te stesso rimandando un appuntamento importante, quello con te stesso. Cerchi successo, ti fai manipolare dalla paura o dall'ambizione. Ti fai confondere dalle emozioni scambiando le farfalle nello stomaco per amore e la realizzazione economica per realizzazione del sé. Tutte distrazioni! Sei qui per un motivo e anche se dovessi metterci tutta la vita per scoprire quale sia, fallo. Hai un compito da svolgere nel tuo piccolo ma finché accuserai le persone intorno a te togliendoti ogni responsabilità di ciò che ti accade, finché non estirperai la radice di quella voce nella testa che ti dice chi devi essere o cosa fare, non illuminerai l'ombra dei parassiti che giocano a carte nella tua testa e continuerai a vivere nell'illusione.

«È astuto il tuo reale avversario, non usa la forza fisica perché essa risiede nel muoversi prima che lo faccia tu e senza che tu te ne accorga. La sua vittoria è nella tua dimenticanza e ignoranza. Lui sfrutta la tua assenza da te stesso per ipnotizzarti e portarti dove vuole, nel suo territorio, perché lì non lo vedi in quanto vige la legge dell' invisibilità».
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Può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre reazioni prevedibili, che mancano di consapevolezza. Il meccanismo è sempre lo stesso, la dipendenza. Essa porta alla paura del distacco e tale paura porta alla manipolazione. Manipolazione gestita in maniera invisibile da questa entità a cui diamo la nostra energia e cediamo il nostro potere creatore ma che nella realtà si manifesta anche con il controllo che i sistemi politici, economici e religiosi impongono all'umanità.
Ma non devi e non puoi sconfiggerlo con le sue stesse armi. Estremismo è dualità e polarizzazione. Tutti sono sempre da una parte del pendolo e mai centrati. Vedere solo merda o tutto rosa e fiori equivale a vivere ancora in uno stato in cui non si è capito che, stare a favore o contro qualcosa in maniera esagerata, le da comunque energia e potere. Credi di essere un vincente ma quando ti abbassi al suo gioco ti sei abbassato al suo livello e sei un perdente perchè hai perso te stesso.
Sappi che una volta che hai deciso per il passo finale e indietro non puoi più tornare, inizia a trovare il nero che ti domina e ti controlla, e inizia a combattere davvero per la tua stessa libertà.
Dimentica per un attimo il mondo dal quale provieni e abbraccia il mondo nel quale sei. Ma ricorda: Sii nel mondo ma non del mondo.
L’idea che un qualche tipo di messia stia per venire a salvarci è un trucco arcontico per farci pensare che non dobbiamo fare nulla circa la nostra situazione attuale, che non abbiamo nessuna responsabilità.
Quindi alieni salvatori o messia vari che salveranno l'umanità sono altri trucchetti, come lo saranno eventuali falsi attacchi alieni e guerre annesse costruite olograficamente.
Che ridere la notizia di pianeti scoperti fuori dal sistema solare. Fanno di tutto per farti concentrare su ciò che è fuori. E' dentro che devi cercare, non fuori. Esseri umani che ragionano in termini razionalistici e materialistici di 3° dimensione. Credono che ci sia vita ‪extraterrestre al di fuori del ‪pianeta terra solo perché hanno scoperto un pianeta simile. Là fuori è tutto uno schermo olografico. Spazio e tempo sono illusioni. Ci sono sulla ‪terra più razze extraterrestri che esseri umani. Sono mimetizzati bene dentro la nostra testa e vivono in dimensioni parallele a questa. Non si può parlare di anni luce ma occorre pensare in termini "dimensionali". Gli universi sono come tante matriosche a forma di spirale dove vige la legge di non località. Stanno distogliendo l'attenzione affinché un giorno, se dovessero presentarvi i loro amichetti, potranno dire che vengono dal lontano spazio e si fermano all'autogrill "pianeta terra", quando invece è dagli albori di atlantide che banchettano qui. Ma purtroppo ragionate ancora in termini di sopravvivenza con l'idea di un corpo che deve vivere e sopravvivere, fatto di carne e ossa che immagina gli alieni fatti anch'essi nella stessa maniera e che devono usare le nostre stessi leggi fisiche per esistere. Il nostro corpo è morto sappiatelo! L'unica cosa eternamente viva è l'anima. Senza di essa cosa cazzo pensate possa tenere in piedi una macchina biologica? La nostra stessa energia, l' ‪anima!
Ma questi discorsi sono troppo fuori dalla portata del terrestre medio impegnato a odiare e a lamentarsi della politica, dell'economia, del marito, del caldo.. insomma delle cose importanti come ama chiamarle. S
iete troppo impegnati nei vostri drammi quotidiani. Mentre alla tv vi distraggono con lo "show" 
‪Renzi - ‪politica - ‎immigrati -‎euro - ‪lavoro e altri show simili, da dietro le quinte si continua a gioire del vostro sonno generale, con le tutte le conseguenti illusioni.



