giovedì 18 ottobre 2012

La realtà non è ciò che ti hanno raccontato

Questo è un capitolo all'interno dell'ultimo libro da me pubblicato riguardante la questione della realtà e della distorsione dell'interpretazione dei fatti in cui ci immergiamo a causa di una visione imposta inconsapevolmente.


Il Coraggio di Riscoprirsi - Libro
Ultimi appunti di viaggio. Con la prefazione della dott.ssa Viviana Guarini laureata in psicologia clinica.
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La realtà non è ciò che ti hanno raccontato

«Il mondo che tu credi di conoscere, il mondo che ti è stato messo davanti è soltanto il frutto di una descrizione. Siediti e ascolta senza porre l’etichetta del giusto o sbagliato su quanto sto per raccontarti. Evita di polarizzarti e rimani neutro nel tuo centro silenzioso ma pur sempre operativo. Tu sei sempre stato convinto di conoscere il mondo. Tutto ciò che ti circonda, tutto ciò in cui sei immerso da quando ti alzi al mattino a quando ti infili nel tuo letto, è solo una semplice composizione di fatti che ti danno l’illusione di sapere davvero cosa sia la realtà. Ma tu conosci il mondo in base a come ti è stato descritto dalla tua venuta in questo piano di realtà di cui cogli solo un’impercettibile parte. Devi comprendere che tutti siamo stati bambini ed essendo un adulto una sorta di maestro agli occhi del fanciullo innocente, quest’ultimo non fa che essere inconsapevolmente accondiscendente nei suoi confronti e per tanto si lascia trasmettere solo quella che è la sua personale e soggettiva descrizione del mondo, a sua volta condizionata e filtrata dal modo in cui gli è stata descritta. Quindi non può che essere una visione limitata e irreale.
Devi riuscire ad accorgerti che il mondo nel quale la tua vita si svolge è solo una delle innumerevoli interpretazioni e descrizioni di una pièce teatrale condivisa dall’intera umanità. Tu credi di vivere e vedere una certa realtà,  ma quello che vedi è solo frutto di una descrizione fittizia, comunemente accettata dall'essere umano, delle innumerevoli realtà esistenti purtroppo filtrata dai veli dell'ottusità. Puoi considerarla come una sorta di partecipazione ad una realtà fittizia comunemente accettata quasi a suon di regola inequivocabile, dove, se tenti di oltrepassare la zona rossa – i famosi limiti imposti dal sistema – rischi di esser considerato l’anomalia, la valvola fuori posto, il pazzo, l’asociale, il fuori di testa. Potresti arrivare ad essere etichettato come colui che fugge dalla realtà, quando invece la stai solo trascendendo per imparare a vederla per ciò che è davvero. Questo ti lascia ben intuire che incontrerai sempre altri esseri umani con la loro visione, il loro condizionamento, le loro convinzioni e credenze, superstizioni, paure e desideri, fantasie, preoccupazioni. Gente che vive in un mondo attraverso il filtro del proprio mondo,  che sia immaginato o meno.
Per questo non potrai mai costringere – e ti consiglio di essere cauto se cocciutamente vuoi farlo – qualcun altro ad andare d’accordo con te a tutti i costi solo perché stai iniziando a percepire la realtà non più come eri stato abituato.
Amore e odio, il bello e il brutto, il bianco e nero, esistono solo nella mente. Ogni individuo crea un proprio mondo del bene e del male, del piacere e del dolore, dell'odio e dell'amore, attraverso la propria immaginazione e descrizione del mondo ricevuta. Dunque il bene e il male, il piacere e il dolore, l'odio e l'amore non hanno origine dagli oggetti, ma sono soltanto atteggiamenti della mente.
In questo mondo non vi è nulla che sia buono o cattivo: è solo la tua mente che crea un tale stato.

Se adesso ti ritrovi questo libro tra le mani, non è certamente un caso. Il caso non esiste e ne ho parlato ampliamente nei miei precedenti libri. Renditi conto e diventa consapevole che il tuo spirito è in fermento. Sta letteralmente bollendo e vuole condurti verso una verità che continui tutt’ora a temere perché sei stato abituato a crearti delle aspettative anche sull’aria che respiri, perché sei letteralmente condizionato in ogni pensiero e di conseguenza anche nell’azione e nella risposta emotiva a determinate situazioni che sistematicamente si presentano nella tua vita. Adesso è il momento di alzarti con quel coraggio che solo tu hai, e credimi, nessuno può dartelo né insegnartelo, tranne il tuo stesso spirito. Anche se adesso hai la sensazione di sentirti soffocato da una visione ormai ristretta di una realtà fittizia, subdola, illusoria, fa l’unica cosa che può permetterti di accelerare il passo: perdona te stesso per aver permesso al demone, nascosto nella tua mente, di soffocare  la potenza del tuo spirito guerriero. In questa maniera eviterai di danneggiare altri solo perché  hai lasciato accadere che tutto questo fosse fatto anche a te.
Ho imparato una cosa dalla vita. Ciò che danneggia il proprio spirito, ciò che lo soffoca è avere qualcuno che, in maniera ossessiva e opprimente, ti dice continuamente ciò che devi o non devi fare in base a quella che è la descrizione distorta e falsata della sua visione del mondo.
La vita sta suonando le campane dall'alba di ogni tempo, ma tu non ti vuoi svegliare e continui a sognare in una bolla quando invece potresti vivere un sogno cosciente all'aria aperta.»


Il Coraggio di Riscoprirsi - Libro
Ultimi appunti di viaggio. Con la prefazione della dott.ssa Viviana Guarini laureata in psicologia clinica.
10

domenica 19 agosto 2012

Se vuoi la pace, meritatela!

Chiedo scusa a tutti i lettori di questo blog se non sono più presente come un tempo.
Ma prima o poi tutti dobbiamo scendere in campo dentro noi stessi e rimanerci per poterci studiare, analizzare, comprendere ma soprattutto amarci.
In questi mesi ho avuto a che fare con quella che oramai è sputtanata come MATRIX.
Perchè vi piace tanto fare uso di parole e termini solo per riempirvi di manie di falsa grandezza spirituale.
Matrix è solo una parola, matrice, ciò da cui qualcosa ha origine. MATER= MADRE.

Negli ultimi tempi è in essa che son immerso. E' lei che mi sta facendo da maestra.
E' da lei che devo imparare a conoscermi e riconoscermi.
Ci sono un sacco di trappole e tranelli ma ci sono apposta. Il motivo è che dobbiamo cadere per imparare a rialzarci, dobbiamo annegare per imparare a nuotare, dobbiamo entrare nuovamente in contatto con la Fonte. 
 Siamo schiavi di ciò che non conosciamo, ossia di tutto quello di cui ancora non abbiamo preso piena consapevolezza e totale coscienza.

Ma siamo anche potenziali padroni di ciò che conosciamo con consapevolezza e coscienza sveglia.
Ricordo i tempi in cui insegnavo nuoto e la gente mi diceva:
«Non so nuotare. Claudio, ho PAURA dell'acqua. Ce la farò mai?»
«Certo che puoi farcela, ma c'è solo un problema.. tutto questo accadrà solo quando ti deciderai ad entrare in acqua».

