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mercoledì 8 aprile 2015

Dio, silenzio.. e poi un caffè

Ero seduto. Volevo prendere un caffè ma sentivo che era solo una distrazione, l'ennesima. Allora decisi di mettermi a parlare con Lui. Chi fosse lui non saprei dirlo. Dio, l'anima, la coscienza? Chiusi gli occhi per alcuni istanti. Quando li riaprii di fronte a me c'era Lui. Chi fosse non saprei dirlo, ma c'era. Non parlai, non dissi nulla. Mi limitai a fissarlo.
«Cosa sogni?», mi chiese.
«Di volare», gli risposi.
«E dove vorresti andare?»
«Ovunque ne senta l'esigenza»
«E se ti dicessi che hai l'esigenza di fare soltanto silenzio?»
«A cosa servirebbe?»
«Ad ascoltarti, ma ascoltarti sul serio»
«Insegnami come si fa allora»
«È così semplice che stenteresti a crederci. La questione è che non hai fiducia nelle cose semplici. Sei disposto ad abbandonare per sempre la tua ottusità? Perché se così non fosse, sarebbe inutile qualsiasi soluzione io ti possa offrire»
«Si»
«Si cosa?»
«Si.. sono disposto ad abbandonare il vecchio»
«Comprese tutte le convinzioni che ti conducono sempre agli stessi risultati, costringendoti a girarti continuamente attorno?»
«Si»
«Allora, adesso ascoltami», mi disse dopodichè ci fu silenzio. Per un paio di minuti nessuno dei due parlò. Niente, neanche un sospiro. Io cercavo con lo sguardo la sua risposta.
«Lo sto facendo», dissi «Ma tu non parli, non mi dici nulla. Cosa dovrei ascoltare?»
«Il silenzio. Senza di esso non troverai mai le risposte che cerchi. Ma soprattutto non troverai la quiete, l'unica cosa di cui hai veramente bisogno».

Chiusi gli occhi. Li riaprii e mi alzai per farmi un caffè.
® © #ClaudioGuarini

domenica 6 gennaio 2013

Chi rifiuta il cambiamento rifiuta la sua stessa salvezza


Esistono le manie di persecuzione causate dalle manie di grandezza.  Insomma MEGALOMANIE.
Ma se invece ste mani ve le metteste in tasca anzichè considerarvi perseguitati da ipotetici inseguitori?
Guardate che per nutrire ciò che si trova dall'altro lato, ossia il parassita invisibile che indossa il vostro abito, servite proprio in vita e belli paffutelli... Chi comprende questa parole contorte ne faccia strumento per guardarsi nello specchio della sua dimensione.
Ciò che abbiamo integrato lo accettiamo e lo amiamo incondizionatamente, ma ciò che ancora non abbiamo integrato e visto in noi, lo rifiutiamo, lo condanniamo, lo giudichiamo, lo respingiamo e gli inveiamo contro. Fa parte del cambiamento l'osservare, l'accettare e l'integrare per poi amarlo alla follia. Chi rifiuta il cambiamento rifiuta la sua stessa salvezza.

