venerdì 30 marzo 2012

«La nave, i passeggeri, i doni e il viaggio nel mondo»


«La nave, i passeggeri, i doni e il viaggio nel mondo» (breve racconto di Claudio Guarini)
«Fa finta di stare su di una nave che prende e lascia passeggeri ogni giorno in diversi posti del mondo.
Ognuno ha da portarti un dono (che tu puoi etichettare come doloroso, gioioso, profumato o puzzolente in base a cio in cui credi o ti hanno costretto a credere).
Tu sei sempre su quella nave perchè hai bisogno di conoscere parti di te attraverso quei doni che riceverai durante il giro del mondo che stai compiendo.
Ogni volta che avrai compreso il significato di quei doni potrai anche lanciarli dal pontile perchè attaccarsi non servirà a nulla per non affogare.
Arriverà il momento in cui sentirai di scendere da quella nave per poter proseguire in un'altra maniera.
Se capiterà che dovrai scendere perchè la nave affonderà, in quanto troppo pesante a causa del tuo accumulare quei doni, 
allora saprai che dovrai proseguire senza attaccarti a nulla. 
Anche quando giungerà un passeggero che ti dirà che potrai tenerti per sempre quel dono, tu sappi prima comprenderlo, assaporarlo, e custodirlo dentro di te e poi saprai che non ci sarà motivo di lanciarsi dal pontile per paura di affogare perchè avrai il controllo della tua nave e potrai continuare a vivere il mondo e le acque che solcherai.»

Ribadisco: anzichè mangiarvi quelle ultime sinapsi rimaste nel preoccuparvi di ciò che "gli altri" pensano di voi, badate a ciò che voi pensate di voi stessi perchè non vi piacerà a causa dell'immagine fittizia e impermanente che vi siete cuciti o che vi siete fatti cucire solo per il timore di non ricevere approvazione o considerazione.
Vi raccontate un sacco di balle.
Non vi serve l'approvazione di alcun maestro se non quello che scoprirete dentro di voi quale unico, irripetibile e silenziosamente attivo ed eternamente presente.
Usate l'energia per fare esperienza di ciò che siete.
Se potete, evitate di polarizzarvi e di etichettare ogni cosa con la mente.Non cadete nel tranello del bisogno di considerazione, di approvazione o del far valere la propria opinione appartenente ad un ego fasullo in cerca di energia altrui come un vampiro perchè sa che dentro fa paura guardarsi.

«IL SOFFIO DELLA COSCIENZA» estratto del mio nuovo libro:«Quindi cosa devo fare..» le chiedo desideroso di una risposta concreta «come distinguo la realtà vera da quella illusoria?»
«Per adesso fai l'unica cosa che può tirarti fuori dal fango melmoso nel quale ti trovi: diventa consapevole che ti ci trovi dentro. Diventa consapevole che non sei sveglio. Diventa consapevole che pensi e agisci nel sonno. Diventa consapevole che sei una macchina programmata a reagire a determinati stimoli esterni. Ti credi questa macchina a cui è stato dato un nome, un altezza, un peso variabile, un'etichetta, un codice. Non sei poi così diverso dai prigionieri dell'olocausto durante la seconda guerra mondiale. Solo che tu non ne sei consapevole. Non ne hai preso ancora coscienza perché sei stato programmato a ritenere normale ciò che non lo è. Sei stato programmato a ritenerti un'immagine distorta di ciò che in realtà sei nella parte più profonda di te stesso».
Tratto dal mio nuovo libro «IL SOFFIO DELLA COSCIENZA»
http://www.unitinelrisveglio.com/p/il-soffio-della-coscienza-libro.html

PS:  Siamo il cibo degli dei.
Sanno che molti di noi se ne son accorti e non vorranno di certo mollare la presa così facilmente perché senza un piatto così succulento ne morirebbero.

domenica 25 marzo 2012

Non posso aiutarti ad evadere ma posso suggerirti solo di farlo...