Non c'è bisogno che vi spieghi che il riferimento vale in tutto il resto. 
Non ci rendiamo ancora conto che l'unico vero viaggio reale è adesso ed è la nostra vita. 
Siamo più forti delle nostre paure.
Più grandi dei nostri limiti.
Siamo molto di più di un semplice nome.

Nella nostra vita, intorno a noi accade costantemente tutto ma spesso lo rinneghiamo perchè ci risulta più facile non accettare che dire "adesso è così, lo accetto".
Ricorda che tu non sei ciò che accade, ma colui al quale accade. 

In questi ultimi tempi sta accadendo di tutto sul pianeta Terra per farci rendere conto di ciò che siamo e a cosa stiamo andando in contro, nel bene o nel male che lo si voglia etichettare, sta accadendo esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per prendere consapevolezza. 

Lo spirito d'opposizione si sta aggrappando su specchi pieni di olio.Il signor Smith (il famoso agente del film Matrix) si sta uccidendo con le sue stesse mani perchè l'essere umano inizia ad essere esausto egli stesso.
O il sistema intero crolla di botto tra scompigli anche molto pesanti in tutto il pianeta (e non è detto che sia indolore) oppure ci vorranno generazioni dopo la nostra affinchè tutto cada e sia raso al suolo definitivamente e rinasca una nuova terra e un nuovo cielo su basi totalmente nuove e solide, ma soprattutto impregnate di una nuova consapevolezza degna di una COSCIENZA davvero SVEGLIA.




Non 
vi siete ancora accorti che siamo esattamente dei codici a barre anche se non abbiamo strisce?
Ci vogliono dare un valore e una misura su parametri inesistenti, senza un senso, morenti e falsi.
Non possono imprigionare lo spirito.
Ma possono tener addormentata e assopita la coscienza in un'illusione.
Non lasciateglielo permettere!
Tutti cercano la pace, l'armonia, in poche parole, la famosa felicità, ma  una cosa dovete comprendere..

Se vuoi la pace, meritatela!
È possibile che nel momento in cui accettiamo completamente la nostra "non pace", proprio questa non pace potrebbe essere trasmutata in pace.

Sappi vivere in uno stato di presenza non meccanica della vita, impara a conoscerti, sii nel mondo ma non del mondo.
Tu che ora stai leggendo, sii il più possibile consapevole di ogni tuo battito, pensiero, azione, respiro.
Non è il tuo vero essere, la tua essenza, la tua Coscienza suprema, l'assoluto, il reale quale tu sei, ad essere irrequieto, ma è il suo riflesso nella mente ad apparire irrequieto proprio perchè essa è e sarà sempre irrequieta.
La mente v
uole proteggersi. Essa è calcolatrice, ha bisogno di gestire, prevedere, ricordare, mettersi al riparo, avere il controllo per paura di non farcela.
Essa va a caccia di problemi e tu credi che questi siano anche tuoi.
Immagina il riflesso della luna sull'acqua increspata dal vento.
Il vento del desiderio agita sia la mente che quel falso "ME" («io qui, io lì, io, io io io...») che altro non è che un pallido riflesso del vero Sè all'interno della mente.
Tutte le idee di movimento e irrequietezza, di piacere e di dolore, sono tutte nella mente.
E la tua vera natura, il vero Sè è al di là della mente.
Esso è CONSAPEVOLE, ma allo stesso tempo non coinvolto.
 
Renditi conto che vivi quasi sempre in funzione del futuro e ti trascini dietro il passato non riuscendo a prendere consapevolezza che l'unica cosa reale è soltanto adesso, il Presente.
Domani a quest'ora sarà sempre il tuo presente ma tu continuerai a pensare a dopodomani e cosi via.
Il reale conflitto lo crei tu. 
Ma spesso non riesci a vederlo, non ne sei consapevole, è tutto sepolto a livello dell'inconscio e la vita lo manifesta fuori nelle situazioni che vivi istante dopo istante.
Non c'è altro modo per farti prendere coscienza di te.
La vita sa che deve specchiarti ogni singolo movimento che si svolge al tuo interno, ma che cocciutamente ti ostini a non voler accettare nè vedere.
Ciò a cui resisti, persiste. 
Non c'è nemmeno bisogno di affannarvi a combattere un sistema che è davvero destinato a crollare a causa di se stesso.
Il castello di carte sta venendo giù da solo. 
Da quello che posso vedere adesso prendo atto che l'hanno studiato proprio bene sto pianeta.
E tutti ci son cascati.
Questi esseri umani si son messi la muta da sub credendo di essere solo una muta, con tutte le conseguenze.. prima o poi si strappa e si deteriora, ma quello che c'è dentro va conservato egregiamente e riconosciuto come immortale.. ma forse ancor prima va costruito degnamente per esserne eternamente coscienti e consapevoli. 
Viviamo nell'idealizzazione di ciò che potrebbe essere o crediamo sia.
Idealizziamo le persone e le situazioni.
Pertanto non vediamo la realtà per ciò che è realmente.
Viviamo costantemente nell'illusione di una mente corrotta che solo quando ci sveglieremo tornerà ad essere usata come un vero strumento.
Ma per adesso ne siamo ancora succubi.
Ma ce la faremo, lo sento!



Per me tutto ha un senso. Anche quando lo etichetti come senza senso, glielo hai già dato. 

«La materia è semplicemente energia che si condensa su una bassa vibrazione. Noi tutti siamo un’unica coscienza che sperimenta in modo soggettivo quell’energia. Non esiste una cosa come la morte, la vita è solo un sogno, e noi siamo l’immaginazione di noi stessi».
-Bill Hicks, brillante e intelligente comico americano- 


lunedì 14 maggio 2012

Le tue armi non sono le sue, ma ANIMA-FEDE-VOLONTA' AUTENTICA


   "Ricordati che sei venuto qui perchè hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii Grato dunque a tutti coloro che te ne forniscano l'occasione" 

- Gurdjieff -

   È dentro te stesso. All'inizio è una sorta di lotta che ti può dar l'illusione di un mondo cattivo che ti vuol schiacciare ma tutto si svolge dentro te stesso con l'unico effetto collaterale del mondo esterno che ti da l'illusione di essere schiacciato ma solo per farti svegliare. Non hai mai avuto il controllo. Purtroppo hai solo creduto di averlo, ma è stata soltanto un'illusione. Vuoi sapere cosa controlli per certo?
   Il volume della radio della tua macchina, la temperatura dell'aria condizionata, cosa comprare al supermercato, chi votare alle elezioni di una falsa democrazia.  Credevi di essere libero, eh...?? Sai dove andrai oggi pomeriggio per caso? Forse in palestra, o tutt'al più ad un appuntamento. La mattina c'è la tua brava sveglia che ti dice che ora di andare a svolgere le tue amate (o odiate) missioni quotidiane. Che cos'è che ti fa sentire vincolato e paralizzato? Te lo sei mai chiesto? È l'ambizione.  L'unica cosa che la paura della morte può toglierti sono e saranno sempre le tue ILLUSIONI. Ma adesso andiamo per gradi. Non analizzerò in questo contesto argomenti ampliamente esplicitati sugli altri miei libri
  (in particolare IL SOFFIO DELLA COSCIENZA - Youcanprint Edizioni) 


