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venerdì 30 novembre 2012

Il simbolismo, la malattia e gli accadimenti


Nel post precedente abbiamo parlato del simbolismo nella vita quotidiana così come nel sogno.
Abbiamo detto che tutto si esprime per simboli in quanto la realtà non è razionale ma ci fa solo comodo che lo sia solo perchè ci da più sicurezza, ci tranquillizza in qualche modo credere di avere un certo controllo su di essa ma non è così a tutti gli effetti. I comportamenti umani sono spinti e motivati da forze del tutto inconsce, a prescindere da tutte quelle che possono essere le spiegazioni razionali che attribuiamo loro. Quando cerchiamo di mantenere intrappolata l'apparenza immediata di una certa "realtà" vuol dire tradirla e pertanto soccombere all'illusione. Occorre andare oltre questa dannata apparenza, sapere leggere i simboli, i significati che stanno al di là. Lo stesso vale per gli eventi catastrofici di origine naturale e non.
Lo stesso vale per le malattie, a partire da un piccolo graffio in un punto preciso del corpo e a finire con una malattia definita dalla medicina ufficiale inguaribile o, catastroficamente, che induce alla morte.
Questo blog è solo per chi vuole decondizionarsi, quindi se chi legge è convinto che la scienza e la medicina, ufficiale come le "goliardiche" spiegazioni dei servizi dei tg, dicano la verità assoluta, allora può anche girare alla larga e continuare a credere al fato, alla sfortuna o al caso.
Qui si parla di una realtà unica, esclusiva e modificabile da ciascuno di noi in base al proprio livello di consapevolezza. Si tratta di far cadere convinzioni imposte dalla nascita e far al contrario riemergere la nostra vera natura,quella esseri eccezionali, esseri incredibilmente autogestibili e autoguaribili.


Ci sono per quanto mi riguarda un sacco di libri interessanti riguardo alla malattia, come quelli della dottoressa GABRIELLA MEREU, CLAUDIA RAINVILLE con il suo libro METAMEDICINA - ogni sintomo è un messaggio, ma consiglio anche una lettura di LA COMPENSAZIONE SIMBOLICA di Giorgio Mambretti. 
La Compensazione Simbolica - Libro
Comprendere i "casi" della vita
Voto medio su 2 recensioni: Sufficiente
16.9