«C’è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l’esistenza. Finchè non sarà troppo tardi per farci qualcosa. E’ l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime … questo perchè vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ip-ip-urrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo. Brillate o chiamati impazziti … siamo solo scimmie, avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.» – dal film revolver 2005

Cosa voglio dire?
Che non sappiamo chi siamo. Vorrei tanto sentirmi spogliato da ogni cosa. 
Mi spoglierò del tutto rischiando anche di farmi dare della "zoccola Nuda", ma una volta levatomi di dosso ogni straccio, impregnato di paure, sarò capace di assaporare il profumo della libertà. Una libertà tanto ambito quanto sofferta e mascherata.
Siamo troppo immersi nella risposta emotiva di ciò che ci accade; e anche se ci accade all'esterno (situazioni di vita) in realtà tutto avviene al nostro interno. E ce ne possiamo accorgere dai nostri attaccamenti.
Niente e nessuno è tuo!
Il mio fidanzato, la mia auto, la mia casa, il mio pc, il mio lavoro, i miei figli, la mia vita... Ti possono esser portati via dall'esistenza anche adesso. Non sono tue proprietà. Il "mio" è solo dipendenza psichica/emotiva dovuta all'attaccamento di quell' "IO" (lungi dall'essere l'Essenza) che vive esclusivamente sul bisogno di sicurezza basato su ciò che gli da certezze.

«La mente non può sperimentare nulla di nuovo, è incapace di sperimentare qualcosa di nuovo, perchè il suo approccio passa sempre per la memoria, per il riconoscimento; è ciò che riconosciuto attraverso la memoria non è verità, creazione, realtà. Una mente simile non può fare esperienza della realtà: può solo sperimentare sensazioni, e la creazione non è una sensazione, la creazione è qualcosa di eternamente diverso, istante per istante».
-Jiddu Krishnamurti-

La società e la falsa scienza e cultura (falsa nell'accezione di deviata e impastata di credenze obbligate) ha reso inconsapevoli i propri "schiavi" anestetizzandoli con infinte credenze, paure e condizionamenti atti a programmare un burattino a rimanere tale anzichè invitarlo a trasformarsi in bambino.
Molti lo intuiscono e si credono impotenti, altri lo sanno e hanno paura di abbandonare la maschera, altri ne sono del tutto inconsapevoli.

Una mattina una signora mi passa accanto con tante buste della spesa dicendo ad alta voce:
«Siamo dei robot, siamo delle macchine».
Poi mentre cammino per strada vedo su un balcone una signora che parla alla sua vicina con in mano un libro sul quale son riuscito a leggere "SOGNI".
Infine mentre ero a spasso col cane c'era un'altro cane con la sua padrona che vedendo l'arrapamento della mia volpina che voleva ingropparsi la mia scarpa, mi dice:
«Vuole dominarti» (interpretata da me come "la tua parte animale, ego, sfidante").
Tutto è simbolico e la vita sa guidarti e darti segnali di risveglio se sai ascoltarli, ma chi vuol dormire non vorrà mai svegliarsi perchè non si rende conto di trovarsi in un labirinto chiuso nel quale gira e rigira ma sta sempre lì. Se una pecora nasce in un recinto di pecore dovrà esser capace da sola di accorgersi che se vuol essere davvero libera dovrà uscire di lì!

Concordo pienamente con la questione che ognuno è responsabile per le proprie azioni e che dare la colpa all'esterno è ormai stupido quanto inutile.
Il problema è che la gente si crede libera quando invece è schiava di un certo meccanismo interno e quando fa finta che non è così trova mille scuse, mille congetture compresa la storiella dell'amore universale.. Bisogna imparare a conoscersi pienamente e consapevolmente per poter conoscere anche l'universo.. ovvio sempre in relazione agli altri perche senza di loro non potremmo specchiarci di ciò che non riusciamo a vedere da soli.
Voglio ricordare a chi legge questo blog che questa non è una pagina che da contentini spirituali!
Quindi se vi atteggiate a gente spirituale con la caratteristica del falso buonismo o altruismo, o volete che ipotetici fratelli dello spazio, santoni o o guru volanti vengano a salvarvi questo luogo potrebbe dare molto fastidio alle vostre credenze e condizionamenti.
La vita non può essere divisa in "materiale" e "spirituale".
«Di giorno faccio le mie cose e la sera seguo i corsi spirituali per identificarmi in ruolo spirituale» ma che cazz significa?
La questione è che VIVIAMO LA VITA (come fosse una cosa a parte) E POI CI ATTEGGIAMO A GENTE SPIRITUALE.
Se si è venuto a creare un EGO SPIRITUALE allora si è ricaduti in un altro schema deviato di condizionamento e di "sonno".
LA TUA VITA E' IL PERCORSO!!
Se cercate palliativi e placebo momentanei perdete l'occasione di divenire davvero liberi. Fare una rivolta all'interno di una prigione solo per ottenere del cibo diverso o maggiore comfort non è una vera rivoluzione nè ribellione perché si rimane sempre prigionieri. Quindi continuate pure a lamentarvi per far abbassare il prezzo del carburante o per ottenere più posti di lavoro. Significa voler continuare a stare nella medesima condizione di illusoria libertà.