Il Soffio della Coscienza - Libro
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Mi hai chiesto, come punto di partenza, come fare a comprendere l'amore; come fare a non avere paura, a comprendere cosa fare o non fare. La risposta?
Spegni quella dannata mente.
  A quel punto bisogna ascoltare il cuore. Ma non assorbire questa frase nell'accezione comune di un amore da fiction televisiva. Il cuore vede se è rimasto solo un mucchio di cenere o se invece si è creato un fuoco che non brucia e si consuma come nell'innamoramento, ma che in eterno si rigenera.
   Non trovi la risposta perchè non ti fai la domanda giusta e mischi ego e anima così bene da confonderli.
   Invece di continuare a guardare a ciò che era e non è più, ti sei chiesto cos'è ora?
Hai guardato negli occhi chi hai davanti? Cosa accade dentro di te quando guardi chi hai davanti a te? Prova a guardare ciò che c'è o non c'è dentro di te attraverso la persona in cui ti stai specchiando.
  Essa è parte di te, e lo sarà sempre. Forse la domanda non è "devo lasciarla o devo continuare a starle accanto"... forse la domanda è "la sua presenza fisica mi permette di continuare il mio processo evolutivo, e viceversa la mia presenza fisica permette a lei di continuare il suo?"
   Potete farlo insieme in questo momento? O tutto questo blocca entrambi? Ciò che vi siete donati non andrà perduto in ogni caso, e questa è una cosa che devi apprendere in ogni incontro che farai. La vita che conduci è un tutt'uno con ogni esperienza che fai. Non star lì a condannare e giudicare perennemente attraverso la dicotomia giusto/sbagliato.
   Se ti polarizzi finirai col dare energia al polo positivo così come al negativo. E ogni causa produce un effetto, che tu venga a trovarti in alto, così come in basso. Prova ad osservare dal centro. Crea equilibrio su questa bilancia. Non fari finta di cadere.
   Quando ti ritroverai per terra potrai prendere coscienza che sei inciampato e che devi rialzarti. Ma non gettare le mani avanti per paura di cadere ancora quando potrebbe anche non accadere. Ma soprattutto non far finta di lanciarti dolorante su terreni scoscesi per attirare l'attenzione e ottenere la considerazione altrui. Ti danneggi. Sappilo. Conserva queste parole e fanne l'uso che ritieni più opportuni per te.
   Chiediti in questo momento: é un altro partner che adesso stai cercando brancolando nel buio? O, forse,  è la tua anima che stai cercando disperatamente? 
   Vuoi continuare a fingere di non udire il suo richiamo oppure prendi un dannato specchio e inizi a capire che è di te che hai maledettamente bisogno?
   Non ci vuole molto ad udire la chiamata della propria anima. O varchi la soglia - e da quel momento in poi non puoi più tornare indietro - oppure giri i tacchi e decidi di rinunciarci. Ma nessuno sa dirti con certezza se avrai o meno un'altra occasione di rinascita.

   Saresti capace, ora come ora, di riunire il tuo universo maschile e femminile completamente dentro te stesso? Te lo sei mai chiesto? Hai mai provato a chiederti se lo scopo ultimo è proprio quello di completarti autonomamente, nonostante nella vita ci sia l'intervento di specchi esterni pronti a tenderti una mano? Una mano che non è necessariamente un'esperienza che possa darti gioie ma anche dolori, sofferenze che solo tu puoi attraversare e nessun altro. Momenti che solo tu puoi comprendere cercando di trarne le lezioni di cui avevi bisogno. Situazioni e persone che ti si son parate davanti attratte dal tuo stato vibratorio proprio per darti quello di cui avevi bisogno, nella sofferenza così come nella gioia.
   Non aver paura. Gettati ovunque puoi per apprendere e trarne l'unico profitto consapevole: il tuo risveglio. Attraversa le fiamme dei tuoi inferni. Riscatta la tua anima. Ritorna a ricordare (riportare nel cuore - ma non nel senso ormai divenuto banale di quest'era moderna) chi sei. Tu sei Coscienza. Essa semplicemente è.
   Risali con coraggio dai dirupi nei quali ti sei volutamente lanciato a capofitto - anche se spesso in maniera inconsapevole - per ritornare a vedere la Luce. Ti lamentavi di non avere amore. Ma come si fa a possedere qualcosa che si è?
   La questione è che non riesci a ricordarlo a darti pace perchè c'è una sorta di entità estranea dentro di te - ma fino ad un certo punto - che ti vuol convincere del contrario. Non riesci a trovare l'unità dentro di te perchè hai smesso di crederci. Ti risulta più facile mollare che impugnare la fede, che altro non è che la vera volontà.
   Per scoprire cosa ti attende al di là della soglia, devi  vivere; e per vivere devi non bloccarti. Occorre che riesca a scoprire come un piccolo boyscout per evolverti. Purtroppo a volte si pensa di seguire il flusso e invece si è lì seduti accanto al fiume; il fiume scorre, e guardandolo ti dà la sensazione che tu stia scorrendo insieme a lui, mentre in realtà sei fermo e fuori dalla scia a trastullarti tra le mille illusioni della tua mente che ti vuol convincere che ti basta solo guardarlo sto benedetto fiume anzichè nuotarci dentro e sentirlo fin nelle ossa.

   Una volta, un pover uomo tutto confabulante tra sé e sé, camminava distrattamente su di un ponte credendo che nessuno lo sentisse solo perchè fosse notte. D'un tratto una donna, confabulante anche lei, camminando nella sua stessa direzione sullo stesso ponte, gli finì letteralmente addosso. Entrambi si bloccarono, muti, immobili. Entrambi iniziarono a parlare nello stesso momento come se l'uno fosse stato lo specchio dell'altro:
   « Se vuoi perderti non sarò io a fermarti, che sia dentro ai miei occhi o da qualunque altra parte tu voglia. Se hai bisogno di perderti nella mia forza attraverso i miei occhi io sono pronto a offrirti la mia anima per specchiarti in essa. Perdersi è quasi sempre un modo per ritrovarsi, te lo assicuro. Io l'ho fatto tante volte e ho portato con me solo il coraggio. Adesso mi accorgo che non sono più solo perchè ho ritrovato l'autentico ME.»
   Ed entrambi proseguirono per la loro strada ma nel più totale silenzio. E in quell'assordante ritrovamento di se stessi poterono udire tutto ciò che li circondava, assaporandone l'unicità.

«Il nemico più grande si nasconde nell'ultimo posto dove guardi» 
-Giulio Cesare-


   Ti sembra difficile ma lo è solo nella misura in cui tu lo permetti, per comodità o pigrizia. La paura vuole diventare la tua matrigna e impartire i suoi ordini, ma devi essere in grado di non permettere che questo accada. Ti sono state date risposte prefabbricate da usare in ogni evenienza. L'unica cosa saggia che a questo punto della tua esistenza puoi fare è tirare lo scarico dopo averle rovesciate nel water.
   Volevi che ti rivelassi qualche scoop? Una notiziona bomba tale da farti saltare in aria? Certo posso farlo ma potresti davvero saltare in aria se sei tremendamente attaccato alle tue credenze e condizionamenti all'ordine del giorno che è quello dell'inconsapevolezza.
   
