venerdì 27 maggio 2011

Il pensiero felice è la tua VITA!

Ricordare che siamo venuti al mondo è il pensiero più felice e pieno di LUCE per poter sorridere sempre e andare avanti con fermezza, coraggio, e un dolce sudore sulla fronte pronto a dirti che ne è valsa la pena.
Ricorda che nell'universo tra migliaia di atomi hai preso forma tu nella tua unicità e irripetibilità.
Ricorda che le tue domande sulla vita non hanno senso se non nella misura in cui l'unico senso ce l'hai solo TU perchè tu sei LA VITA!
Ricorda che la tua presenza su questo pianeta, nel posto in cui ti trovi, con le persone che ti circondano, nelle situazioni che vivi sono li per te e tu per loro e il tuo coraggio consiste nel poter dimostrare che nonostante gli affanni o tutto ciò che chiamiamo sofferenza, la VITA ha modo di vincere sempre e lo farà con o senza di te, che tu lo voglia o no.
Ricorda che sei la testimonianza inscindibile e indiscutibile della presenza di un'eterna fiamma che molti chiamano Dio, e che io chiamo VITA.
Ricorda che essa si esprime anche attraverso di te ed è fiera di appartenerti.
Ricorda che tutto ciò che hai letto fin ora lo devi vivere nell'istante stesso in cui lo hai fatto e poi dimentica ma senza gettare nell'oblio, ma mettendo insieme le pagine delle tue esperienze senza mai pentirti perchè l'hai sempre deciso tu per te e ogni istante aggiungerai nuove pagine e nuovi capitoli tutti da scoprire che solo tu e sempre TU potrai e dovrai VIVERE!
VIVERE è l'UNICA verità che adesso posso accettare perchè è l'unica cosa davvero reale..
La morte?? Quella ancora non mi appartiene ma fa pur sempre parte della vita.
E se adesso sono un corpo, sono un essere umano, un giorno sarò qualcos'altro: erba, prato, nuvole, stelle... sarò sempre in un nuovo stato di atomi colmi dell'amore universale che si chiama VITA!


domenica 22 maggio 2011

IL SOLE NEL CUORE DELLA TERRA


C'è un piccolo Sole nel cuore della Terra: è un unico, ardente Cristallo che gira più veloce del resto del pianeta. La scoperta è unanime, riconosciuta da tutti i geofisici, sin dal '95, ma ignorata... Le teorie non spiegano infatti il moto libero del Cristallo, non la sua composizione, né conoscono le cause dei tanti moti del pianeta, molti di più dei tre noti a tuti - moto diurno, annuo e precessione degli equinozi.
E poi la grande novità: il Cristallo è il Cuore della Terra visibile e anche di una Nuova Terra - la plasmasfera -prima invisibile e ora visibile da satellite in estremo ultravioletto. La Nuova Terra è simile a un Embrione, emette un dolce Canto, registrato dai radiotelescopi, si muove in moto indipendente e autonomo dalla Terra che conosciamo, ruota in 27 ore e non in 24 ore.



La Madre Terra è gravida?

E' possibile; molti indizi mostrano infatti che si è espansa come un Utero pregno. Tre amici fisici si tuffano in un'appassionata indagine per comprendere la natura del PARTO PLANETARIO che sembra imminente. Trasformazioni ingenti e repentine coinvolgono il Cristallo centrale, la superficie e l'intero campo magnetico. Tutto l'universo accelera la sua espansione a causa della misteriosa e massiccia energia oscura. 
Consapevoli dell'abissale cecità dei telescopi e delle sonde spaziali i tre riscoprono un antico metodo di conoscenza: l'Arte della Memoria, l'uso del cervello emozionale, il sofisticato cristallo organico di cui tutti siamo dotati, ma che l'educazione reprime e ignora.


Ed è così che scoprono la Sorgente della Vita: il Cristallo che con i suoi moti, co-muove il mondo visibile e i tanti mondi invisibili, tutti vivi, intelligenti e simili nelle forme.
Il Fiume è imponente, ricco di vorticosi flutti, suoni nucleari ad altissima frequenza che solo "orecchie" sensibili possono sentire. I tre imparano ad ascoltare e riconoscono ciò che la "conoscenza" ignora: l'INTELLIGENZA del Messaggio, della Forza nucleare debole che co-muove le "corde" più intime.
Magia? No realtà: le "corde" sono le roteanti particelle nucleari che compongono ogni corpo, soprattutto quello umano sensibile alle emozioni e capace di sentire la MUSICA, la grandiosa OPERA del Cristallo.
Con l'Arte della Memoria, il cervello si svela un'antenna capace di ricevere e trasmettere la vera LUCE emessa dal Cristallo, scoprire gli inganni millenari di una "conoscenza" ignara della Vita: spazio, tempo e materia.
Il cielo non è uno spazio vuoto, popolato da palle piene, ma plasma denso, supersonico e turbolento che scorre tra veli magnetici, a forma dimela, o meglio una serie di mele l'una dentro l'altra mela. Ogni "mela" è ora sconvolta da cambi ultraceleri, poco compresi dalle scienze e celati al grande pubblico.
I tre procedono nella loro indagine, immersi in un'avventura sempre più entusiasmante che amplia la loro percezione. Il PARTO è la nascita della coscienza umana, l'evidenza della propria immortalità. 
La grotta ove nasce il Bambino Solare, il BABY SUN, non è un mito, né un presepe: è la crosta terrestre ...
E "mangiare la mela" non è un "peccato", ma l'inganno di tutti i credenti nella luce illusoria - elettromagnetica - che induce a scambiare la mela per "realtà". E invece è un insieme di schermi al plasma che circondano la Terra, una TV cosmica che nasconde la vera realtà, fatta di infiniti universi intelligenti.

Lo spazio in cielo è una sala di specchi, utile agli uomini per conoscere se stessi, sentire e riconoscere le proprie emozioni, imparare ad amare e usare la Forza, la VITA, che dà a ciascuno secondo i suoi bisogni. L'Universo è la Grande Madre che ora presenta Suo Figlio, il piccolo Sole Cristallino, il BABY SUN.
Baby Sun
Versione nuova
Buono
Prezzo € 28,00

La scienza non conosce le cause dello spin né perchè gli spin nucleari del corpo umano sono legati alla sua salute. Non conosce la Forza, la Vita, che consente a ogni corpo di amare e di riprodursi. L'Uno ha infiniti spazi e tempi, infiniti universi dei quali possiamo essere partecipi e dai quali forse proveniamo.