Nel mio nuovo libro c'è una scena in cui c'è un dialogo tra il protagonista e un altro prigioniero in una cella:
«E perché non hai informato tutti gli altri nelle le loro celle?» gli domando concitato «perché non avete organizzato una rivoluzione, una fuga di massa?»
«Ragazzo..» mi si avvicina naso a naso «forse non ti è ben chiaro un concetto.. se per un'intera vita ti è stata arredata la cella come la suite di un grand hotel, e per tutto il tempo non hai fatto altro che innaffiare i fiorellini al suo interno, anche quando la porta sarà aperta non uscirai perché sentirai di non averne bisogno; perché ti sembrerà più normale stare al calduccio tra quattro mura che ti danno l'illus
ione della libertà..»

In giro in questi ultimi tempi ormai i lupi travestiti da agnelli sono sempre più numerosi e si camuffano bene.
Molti "MEGALOMANI" agiscono peggio della TV...
ATTENTI.. state attenti! Vi state facendo distrarre troppo dai discorsi affascinanti, da belle parole cariche di magnetismo vampiresco, da abili personaggi che hanno bisogno solo di approvazione, considerazione ed energia e anche da coloro che fanno leva sulla vostra paura e senso di colpa.
A partire da individui che godono di una certa popolarità pubblica che fanno i saputelli sui complotti e che attirano la vostra curiosità e voglia di sapere (ma che alla fine non sanno un emerito cazzo nè esoterismo nè di evoluzione personale) e a finire con semplici persone della vostra vita comune come amici, fidanzati/e e/o parenti.
C'è chi lo fa a livello consapevole e cosciente ma anche chi è stato robotomizzato e programmato dalla nascita (cultura, società, ambiente famigliare) e pertanto vive energeticamente alle spese di altri.
Quindi anche noi potremmo rientrare tra questi attori (e in minima parte lo siamo tutti nelle nostre piccole storie di vita).
In ogni caso ricordate che chiedere consigli è pericoloso ma lo è di più darli.
«IO SO.. IO SO.. IO SO...»
Partite dal presupposto che non sapete un cazzo se non ciò che avete immagazzinato con la mente, accumulato dai libri, dagli altri con i loro ovvi condizionamenti ricevuti.
Il mondo vi specchia costantemente ciò che occorre che impariate nel percorso della Vita quale voi siete!
Ma pendere dalla bocca di altri solo perchè vi da un'identità di sicurezza si trasformerà prima o poi in un tormento perchè un giorno dovrete spogliarvi di tutti quei vestiti che avete accumulato sul vostro corpo e quella spazzatura di cui la mente ha approfittato per nutrirsi e crearsi castelli in aria di inutili e illusorie certezze.
Ex illuminati (che si definiscono ex adepti della tanto condannata massoneria) che fanno i sapientoni e i saputelli megalomani di sta cippa confondendo coloro che hanno solo sete di sapere e vogliono riempire la mente di false certezze perdendo di vista il vero punto della situazione di riscoperta del proprio essere..
Pur di nutrire un ego che vuole considerazione e attenzione smisurata e un pò di denaro derivante dalla vendita di un libro con titoli scenici e argomenti che fanno gola alle case editrici e pompano l'altra faccia della medaglia, fanno pendere dalle proprie labbra poveri inconsapevoli che non sanno un'altrettanta cippa né di esoterismo né di Alchimia.
Giudizio o non giudizio, le cose stano così.
Prima di idolatrare ex illuminati che etichettano anche una scorreggia come opera di "MASSONI", prima di mettere su un piedistallo coloro che si spacciano per detentori di verità, verificate che non vi portino a diventare proprio come loro, ossia dei «FULMINATI».