   Se cerchi palliativi e placebo momentanei stai perdendo l'occasione di divenire davvero libero. Fare una rivolta all'interno di una prigione solo per ottenere del cibo diverso o maggiore comfort non è una vera rivoluzione nè ribellione perché si rimane sempre prigionieri. Quindi a te la scelta. Vuoi continuare ancora a lamentarti per far abbassare il prezzo del carburante o per ottenere più posti di lavoro e pertanto voler continuare a stare nella medesima condizione di illusoria libertà?
   Non è ancora chiaro che i sistemi del mondo sono specchietti per le allodole. La schiavitù del sistema è un effetto collaterale della vera prigionia. Stai guardando nel posto sbagliato. Non ci si libera reincatenandosi. Che ti piaccia oppure no,  occorre spazzare via l’intero attuale sistema politico ed economico e la sua micidiale Eggregora! Come? Evitando di darle sistematicamente la tua energia polarizzandoti su chi ha ragione o meno, sulle lamentele (come conseguenza dei loro messaggi subliminali) ed evitando di focalizzarti sulla paura indotta o sul dialogo interiore che produce una spirale di depotenziamento.
   Non ti sei accorto di una cosa.. sei schiavo della tua paura. Essa ti sta accecando. Non puoi pensare in vera libertà perché sei pieno di paura. Hai paura della vita, paura della morte, paura di ciò che diranno gli altri, del pettegolezzo, del perdere il lavoro, di violare regolamenti, paura che qualcuno ti porti via il marito o la moglie... paura di rimanere solo, paura di esprimere il tuo pensiero, paura del buio.
Allora? Che hai deciso? Vuoi continuare così??

   La razza umana è un esperimento. Staccati i tubicini e divieni il tuo stesso esperimento nel tuo laboratorio alchemico. Fai esperienza COSCIENTE di te stesso.
   Riscopriti come pilota dell'universo e controlla consapevolmente la macchina altrimenti il pilota automatico ti condurrà nell'incoscienza degli dei creatori di questa trappola, che se pur tale, rimane comunque evolutiva. Sii vigile e sveglio. Smettila di crederti quella voce nella testa che ti dice come, dove, quando, perché e cosa fare. Quella voce non sei tu! Lo vuoi capire o no??
Ti sento già da qui! Smettila! Non attacca mica con me.. Autocommiserazione e vittimismo atti a perpetuare situazioni di comodo per paura di non sentirti considerati da coloro ai quali ti aggrappi disperatamente a livello emotivo ed energetico, non servono a nulla se non nel farti prender coscienza della loro inutilità. Quando potrai mai liberarti di questi due sciocchi fardelli così pesanti per il tuo essere??
Sei preparato per ricevere un determinato tipo di vibrazioni? Siamo accordato? Si comprende, si percepisce, si "vede" solamente quella realtà che è in risonanza con il proprio stato di coscienza o di incoscienza. E quella vibrazione attirerà inevitabilmente circostanze a te consone che non serve etichettare ORRIBILI (se ti fanno soffrire) o STUPENDE (se ti fanno godere da matti).

   Caro Pinocchio, se non diventi prima bambino, non potrai aiutare altri a divenire bambino.
   La gente vive schiava degli intrighi, dell’invidia, dei costumi di famiglia, delle abitudini, del desiderio insaziabile di guadagnare posizioni, di scalare, di salire, di arrivare in cima alla scala, di farsi sentire, del bisogno di considerazione e approvazione, ma soprattutto schiava della paura attraverso la quale il SISTEMA attua le sue sistematiche trappole dando l'illusione del libero arbitrio a chi crede di prendere delle scelte in maniera libera ma solo per scegliere vestiti, oggetti da comprare, scegliere l'orario migliore per andare in palestra...eh eh eh... abbiamo ben lontano dalla nostra visuale il concetto puro di libertà purtroppo!
Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo».

 Prima devi imparare a ritornare bambino, TU in primis, in quanto sei ancora. Dovresti ascoltare la tua vera essenza animica (la fatina di pinocchio, ricordi?) perchè finchè sei burattino non potrai, in alcun modo, aiutare altri a divenir bambini e quindi a liberarsi dalla loro prigionia in quanto ti ritroveresti sicuramente trasformato in "ciuchino" a causa di quel Lucignolo che continuamente ambisce a proteggere il suo territorio egoico facendoti credere di essere lui; e la verità è che non lo sei! Un altro personaggio troppo figo oltre 2000 anni fa (cosi si dice) disse:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero».
   Ossia, se una pecora nasce all'interno di un recinto dove tutte le altre hanno sempre e solo visto ciò che è all'interno di quel recinto, di certo non potranno insegnarle ad essere libera indicandole l'uscita ..
Se una pecora nasce all'interno di un recinto dove tutte le altre hanno sempre e solo visto ciò che è all'interno di quel recinto, di certo non potranno insegnarle ad essere libera indicandole l'uscita perchè non l'hanno mai cercata nè vista nè conosciuta e forse nemmeno ambita.

 Sei un TOSSICODIPENDENTE EMOZIONALE.
Non sai (te lo fa credere l'ego) che al di là (o al di qua) di tutto questo c'è la verità che corrisponde ad uno spaventoso (solo per l'ego) vuoto dal quale provieni e per tanto rinunci a scoprire chi sei realmente e ti attacchi a tutte le dipendenze affettive, materiali e mentali che colmano solo temporaneamente e illusoriamente quel vuoto ma che è tutto ciò che esiste.

Nel corso del nostro cammino  si mostrerà più volte attaccando nei punti deboli che ha scoperto nel primo incontro con te stesso. Chi, ti chiederai? Il tuo demone, il tuo avversario il tuo sfidante.. colui che si nutre attraverso lo spirito di opposizione, la lamentela, il giudizio ossessivo, il dialogo incessante nella tua testa.
Come puoi libertartene, ti chiederai?
Di certo sappi che tanto più eviterai di guardarlo negli occhi, tanto più gli dimostrerai paura e tanto più duramente attaccherà.
INUTILE FUGGIRE!
Chi scappa vive un'esistenza nella paura di incontrare il proprio demone, la parte EGO-CONDIZIONATA_INDOTTA che vuol farti credere di essere te..ma tu sei qualcos'altro con un potere immenso.
Devi prepararti per quando sferrerà il sul attacco.
Esso si nutre di odio, paura, rabbia, lamentele, autocommiserazione, dita puntate nell'accusare gli altri, rimpianti, rancore, vendetta, invidia... e se continui ad alimentarlo con queste emozioni (nutrimenti energetico per lui) la battaglia sarà infinita e ti sfinirà.
Quando sarà lì a tenderti un agguato, rimani lì a guardarlo dritto negli occhi. Devi solo guardarlo.
Se lo combatterai con le sue stesse armi moltiplicherà la sua forza proprio come l'agente Smith nella scena finale di Matrix Revolutions dove egli si moltiplica fino a che Neo accetta e si abbandona alla propria fede, alla propria luce, quella di Anima, un potenziale elettrico e divino di una portata immensa che diventa ed è AMORE ma ad un livello che non è quello che credi banalizzato da un dogma patetico cattolico o spirituale new age dove c'è solo in mezzo la paura della morte e il bisogno di considerazione.
Si parla di qualcosa che se la provi non ne parli perchè ti basta stare lì ad irradiarla.



