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lunedì 16 maggio 2011

Il cambiamento


Una vecchia massima recita:
"Le persone che fanno le cose che hanno sempre fatto,
ottengono i risultati che hanno sempre ottenuto"


...eppure, incredibilmente, la maggior parte degli esseri umani spera di raggiungere risultati diversi senza cambiare nulla!

Il cambiamento è qualcosa che ci spaventa, eppure appartiene al nostro stesso essere.
Tutta la nostra vita è un continuo e costante cambiamento.
Abbiamo allora due possibilità: subire il cambiamento o esserne protagonisti.
La maggior parte delle persone rifiuta il cambiamento, preferisce vivere in quella che gli
anglosassoni definiscono la zona di comfort, ma se vogliamo crescere, imparare,
migliorare dobbiamo necessariamente uscirne, esplorando nuove possibilità, accedendo
a nuove informazioni e sviluppando nuovi schemi di pensiero. Solo nel disagio c'è crescita!
Devi dunque imparare ad amare l'insicurezza, perche grazie ad essa possiamo
diventare delle persone migliori, possiamo scoprire potenzialità che non avremmo mai
potuto immaginare di avere.
Allora, che cosa ti piacerebbe migliorare nella tua vita? Cosa devi cambiare per attuare
questo miglioramento?
“Penso che una volta leadership significasse imporsi, oggi è possedere le qualità necessarie
per meritare la stima delle persone”
Infatti, se in genere siamo tutti molto abili a dare i giusti consigli a chi ci viene a esporre
le sue difficoltà del momento, riuscendo facilmente a individuare i comportamenti che
limitano e cosa si dovrebbe fare per ottenere un risultato diverso, quando siamo noi
stessi a trovarci nella medesima difficoltà abbiamo all’improvviso enormi resistenze a
darci gli stessi consigli e, soprattutto,a seguirli.
Le giustificazioni che non valevano per gli altri, diventano invece accettabili per noi e quei cambiamenti che, a nostro dire,
erano così facili da metter in atto, sono diventati sorprendentemente impegnativi.
Guidare se stessi non è facile e chi riesce a farlo diventa subito un punto di riferimento
per gli altri, un leader agli occhi di chi non possiede questa capacità.

PAURA DI CAMBIARE?