Non fatevi distrarre da altre nozioni o ipotetiche verità ( verità de chè??? ) che prima o poi vi perforeranno il piano mentale facendo entrare altra merda inutile. Iniziate a dirigere l'energia all'interno altrimenti STA CIPPA diverrà talmente grossa che sarete divorati dalla vostra stessa mente facendo il gioco di chi vuole esattamente il vostro stato inebetito di sonno perenne.
Tutti che fanno i buon temponi con la bandiera dell'amore e tanto FACEBOOK nelle loro vite.
Ma cosa cazzo stai a sbandierare pace, spicciolo altruismo patetico e amore universale quando dentro di te c'è una guerra di cui ignori persino il rumore dei bombardamenti?
«Il nemico più grande si nasconde nell'ultimo posto dove guardi»
-Giulio Cesare-
Abbiamo attraversato tante guerre tra bombe e spade.
Ma oggi siamo ancora in guerra apparentemente mascherata da eventi tragici a livello socio-economico.
E' una guerra invisibile all'interno di ognuno.
Pirandello disse che siamo tutti burattini sotto un cielo di carta.
Vogliamo diventare qualcuno o esser considerati come qualcosa di particolare o speciale solo perché abbiamo paura di guardare in faccia la verità: ossia che siamo nessuna cosa. Siamo il nulla. Siamo una sorta di vuoto che si riempie di qualcosa che da sempre esiste, ma che non riconosciamo come parte integrante e pura di noi e che prende forme infinite e impermanenti.
Abbiamo paura di scoprire che abbiamo sprecato un'intera vita nel raggiungere approvazione, considerazione e megalomania di una maschera destinata a staccarsi da un viso che temiamo di guardare.. Ed è proprio il nostro!
Io mi chiedo ma per cosa ti alzi al mattino?
Che significato, che motivo valido dai al fatto che esisti e alla tua vita?
Di una cosa mi son resto conto:
Accuso gli altri di ciò che non voglio vedere in me.
Mi turba e mi infastidisce perché è una battaglia persa in partenza in quanto è come se volessi costringere gli altri a cambiare per convincere me stesso e ottenere inutilmente una patetica approvazione che nutre un'ego morente.
Tutto questo mi fa incazzare dandomi l'illusione che siano esclusivamente gli altri delle teste di cazzo (anche se a dir la verità ce ne son parecchie) ma soprattutto perché mi ricorda che ho un conto in sospeso con me stesso.

«Qualunque cosa sia questo che sono, è infine carne, soffio vitale e principio dirigente. Getta via i libri, non ti far più distrarre: non è consentito. E invece, come se fossi a un passo dalla morte, disprezza la carne: coagulo di sangue, ossa, ordito intessuto di nervi, vene, intrico di arterie. Poi osserva anche quale sia la natura del tuo soffio vitale: vento, e neppure sempre lo stesso, ma un alito che, a ogni istante, viene emesso e riaspirato. Per terzo viene il principio dirigente. Qui rifletti: sei vecchio; non consentire più che questo principio sia schiavo, che come una marionetta sia manovrato da un impulso individualistico, che recrimini contro il destino presente o guardi con ansia quello futuro. » (Marco Aurelio - A sè stesso)

venerdì 24 febbraio 2012

I quattro accordi e il sogno del pianeta


Consiglio la lettura di questo libro...
I QUATTRO ACCORDI
Don Miguel Ruiz

:: Sintesi del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo.Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
I quattro accordi
Guida pratica alla libertà personale. Un libro di saggezza tolteca
Da non perdere
Prezzo € 7,57 (-15%)

1. Sii impeccabile con la parola:  La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni.  Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti.  Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda,  stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
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martedì 14 febbraio 2012

«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» nè genitori, nè psicologi, nè politici.. NESSUNO TRANNE TE!