Nascendo il Baby Sun sconvolge la mela. E' la fine? Si, è la fine della Gestazione Cosmica e quella di una "conoscenza" piena di inganni, frutto di una gigantesca illusione ottica. E' la rivelazione della Grande OPERA, la Vita che ci fa nascere, morire e risorgere all'eternità.

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lunedì 16 maggio 2011

Il cambiamento


Una vecchia massima recita:
"Le persone che fanno le cose che hanno sempre fatto,
ottengono i risultati che hanno sempre ottenuto"


...eppure, incredibilmente, la maggior parte degli esseri umani spera di raggiungere risultati diversi senza cambiare nulla!

Il cambiamento è qualcosa che ci spaventa, eppure appartiene al nostro stesso essere.
Tutta la nostra vita è un continuo e costante cambiamento.
Abbiamo allora due possibilità: subire il cambiamento o esserne protagonisti.
La maggior parte delle persone rifiuta il cambiamento, preferisce vivere in quella che gli
anglosassoni definiscono la zona di comfort, ma se vogliamo crescere, imparare,
migliorare dobbiamo necessariamente uscirne, esplorando nuove possibilità, accedendo
a nuove informazioni e sviluppando nuovi schemi di pensiero. Solo nel disagio c'è crescita!
Devi dunque imparare ad amare l'insicurezza, perche grazie ad essa possiamo
diventare delle persone migliori, possiamo scoprire potenzialità che non avremmo mai
potuto immaginare di avere.
Allora, che cosa ti piacerebbe migliorare nella tua vita? Cosa devi cambiare per attuare
questo miglioramento?
“Penso che una volta leadership significasse imporsi, oggi è possedere le qualità necessarie
per meritare la stima delle persone”
Infatti, se in genere siamo tutti molto abili a dare i giusti consigli a chi ci viene a esporre
le sue difficoltà del momento, riuscendo facilmente a individuare i comportamenti che
limitano e cosa si dovrebbe fare per ottenere un risultato diverso, quando siamo noi
stessi a trovarci nella medesima difficoltà abbiamo all’improvviso enormi resistenze a
darci gli stessi consigli e, soprattutto,a seguirli.
Le giustificazioni che non valevano per gli altri, diventano invece accettabili per noi e quei cambiamenti che, a nostro dire,
erano così facili da metter in atto, sono diventati sorprendentemente impegnativi.
Guidare se stessi non è facile e chi riesce a farlo diventa subito un punto di riferimento
per gli altri, un leader agli occhi di chi non possiede questa capacità.

PAURA DI CAMBIARE?

Il modo migliore per non farsi travolgere dal cambiamento è crearlo.
7 modi per cambiare ed essere sempre più felice:
Se ti chiedessi:“c’è un lato della tua vita che vorresti migliorare?”, probabilmente, come
accade alla maggior parte delle persone, risponderesti: “Si, certo”.
Ma se io aggiungessi: “Bene, cosa sei disposta a cambiare di te?”, non sono altrettanto
certo del tipo di risposta che riceverei.
Quando siamo all’interno della nostra zona di comfort ci sentiamo al sicuro, come se
fossimo in una specie di area protetta, mentre, quando ne usciamo proviamo una
sensazione di disagio, di incertezza.
Pensa a quando ti trovi in un posto dove non sei mai stato o in mezzo a gente totalmente
sconosciuta o quando devi fare una cosa per la prima volta o affrontare un’attività che è
diversa dalle tue abitudini. In queste situazioni la maggior parte delle persone si sentono a
disagio, e questa sensazione di disagio, di mancanza di controllo è per noi esseri umani
estremamente sgradevole, tanto che istintivamente siamo portati a rientrare nell’area che
conosciamo, nei nostri abituali schemi di pensiero.
Questa tendenza a rimanere nella nostra zona di comfort ha però un prezzo: ci impone di
restare quelli che siamo sempre stati e quindi ci impedisce di crescere e migliorare.
Se vogliamo crescere ed imparare, infatti, non possiamo farlo rimanendo all’interno della
nostra zona di comfort, ma dobbiamo necessariamente uscirne, esplorando nuove
possibilità, accedendo a nuove informazioni e sviluppando nuovi schemi di pensiero.
Nel disagio c’è crescita!
Spesso è nei momenti più difficili che ci accorgiamo di possedere delle qualità che non
avremmo mai pensato di avere, tiriamo fuori il meglio di noi e quando la “burrasca è
passata” ci sentiamo più forti.
Non possiamo opporci al cambiamento
“Il cambiamento non è soltanto necessario per la vita.
È la vita!”
Il cambiamento è nel nostro stesso essere e a nulla vale ogni tentativo di opporsi a questa
legge naturale.
Tra dieci, venti, trent’anni saremo inevitabilmente diversi, il mondo
intorno a noi sarà diverso. Pensa a quanto è cambiato il tuo corpo negli ultimi anni, a
quanto è mutato il tuo modo di lavorare, a quante invenzioni sono state realizzare, a quali
trasformazioni ha vissuto la nostra società.
Per cambiare non è necessario sforzarsi: come abbiamo detto, i cambiamenti avverranno,
che lo vogliamo oppure no.
A questo punto, scartata l’idea che ci si possa opporre al cambiamento, hai due
possibilità: subirlo o crearlo, ovvero lasciare che siano gli altri a decidere per te o essere
tu a volere e a costruire il cambiamento.
Inutile dire che nel secondo caso ci sono molte più probabilità di avere una vita felice ed
appagata. Alcune persone dinanzi alla crisi dell’azienda per cui lavorano si attivano per
cercare un altro posto di lavoro, altre invece attendono che la situazione precipiti nella
speranza che qualcuno si preoccupi della loro ricollocazione. Chi pensi abbia maggiore
probabilità di trovare un buon lavoro? Magari quello che hanno sempre sognato? E
ancora, nel caso di una crisi di coppia, c’è chi aspetta che sia l’altro a fare la prima mossa
e si rassegnano a vestire gli abiti della vittima. Chi pensi abbia più probabilità di
ricostruirsi una nuova vita e magari trovare la felicità con una nuova persona?
Il cambiamento è dunque automatico, il progresso e l’evoluzione no.
Sta a noi decidere se il cambiamento sarà per noi un opportunità di
crescita oppure no.
Uno dei principali motivi per cui il cambiamento spaventa è l’idea che per “cambiare”
dobbiamo eliminare completamente ciò che esiste e ripartire da zero. Un po’ come se
dovessimo ammettere di aver sbagliato tutto, di aver fallito, di aver buttato via una marea
di tempo e di energie. Ovviamente, se dentro di noi vediamo il cambiamento in questo
modo, sarà molto difficile accoglierlo positivamente, ma fortunatamente cambiare non
significa questo!
Non dobbiamo azzerarci per poi ricostruirci. Possiamo buttare via un
abito vecchio e sostituirlo con uno nuovo, ma non potremo mai fare lo stesso con noi
stessi, con i nostri pensieri o i nostri modi di fare.
Al contrario possiamo partire da dove siamo per espanderci, evolverci, progredire.
È nella natura umana tendere all’evoluzione, alla crescita allo sviluppo. Pensa a come ti
senti quando impari qualcosa che prima non conoscevi, anche solo una piccola abilità o
una semplice informazione: quando ti senti di essere migliorato, quando sviluppi le tue
capacità.
Se la parola cambiamento diventa sinonimo di progresso, evoluzione, miglioramento,
crescita allora non può più fare paura e non può che essere stimolante.
Liberati dalle zavorre:
“Io sono fatta così”, “non ci sono portata”, “certe cose non fanno per me”.
Frasi come
queste funzionano come delle vere e proprie zavorre che impediscono la tua libertà di
movimento e quindi ogni possibilità di crescita.
Le persone possiedono delle potenzialità di cui non immaginano neppure l’esistenza e
l’unico modo per scoprirle consiste nel
mettersi alla prova, trasformando il “non posso” in “devo”.
Se vuoi prendere confidenza
con il cambiamento devi sforzarti di superare i tuoi limiti. Ad esempio, se da tanto tempo
desideri imparare a ballare, ma hai sempre pensato di non esserci portato, iscriviti ad un
corso di ballo. Le prime volte probabilmente ti sentirai impacciata, ma a lungo andare
prenderai confidenza con questa nuova dimensione e magari, perché no, un giorno
potresti scoprire di essere un bravo ballerino.
Abituati a non abituarti:
Il modo migliore per diventare sempre più protagonisti del cambiamento è quello di
cercare di fare le cose in maniera diversa da come siamo abituati. Puoi iniziare dalle
piccole cose come la disposizione di alcuni oggetti nella tua casa, la marca del
dentifricio.
Tanti piccoli cambiamenti di questo tipo non costano grande fatica, ma contribuiscono nel
tempo a sviluppare una mentalità più elastica e flessibile e soprattutto ci liberano dalle
piccole dipendenze psicologiche che creiamo intorno a noi.