Ecco un estratto del mio ultimo libro:

«Noi tutti abbiamo dei dèmoni interni nella nostra esistenza, ma dato che ci aspettiamo di vedere dei mostri diabolici o apparizioni tenebrose, fintanto che non ci saranno, non ci crederemo. Purtroppo i nostri dèmoni sono le persone nella nostra vita, quella di tutti i giorni. Sono proprio le persone con le quali noi litighiamo, che invidiamo, odiamo; coloro i quali danneggiamo fisicamente o emotivamente in qualche modo.
Quello che non riusciamo a comprendere è che odiamo il fatto che costoro ci ricordano noi o come siamo fatti. Loro riflettono alcune nostre caratteristiche, quelle che magari non vorremmo avere per niente.
Per questo tentiamo di calmare questa sofferenza, non cercando di dominare e trasmutare i nostri dèmoni, ma danneggiando le persone che ce li ricordano.
Proprio coloro che ci ricordano ciò che odiamo di noi stessi, in quanto l'essere umano tende a non amare se stesso, a non accettarsi.»

TRATTO DAL LIBRO "IL SOFFIO DELLA COSCIENZA"

di Claudio Guarini
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-soffio-della-coscienza-libro.php?pn=1625
 
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venerdì 30 marzo 2012

«La nave, i passeggeri, i doni e il viaggio nel mondo»


«La nave, i passeggeri, i doni e il viaggio nel mondo» (breve racconto di Claudio Guarini)
«Fa finta di stare su di una nave che prende e lascia passeggeri ogni giorno in diversi posti del mondo.
Ognuno ha da portarti un dono (che tu puoi etichettare come doloroso, gioioso, profumato o puzzolente in base a cio in cui credi o ti hanno costretto a credere).
Tu sei sempre su quella nave perchè hai bisogno di conoscere parti di te attraverso quei doni che riceverai durante il giro del mondo che stai compiendo.
Ogni volta che avrai compreso il significato di quei doni potrai anche lanciarli dal pontile perchè attaccarsi non servirà a nulla per non affogare.
Arriverà il momento in cui sentirai di scendere da quella nave per poter proseguire in un'altra maniera.
Se capiterà che dovrai scendere perchè la nave affonderà, in quanto troppo pesante a causa del tuo accumulare quei doni, 
allora saprai che dovrai proseguire senza attaccarti a nulla. 
Anche quando giungerà un passeggero che ti dirà che potrai tenerti per sempre quel dono, tu sappi prima comprenderlo, assaporarlo, e custodirlo dentro di te e poi saprai che non ci sarà motivo di lanciarsi dal pontile per paura di affogare perchè avrai il controllo della tua nave e potrai continuare a vivere il mondo e le acque che solcherai.»

Ribadisco: anzichè mangiarvi quelle ultime sinapsi rimaste nel preoccuparvi di ciò che "gli altri" pensano di voi, badate a ciò che voi pensate di voi stessi perchè non vi piacerà a causa dell'immagine fittizia e impermanente che vi siete cuciti o che vi siete fatti cucire solo per il timore di non ricevere approvazione o considerazione.
Vi raccontate un sacco di balle.
Non vi serve l'approvazione di alcun maestro se non quello che scoprirete dentro di voi quale unico, irripetibile e silenziosamente attivo ed eternamente presente.
Usate l'energia per fare esperienza di ciò che siete.
Se potete, evitate di polarizzarvi e di etichettare ogni cosa con la mente.Non cadete nel tranello del bisogno di considerazione, di approvazione o del far valere la propria opinione appartenente ad un ego fasullo in cerca di energia altrui come un vampiro perchè sa che dentro fa paura guardarsi.

«IL SOFFIO DELLA COSCIENZA» estratto del mio nuovo libro:«Quindi cosa devo fare..» le chiedo desideroso di una risposta concreta «come distinguo la realtà vera da quella illusoria?»
«Per adesso fai l'unica cosa che può tirarti fuori dal fango melmoso nel quale ti trovi: diventa consapevole che ti ci trovi dentro. Diventa consapevole che non sei sveglio. Diventa consapevole che pensi e agisci nel sonno. Diventa consapevole che sei una macchina programmata a reagire a determinati stimoli esterni. Ti credi questa macchina a cui è stato dato un nome, un altezza, un peso variabile, un'etichetta, un codice. Non sei poi così diverso dai prigionieri dell'olocausto durante la seconda guerra mondiale. Solo che tu non ne sei consapevole. Non ne hai preso ancora coscienza perché sei stato programmato a ritenere normale ciò che non lo è. Sei stato programmato a ritenerti un'immagine distorta di ciò che in realtà sei nella parte più profonda di te stesso».
Tratto dal mio nuovo libro «IL SOFFIO DELLA COSCIENZA»
http://www.unitinelrisveglio.com/p/il-soffio-della-coscienza-libro.html

PS:  Siamo il cibo degli dei.
Sanno che molti di noi se ne son accorti e non vorranno di certo mollare la presa così facilmente perché senza un piatto così succulento ne morirebbero.

domenica 25 marzo 2012

Non posso aiutarti ad evadere ma posso suggerirti solo di farlo...


«C’è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l’esistenza. Finchè non sarà troppo tardi per farci qualcosa. E’ l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime … questo perchè vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ip-ip-urrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo. Brillate o chiamati impazziti … siamo solo scimmie, avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.» – dal film revolver 2005

Cosa voglio dire?
Che non sappiamo chi siamo. Vorrei tanto sentirmi spogliato da ogni cosa. 
Mi spoglierò del tutto rischiando anche di farmi dare della "zoccola Nuda", ma una volta levatomi di dosso ogni straccio, impregnato di paure, sarò capace di assaporare il profumo della libertà. Una libertà tanto ambito quanto sofferta e mascherata.
Siamo troppo immersi nella risposta emotiva di ciò che ci accade; e anche se ci accade all'esterno (situazioni di vita) in realtà tutto avviene al nostro interno. E ce ne possiamo accorgere dai nostri attaccamenti.
Niente e nessuno è tuo!
Il mio fidanzato, la mia auto, la mia casa, il mio pc, il mio lavoro, i miei figli, la mia vita... Ti possono esser portati via dall'esistenza anche adesso. Non sono tue proprietà. Il "mio" è solo dipendenza psichica/emotiva dovuta all'attaccamento di quell' "IO" (lungi dall'essere l'Essenza) che vive esclusivamente sul bisogno di sicurezza basato su ciò che gli da certezze.

«La mente non può sperimentare nulla di nuovo, è incapace di sperimentare qualcosa di nuovo, perchè il suo approccio passa sempre per la memoria, per il riconoscimento; è ciò che riconosciuto attraverso la memoria non è verità, creazione, realtà. Una mente simile non può fare esperienza della realtà: può solo sperimentare sensazioni, e la creazione non è una sensazione, la creazione è qualcosa di eternamente diverso, istante per istante».
-Jiddu Krishnamurti-

La società e la falsa scienza e cultura (falsa nell'accezione di deviata e impastata di credenze obbligate) ha reso inconsapevoli i propri "schiavi" anestetizzandoli con infinte credenze, paure e condizionamenti atti a programmare un burattino a rimanere tale anzichè invitarlo a trasformarsi in bambino.
Molti lo intuiscono e si credono impotenti, altri lo sanno e hanno paura di abbandonare la maschera, altri ne sono del tutto inconsapevoli.