"Quando sorge una patologia o un infezione siamo portati automaticamente ad accusare il microbo, ma se invece andassimo a cercare ciò che ha reso fragile la persona cosa succederebbe? Forse potremmo comprendere perché a causa di uno stesso microbo, certe persone sono affette da gravi malattie infettive mentre altre restano dei "portatori sani".
In questa pubblicazione, leggerete che una malattia è legata a delle esperienze negative, a dei cattivi ricordi. Un cattivo ricordo che influisce negativamente sull'immunità favorendo così le infezioni, i tumori, ecc.! In medicina, siamo accecati da prodezze tecnologiche sempre più stupefacenti, ma la nostra comprensione e la nostra gestione delle malattie (emicranie, Alzheimer, melanoma...) restano a un punto morto. Non ci diamo abbastanza tempo di riflettere e continuiamo a ragionare secondo dogmi e postulati antichi, confondendo fattori di rischio con cause prime.
Questo libro invita a guardare il malato con occhi diversi e a considerare i meccanismi delle malattie e il ruolo del cervello in altro modo. Ormai è innegabile che il materialismo della medicina, non ha mantenuto tutte le sue promesse, non si tratta di rifiutarlo in blocco, ma piuttosto di chiarire e arricchire le conquiste scientifiche, con un nuovo paradigma della medicina."
Nel libro stesso sono analizzate un sacco di patologie e situazioni quotidiane spiegando scientificamente  e con metodo come si è arrivati a comprendere il sintomo partendo da una situazione prettamente interna/psicoaffettiva per giungere alla risoluzione della malattia o del caso in questione.
E' difficile riuscire a portare la gente a comprendere che  il risveglio di un cattivo ricordo possa favorire l'insorgere di una malattia. Quindi nessuno si ammala per sfortuna, ogni malattia avrebbe un senso.
In tutti i casi clinici documentati in questo testo, vediamo che la malattia appare come la COMPENSAZIONE SIMBOLICA a una sofferenza tenuta segreta, inespressa e repressa. I sintomi mettono il soggetto in uno stato che lo protegge e impedisce simbolicamente, ma solo a posteriori, di (ri)vivere la sua sofferenza.
Il libro anche se non a livello completo (perchè ci vorrebbero 10 enormi volumi) spiega un gran numero di malattie e di sintomi e di incidenti di vita quotidiana facendo riferimento anche al cervello, qui definito CERVELLO STRATEGICO il quale dirige l'orchestra simbolica di ciò che ci capita. Ogni organo è come se fosse dotato di un proprio cervello autonomo che tramite le cellule comunica con tutto il resto. Il nostro DNA reagisce simultaneamente alle emozioni dell'essere umano.
L'essere umano inconsapevole, purtroppo, quando s'imbatte in una sorta di trauma psicologico, una frustrazione, una mancanza che non può tollerare a livello emotivo e pertanto alla quale non vuole adattarsi, tenta di colmarla immediatamente, in modo provvisorio e artificiale. Mette quindi in azione, inconsciamente, una COMPENSAZIONE SIMBOLICA per ritrovare questo equilibrio perso. 
Il bambino che si ciuccia il pollice quando la mamma esce dalla stanza e spegne la luce compensa simbolicamente una carenza evidente, quella della protezione e dell'incoraggiamento. Quel pollice in bocca sostituisce momentaneamente il contatto con la protezione materna. La compensazione simbolica è un meccanismo universale, una sorta di mezzo immediato e urgente per evitare uno scompenso di fronte ad una realtà che non si vuole accettare. Tale reazione è generata dall'inconscio, all'insaputa della persona, in modo automatico e incontrollabile.
Dietro alla scelta di un vestito, di una pettinatura, dietro ad un comportamento, un lapsus, un incidente, una malattia, un colpo di tosse, una piaga, un tatuaggio, il proprio lavoro... si nasconde una sofferenza che non ha potuto essere espressa o alleviata.
L'inconscio, tramite il cervello, come solo campo d'azione ha soltanto il suo corpo e/o i suoi prolungamenti simbolici nell'ambiente in cui vive, che lo circonda, come ad esempio la propria casa, oggetti personali, animali, l'automobile.
Però questa compensazione non elimina il problema perchè la sofferenza viene solo momentaneamente mascherata.
Ci vergogniamo nell'esprimere le nostre sofferenza per sentimenti di colpa, mancanza di umiltà, paura del giudizio, egoismo, e non riusciamo spontaneamente a trovare sollievo esprimendo ciò che realmente vorremmo e pertanto lo fa l'inconscio attraverso i suoi simboli.
Sembra stupido ma gli allergeni, le concomitanze esterne, i batteri, i funghi, i virus sono solo catalizzatori che intervengono su comando dell'inconscio, ma la causa è e rimane interna.
Torni a casa, dal tuo compagno perchè non vedi l'ora di esser abbracciata, ma lui parla solo del suo lavoro e si incazza perchè non è ancora pronta la cena, tu non gli dici che vorresti essere abbracciata e coccolata.
Mentre cucini ti bruci sull'avambraccio... hai compensato il CALORE di quell'abbraccio che desideravi..
E' un disaccordo non espresso che mette in moto questo meccanismo.
Ma non voglio rovinarvi il gusto di questo piacevole ed utile libro.
Un grazie a chi me l'ha regalato.

venerdì 16 novembre 2012

E' tutto l'equivalente simbolico di qualcos'altro.