Condizionati dalla nascita.. può essere un dramma ma può diventar anche la via per dire da soli a noi stessi: SVEGLIA!
ATTENZIONE ...non si può far questo , quello , quest'altro e quest'altro ancora... BLA BLA BLA... neanche le parolacce ???? CAZZO CAZZO VAFFANCULO... 
Siete troppo condizionati?? E' un vostro problema!!
Cercate che qualcuno vi salvi?? E' una vostra ILLUSIONE!!
Non si può bestemmiare DIO? [PORCO DIO hiihhiihhi]
Chi ha detto che esista e che stia lassù a fare il giudice..? E' un'altro vostro problema!
SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI SPOGLIATEVI!!!! GETTATE VIA LA SPAZZATURA!!!

L'ego si protegge attraverso i sistemi di credenze in cui si identifica per paura di perdere delle fanatiche certezze e divenendo, attraverso di esse, capace delle più atroci e impensabili azioni.
Guardate questa scena epocale ma molto reale del lavoratore medio:


C'è molta gente (purtroppo manovrata nel proprio subconscio dai media e dalla massa lamentosa schiava inconsapevolmente) che aspira a questo scenario credendolo un diritto e soprattutto confondendo un posto di lavoro per la vera libertà.
Se il vostro unico obiettivo è uno stipendio fisso, un posto di lavoro o la benzina a metà prezzo e dovesse accadere che finiamo come la Grecia, beh... 
sarete esattamente gli attori dello scenario che vi stanno obbligando a interpretare:
coloro che non hanno più un sogno..
E su questo palcoscenico costruito già da tempo tutti gli attori arriveranno a farsi la guerra uno contro l'altro perchè saranno stati convinti fino all'ultimo che l'essere umano non ha potere, che deve aver paura, che il nemico è dietro l'angolo, che siamo animali che devono solo nutrirsi, attaccare/difendersi e ingravidare per perpetuare la propria specie.
PAURA=TI AMMAZZO PRIMA CHE POSSA FARLO TU!
Babilonia is coming again...



 ATTENZIONE:
Se proprio non l'avete capito, stanno mettendo in scena uno spettacolo e non ci è stato detto che stiamo tutti recitando.. ci stanno dando l'ILLUSIONE della libera scelta di salire su di un palco quando in realtà ci siamo già saliti mentre dormivamo beati nelle nostre illusioni mentali, nelle nostre lamentele, nei nostri giudizi, nelle nostre giustificazioni, nelle nostre paure.
Stiamo per entrare in scena credendo che abbiamo scelto tramite un reale "libero arbitrio", in realtà mai posseduto consapevolmente.
Stiamo per iniziare una guerra nel nostro microcosmo personale e il sistema è contento di tutto questo perchè la moltitudine ne è INCONSAPEVOLE e agisce per istinto animale di difesa/attacco, nutrendo il sistema stesso con questo spreco di energia vitale. La paura farà nascere una pseudo-urgenza di qualcuno che ci salvi, e questo "lupo mascherato da agnellino" sta lì pronto per proporci la sua magnetica e illusoria proposta di salvezza (che sia politica o spirituale) che ci porterà su un altro ramo simile al precedente dove lo schiavo continuerà a credere di essere libero mentre invece cadrà con tutte le altre pecore che avranno seguito il resto della massa su quel ramo. Quando questo ramo sarà tagliato, molto probabilmente sarà troppo tardi per poter scendere..



 «S_V_E_G_L_I_A ! »


La questione è che diventi così abituato a determinati tipi di condizionamenti che inizi a ritenerli la tua propria natura scambiandoli per la verità!