Una mattina una signora mi passa accanto con tante buste della spesa dicendo ad alta voce:
«Siamo dei robot, siamo delle macchine».
Poi mentre cammino per strada vedo su un balcone una signora che parla alla sua vicina con in mano un libro sul quale son riuscito a leggere "SOGNI".
Infine mentre ero a spasso col cane c'era un'altro cane con la sua padrona che vedendo l'arrapamento della mia volpina che voleva ingropparsi la mia scarpa, mi dice:
«Vuole dominarti» (interpretata da me come "la tua parte animale, ego, sfidante").
Tutto è simbolico e la vita sa guidarti e darti segnali di risveglio se sai ascoltarli, ma chi vuol dormire non vorrà mai svegliarsi perchè non si rende conto di trovarsi in un labirinto chiuso nel quale gira e rigira ma sta sempre lì. Se una pecora nasce in un recinto di pecore dovrà esser capace da sola di accorgersi che se vuol essere davvero libera dovrà uscire di lì!

Concordo pienamente con la questione che ognuno è responsabile per le proprie azioni e che dare la colpa all'esterno è ormai stupido quanto inutile.
Il problema è che la gente si crede libera quando invece è schiava di un certo meccanismo interno e quando fa finta che non è così trova mille scuse, mille congetture compresa la storiella dell'amore universale.. Bisogna imparare a conoscersi pienamente e consapevolmente per poter conoscere anche l'universo.. ovvio sempre in relazione agli altri perche senza di loro non potremmo specchiarci di ciò che non riusciamo a vedere da soli.
Voglio ricordare a chi legge questo blog che questa non è una pagina che da contentini spirituali!
Quindi se vi atteggiate a gente spirituale con la caratteristica del falso buonismo o altruismo, o volete che ipotetici fratelli dello spazio, santoni o o guru volanti vengano a salvarvi questo luogo potrebbe dare molto fastidio alle vostre credenze e condizionamenti.
La vita non può essere divisa in "materiale" e "spirituale".
«Di giorno faccio le mie cose e la sera seguo i corsi spirituali per identificarmi in ruolo spirituale» ma che cazz significa?
La questione è che VIVIAMO LA VITA (come fosse una cosa a parte) E POI CI ATTEGGIAMO A GENTE SPIRITUALE.
Se si è venuto a creare un EGO SPIRITUALE allora si è ricaduti in un altro schema deviato di condizionamento e di "sonno".
LA TUA VITA E' IL PERCORSO!!
Se cercate palliativi e placebo momentanei perdete l'occasione di divenire davvero liberi. Fare una rivolta all'interno di una prigione solo per ottenere del cibo diverso o maggiore comfort non è una vera rivoluzione nè ribellione perché si rimane sempre prigionieri. Quindi continuate pure a lamentarvi per far abbassare il prezzo del carburante o per ottenere più posti di lavoro. Significa voler continuare a stare nella medesima condizione di illusoria libertà.

Nel mio nuovo libro c'è una scena in cui c'è un dialogo tra il protagonista e un altro prigioniero in una cella:
«E perché non hai informato tutti gli altri nelle le loro celle?» gli domando concitato «perché non avete organizzato una rivoluzione, una fuga di massa?»
«Ragazzo..» mi si avvicina naso a naso «forse non ti è ben chiaro un concetto.. se per un'intera vita ti è stata arredata la cella come la suite di un grand hotel, e per tutto il tempo non hai fatto altro che innaffiare i fiorellini al suo interno, anche quando la porta sarà aperta non uscirai perché sentirai di non averne bisogno; perché ti sembrerà più normale stare al calduccio tra quattro mura che ti danno l'illus
ione della libertà..»

In giro in questi ultimi tempi ormai i lupi travestiti da agnelli sono sempre più numerosi e si camuffano bene.
Molti "MEGALOMANI" agiscono peggio della TV...
ATTENTI.. state attenti! Vi state facendo distrarre troppo dai discorsi affascinanti, da belle parole cariche di magnetismo vampiresco, da abili personaggi che hanno bisogno solo di approvazione, considerazione ed energia e anche da coloro che fanno leva sulla vostra paura e senso di colpa.
A partire da individui che godono di una certa popolarità pubblica che fanno i saputelli sui complotti e che attirano la vostra curiosità e voglia di sapere (ma che alla fine non sanno un emerito cazzo nè esoterismo nè di evoluzione personale) e a finire con semplici persone della vostra vita comune come amici, fidanzati/e e/o parenti.
C'è chi lo fa a livello consapevole e cosciente ma anche chi è stato robotomizzato e programmato dalla nascita (cultura, società, ambiente famigliare) e pertanto vive energeticamente alle spese di altri.
Quindi anche noi potremmo rientrare tra questi attori (e in minima parte lo siamo tutti nelle nostre piccole storie di vita).
In ogni caso ricordate che chiedere consigli è pericoloso ma lo è di più darli.
«IO SO.. IO SO.. IO SO...»
Partite dal presupposto che non sapete un cazzo se non ciò che avete immagazzinato con la mente, accumulato dai libri, dagli altri con i loro ovvi condizionamenti ricevuti.
Il mondo vi specchia costantemente ciò che occorre che impariate nel percorso della Vita quale voi siete!
Ma pendere dalla bocca di altri solo perchè vi da un'identità di sicurezza si trasformerà prima o poi in un tormento perchè un giorno dovrete spogliarvi di tutti quei vestiti che avete accumulato sul vostro corpo e quella spazzatura di cui la mente ha approfittato per nutrirsi e crearsi castelli in aria di inutili e illusorie certezze.
Ex illuminati (che si definiscono ex adepti della tanto condannata massoneria) che fanno i sapientoni e i saputelli megalomani di sta cippa confondendo coloro che hanno solo sete di sapere e vogliono riempire la mente di false certezze perdendo di vista il vero punto della situazione di riscoperta del proprio essere..
Pur di nutrire un ego che vuole considerazione e attenzione smisurata e un pò di denaro derivante dalla vendita di un libro con titoli scenici e argomenti che fanno gola alle case editrici e pompano l'altra faccia della medaglia, fanno pendere dalle proprie labbra poveri inconsapevoli che non sanno un'altrettanta cippa né di esoterismo né di Alchimia.
Giudizio o non giudizio, le cose stano così.
Prima di idolatrare ex illuminati che etichettano anche una scorreggia come opera di "MASSONI", prima di mettere su un piedistallo coloro che si spacciano per detentori di verità, verificate che non vi portino a diventare proprio come loro, ossia dei «FULMINATI».
Non fatevi distrarre da altre nozioni o ipotetiche verità ( verità de chè??? ) che prima o poi vi perforeranno il piano mentale facendo entrare altra merda inutile. Iniziate a dirigere l'energia all'interno altrimenti STA CIPPA diverrà talmente grossa che sarete divorati dalla vostra stessa mente facendo il gioco di chi vuole esattamente il vostro stato inebetito di sonno perenne.
Tutti che fanno i buon temponi con la bandiera dell'amore e tanto FACEBOOK nelle loro vite.
Ma cosa cazzo stai a sbandierare pace, spicciolo altruismo patetico e amore universale quando dentro di te c'è una guerra di cui ignori persino il rumore dei bombardamenti?
«Il nemico più grande si nasconde nell'ultimo posto dove guardi»
-Giulio Cesare-
Abbiamo attraversato tante guerre tra bombe e spade.
Ma oggi siamo ancora in guerra apparentemente mascherata da eventi tragici a livello socio-economico.
E' una guerra invisibile all'interno di ognuno.
Pirandello disse che siamo tutti burattini sotto un cielo di carta.
Vogliamo diventare qualcuno o esser considerati come qualcosa di particolare o speciale solo perché abbiamo paura di guardare in faccia la verità: ossia che siamo nessuna cosa. Siamo il nulla. Siamo una sorta di vuoto che si riempie di qualcosa che da sempre esiste, ma che non riconosciamo come parte integrante e pura di noi e che prende forme infinite e impermanenti.
Abbiamo paura di scoprire che abbiamo sprecato un'intera vita nel raggiungere approvazione, considerazione e megalomania di una maschera destinata a staccarsi da un viso che temiamo di guardare.. Ed è proprio il nostro!
Io mi chiedo ma per cosa ti alzi al mattino?
Che significato, che motivo valido dai al fatto che esisti e alla tua vita?
Di una cosa mi son resto conto:
Accuso gli altri di ciò che non voglio vedere in me.
Mi turba e mi infastidisce perché è una battaglia persa in partenza in quanto è come se volessi costringere gli altri a cambiare per convincere me stesso e ottenere inutilmente una patetica approvazione che nutre un'ego morente.
Tutto questo mi fa incazzare dandomi l'illusione che siano esclusivamente gli altri delle teste di cazzo (anche se a dir la verità ce ne son parecchie) ma soprattutto perché mi ricorda che ho un conto in sospeso con me stesso.