Il modo migliore per non farsi travolgere dal cambiamento è crearlo.
7 modi per cambiare ed essere sempre più felice:
Se ti chiedessi:“c’è un lato della tua vita che vorresti migliorare?”, probabilmente, come
accade alla maggior parte delle persone, risponderesti: “Si, certo”.
Ma se io aggiungessi: “Bene, cosa sei disposta a cambiare di te?”, non sono altrettanto
certo del tipo di risposta che riceverei.
Quando siamo all’interno della nostra zona di comfort ci sentiamo al sicuro, come se
fossimo in una specie di area protetta, mentre, quando ne usciamo proviamo una
sensazione di disagio, di incertezza.
Pensa a quando ti trovi in un posto dove non sei mai stato o in mezzo a gente totalmente
sconosciuta o quando devi fare una cosa per la prima volta o affrontare un’attività che è
diversa dalle tue abitudini. In queste situazioni la maggior parte delle persone si sentono a
disagio, e questa sensazione di disagio, di mancanza di controllo è per noi esseri umani
estremamente sgradevole, tanto che istintivamente siamo portati a rientrare nell’area che
conosciamo, nei nostri abituali schemi di pensiero.
Questa tendenza a rimanere nella nostra zona di comfort ha però un prezzo: ci impone di
restare quelli che siamo sempre stati e quindi ci impedisce di crescere e migliorare.
Se vogliamo crescere ed imparare, infatti, non possiamo farlo rimanendo all’interno della
nostra zona di comfort, ma dobbiamo necessariamente uscirne, esplorando nuove
possibilità, accedendo a nuove informazioni e sviluppando nuovi schemi di pensiero.
Nel disagio c’è crescita!
Spesso è nei momenti più difficili che ci accorgiamo di possedere delle qualità che non
avremmo mai pensato di avere, tiriamo fuori il meglio di noi e quando la “burrasca è
passata” ci sentiamo più forti.
Non possiamo opporci al cambiamento
“Il cambiamento non è soltanto necessario per la vita.
È la vita!”
Il cambiamento è nel nostro stesso essere e a nulla vale ogni tentativo di opporsi a questa
legge naturale.
Tra dieci, venti, trent’anni saremo inevitabilmente diversi, il mondo
intorno a noi sarà diverso. Pensa a quanto è cambiato il tuo corpo negli ultimi anni, a
quanto è mutato il tuo modo di lavorare, a quante invenzioni sono state realizzare, a quali
trasformazioni ha vissuto la nostra società.
Per cambiare non è necessario sforzarsi: come abbiamo detto, i cambiamenti avverranno,
che lo vogliamo oppure no.
A questo punto, scartata l’idea che ci si possa opporre al cambiamento, hai due
possibilità: subirlo o crearlo, ovvero lasciare che siano gli altri a decidere per te o essere
tu a volere e a costruire il cambiamento.
Inutile dire che nel secondo caso ci sono molte più probabilità di avere una vita felice ed
appagata. Alcune persone dinanzi alla crisi dell’azienda per cui lavorano si attivano per
cercare un altro posto di lavoro, altre invece attendono che la situazione precipiti nella
speranza che qualcuno si preoccupi della loro ricollocazione. Chi pensi abbia maggiore
probabilità di trovare un buon lavoro? Magari quello che hanno sempre sognato? E
ancora, nel caso di una crisi di coppia, c’è chi aspetta che sia l’altro a fare la prima mossa
e si rassegnano a vestire gli abiti della vittima. Chi pensi abbia più probabilità di
ricostruirsi una nuova vita e magari trovare la felicità con una nuova persona?
Il cambiamento è dunque automatico, il progresso e l’evoluzione no.
Sta a noi decidere se il cambiamento sarà per noi un opportunità di
crescita oppure no.
Uno dei principali motivi per cui il cambiamento spaventa è l’idea che per “cambiare”
dobbiamo eliminare completamente ciò che esiste e ripartire da zero. Un po’ come se
dovessimo ammettere di aver sbagliato tutto, di aver fallito, di aver buttato via una marea
di tempo e di energie. Ovviamente, se dentro di noi vediamo il cambiamento in questo
modo, sarà molto difficile accoglierlo positivamente, ma fortunatamente cambiare non
significa questo!
Non dobbiamo azzerarci per poi ricostruirci. Possiamo buttare via un
abito vecchio e sostituirlo con uno nuovo, ma non potremo mai fare lo stesso con noi
stessi, con i nostri pensieri o i nostri modi di fare.
Al contrario possiamo partire da dove siamo per espanderci, evolverci, progredire.
È nella natura umana tendere all’evoluzione, alla crescita allo sviluppo. Pensa a come ti
senti quando impari qualcosa che prima non conoscevi, anche solo una piccola abilità o
una semplice informazione: quando ti senti di essere migliorato, quando sviluppi le tue
capacità.
Se la parola cambiamento diventa sinonimo di progresso, evoluzione, miglioramento,
crescita allora non può più fare paura e non può che essere stimolante.
Liberati dalle zavorre:
“Io sono fatta così”, “non ci sono portata”, “certe cose non fanno per me”.
Frasi come
queste funzionano come delle vere e proprie zavorre che impediscono la tua libertà di
movimento e quindi ogni possibilità di crescita.
Le persone possiedono delle potenzialità di cui non immaginano neppure l’esistenza e
l’unico modo per scoprirle consiste nel
mettersi alla prova, trasformando il “non posso” in “devo”.
Se vuoi prendere confidenza
con il cambiamento devi sforzarti di superare i tuoi limiti. Ad esempio, se da tanto tempo
desideri imparare a ballare, ma hai sempre pensato di non esserci portato, iscriviti ad un
corso di ballo. Le prime volte probabilmente ti sentirai impacciata, ma a lungo andare
prenderai confidenza con questa nuova dimensione e magari, perché no, un giorno
potresti scoprire di essere un bravo ballerino.
Abituati a non abituarti:
Il modo migliore per diventare sempre più protagonisti del cambiamento è quello di
cercare di fare le cose in maniera diversa da come siamo abituati. Puoi iniziare dalle
piccole cose come la disposizione di alcuni oggetti nella tua casa, la marca del
dentifricio.
Tanti piccoli cambiamenti di questo tipo non costano grande fatica, ma contribuiscono nel
tempo a sviluppare una mentalità più elastica e flessibile e soprattutto ci liberano dalle
piccole dipendenze psicologiche che creiamo intorno a noi.