domenica 6 gennaio 2013

Chi rifiuta il cambiamento rifiuta la sua stessa salvezza


Esistono le manie di persecuzione causate dalle manie di grandezza.  Insomma MEGALOMANIE.
Ma se invece ste mani ve le metteste in tasca anzichè considerarvi perseguitati da ipotetici inseguitori?
Guardate che per nutrire ciò che si trova dall'altro lato, ossia il parassita invisibile che indossa il vostro abito, servite proprio in vita e belli paffutelli... Chi comprende questa parole contorte ne faccia strumento per guardarsi nello specchio della sua dimensione.
Ciò che abbiamo integrato lo accettiamo e lo amiamo incondizionatamente, ma ciò che ancora non abbiamo integrato e visto in noi, lo rifiutiamo, lo condanniamo, lo giudichiamo, lo respingiamo e gli inveiamo contro. Fa parte del cambiamento l'osservare, l'accettare e l'integrare per poi amarlo alla follia. Chi rifiuta il cambiamento rifiuta la sua stessa salvezza.

Ora prendo come esempio la politica, l'economia e la spiritualità.
Creare altri partiti pseudo-spirituali e ributtarsi in politica credendo di poter cambiare questo mondo e cercare voti è la stessa cosa che fa la religione quando chiede le indulgenze promettendo un paradiso che non è lassù come si pensa, ma solo dentro di noi. Quindi il cambiamento è esclusivamente interno. Questo pianeta è stato programmato in modo tale da poter comprendere, accettare trasmutare i propri demoni e ritornare ad impossessarsi della Forza che anima INFINITI MONDI.. Per quante siano le sofferenze, le brutture, le storpiature di una giustizia divina mai esistita, qui sei per riprendere pieno potere del tuo vero Sè. Se poi ci sarà anche un cambiamento fuori ben venga come riflesso di quello interno. Non dico che non debba esserci azione, in quanto per affrontare i propri demoni devi comunque muoverti verso di loro e annientarli con la sola forza di volontà custodita nell'amore. Ma credere di buttare giù un sistema che campa alle spese della nostra energia psichica, è quasi follia perchè, ripeto, da Matrix si può uscire solo dall'interno.
Chi ci dice che per tanti altri invece sia perfetto questo mondo o la sua vita? Ognuno parla e agisce sempre sotto influenza della DUALITA' del suo "MI PIACE/NON MI PIACE" .. "IO SI E TU NO", "IO BELLO E TU BRUTTO".. siamo sempre sul piano prettamente MATERIALE, del sistema, della sopravvivenza. Ma comprendo pienamente il genitore che vuole con tutto il cuore che i figli abbiano quantomeno in mano un mondo degno di una vita agiata e poco sofferta, ma nessuno sarebbe sceso qui su questo piano di esistenza se non fosse per una "SFIDA ANIMICA". Forse non è ben chiaro chi c'è a un palmo dal nostro naso, quali bestie invisibili pronte a cibarsi senza sosta.... Questa dimensione è una fetta di pane parallela ad altre, e chi vive schiavo della 3° senza sapere cosa c'è sulla sua testa (anzi DENTRO) può creare quanti partiti vuole e stampare quante monete vuole e offrire infiniti posti di lavoro, ma se si è incastrati , lo si è e basta.