«Qualunque cosa sia questo che sono, è infine carne, soffio vitale e principio dirigente. Getta via i libri, non ti far più distrarre: non è consentito. E invece, come se fossi a un passo dalla morte, disprezza la carne: coagulo di sangue, ossa, ordito intessuto di nervi, vene, intrico di arterie. Poi osserva anche quale sia la natura del tuo soffio vitale: vento, e neppure sempre lo stesso, ma un alito che, a ogni istante, viene emesso e riaspirato. Per terzo viene il principio dirigente. Qui rifletti: sei vecchio; non consentire più che questo principio sia schiavo, che come una marionetta sia manovrato da un impulso individualistico, che recrimini contro il destino presente o guardi con ansia quello futuro. » (Marco Aurelio - A sè stesso)

venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Da non perdere
Prezzo € 7,57 (-15%)

1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
I quattro accordi
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martedì 14 febbraio 2012

«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» nè genitori, nè psicologi, nè politici.. NESSUNO TRANNE TE!

Condizionati dalla nascita.. può essere un dramma ma può diventar anche la via per dire da soli a noi stessi: SVEGLIA!
ATTENZIONE ...non si può far questo , quello , quest'altro e quest'altro ancora... BLA BLA BLA... neanche le parolacce ???? CAZZO CAZZO VAFFANCULO... 
Siete troppo condizionati?? E' un vostro problema!!
Cercate che qualcuno vi salvi?? E' una vostra ILLUSIONE!!
Non si può bestemmiare DIO? [PORCO DIO hiihhiihhi]
Chi ha detto che esista e che stia lassù a fare il giudice..? E' un'altro vostro problema!
SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI!!!! GETTATE VIA LA SPAZZATURA!!!

L'ego si protegge attraverso i sistemi di credenze in cui si identifica per paura di perdere delle fanatiche certezze e divenendo, attraverso di esse, capace delle più atroci e impensabili azioni.
Guardate questa scena epocale ma molto reale del lavoratore medio:


C'è molta gente (purtroppo manovrata nel proprio subconscio dai media e dalla massa lamentosa schiava inconsapevolmente) che aspira a questo scenario credendolo un diritto e soprattutto confondendo un posto di lavoro per la vera libertà.
Se il vostro unico obiettivo è uno stipendio fisso, un posto di lavoro o la benzina a metà prezzo e dovesse accadere che finiamo come la Grecia, beh... 
sarete esattamente gli attori dello scenario che vi stanno obbligando a interpretare:
coloro che non hanno più un sogno..
E su questo palcoscenico costruito già da tempo tutti gli attori arriveranno a farsi la guerra uno contro l'altro perchè saranno stati convinti fino all'ultimo che l'essere umano non ha potere, che deve aver paura, che il nemico è dietro l'angolo, che siamo animali che devono solo nutrirsi, attaccare/difendersi e ingravidare per perpetuare la propria specie.
PAURA=TI AMMAZZO PRIMA CHE POSSA FARLO TU!
Babilonia is coming again...



 ATTENZIONE:
Se proprio non l'avete capito, stanno mettendo in scena uno spettacolo e non ci è stato detto che stiamo tutti recitando.. ci stanno dando l'ILLUSIONE della libera scelta di salire su di un palco quando in realtà ci siamo già saliti mentre dormivamo beati nelle nostre illusioni mentali, nelle nostre lamentele, nei nostri giudizi, nelle nostre giustificazioni, nelle nostre paure.
Stiamo per entrare in scena credendo che abbiamo scelto tramite un reale "libero arbitrio", in realtà mai posseduto consapevolmente.
Stiamo per iniziare una guerra nel nostro microcosmo personale e il sistema è contento di tutto questo perchè la moltitudine ne è INCONSAPEVOLE e agisce per istinto animale di difesa/attacco, nutrendo il sistema stesso con questo spreco di energia vitale. La paura farà nascere una pseudo-urgenza di qualcuno che ci salvi, e questo "lupo mascherato da agnellino" sta lì pronto per proporci la sua magnetica e illusoria proposta di salvezza (che sia politica o spirituale) che ci porterà su un altro ramo simile al precedente dove lo schiavo continuerà a credere di essere libero mentre invece cadrà con tutte le altre pecore che avranno seguito il resto della massa su quel ramo. Quando questo ramo sarà tagliato, molto probabilmente sarà troppo tardi per poter scendere..



 «S_V_E_G_L_I_A ! »


La questione è che diventi così abituato a determinati tipi di condizionamenti che inizi a ritenerli la tua propria natura scambiandoli per la verità!


Un tipico condizionamento esiste anche all'interno della famiglia per un figlio ad esempio:

 Ti senti come obbligato a rispettare un ruolo, un comportamento, un modo di fare che ti sta stretto che semplicemente non è TE perchè tu esprimi il tuo VERO ESSERE in altra maniera la quale temi possa dare "DISPIACERE" ai tuoi genitori.
Il tuo essere ribelle da adolescente verso di essi è stato nel tempo soffocato, aggiustato, modificato in quella specie di "ibrido-personaggio-attore" quale tu oraesprimi quando devi render conto (in qualsiasi ambito della tua vita) a loro.
Non riesci a metabolizzare l'effetto "SENSO DI COLPA" che scaturirebbe se dicessi ai tuoi genitori che ADESSO SEI ADULTO e che non hai bisogno della BALIA e che non ti è dovuto fare il "bravo figliuolo di 10 anni":
«SI PAPA, SI MAMMA, NON VI DELUDERO MAI...»
..solo perchè (come da prassi genitoriale) ti hanno magari aiutato e dato tutto ciò che potesse renderti felice.
Ma quando tu vuoi ribellarti e non ci riesci , seppellisci tutto e accumuli incessantemente reprimendo ogni tuo voler liberamente esprimerti.
Ma prima che la tua personalità costruita dia luogo ad un'esplosione (spesso non controllata) dovuta alla repressione inconscia di queste emozioni credo sia meglio se inizi ad accettare che devi spegnere quel senso di colpa fasullo ( a cui regali la tua energia vitale nutrendolo) e che ti è stato innestato dal comportamento EDU-CASTRATIVO genitoriale (a sua volta ricevuto e impartito dai propri genitori (sempre secondo gli usi e i costumi etico-sociali-culturali-religioisi).
SEI TU CHE DECIDI LA TUA VITA con o senza il loro consenso.
Ma non tutti son disposti ad abbandonare questa maschera che li lega a questa sofferenza che non è dell'ESSERE ma della personalità con tutti i suoi drammi.