Assumi punti di vista diversi:
Ricordi la scena del film l’Attimo Fuggente in cui il professore impersonato da Robin
Williams sale sulla cattedra ed invita gli allievi a fare altrettanto? Bene, questo può essere
un utile esercizio per apprendere ad osservare le cose da punti di vista diversi. E quando
osservi le cose da punti di vista diversi anche le tue azioni cambiano di conseguenza,
adattandosi naturalmente alla situazione.
So che è difficile osservare le cose da un altro punto di vista, ma se pensi che questo è il
modo con cui spesso si trovano le soluzioni di problemi di varia natura, allora vale la
pena fare un piccolo sforzo per salire sulla cattedra.
“Ferma la macchina per riparare le gomme”
Una volta ho letto questa frase: “Non puoi cambiare le gomme ad una macchina se la stai
guidando”. Ciò vale anche per la nostra vita. Quando viviamo un momento difficile, è utile
prendersi un momento tutto per sé, per riflettere sulla propria vita come se non fosse la
nostra. Tutto sarà più facile.

Festeggia la tua nuova vita:
Festeggia ogni tua nuova scoperta, identità, meta. Fai in modo che la tua mente associ al
cambiamento l’idea di piacere. Così, ogni volta che ti troverai ad affrontare una delle
tante sfide lanciate dalla vita lo farai con la gioia nel cuore e pregustando il piacere della
festa.
Ricorda che il vero cambiamento è dentro di te
Hai mai conosciuto qualcuno che, lamentando eterna insoddisfazione, continua a
cambiare lavoro oppure partner, ritrovandosi poi immancabilmente, dopo qualche
tempo, nella stessa identica situazione negativa di partenza che sembra ripetersi
all’infinito? Queste persone pensano che cambiare lavoro o partner sia la soluzione più
adeguata, quando è abbastanza evidente che se il problema permane, non è l’esterno a
generarlo, ma sono loro stesse. Quindi l’unica vera via d’uscita è evolversi, modificare
quella parte di sé che procura difficoltà, quegli schemi di pensiero e comportamento che
creano in situazioni diverse risultati sempre identici.
“Solo colui che conosce poco la natura umana
cerca la felicità cambiando qualcosa,
fuorché la propria indole!”

(Samuel Johnson)

giovedì 7 aprile 2011

Il Benessere e l'Assertività

Che cosa è l'assertività?
Come si imparano le abilità di comunicazione necessarie per esprimere i propri bisogni e i propri diritti?
Come posso sviluppare una maggiore autostima?
Risposta:
L'assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e i propri diritti, le proprie sensazioni positive o negative, senza violare i diritti ed i limiti altrui.