Qui la gente ammazza la famiglia e poi si suicida, spara nelle scuole, si fa saltare in aria, partorisce e abbandona i figli.  La situazione è ben diversa, ognuno deve agire per il suo terreno ma non con desiderio di fuga, non con convinzione egoica gestita dal parassita interno, deve agire perchè ha un sogno, ma esso deve essere dettato non di certo dalla CRISI ECONOMICA. Ci metterei poco a trovare migliaia di seguaci e di lettori prendendo come esempio la SOLUZIONE DEI PROBLEMI ECONOMICI visto che al di là del velo si utilizza benissimo questo mezzo per sottomettere l'umanità. Guardate che non si esce dalla crisi con riforme economiche ma eliminando il problema alla radice.. siete in grado di distruggere e togliere potere a quelle trecento famiglie che possiedono il tasto pollice in su e pollice in giù, ossia banchieri geneticamente incrociati con qualcosa non certamente di origine umana? Non sto parlando con tono di presunzione o di rabbia, ma semplicemente cerco di EDUCARE (educere= tirar fuori) me stesso e offrire punti di vista diversi.
Quando ti svegli non significa che il mondo cambia ma sei tu a cambiare visuale e puoi spostarti in un cerchio diverso. Oppure ciò che è fuori può cambiare solo per te e per gli altri no.
Il mondo è al tuo interno anche se l'illusoria separazione tra te e l'esterno ti costringe a vivere nella dualità. E' un mondo duale, non c'è altra definizione.  Ma quando ti svegli smetti di cedere il tuo potere, la tua energia e inizi poco alla volta con una volontà sconosciuta a fidarti dell'unica Forza che ti Anima. Questa forza la diamo al nemico senza saperlo. Dobbiamo riprenderne il controllo.
Odiare il nemico serve solo a dargli parte del nostro potere. Quando ti svegli capisci che sei in un altro sogno. E' una matriosca di sogni, forse di illusioni, di visioni, di ricordi, di sfide..
Per liberare il pianeta dagli oppressori occorre prima liberarsene personalmente. Ecco perchè prima di un partito politico, promesse finanziarie, lavoro, medicine miracolose, occorre sganciarsi dal nemico interiormente ricordarsi di sè in quanto anima facente parte di una Coscienza incredibilmente grandiosa che non vede nè giusto nè sbagliato ma solo l'esperienza. Ma di certo ognuno paghi per le sue azioni. Ciò che emette gli ritorna indietro come un boomerang.
Causa-effetto.

Per vedere oltre e sciogliere la dipendenza da ciò che odiamo o temiamo, occorre togliere loro i soldati, ossia tutti quei pensieri non nostri che ci fanno percepire l'altro come nemico o il cattivo di turno. L'illusione della separazione crea una sotto-illusione, ossia quella del sentirsi al di fuori di un mondo che ha potere su di noi, ma il potere è in noi, siamo noi quel potere; il problema è che lo dirigiamo nella direzione della polarità. Ci polarizziamo sul giudizio di ciò che è giusto e sbagliato. Questo è un bene perchè ci permette di conoscerci attraverso chi abbiamo di fronte, ma quando comprendiamo nel profondo che ci siamo accaniti in ogni caso contro noi stessi, riprendiamo pieno controllo di noi e guardiamo tutto dall'alto della montagna sacra dove la Coscienza Creatrice attende il nostro ritorno. Non è un viaggio a senso unico ma a doppio senso perchè noi ed essa ci veniamo incontro per riconoscerci come un'unica realtà. Nell'altro ci sono sempre e comunque proiezioni di noi e noi siamo quella Coscienza Creatrice che sta reintegrando in sè le sue cellule e quelle cellule siamo noi. Ecco perchè perdonando chi hai di fronte, stai perdonando te stesso e viceversa e pertanto diventi libero dai vincoli e il mondo non è più un Dio crudele davanti al quale ti prostri tutti i santi giorni, ma diventa il quadro sul quale dipingi i tuoi sogni.

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...