ESSERE TE STESSO ti fa sentire non accettato?
E chi ti dice che hai bisogno della considerazione degli altri per esistere ed esprimerti?
RICORDA: 
Se altri esseri umani si aspettano qualcosa da te (in quanto sei loro amico o parente) solo perchè nelle loro fantasie si sono create INUTILI ASPETTATIVE o IMMAGINI IDEALIZZATE della figura a forma di colui che tu rappresenti nella loro vita, e vengono delusi solo perchè ami agire e pensare come meglio credi TU per TE e non come loro credono o vorrebbero, è un LORO PROBLEMA!
VIVI RISPETTANDO E CERCANDO DI ESSERE ONESTO SOPRATUTTO CON TE STESSO..il resto lo vedrai magicamente accadere sotto i tuoi occhi.
Essere se stessi ma in maniera consapevole.. per dar voce al proprio vero ESSERE in quanto siamo inconsapevolmente schiavi della MACCHINA BIOLOGICA (Claudio, Pierluigi, Mariangela, ecc.) che si esprime come conseguenza RE-ATTIVA della paura istintiva della morte, quindi in condizioni di attacco/difesa.
Occorre prendere coscienza che la maggiorparte delle nostre azioni sono in realtà re-azioni ad uno stimolo esterno per cui l'EGO si sente minacciato.
Ci si accorge quando è l'ESSERE ad esprimersi o è la MACCHINA ad entrare in "scena"..



Se sei identificato con la mente e con il suo vociare continuo (dialogo interiore dell'ego), e qualcuno ti insulta, ti arrabbierai perchè starà offendendo l'ego e quindi in questo caso anche te in quanto ti credi lui. Diciamo che la rabbia repressa che diventa RE-ATTIVA incontrollata, può esser dannosa nelle situazioni in cui scoppia senza un reale controllo. Un'azione voluta, fosse anche un vaffanculo o un "TOGLITI DI MEZZO", ci sta ma che non sia dettato da un'emozione indotta dall'esterno per una questione di MI SENTO OFFESO o HAI FERITO IL MIO ORGOGLIO.. Non vuol dire che non posso difendermi, anzi ..


«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» tantomeno uno psicologo..
Il problema (se così si può chiamarlo) è che se ti affidi esasperato e disperato ad uno psicologo, che si crede tale solo perchè ha conseguito un 110 con lode grazie al suo applicarsi su dei libri obsoleti e obbligati dai PROF, ma del tutto inconsapevole della realtà ingannevole della mente, allora c'è il pericolo che potrai rischiare di impelagarti in un labirinto assurdo con tante e nessuna uscita allo stesso tempo.
Ma non è colpa dello psicologo, nè tua, ma dell'inconsapevolezza, della vostra coscienza addormentata. Il problema è che la psicologia (come altre pseudo-scienze e i loro circoli ricreativi edu-castranti chiamate università) è schiava del sistema.
Essa cerca soluzioni nell'incoscienza, nella mente ..
Non è un'accusa contro gli psicologici in quanto molti prendono la laurea giusto per il pezzo di carta (per praticare legalmente) ma poi sanno che occorre svegliare la propria coscienza, decondizionarsi tirandosi fuori dal sistema e dalle credenze indotte da quest'ultimo per poter davvero essere d'aiuto (innanzitutto a se stessi e poi al prossimo).
Ma se ti rivolgi speranzoso ad un tizio che è appena uscito dalla fucina edu-castrante universitaria (nonostante la sua buona volontà) credendo che un "dormiente" possa esserti d'aiuto, troverai forse qualche placebo provvisorio (o peggio un'altra prigione) perchè come disse qualcuno:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero»
[Il concetto si estende ad ogni categoria e/o persona che crede di poter/dover aiutare il prossimo in un condizione di schiavismo di cui non è consapevole compresi i tanto amati guru o scuole para/spirituali/new age].



Tutti fanno a gara a spiegare a livello intellettuale o cosa sia l'amore cosa sia Dio..
Cosa ne sai o pretendi di sapere dell'amore, caro essere umano? Accetta che forse ne hai percepito un brivido eterico e fugace..
Non ne sai nulla..così come di Dio.. Lo hai ridotto ad una parola, ad una semplice etichetta intellettuale, una definizione schematica, logica o tutt'al più poetica per rendere meno patetico il tuo vagare disperato in cerca di un luogo spazio/temporale dove appiccicare il tuo concetto di amore o di Dio. Quando ne parli come un dotto in realtà lo stai solo sognando e disperatamente cercando chissàddove.. Quando il tuo sguardo brilla di luce propria, e non devi dare spiegazioni a nessuno per quel luccichío, allora stai vivendo entrambi nel tuo silenzio che saprà diventare una vibrazione divinamente radiosa e a volte accecante per chi ti vuole con sè nel suo smarrimento di assenza di Luce.
Sarai un faro maestoso e semplice che nel suo rumoroso silenzio indicherà che la nebbia non fa paura ma in un certo senso sprona a cercar quella Terra Promessa di cui tu adesso puoi esser testimone e con la tua umile e semplice presenza anche gli altri naviganti sapranno che possono diventar dei fari per illuminare finalmente la propria terra promessa!



Per quanto mi riguarda, non posso far dono di ciò che non possiedo.
Quindi eviterò di sbandierare la parola AMORE ai quattro venti solo per farmi belle le labbra.
Quando il vaso traboccherà d'acqua potrò donarla a chiunque abbia sete nei pressi di quel vaso.
Ma finchè sarà vuoto... saranno lungi da me l'altruismo, il falso buonismo e la solidarietà spicciola forzata da un'atteggiamento comune condizionato da una condotta ipocrita a sua volta dettata dalla maschera dell'APPARIRE e, peggio ancora, causata da uno stupido e inesistente senso di colpa creato e indotto dalle religioni, dalla società e dalla cultura edu-castrante.. ma soprattutto dai VUOTI INTERIORI che si finge di non vedere e pertanto li si riempie con illusioni esteriori.
Imparo ad amare poco alla volta, una persona alla volta.. iniziando da ME STESSO, continuando con un fratello, un'amico.. con la donna che un giorno potrebbe darmi un figlio.. e se ci riesco ad estenderlo ad ogni essere umano.
Ma che sia graduale, naturale, umile, spontaneo e sincero.

Sapere le cose non equivale a "conoscerle"...


Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO

  C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì,...