Fate chiarezza in voi stessi. Portate Luce dove vi sembra che aleggi il buio.
A cosa serve comportarsi da semplici "FAN"atici idolatri di qualcosa che si vuole imitare o da cui si pretende il miracolo in cambio di patetiche indulgenze se la cosa da comprendere è che ci si trova in uno stato interiore di vittimismo condizionato dalla cecità il cui velo copre la vista vera che è quella del cuore e della forza che anima "INFINITI MONDI" ? E che essa dovrebbe condurre costantemente alla Vita che tutto pervade nella sua semplicità?
In un universo olografico non vi sono limiti all’entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo.
Tutto diverrebbe possibile... La realtà è una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente.

Davvero occorre fare un attimo di SILENZIO dentro se stessi e con se stessi. Ma il SILENZIO non è chiudersi in un monastero sulle vette di un monte, ma zittire per un eterno istante quel vociare esterno imposto come un software dentro la tua testa che ti dice e ti obbliga a pensare e fare ciò che non corrisponde a verità, e la verità è custodita nel tuo personale silenzio quando di fronte al sorriso di un bambino e alla sua innocenza sorridi anche tu e in un'esplosione di consapevolezza scopri che fin'ora hai solo fatto troppo rumore.
A cosa serve fare silenzio?
In un primo momento ti accorgi di tanto chiasso che costantemente fa la tua mente. Essa ti porta a giustificare come eterno e irreparabile la sofferenza.
La tua sofferenza interna si può risolvere?
Certo. Osservala come osserveresti un semplice mal di testa. Quando hai mal di testa sai che è semplice dolore, ma se inizi a giudicarlo sbagliato o giusto che sia, inizia la sofferenza che è non è più del dolore stesso ma diviene mentale, psicologica, falsata, e quindi interna. Osserva quella che tu chiami sofferenza. Osservala semplicemente, senza giudizio, così come osserveresti un semplice mal di testa. Non è detto che vada via subito miracolosamente, ma di certo andrà via e non prolungherà il suo soggiorno in te trasformandosi in sofferenza. Ma ricorda che l'osservatore modifica l'osservato. Osserva in quel silenzio in cui è immerso un filo d'erba che rispetta sia il sole che la luna, sia il caldo che il freddo, sia l'aria mite che il temporale. Questo è un ottimo farmaco, l'auto-osservazione.
Per non parlare poi di tutto ciò che ti accade istante dopo istante sia quando sei sveglio che quando dormi.
Se gli dai sèguito lo accresci dandogli energia. Se lo combatti lo accresci dandogli energia. E' un tranello che ancora non si vuole comprendere! Se gli dai comunque attenzione e importanza tramite la manipolazione inconsapevole dovuta alla rabbia o alla paura, gli dai sempre energia e pertanto gli dai vita!
PAURA e RABBIA sono forme di energia in accumulo. Una è energia al negativo, l'altra in positivo. Hai mai notato che dalla paura potresti correre i 100 metri facendo invidia ad un atleta olimpico? Hai mai fatto caso che dalla rabbia potresti sollevare la tua stessa auto? E' energia, e di essa occorre prendere consapevolezza e controllo. La paura ha certamente la sua funzione conoscitiva ma distruttiva allo stesso tempo. E' giunto il momento di mollarla! Piuttosto che darle potere e farsi comandare a bacchetta da essa, provate a scoprire cosa c'è al di là.. le sorprese saranno certo stupefacenti! La paura è solo una forma di energia sprecata diretta sull'oggetto a cui la associamo.
Ti senti manipolato o forse non sai di esserlo per un semplice motivo: credi come uno sciocco a tutto quello che ti presentano come reale.
Non basta un'uniforme da soldato, da poliziotto, da sacerdote, da cameriere, da presidente per credere che siano reali. Sono pupazzi vestiti a maschera, sono comici come Arlecchino. La parola cane non è il cane, non morde mica rispetto al cane in carne e ossa che accarezzi o da cui scappi. Quindi la scatola chiamata TV non è la realtà, non indica la realtà eppure la sta sostituendo e gli esseri umani assopiti ne fanno un vero e proprio dio.
Inizia ad osservare e a divenire consapevole sia di ciò che sogni che della realtà che vivi quando non sei nel mondo onirico.