Un tipico condizionamento esiste anche all'interno della famiglia per un figlio ad esempio:

 Ti senti come obbligato a rispettare un ruolo, un comportamento, un modo di fare che ti sta stretto che semplicemente non è TE perchè tu esprimi il tuo VERO ESSERE in altra maniera la quale temi possa dare "DISPIACERE" ai tuoi genitori.
Il tuo essere ribelle da adolescente verso di essi è stato nel tempo soffocato, aggiustato, modificato in quella specie di "ibrido-personaggio-attore" quale tu oraesprimi quando devi render conto (in qualsiasi ambito della tua vita) a loro.
Non riesci a metabolizzare l'effetto "SENSO DI COLPA" che scaturirebbe se dicessi ai tuoi genitori che ADESSO SEI ADULTO e che non hai bisogno della BALIA e che non ti è dovuto fare il "bravo figliuolo di 10 anni":
«SI PAPA, SI MAMMA, NON VI DELUDERO MAI...»
..solo perchè (come da prassi genitoriale) ti hanno magari aiutato e dato tutto ciò che potesse renderti felice.
Ma quando tu vuoi ribellarti e non ci riesci , seppellisci tutto e accumuli incessantemente reprimendo ogni tuo voler liberamente esprimerti.
Ma prima che la tua personalità costruita dia luogo ad un'esplosione (spesso non controllata) dovuta alla repressione inconscia di queste emozioni credo sia meglio se inizi ad accettare che devi spegnere quel senso di colpa fasullo ( a cui regali la tua energia vitale nutrendolo) e che ti è stato innestato dal comportamento EDU-CASTRATIVO genitoriale (a sua volta ricevuto e impartito dai propri genitori (sempre secondo gli usi e i costumi etico-sociali-culturali-religioisi).
SEI TU CHE DECIDI LA TUA VITA con o senza il loro consenso.
Ma non tutti son disposti ad abbandonare questa maschera che li lega a questa sofferenza che non è dell'ESSERE ma della personalità con tutti i suoi drammi.



ESSERE TE STESSO ti fa sentire non accettato?
E chi ti dice che hai bisogno della considerazione degli altri per esistere ed esprimerti?
RICORDA: 
Se altri esseri umani si aspettano qualcosa da te (in quanto sei loro amico o parente) solo perchè nelle loro fantasie si sono create INUTILI ASPETTATIVE o IMMAGINI IDEALIZZATE della figura a forma di colui che tu rappresenti nella loro vita, e vengono delusi solo perchè ami agire e pensare come meglio credi TU per TE e non come loro credono o vorrebbero, è un LORO PROBLEMA!
VIVI RISPETTANDO E CERCANDO DI ESSERE ONESTO SOPRATUTTO CON TE STESSO..il resto lo vedrai magicamente accadere sotto i tuoi occhi.
Essere se stessi ma in maniera consapevole.. per dar voce al proprio vero ESSERE in quanto siamo inconsapevolmente schiavi della MACCHINA BIOLOGICA (Claudio, Pierluigi, Mariangela, ecc.) che si esprime come conseguenza RE-ATTIVA della paura istintiva della morte, quindi in condizioni di attacco/difesa.
Occorre prendere coscienza che la maggiorparte delle nostre azioni sono in realtà re-azioni ad uno stimolo esterno per cui l'EGO si sente minacciato.
Ci si accorge quando è l'ESSERE ad esprimersi o è la MACCHINA ad entrare in "scena"..



Se sei identificato con la mente e con il suo vociare continuo (dialogo interiore dell'ego), e qualcuno ti insulta, ti arrabbierai perchè starà offendendo l'ego e quindi in questo caso anche te in quanto ti credi lui. Diciamo che la rabbia repressa che diventa RE-ATTIVA incontrollata, può esser dannosa nelle situazioni in cui scoppia senza un reale controllo. Un'azione voluta, fosse anche un vaffanculo o un "TOGLITI DI MEZZO", ci sta ma che non sia dettato da un'emozione indotta dall'esterno per una questione di MI SENTO OFFESO o HAI FERITO IL MIO ORGOGLIO.. Non vuol dire che non posso difendermi, anzi ..