Assertività è:
Abilità di comunicazione, capacità di esprimere i propri pensieri ed idee future
Capacità di identificare ed esprimere le proprie senazioni
Definire e rispettare i limiti
Comunicare ed ascoltare in modo aperto, diretto ed onesto
Nessuno può ovviamente realizzare tutti questi obiettivi immediatamente. Prima di provare a sviluppare le abilità necessarie per avere un comportamento assertivo è necessario convincersi di avere tutti i diritti ai propri bisogni e necessità:
Il diritto ai propri valori, pareri ed emozioni
Il diritto di cambiare, modificare e sviluppare la propria vita come meglio si crede
Il diritto di decidere come e dove dirigere la propria vita e e di stabilire le proprie priorità e obiettivi.
Il diritto a non doversi giustificare per le proprie sensazioni o comportamenti
Il diritto di vedere rispettati i propri bisogni e limiti
Il diritto di dire agli altri come si desidera essere trattati
Il diritto di dire "NO"
Il diritto di prendersi il tempo e l'aiuto necessari a formulare le proprie idee e desideri prima di esprimerli.
Il diritto a chiedere aiuto e informazioni senza dover avere sensazioni negative di vergogna o di colpa
Il diritto a fare degli errori
Il diritto di cambiare idea o a volte anche a comportarsi illogicamente
Il diritto di piacersi anche se non si è perfetti .

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Ecco un articolo sufficientemente chiaritore sull'argomento:
Recensione e cura di: Gianluca Toccacieli

Bibliografia : Assertività ed Emozioni
Autore Franco Nanetti
Pendragon editore




Potremmo definire l’Assertività come quel punto d’equilibrio fra uno stile comunicativo passivo ed uno aggressivo. Essere Assertivi significa diventare consapevoli dei propri valori, delle proprie intenzioni e saper scegliere responsabilmente. L’Assertività aiuta a trovare strategie efficaci per affrontare i problemi, i conflitti e migliorare la stima di se stessi. E’ una maniera di comunicare costruttiva e ci rende consapevoli del nostro valore, sviluppando capacità in ambito relazionale, psicologico, psicosomatico, professionale e spirituale.
L’Assertività è ricettività, apertura, amore, gentilezza d’animo. Per essere assertivi servono: consapevolezza di se stessi, autostima, autonomia, vivere la logica del desiderio ed essere competenti. Per essere assertivi bisogna sapere: affermare se stessi, chiedere, essere autentici, esprimere e condividere emozioni e sentimenti, rifiutare, ascoltare, negoziare, rischiare, criticare e rispondere alle critiche, offrire, discernere, decidere gli obiettivi. In una situazione di crisi, invece di capire le ragioni del nostro malessere, diventiamo vittime o diamo la colpa a qualcuno o a qualcosa. Gli ostacoli non sono gli altri ma le nostre convinzioni, le nostre reazioni e la nostra paura. Inganniamo noi stessi, perché così facendo nascondiamo le nostre colpe, rimanendo imprigionati in una passività che non ci responsabilizza e che ci rende impotenti.

Non capiamo che siamo solo noi i responsabili della nostra vita e la nostra felicità non dipende ne dalle circostanze ne dagli altri, ma dal modo in cui sappiamo reagire alle avversità. La consapevolezza e l’accettazione di noi stessi, la capacità di elaborare i nostri conflitti interiori ci aiuteranno a risolvere i problemi. La sudditanza ed il dominio portano al pensiero di ambiguità e rifiuto, quindi sono fallimentari.

Il nostro cambiamento può realizzarsi attraverso: l’essere consapevoli di noi stessi, riconoscendo i propri diritti, desideri, bisogni e intenzioni; dichiarando i propri obiettivi e paure; cambiando la maniera di pensare e di comportarci, elaborando la rabbia, i sensi di colpa, i rancori; dirigendosi verso la responsabilità delle nostre azioni. Assumersi la responsabilità significa comprendere quello che non funziona della propria vita e costruire un diverso obiettivo realizzabile. Spesso ci sono scelte dolorose da fare, indispensabili, senza però colpevolizzare ne gli altri ne se stessi. Le difficoltà al cambiamento sono numerose: l’inerzia costruttiva, l’attesa del miracolo, la svalutazione e l’ipervalutazione del contesto e delle persone vicine, il non chiedere aiuto, la deconcentrazione e la violenza.

Presupposti e comportamenti assertivi. Fino a quando non supereremo la paura di perdere il consenso degli altri, agendo solo con la nostra volontà ed il nostro coraggio, non saremo mai liberi di scegliere. La capacità di ciò che si vuole essere in base ai propri valori ed obiettivi, comporta rinunce,sacrifici e sofferenza. Le scelte che vogliamo fare devono avvenire dopo il discernimento, cioè dopo che in base a convinzioni profonde si stabiliscono motivazioni e conseguenze. Dobbiamo comprendere innanzitutto noi stessi, le nostre possibilità, i nostri punti di forza e di debolezza, distaccarci dal bisogno e superare la paura di perdere ciò che abbiamo. Le scelte che mantengono caldo il presente difficilmente sono proiettate sul futuro, quindi sono opportunistiche.

Per fare una scelta dobbiamo capire per prima cosa le nostre emozioni e i nostri sentimenti condividendoli con gli altri. L’umiltà intellettuale di rivelarci per quelli che siamo, con le nostre ansie e paure, i nostri pensieri e le nostre sensazioni, ci permetterà di essere autentici , senza cercare il compatimento. La speranza di raggiungere le mete perseguite ci darà la forza di lottare e la gioia di vivere il quotidiano. L’Assertività ci aiuterà ad essere liberi , ad affermare noi stessi con valori ed intenzioni. L’Assertivo vuole realizzare i propri obiettivi rispettando gli altri senza ne imporsi ne sottomettersi e seguendo i propri bisogni, potrà realizzare qualcosa motivato dai desideri più profondi e quindi avere successo, questo successo.

Quando scegliamo dobbiamo capire se lo facciamo per noi o per altri, cosa abbandoniamo e soprattutto dove vogliamo andare e con chi. L’accettazione di se stessi, l’unicità ed il coraggio ci faranno affermare per ciò che siamo senza avere l’approvazione altrui. Essere fedeli a se stessi, ai propri valori, alle proprie intenzioni comportandosi coerentemente senza plasmarsi agli altri ne voler controllare il mondo, sarà un compito importante per la persona assertiva. La nostra felicità sta nell’esserci in ogni momento della vita, senza ricercare chissà cosa e chissà dove. I contatti con persone umili che all’apparenza non ci danno niente, sono quelli che in realtà ci rendono felici e ci arricchiscono. Essere autentici non è però sempre facile, non vuol dire essere spontanei solamente ma scegliere in base alle nostre convinzioni e con coscienza.