Assumi punti di vista diversi:
Ricordi la scena del film l’Attimo Fuggente in cui il professore impersonato da Robin
Williams sale sulla cattedra ed invita gli allievi a fare altrettanto? Bene, questo può essere
un utile esercizio per apprendere ad osservare le cose da punti di vista diversi. E quando
osservi le cose da punti di vista diversi anche le tue azioni cambiano di conseguenza,
adattandosi naturalmente alla situazione.
So che è difficile osservare le cose da un altro punto di vista, ma se pensi che questo è il
modo con cui spesso si trovano le soluzioni di problemi di varia natura, allora vale la
pena fare un piccolo sforzo per salire sulla cattedra.
“Ferma la macchina per riparare le gomme”
Una volta ho letto questa frase: “Non puoi cambiare le gomme ad una macchina se la stai
guidando”. Ciò vale anche per la nostra vita. Quando viviamo un momento difficile, è utile
prendersi un momento tutto per sé, per riflettere sulla propria vita come se non fosse la
nostra. Tutto sarà più facile.

Festeggia la tua nuova vita:
Festeggia ogni tua nuova scoperta, identità, meta. Fai in modo che la tua mente associ al
cambiamento l’idea di piacere. Così, ogni volta che ti troverai ad affrontare una delle
tante sfide lanciate dalla vita lo farai con la gioia nel cuore e pregustando il piacere della
festa.
Ricorda che il vero cambiamento è dentro di te
Hai mai conosciuto qualcuno che, lamentando eterna insoddisfazione, continua a
cambiare lavoro oppure partner, ritrovandosi poi immancabilmente, dopo qualche
tempo, nella stessa identica situazione negativa di partenza che sembra ripetersi
all’infinito? Queste persone pensano che cambiare lavoro o partner sia la soluzione più
adeguata, quando è abbastanza evidente che se il problema permane, non è l’esterno a
generarlo, ma sono loro stesse. Quindi l’unica vera via d’uscita è evolversi, modificare
quella parte di sé che procura difficoltà, quegli schemi di pensiero e comportamento che
creano in situazioni diverse risultati sempre identici.
“Solo colui che conosce poco la natura umana
cerca la felicità cambiando qualcosa,
fuorché la propria indole!”

(Samuel Johnson)

giovedì 7 aprile 2011

Il Benessere e l'Assertività

Che cosa è l'assertività?
Come si imparano le abilità di comunicazione necessarie per esprimere i propri bisogni e i propri diritti?
Come posso sviluppare una maggiore autostima?
Risposta:
L'assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e i propri diritti, le proprie sensazioni positive o negative, senza violare i diritti ed i limiti altrui.

Assertività è:
Abilità di comunicazione, capacità di esprimere i propri pensieri ed idee future
Capacità di identificare ed esprimere le proprie senazioni
Definire e rispettare i limiti
Comunicare ed ascoltare in modo aperto, diretto ed onesto
Nessuno può ovviamente realizzare tutti questi obiettivi immediatamente. Prima di provare a sviluppare le abilità necessarie per avere un comportamento assertivo è necessario convincersi di avere tutti i diritti ai propri bisogni e necessità:
Il diritto ai propri valori, pareri ed emozioni
Il diritto di cambiare, modificare e sviluppare la propria vita come meglio si crede
Il diritto di decidere come e dove dirigere la propria vita e e di stabilire le proprie priorità e obiettivi.
Il diritto a non doversi giustificare per le proprie sensazioni o comportamenti
Il diritto di vedere rispettati i propri bisogni e limiti
Il diritto di dire agli altri come si desidera essere trattati
Il diritto di dire "NO"
Il diritto di prendersi il tempo e l'aiuto necessari a formulare le proprie idee e desideri prima di esprimerli.
Il diritto a chiedere aiuto e informazioni senza dover avere sensazioni negative di vergogna o di colpa
Il diritto a fare degli errori
Il diritto di cambiare idea o a volte anche a comportarsi illogicamente
Il diritto di piacersi anche se non si è perfetti .