Ora prendo come esempio la politica, l'economia e la spiritualità.
Creare altri partiti pseudo-spirituali e ributtarsi in politica credendo di poter cambiare questo mondo e cercare voti è la stessa cosa che fa la religione quando chiede le indulgenze promettendo un paradiso che non è lassù come si pensa, ma solo dentro di noi. Quindi il cambiamento è esclusivamente interno. Questo pianeta è stato programmato in modo tale da poter comprendere, accettare trasmutare i propri demoni e ritornare ad impossessarsi della Forza che anima INFINITI MONDI.. Per quante siano le sofferenze, le brutture, le storpiature di una giustizia divina mai esistita, qui sei per riprendere pieno potere del tuo vero Sè. Se poi ci sarà anche un cambiamento fuori ben venga come riflesso di quello interno. Non dico che non debba esserci azione, in quanto per affrontare i propri demoni devi comunque muoverti verso di loro e annientarli con la sola forza di volontà custodita nell'amore. Ma credere di buttare giù un sistema che campa alle spese della nostra energia psichica, è quasi follia perchè, ripeto, da Matrix si può uscire solo dall'interno.
Chi ci dice che per tanti altri invece sia perfetto questo mondo o la sua vita? Ognuno parla e agisce sempre sotto influenza della DUALITA' del suo "MI PIACE/NON MI PIACE" .. "IO SI E TU NO", "IO BELLO E TU BRUTTO".. siamo sempre sul piano prettamente MATERIALE, del sistema, della sopravvivenza. Ma comprendo pienamente il genitore che vuole con tutto il cuore che i figli abbiano quantomeno in mano un mondo degno di una vita agiata e poco sofferta, ma nessuno sarebbe sceso qui su questo piano di esistenza se non fosse per una "SFIDA ANIMICA". Forse non è ben chiaro chi c'è a un palmo dal nostro naso, quali bestie invisibili pronte a cibarsi senza sosta.... Questa dimensione è una fetta di pane parallela ad altre, e chi vive schiavo della 3° senza sapere cosa c'è sulla sua testa (anzi DENTRO) può creare quanti partiti vuole e stampare quante monete vuole e offrire infiniti posti di lavoro, ma se si è incastrati , lo si è e basta.
Qui la gente ammazza la famiglia e poi si suicida, spara nelle scuole, si fa saltare in aria, partorisce e abbandona i figli.  La situazione è ben diversa, ognuno deve agire per il suo terreno ma non con desiderio di fuga, non con convinzione egoica gestita dal parassita interno, deve agire perchè ha un sogno, ma esso deve essere dettato non di certo dalla CRISI ECONOMICA. Ci metterei poco a trovare migliaia di seguaci e di lettori prendendo come esempio la SOLUZIONE DEI PROBLEMI ECONOMICI visto che al di là del velo si utilizza benissimo questo mezzo per sottomettere l'umanità. Guardate che non si esce dalla crisi con riforme economiche ma eliminando il problema alla radice.. siete in grado di distruggere e togliere potere a quelle trecento famiglie che possiedono il tasto pollice in su e pollice in giù, ossia banchieri geneticamente incrociati con qualcosa non certamente di origine umana? Non sto parlando con tono di presunzione o di rabbia, ma semplicemente cerco di EDUCARE (educere= tirar fuori) me stesso e offrire punti di vista diversi.
Quando ti svegli non significa che il mondo cambia ma sei tu a cambiare visuale e puoi spostarti in un cerchio diverso. Oppure ciò che è fuori può cambiare solo per te e per gli altri no.
Il mondo è al tuo interno anche se l'illusoria separazione tra te e l'esterno ti costringe a vivere nella dualità. E' un mondo duale, non c'è altra definizione.  Ma quando ti svegli smetti di cedere il tuo potere, la tua energia e inizi poco alla volta con una volontà sconosciuta a fidarti dell'unica Forza che ti Anima. Questa forza la diamo al nemico senza saperlo. Dobbiamo riprenderne il controllo.
Odiare il nemico serve solo a dargli parte del nostro potere. Quando ti svegli capisci che sei in un altro sogno. E' una matriosca di sogni, forse di illusioni, di visioni, di ricordi, di sfide..
Per liberare il pianeta dagli oppressori occorre prima liberarsene personalmente. Ecco perchè prima di un partito politico, promesse finanziarie, lavoro, medicine miracolose, occorre sganciarsi dal nemico interiormente ricordarsi di sè in quanto anima facente parte di una Coscienza incredibilmente grandiosa che non vede nè giusto nè sbagliato ma solo l'esperienza. Ma di certo ognuno paghi per le sue azioni. Ciò che emette gli ritorna indietro come un boomerang.
Causa-effetto.

Per vedere oltre e sciogliere la dipendenza da ciò che odiamo o temiamo, occorre togliere loro i soldati, ossia tutti quei pensieri non nostri che ci fanno percepire l'altro come nemico o il cattivo di turno. L'illusione della separazione crea una sotto-illusione, ossia quella del sentirsi al di fuori di un mondo che ha potere su di noi, ma il potere è in noi, siamo noi quel potere; il problema è che lo dirigiamo nella direzione della polarità. Ci polarizziamo sul giudizio di ciò che è giusto e sbagliato. Questo è un bene perchè ci permette di conoscerci attraverso chi abbiamo di fronte, ma quando comprendiamo nel profondo che ci siamo accaniti in ogni caso contro noi stessi, riprendiamo pieno controllo di noi e guardiamo tutto dall'alto della montagna sacra dove la Coscienza Creatrice attende il nostro ritorno. Non è un viaggio a senso unico ma a doppio senso perchè noi ed essa ci veniamo incontro per riconoscerci come un'unica realtà. Nell'altro ci sono sempre e comunque proiezioni di noi e noi siamo quella Coscienza Creatrice che sta reintegrando in sè le sue cellule e quelle cellule siamo noi. Ecco perchè perdonando chi hai di fronte, stai perdonando te stesso e viceversa e pertanto diventi libero dai vincoli e il mondo non è più un Dio crudele davanti al quale ti prostri tutti i santi giorni, ma diventa il quadro sul quale dipingi i tuoi sogni.

venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Da non perdere
Prezzo € 7,57 (-15%)

1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
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Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...