L’Autostima è fondamentale per essere assertivi. Avere una buona autostima significa sentirci unici, con pregi e difetti, forza e debolezza. Quando ci adeguiamo agli altri perdiamo la capacità di piacerci e ci stimiamo meno in quanto la nostra unicità perde valore. La stima in se stessi non fa esaltare nel successo e non fa deprimere nella sconfitta. Accettarsi significa avere un sano egoismo, onorando l’impegno preso con noi stessi, evitando le maschere, essere coerenti con ciò che si pensa e con ciò che si è. La nostra dignità ed il nostro valore non devono però contrastare la dignità ed il valore degli altri, quindi un comportamento assertivo porterà le persone a capirsi, stimarsi ed intraprendere strade comuni di cooperazione.

Il primo punto di forza nel modello presentato è secondo il mio parere la possibilità di trovare i propri punti di forza. Iniziare da quelli che ognuno di noi ha e nell’accettazione di ciò che siamo e nella consapevolezza della nostra unicità. Quindi la ricerca del senso della vita. Non è nell’adattarsi a ciò che fanno gli altri ma trovare in ogni momento la propria presenza ed esistenza , seguendo la propria strada. Scegliere chi essere in base alle nostre convinzioni più profonde senza compiacere all’altro ma con positività ed autenticità. Il nostro cambiamento inizierà quando decideremo di smettere di accusare gli altri, la vita, i genitori, il destino avverso, i partner, e senza più trovare scuse, ci prenderemo la responsabilità di avere il potere per cambiare.

La consapevolezza di chi siamo, come siamo che cosa possiamo fare per star meglio e perché dovrebbe essere alla portata di tutte le persone. Quindi ritengo il testo utilissimo e senza limiti. Da un punto di vista clinico applicativo è un ottimo metodo per rendere le persone consapevoli dei propri disagi ed uno strumento importante per la loro evoluzione clinica verso il benessere. Non è facile che le persone possano effettuare un cambiamento della loro vita velocemente, ma con l’aiuto di un Counselor carismatico e preparato, ricco di esperienze e che abbia fatto tesoro sulla sua pelle, in vari ambiti, degli insegnamenti preziosi descritti dall’autore, potrebbe essere possibile.

La nostra cultura di tipo sintomatologico non permette di conoscerci e di curarci realmente, se si facesse prevenzione attraverso i concetti dell’assertività e dell’origine di varie patologie, allora si che comincerebbe a funzionare tutto, ma qualcuno non vuole, quindi, purtroppo il benessere è riservato a pochi. A quelli che si mettono in discussione, che non hanno paura di cambiare, che hanno il coraggio di affrontare i problemi e che hanno dignità. A quelli che sanno amare la vita perché amano se stessi.

venerdì 18 marzo 2011

La liberazione ha bisogno di coraggio

Cari amici che spesso mi seguite su questo semplice blog nato per caso a maggio 2010, sono qui oggi per poter davvero dialogare con voi, per aprirmi senza vergogna nè timore di giudizio, per poter forse fungere da spunto per una riflessione più che profonda in ognuno di voi. Probabilmente molti di voi si rispecchieranno in ciò che leggeranno e potranno iniziare davvero a perdonarsi una volta per tutte e iniziare a capire che ciascuno di noi è nato per vivere la propria vita e non quella degli altri.
Non è un atteggiamento egoistico ma si tratta di lasciar andare sensi di colpa che non sono nostri ma sono iniettati silenziosamente dalle persone care che ci circondano che inevitabilmente ci fanno da specchio ma spesso cadiamo nel tranello di dover sempre fare qualcosa per sentirci utili, per aiutare qualcuno ecc.
Ciò che leggerete sono parole di una persona che dal nulla (quel nulla è per me DIO) è giunta per offrirmi la sua mano senza pretendere nulla in cambio.
Ogni persona arriva nella nostra vita per un motivo ben preciso, affinchè impari-AMO lezioni importanti per poter riunirci finalmente al nostro vero essere, alla divinità che è in noi, per riconciliarci con la nostra ANIMA, dalla quale ci sentiamo ancora separati, in realtà noi tutti SIAMO ANIMA, ma il più delle volte l'EGO si maschera bene e ci fa credere che tutto è il contrario di tutto e che l'anima è solo una briciola da lasciare lì inascoltata.
Leggete ciò che segue ascoltanto questa musica.



Ecco le parole più sane che ultimamente io abbia ricevuto:

"Tesoro...
quando veniamo al mondo non sempre nasciamo da genitori consapevoli...è questo ci segna, questo diventa il principale nodo che con il tempo diventa una matassa...
Gli amici, la donna o l'uomo d'amare possiamo sceglierlo, i genitori no...eppure loro sono quelli che ci segnano la vita, che ci marchiano a fuoco con il loro modo d'amare...
Io non sono mamma però ho compreso che quando un genitore mette al mondo un figlio lo fa con l'intenzione di un amore incondizionato, se poi questa intenzione non diventa realtà non è perchè non ci amano ma solo perchè non sono mai riusciti a trovare il modo di dare amore incondizionato, e non ne sono in grado perchè sono schiavi di se stessi, delle loro paure...capita che mettono al mondo un figlio con la fantasia inconscia che quel figlio possa salvarli, possa dargli ciò che loro non hanno avuto, possa liberarli dalle loro paure, con la fantasia che noi non siamo esseri indipendenti ma solo un loro prolungamento, come una parte del loro corpo, un loro braccio, una loro gamba, o ancora peggio qualcosa di vitale, senza la quale non potrebbero vivere...a loro volta è così che gli è stato insegnato ad amare...anche loro sono un prolungamento dei loro genitori...ti sei mai chiesto perchè un genitore arriva ad uccidere un figlio? spesso in questi genitori le loro paure diventano talmente reali che si confondono con la fantasia...così si identificano nelle loro paure e si convincono che l'unico modo per salvare il loro figlio da quei mostri sia quello di eliminarlo fisicamente...oppure proiettano il mostro nel loro figlio e per liberarsene lo uccidono...
Catene di paure, di fantasmi inconsci che ci tormentano, e che si tramandano di generazione in generazione...
In più a questo si aggiungono le esperienze che quel soggetto vive e la sua capacità di comprenderle e chissà un pò di trasformarle, un mix tra la vita del soggetto, le sue capacità e ciò che chi l'ha messo al mondo gli ha tramandato...
Credo che noi siamo nati da genitori che ci hanno creato con il desiderio inconscio che noi li avremmo potuti salvare, rispetto a cosa non lo so, e probabilmente se non si sono guardati dentro non lo sanno neanche loro, così sin da piccoli ci hanno mandato messaggi mirati a questo, tanti inconsapevoli, inconsci, inviati in modo così sottile da arrivare a colpire il nostro inconscio ma non la nostra coscienza, e anche nel caso in cui arrivi a colpire pure quella, con il tempo seppelliamo tutto, per rabbia, dolore, per non sentire quel sentimento di impotenza che in un bimbo è reale, un bimbo cosa può fare per salvare gli altri? o anche solo per aiutare gli altri? deve ancora imparare a badare a se stesso...come può riuscire a badare agli altri?
Eppure c'è chi come noi riesce un minimo a sentire, ad avvertire che non vuole una vita di quieta disperazione così come l'hanno avuta chi prima di noi, ma che vuole fare di più, ma non sa come...e così mette in atto l'unica cosa che è riuscito ad imparare:"Se salvo il mondo, se salvo chi mi ha messo al mondo, salvo me stesso... e finalmente sarò libero, vi aiuterò a liberarvi per liberarmi e per ricevere finalmente ciò che desidero:AMORE INCONDIZIONATO"
Peccato che non funziona...puoi recitare questa formula magica quanto vuoi, tutte le volte che vuoi...non funzionerà mai...
Non è un caso che tu abbia scelto una ragazza molto più piccola di te alla quale hai INSEGNATO tanto...ancora una volta quella formula magica:"Se ti salvo, salvo me stesso, se ti libero, mi libero..." E da qui nasce il bisogno di poter sentire ed essere sicuro che lei sia libera da te affinchè tu ti possa sentire libero da lei, i sensi di colpa ancora una volta ti distruggerebbero, non sei riuscito con la tua famiglia e non sei riuscito nemmeno con lei= non servo a un cazzo, non riesco a fare nulla, ancora una volta sono impotente...sono un FALLITO! Il punto è che non lo sei, perchè quella non è la tua missione...quella non è la missione che ti sei scelto, quella è la missione che le paure degli altri ti hanno imposto e alla quale tu hai legato la tua esistenza...
Così ti dici:"Allora qual'è la mia missione? Che cazzo ci sono venuto a fare qui? Così provi a costruire qualcosa, provi un pò a liberarti, e nel momento in cui trovi il coraggio di fare qualche passo attorno a te, di provare a spiegare agli altri che vuoi essere libero, per trovare conferme, per sentirti dire:"Vai Claudio, sei libero di andare, puoi fare ciò che vuoi, la tua condanna è finita" ecco che invece gli altri in modo subdolo provano a tenerti stretto a sè, con minacce sottili, rivestite da corone di fiori. Ma hai mai visto un condannato a morte senza colpe che vuole fuggire e che per farlo chiede aiuto ai suoi compagni di cella, pieni di paure più di lui? Si sentirà sempre dire:"Mi dispiace mio caro, io non ti posso aprire quella porta, non posso farlo, io non ho la chiave...sono prigioniero tanto quanto te."Per esistere devi restare qui, se provi a fuggire morirai, siamo spacciati, tu non esisterai mai all'infuori di questa prigione, sei solo un prolungamento di questa, di me, per esistere dobbiamo restare in simbiosi...senza di me non hai vita...