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Ecco un articolo sufficientemente chiaritore sull'argomento:
Recensione e cura di: Gianluca Toccacieli

Bibliografia : Assertività ed Emozioni
Autore Franco Nanetti
Pendragon editore




Potremmo definire l’Assertività come quel punto d’equilibrio fra uno stile comunicativo passivo ed uno aggressivo. Essere Assertivi significa diventare consapevoli dei propri valori, delle proprie intenzioni e saper scegliere responsabilmente. L’Assertività aiuta a trovare strategie efficaci per affrontare i problemi, i conflitti e migliorare la stima di se stessi. E’ una maniera di comunicare costruttiva e ci rende consapevoli del nostro valore, sviluppando capacità in ambito relazionale, psicologico, psicosomatico, professionale e spirituale.
L’Assertività è ricettività, apertura, amore, gentilezza d’animo. Per essere assertivi servono: consapevolezza di se stessi, autostima, autonomia, vivere la logica del desiderio ed essere competenti. Per essere assertivi bisogna sapere: affermare se stessi, chiedere, essere autentici, esprimere e condividere emozioni e sentimenti, rifiutare, ascoltare, negoziare, rischiare, criticare e rispondere alle critiche, offrire, discernere, decidere gli obiettivi. In una situazione di crisi, invece di capire le ragioni del nostro malessere, diventiamo vittime o diamo la colpa a qualcuno o a qualcosa. Gli ostacoli non sono gli altri ma le nostre convinzioni, le nostre reazioni e la nostra paura. Inganniamo noi stessi, perché così facendo nascondiamo le nostre colpe, rimanendo imprigionati in una passività che non ci responsabilizza e che ci rende impotenti.

Non capiamo che siamo solo noi i responsabili della nostra vita e la nostra felicità non dipende ne dalle circostanze ne dagli altri, ma dal modo in cui sappiamo reagire alle avversità. La consapevolezza e l’accettazione di noi stessi, la capacità di elaborare i nostri conflitti interiori ci aiuteranno a risolvere i problemi. La sudditanza ed il dominio portano al pensiero di ambiguità e rifiuto, quindi sono fallimentari.

Il nostro cambiamento può realizzarsi attraverso: l’essere consapevoli di noi stessi, riconoscendo i propri diritti, desideri, bisogni e intenzioni; dichiarando i propri obiettivi e paure; cambiando la maniera di pensare e di comportarci, elaborando la rabbia, i sensi di colpa, i rancori; dirigendosi verso la responsabilità delle nostre azioni. Assumersi la responsabilità significa comprendere quello che non funziona della propria vita e costruire un diverso obiettivo realizzabile. Spesso ci sono scelte dolorose da fare, indispensabili, senza però colpevolizzare ne gli altri ne se stessi. Le difficoltà al cambiamento sono numerose: l’inerzia costruttiva, l’attesa del miracolo, la svalutazione e l’ipervalutazione del contesto e delle persone vicine, il non chiedere aiuto, la deconcentrazione e la violenza.

Presupposti e comportamenti assertivi. Fino a quando non supereremo la paura di perdere il consenso degli altri, agendo solo con la nostra volontà ed il nostro coraggio, non saremo mai liberi di scegliere. La capacità di ciò che si vuole essere in base ai propri valori ed obiettivi, comporta rinunce,sacrifici e sofferenza. Le scelte che vogliamo fare devono avvenire dopo il discernimento, cioè dopo che in base a convinzioni profonde si stabiliscono motivazioni e conseguenze. Dobbiamo comprendere innanzitutto noi stessi, le nostre possibilità, i nostri punti di forza e di debolezza, distaccarci dal bisogno e superare la paura di perdere ciò che abbiamo. Le scelte che mantengono caldo il presente difficilmente sono proiettate sul futuro, quindi sono opportunistiche.