L'inconscio accetta il simbolo e la metafora, dando loro la stessa importanza che darebbe a un fatto reale.
Quindi i sogni parlano sempre per simboli e archetipi e non descrivono la realtà letterale ma quella simbolica pertanto dovete leggere attraverso i simboli degli oggetti, delle situazioni, dei luoghi e delle azioni presenti nel sogno.
Occorre dunque comunicare nei confronti dell'inconscio attraverso altrettanti simboli messi in scena attraverso atti coscienti nella vita quotidiana. Per l'inconscio è molto più facile e familiare comprendere il linguaggio onirico che quello razionale.
E la nostra vita che definiamo di veglia non è altro che un'estensione dell'inconscio sempre mantenuta viva da simboli, immagini e situazioni a doppia valenza.
Quando vivi l'oggi, il momento presente, se ci fai caso quell'istante ti sembra reale ma un'ora dopo apparterrà solo alla memoria e le immagini della memoria altro non sono che dello stesso tipo dei sogni.
Quindi si potrebbe dire che stiamo semplicemente cavalcando un sogno e tutto questo si infiltra piano piano nei sogni che facciamo quando dormiamo.
Lo stesso accade per quest'ultimi che si introducono nella nostra vita divenendo realtà. Ciò che sogni finisce per diventare reale solo nella misura in cui riesci ad interpretarlo. Se sogni che da un fondo marino riesci a risalire e trovare il modo di uscire dall'acqua non significa che vivrai quell'esperienza l'estate al mare ma che vivrai o stai vivendo l'esperienza simbolica corrispondente.
Nessuno si chiede perché una malattia improvvisa viene chiamata disgrazia mentre una guarigione immediata viene definita miracolo? Entrambe hanno un'unica radice: sono manifestazioni del linguaggio dell'inconscio. Anche il mondo che definiamo reale in cui viviamo e nel quale crediamo che la realtà sia ciò che può esser spiegato razionalmente è un atto perlopiù psicomagico proprio come il grande Jodorosky ha sempre detto.
Tutto si esprime per simboli in quanto la realtà non è razionale ma ci fa solo comodo che lo sia solo perchè ci da più sicurezza, ci tranquillizza in qualche modo credere di avere un certo controllo su di essa ma non è così a tutti gli effetti. I comportamenti umani sono spinti e motivati da forze del tutto inconsce, a prescindere da tutte quelle che possono essere le spiegazioni razionali che attribuiamo loro. Quando cerchiamo di mantenere intrappolata l'apparenza immediata di una certa "realtà" vuol dire tradirla e pertanto soccombere all'illusione. Occorre andare oltre questa dannata apparenza, sapere leggere i simboli, i significati che stanno al di là. Lo stesso vale per gli eventi catastrofici di origine naturale e non.
È come se vivessimo in un mega inconscio e noi fossimo i vari archetipi in questa grande mente che sogna attraverso tutte le forme che incontra e in cui si specchia. E' tutto l'equivalente simbolico di qualcos'altro. Niente è come sembra. Occorre saper interpretare.
La gente pensa che per vedere l'inferno o il paradiso deve attendere di morire. Ma accorgersi che a volte siamo già morti e non lo sappiamo? E poi com'è possibile non accorgersi che la luce e il buio sono presenti anche qui e adesso? E che spesso viviamo in un inferno a causa di un sonno coscienziale e il paradiso ci guarda attendendo di esser scorto.

«E’ necessario rendersi conto che lo sguardo che attribuiamo agli altri è il nostro stesso sguardo. Il mondo ci vede e ci percepisce in funzione di come ci vediamo e percepiamo. Se ci sentiamo onesti, il mondo non metterà in dubbio la nostra onestà. Se ci sentiamo ladri, invece, attireremo su di noi il sospetto e la diffidenza. E’ importante essere consapevoli del modo in cui percepiamo noi stessi, poiché è questo il nostro sguardo su noi stessi a determinare la qualità e il tenore dei nostri rapporti con il mondo.»
-Alejandro Jodorowsky-

«Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria Anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.»
(Carl Gustav Jung)

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...