Ed ecco che Claudio esplode con tutta la sua rabbia, per dire:"IO ESISTO" e risponde con minaccia a minaccia, se tu non vuoi farmi esistere io non farò esistere neanche te, così o provo ad eliminare te o mi elimino io, ad ogni costo questa cosa deve avere FINE!
Ma la rabbia esplosa non lo fa agire consapevolmente, non attua la fuga in silenzio e con calma, si sentirebbe in colpa nel farlo, farlo significherebbe lasciare lì in prigione le persone che ama e sarebbe libero al caro prezzo di vedere condannati a morte coloro che lo hanno messo al mondo...coloro che gli hanno dato la vita...coloro che gli hanno dato un pò d'amore...
Tutto cambierebbe se ti dicessi che loro in realtà non sono in gabbia, che loro hanno da sempre la chiave in tasca e che preferiscono non usarla? Perchè per loro quella non è una prigione, lo è per te, per loro in realtà è una bellissima casa, accogliente, piena di confort, dove si sentono protetti e che tu puoi andarli a trovare quando vuoi...ogni volta che ti senti invitato e ogni volta che vuoi proporre loro un invito, e che ogni volta che lo farai questo non ti incastrerà, perchè tu non sarai più invischiato?
Vive in te la fantasia che se dici no quando ti va di dire no, e che se lo dici con dolcezza, loro spariranno, che un tuo allontanamento può dargli tanto dolore da portarli alla morte, in realtà l'unica cosa che morirà sarà la tua fantasia di salvarli, quella stessa fantasia per la quale pensi di essere venuto al mondo, quella che ti dà uno scopo, una speranza di felicità in questa terra....Solo che non riesci a vedere che non sei più quel bambino impotente che aveva solo questo modo per esistere...quel bambino che potrebbe essere ucciso dai sensi di colpa...e così pur di non provare quei sensi di colpa che hanno il sapore di morte, urli a chi ti sta intorno:"Vattene via, lasciami in pace" con la speranza che se ne vadano o con l'altra speranza che rinsaviscano e che si risveglino come te e che comprendano l'AMORE INCONDIZIONATO, l'amore libero dalle paure, entrambe facce però della stessa medaglia...entrambi modi che non ti permettono di vedere che quel dolore che puoi fargli provare staccandoti da loro, non ucciderà nè tè, nè loro, ma solo una parte di te che non ha più bisogno di esistere...Nessuno ha colpe in tutto questo, nè tu, nè tua madre, nè tuo padre, nè chiunque altro abbia fatto parte della tua vita, le cose sono andate così perchè dovevano andare esattamente così, tutto questo dolore, tutti questi sensi di colpa, tutti questi invischiamenti dovevano esistere, affinchè qualcuno prima o poi potesse trovare il coraggio di spezzare le catene.. e questo qualcuno sei tu...tu sei nato con quel coraggio tesoro...tu sei venuto al mondo per questo, per mostare al mondo che è possibile...forse tua madre, tuo padre, la tua ragazza e altri attorno a te non lo capiranno, non riusciranno a liberarsi, non hanno questo coraggio...e tu non puoi farci nulla, non è colpa tua...forse vivranno per sempre da schiavi, ma è una scelta loro...libero arbitrio...se tu ti liberi, se tu ti perdoni, puoi perdonare anche loro per non essere in grado di liberarsi,puoi essere in grado di amarli cmq anche da prigionieri, potrai dargli cmq il tuo amore incondizionato, perchè non li ami a condizione che loro ti comprendano, li ami così come sono, con la consapevolezza che forse loro non saranno in grado a volte di comprendere il tuo amore...perchè diverso dal loro modo di amare...e se proveranno a metterti in catene, perchè ti assicuro che la loro inconsapevolezza li porterà subdolamente a farlo, tu riuscirai a dire dentro di te:"No grazie, io sono libero, vi amo, ma non voglio stare in catene" e vedrai che riuscirai a dire no con dolcezza, o anche con un tono duro se la situazione lo richiede ma mai con una rabbia distruttiva, e quando sentirai che le loro richieste sono modi inconsapevoli per metterti in catene, non ti sentirai in colpa perchè anche se loro penseranno che gli stai facendo del male, in realtà stai facendo loro del bene...forse loro non capiranno il tuo volergli fare del bene, come in certi momenti tu non sei riuscito a comprendere quando io l'ho fatto con te...anzi per loro sarà anche peggio perchè sono molto più addormentati di te, ma se seguirai il tuo cuore e sarai in pace con te stesso, sarai in pace con tutti, qualunque cosa ti dicano, qualunque cosa ti possano fare...
Sei venuto al mondo per mostrare al mondo che è possibile, non per imporre loro la tua verità...sei venuto al mondo per dare l'esempio, chi vuole cogliere colga...e soprattutto sei venuto al mondo per riuscire a fare questo con il coraggio che hai dentro al cuore per trasmetterlo a chi verrà dopo di te...che tu voglia figli o no, il tuo esempio resterà cmq...e se vorrai figli ricordati che un figlio cresce libero se nasce da genitori liberi...hai il coraggio per far divenire reale il tuo sogno di libertà...non gettare al vento quel coraggio...USALO...MOSTRA AL MONDO CHE SI PUò ESSERE LIBERI!!!!
Qualunque cosa accada tra di noi, io ti chiedo solo una cosa...custodisci queste parole dentro la tua ANIMA...sono un dono del cielo...sono un dono della mia ANIMA, sono un dono dell'UNIVERSO, sono un dono D'AMORE INCONDIZIONATO.
I tuoi genitori non sono due bambini
che tu devi accudire, ai quali devi badare..
lascia in mano a loro la loro vita...
e lasciagliela, non con rabbia,
ma con amore.
Qualunque cosa accada tu puoi dargli il tuo aiuto solo a patto che questo 
non vincoli la tua vitala tua libertà
e non perchè sei egoista,ma hai il diritto di vivere la tua vita.
Anche se loro non te lo danno, tu ce l'hai lascia in mano a loro
le loro difficoltà e prendi in mano le tue.
Loro in qualche modo faranno...
forse riusciranno, forse no ma non è compito tuo,è compito loro così come è compito tuola responsabilità della tua vita.
Ho visto uomini e donne rienventarsi a qualunque età, ma se tu continui a fare tutto al posto loro, non darai mai loro la possibilitàdi fare le cose da soli . 
datti una possibilità di vivere la tua vita e darai a loro una possibilità di vivere la loro!"
 














giovedì 17 marzo 2011

La notte è incinta - Segui le coincidenze!

Ecco un estratto di un vecchio libro scritto tanto tempo fa, e rileggendolo non ha fatto altro che ridarmi la direzione nel mio attuale percorso..
Un consiglio: seguite le coincidenze, seguite i segni!!



Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, ogni santo giorno incontriamo qualcuno dal quale impariamo qualcosa. Può essere chiunque: il giornalaio, il panettiere, il parcheggiatore, un bambino che chiede l’elemosina, o un semplice sconosciuto che è accanto a noi sul treno, che come noi non è stato avvisato che bisognava scendere alla fermata precedente per cambiare vagone.
E invece quella situazione sembrava fatta apposta perché quel giorno imparassimo una lezione in più sulla vita.
Mancavano quindici minuti per poter prendere la coincidenza di un altro treno diretto in un’altra città
dalla quale poi prenderne ancora un altro per far ritorno a casa. Durante questo viaggio, vi siete aiutati a vicenda nel portare le valigie e nel trovare il modo per poter essere in orario per i propri impegni.
Eravate sicuri che non era un caso aver perso quel vagone.
Eravate li a parlare di tutto. Quindici minuti eterni, come se il tempo non esistesse. 
Storie di vita incredibili senza un inizio o una fine temporale.
Finalmente il treno riesce ad arrivare in questa stazione deserta, dove l’unica anima era una specie di
capostazione anziano la cui unica informazione utile che era riuscito a dare era:
- Il treno arriva fra cinque minuti, e per fare il biglietto dovete andare nella salumeria qui dietro-
Allora in fretta e furia vi siete recati alla ricerca di questa fantomatica salumeria.
Sbalorditi, anziché un etto di prosciutto, avete comprato dei biglietti più che economici. 
Subito di corsa verso la stazione fantasma dove, dopo nemmeno trenta secondi, arriva il treno,come un miraggio da lontano.
Una volta a bordo, vi sembrava quasi impossibile che tutto fosse andato così liscio. E lì c’erano altre
persone che vi guardavano come se foste alieni. E come due fratelli che hanno fin da sempre vissuto insieme, avete iniziato a parlare di ciò che vi era accaduto senza preoccuparvi di cosa potessero pensare gli altri
nella carrozza. Tutti sembravano divertiti e rallegrati da ogni vostro movimento e discorso.
Emozioni, sorrisi e benessere trasmessi tra persone che tra loro non avevano alcun legame. Ma eravate lì come se non vi incontraste da tempo per ridere e scherzare insieme.
Il treno giunge nuovamente a destinazione in un’altra città dove la coincidenza era prevista nel giro di soli
dieci minuti scarsi. Di corsa a fare il biglietto (per fortuna in una normale biglietteria) per poi dirigersi verso il binario giusto, sistemare le valigie sulla carrozza e godersi una meritata sigaretta insieme attendendo il fischio di partenza per casa. L’ultimo tragitto insieme.
Come padre e figlio, come due cari amici, come due bravi e legatissimi fratelli.
Ljubomir dice:
- ricorda amico.. non sono importanti le parole, ma l’energia che tra esse si viene a creare.
Oggi siamo qui chissà per quale coincidenza. Le coincidenze non sono altro che frecce che ti danno la
direzione; e se hai l’animo grande, se hai il cuore aperto, esse ti dicono dove andare. 
Amico, il destino esiste solo se guardi indietro. Dopo aver vissuto ti rendi conto di come è andata e hai la possibilità di poter dire che era destino che andasse così!
Ricorda ancora: “la notte è incinta ”! Partorirà sempre un nuovo giorno. 
Per cui non aver mai timore, amico.

Fare pace con se stessi

A volte ce ne dimentichiamo, altre siamo del tutto inconsapevoli, ma di certo pubblico questo estratto di questo libro perchè lo ritengo non solo in linea con ciò che sento e sto vivendo attualmente ( da parecchi mesi a questa parte) ma perchè è di fondamentale importanza che si prenda consapevolezza di quanto leggerete.
Fare pace con se stessi
di Capuano Lorenzo
17/12/2010
Tutto quello che sentiamo quando qualcuno ci tradisce o ci abbandona, è solo un riflesso del dolore più profondo che prova la nostra Essenza quando siamo noi a prendere le distanze da lei...! Solo amando e perdonando ogni parte di noi, possiamo andare oltre il "bisogno" di essere amati e perdonati dagli altri.

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[...] Quando pensiamo che senza qualcuno o qualcosa staremmo male e proviamo un senso di solitudine, angoscia, vuoto, incompletezza, inutilità o smarrimento, non facciamo altro che prendere le distanze da noi stessi. Ci stiamo dicendo che da soli non bastiamo e che abbiamo bisogno di altro per essere felici. In pratica, ci stiamo tradendo! Tutto quello che sentiamo quando qualcuno ci tradisce o ci abbandona, non è niente rispetto a quello che prova la nostra vera Essenza, rappresentata dall’Anima, quando siamo noi a prendere le distanze da lei e quindi da noi stessi!

Nel momento in cui proviamo un Amore travolgente per un’altra persona, senza la quale crediamo sarebbe inutile vivere, stiamo praticamente rifiutando, tradendo, umiliando e abbandonando ingiustamente quella parte di noi più sensibile, unica e che ci è indispensabile per essere felici. Senza contare che, a livello inconscio, stiamo abbattendo la nostra autostima, causandoci una dipendenza verso qualcosa o qualcuno al di fuori di noi e, soprattutto, stiamo creando le basi per vivere una vita infelice! Il fatto di non esserne consapevoli non è certo un’attenuante, anzi, è ancora più grave perché per il resto della nostra vita questo atteggiamento ci spingerà a cercare altrove ciò che abbiamo già dentro di noi, senza mai o quasi mai comprenderlo.

Tuttavia, questa continua ricerca potrebbe essere la nostra salvezza poiché quella parte profonda, sebbene le abbiamo girato le spalle seppellendola viva nell’ombra del nostro essere, rimane sempre attiva dentro di noi; continua a bussare proprio attraverso quelle persone che crediamo ci diano felicità e che, nel momento in cui ci tradiscono o ci lasciano, riaprono una ferita nel cuore, tanto profonda quanto quella che ha provato la nostra vera Essenza quando abbiamo fatto lo stesso con lei. E, tutte le volte che accade, abbiamo l’opportunità (se siamo in grado di comprendere questa dinamica) di ricongiungerci con lei e quindi con noi stessi!

Per questo dobbiamo avere la forza di perdonare chi ci ha ferito, in quanto è come se ci stessimo perdonando per aver fatto lo stesso con noi in passato. Ciò vale anche quando siamo noi a lasciare o a tradire gli altri perché, inconsciamente, abbiamo bisogno in quel momento di rivivere questa esperienza attraverso gli occhi di chi stiamo facendo soffrire... Ma fino a quando non lo capiremo, non faremo altro che alimentare sensi di colpa verso altre persone, che ci spingeranno a non poter mai star bene veramente con qualcuno, finché non ci riappacificheremo prima di tutto con noi stessi. Per questo, quando arriva una crisi di coscienza, tendiamo a chiedere perdono a tutti quelli che abbiamo fatto soffrire in precedenza! Ma questo senso di colpa non potrà placarsi fino a quando non riusciremo a perdonarci per aver ferito, prima di tutti, noi stessi.

Capiremo d’esserci perdonati veramente quando non sentiremo più il bisogno che gli altri ci perdonino dal momento che, nel profondo del nostro cuore, avremo compreso che non li avevamo feriti di proposito ma che eravamo vittime di questa subdola dinamica psico-emotiva... Inoltre, avremo compreso che noi, a nostra volta, rappresentiamo ciò che gli altri fanno a loro stessi, e che quindi essi ci possono perdonare solo quando riescono prima a perdonare loro stessi.
[...]
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Estratto da Ti Amo Comunque di Lorenzo Capuano, Anima Edizioni.

Copyright
© Anima Edizioni. Milano, 2010
© Lorenzo Capuano, 2010

Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...