«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero» tantomeno uno psicologo..
Il problema (se così si può chiamarlo) è che se ti affidi esasperato e disperato ad uno psicologo, che si crede tale solo perchè ha conseguito un 110 con lode grazie al suo applicarsi su dei libri obsoleti e obbligati dai PROF, ma del tutto inconsapevole della realtà ingannevole della mente, allora c'è il pericolo che potrai rischiare di impelagarti in un labirinto assurdo con tante e nessuna uscita allo stesso tempo.
Ma non è colpa dello psicologo, nè tua, ma dell'inconsapevolezza, della vostra coscienza addormentata. Il problema è che la psicologia (come altre pseudo-scienze e i loro circoli ricreativi edu-castranti chiamate università) è schiava del sistema.
Essa cerca soluzioni nell'incoscienza, nella mente ..
Non è un'accusa contro gli psicologici in quanto molti prendono la laurea giusto per il pezzo di carta (per praticare legalmente) ma poi sanno che occorre svegliare la propria coscienza, decondizionarsi tirandosi fuori dal sistema e dalle credenze indotte da quest'ultimo per poter davvero essere d'aiuto (innanzitutto a se stessi e poi al prossimo).
Ma se ti rivolgi speranzoso ad un tizio che è appena uscito dalla fucina edu-castrante universitaria (nonostante la sua buona volontà) credendo che un "dormiente" possa esserti d'aiuto, troverai forse qualche placebo provvisorio (o peggio un'altra prigione) perchè come disse qualcuno:
«Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero»
[Il concetto si estende ad ogni categoria e/o persona che crede di poter/dover aiutare il prossimo in un condizione di schiavismo di cui non è consapevole compresi i tanto amati guru o scuole para/spirituali/new age].



Tutti fanno a gara a spiegare a livello intellettuale o cosa sia l'amore cosa sia Dio..
Cosa ne sai o pretendi di sapere dell'amore, caro essere umano? Accetta che forse ne hai percepito un brivido eterico e fugace..
Non ne sai nulla..così come di Dio.. Lo hai ridotto ad una parola, ad una semplice etichetta intellettuale, una definizione schematica, logica o tutt'al più poetica per rendere meno patetico il tuo vagare disperato in cerca di un luogo spazio/temporale dove appiccicare il tuo concetto di amore o di Dio. Quando ne parli come un dotto in realtà lo stai solo sognando e disperatamente cercando chissàddove.. Quando il tuo sguardo brilla di luce propria, e non devi dare spiegazioni a nessuno per quel luccichío, allora stai vivendo entrambi nel tuo silenzio che saprà diventare una vibrazione divinamente radiosa e a volte accecante per chi ti vuole con sè nel suo smarrimento di assenza di Luce.
Sarai un faro maestoso e semplice che nel suo rumoroso silenzio indicherà che la nebbia non fa paura ma in un certo senso sprona a cercar quella Terra Promessa di cui tu adesso puoi esser testimone e con la tua umile e semplice presenza anche gli altri naviganti sapranno che possono diventar dei fari per illuminare finalmente la propria terra promessa!



Per quanto mi riguarda, non posso far dono di ciò che non possiedo.
Quindi eviterò di sbandierare la parola AMORE ai quattro venti solo per farmi belle le labbra.
Quando il vaso traboccherà d'acqua potrò donarla a chiunque abbia sete nei pressi di quel vaso.
Ma finchè sarà vuoto... saranno lungi da me l'altruismo, il falso buonismo e la solidarietà spicciola forzata da un'atteggiamento comune condizionato da una condotta ipocrita a sua volta dettata dalla maschera dell'APPARIRE e, peggio ancora, causata da uno stupido e inesistente senso di colpa creato e indotto dalle religioni, dalla società e dalla cultura edu-castrante.. ma soprattutto dai VUOTI INTERIORI che si finge di non vedere e pertanto li si riempie con illusioni esteriori.
Imparo ad amare poco alla volta, una persona alla volta.. iniziando da ME STESSO, continuando con un fratello, un'amico.. con la donna che un giorno potrebbe darmi un figlio.. e se ci riesco ad estenderlo ad ogni essere umano.
Ma che sia graduale, naturale, umile, spontaneo e sincero.