Per fare una scelta dobbiamo capire per prima cosa le nostre emozioni e i nostri sentimenti condividendoli con gli altri. L’umiltà intellettuale di rivelarci per quelli che siamo, con le nostre ansie e paure, i nostri pensieri e le nostre sensazioni, ci permetterà di essere autentici , senza cercare il compatimento. La speranza di raggiungere le mete perseguite ci darà la forza di lottare e la gioia di vivere il quotidiano. L’Assertività ci aiuterà ad essere liberi , ad affermare noi stessi con valori ed intenzioni. L’Assertivo vuole realizzare i propri obiettivi rispettando gli altri senza ne imporsi ne sottomettersi e seguendo i propri bisogni, potrà realizzare qualcosa motivato dai desideri più profondi e quindi avere successo, questo successo.

Quando scegliamo dobbiamo capire se lo facciamo per noi o per altri, cosa abbandoniamo e soprattutto dove vogliamo andare e con chi. L’accettazione di se stessi, l’unicità ed il coraggio ci faranno affermare per ciò che siamo senza avere l’approvazione altrui. Essere fedeli a se stessi, ai propri valori, alle proprie intenzioni comportandosi coerentemente senza plasmarsi agli altri ne voler controllare il mondo, sarà un compito importante per la persona assertiva. La nostra felicità sta nell’esserci in ogni momento della vita, senza ricercare chissà cosa e chissà dove. I contatti con persone umili che all’apparenza non ci danno niente, sono quelli che in realtà ci rendono felici e ci arricchiscono. Essere autentici non è però sempre facile, non vuol dire essere spontanei solamente ma scegliere in base alle nostre convinzioni e con coscienza.

L’Autostima è fondamentale per essere assertivi. Avere una buona autostima significa sentirci unici, con pregi e difetti, forza e debolezza. Quando ci adeguiamo agli altri perdiamo la capacità di piacerci e ci stimiamo meno in quanto la nostra unicità perde valore. La stima in se stessi non fa esaltare nel successo e non fa deprimere nella sconfitta. Accettarsi significa avere un sano egoismo, onorando l’impegno preso con noi stessi, evitando le maschere, essere coerenti con ciò che si pensa e con ciò che si è. La nostra dignità ed il nostro valore non devono però contrastare la dignità ed il valore degli altri, quindi un comportamento assertivo porterà le persone a capirsi, stimarsi ed intraprendere strade comuni di cooperazione.

Il primo punto di forza nel modello presentato è secondo il mio parere la possibilità di trovare i propri punti di forza. Iniziare da quelli che ognuno di noi ha e nell’accettazione di ciò che siamo e nella consapevolezza della nostra unicità. Quindi la ricerca del senso della vita. Non è nell’adattarsi a ciò che fanno gli altri ma trovare in ogni momento la propria presenza ed esistenza , seguendo la propria strada. Scegliere chi essere in base alle nostre convinzioni più profonde senza compiacere all’altro ma con positività ed autenticità. Il nostro cambiamento inizierà quando decideremo di smettere di accusare gli altri, la vita, i genitori, il destino avverso, i partner, e senza più trovare scuse, ci prenderemo la responsabilità di avere il potere per cambiare.

La consapevolezza di chi siamo, come siamo che cosa possiamo fare per star meglio e perché dovrebbe essere alla portata di tutte le persone. Quindi ritengo il testo utilissimo e senza limiti. Da un punto di vista clinico applicativo è un ottimo metodo per rendere le persone consapevoli dei propri disagi ed uno strumento importante per la loro evoluzione clinica verso il benessere. Non è facile che le persone possano effettuare un cambiamento della loro vita velocemente, ma con l’aiuto di un Counselor carismatico e preparato, ricco di esperienze e che abbia fatto tesoro sulla sua pelle, in vari ambiti, degli insegnamenti preziosi descritti dall’autore, potrebbe essere possibile.

La nostra cultura di tipo sintomatologico non permette di conoscerci e di curarci realmente, se si facesse prevenzione attraverso i concetti dell’assertività e dell’origine di varie patologie, allora si che comincerebbe a funzionare tutto, ma qualcuno non vuole, quindi, purtroppo il benessere è riservato a pochi. A quelli che si mettono in discussione, che non hanno paura di cambiare, che hanno il coraggio di affrontare i problemi e che hanno dignità. A quelli che sanno amare la vita perché amano se stessi.

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...