Sapere le cose non equivale a "conoscerle"...


sabato 11 febbraio 2012

I 6 sintomi dello "schiavo"


«Ecco perchè la gente vive dormendo, non c'è alcuna necessità di essere attenti e presenti: vi sono state date risposte prefabbricate da usare in ogni evenienza» OSHO 

Vi offro adesso 6 spunti di riflessione e di lavoro attraverso i quali noterete quanto siamo davvero succubi (o schiavi del sistema) e quanta energia regaliamo a "MATRIX".
I 6 sintomi dello "schiavo":
1] GIUDICARE (se stessi e gli altri)

2] LAMENTARSI ( a partire dal maltempo, dal traffico, dalla giornata storta e a finire con la crisi, il lavoro, il prezzo della benzina, ecc.) - (
La scuola, l'università, la televisione, la famiglia, creano vittime che si lamenteranno tutta la vita. )

3] ACCUSARE IL MONDO ESTERNO (ritenersi VITTIMA)

4] CORREGGERE GLI ALTRI (obbligarli a pensare o a fare ciò che soggettivamente si ritiene "GIUSTO/SBAGLIATO")

5] GIUSTIFICARSI (cercando di apparire anzichè ESSERE)

6] DESIDERARE LA CONSIDERAZIONE, L'APPROVAZIONE E L'ATTENZIONE ALTRUI.

Un settimo sintomo ci starebbe come la ciliegina sulla torta...VIVERE NELL'ILLUSIONE DI ESSERE LIBERI...
 
Stai giocando a nascondino con te stesso.. 

Purtroppo stiamo confondendo la parola RISVEGLIO (o il dire "SVEGLIA" a chi è inconsapevole di essere "schiavo" - parola di cui approfondiremo in seguito il significato) con la troppa porcheria spirituale presente in giro (dovuta ai mercanti addormentatori di coloro che sono assetati di conoscenza) e con la conseguente/parallela corrente complottista (che fa il gioco del sistema stesso senza che se ne renda conto)!
Un prigioniero non può liberare un altro prigioniero nè tantomeno insegnargli la libertà!
Chi si crede libero è più schiavo di chi non sa di esserlo.
Per citare qualcuno che lo disse prima di me:
«Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo» [Goethe]
Il treno che viaggiava sul binario della nostra esistenza è stato deviato, attraverso i condizionamenti ricevuti, in direzione di una personalità e di un ego che non solo non rispecchiano ciò che siamo realmente ma innescano una serie di meccanismi che hanno la loro manifestazione in un dialogo interno incessante, CREANDO UNA PRIGIONE PER LA NOSTRA MENTE e per il nostro Essere.
Questo ci porta a fare scelte e ad attuare gesti tesi ad occultare costantemente la nostra vera natura, producendo comportamenti che sono il solo frutto di un rapporto con noi stessi a dir poco nullo.
Ci disegniamo sempre come vittime delle situazioni ("sto antipatico a tutti", "il capo mi odia", "i miei figli non mi rispettano", "mia moglie\marito mi tradisce perché non mi ama abbastanza", "faccio un lavoro da schifo ma mi merito di più" e via dicendo) non capendo che l'unico motivo per cui le cose ci accadono è perché NOI vogliamo che ci accadano non facendo nulla per evitarle. Partendo dalla salute fino ad arrivare ai rapporti umani.
Non siamo più padroni della nostra vita perché siamo abituati ad andare con il pilota automatico, perché ci fa comodo, perché ci deresponsabilizza.



RIcorda:
 Se ti polarizzi (dando la tua energia) su un qualcosa, stai inevitabilmente costruendo il suo opposto.
CENTRO DI GRAVITA PERMANENTE dice Battiato.. In ogni caso è sempre (per me) scontato ( o quasi ) che li dove va l'attenzione va l'energia e quindi c'è una gran percentuale di probabilità che le cose che magari non desiderate perche vi fannopaura, in realtà accadano proprio perche date loro troppa importanza ed energia. In ogni caso è la troppa importanza e la polarizzazione esclusiva su di un aspetto (positivo/negativo) che manifesta anche il suo opposto. Molti la chiamano anche legge di compensazione.
Questa purtroppo non è la realtà, o meglio, è la realtà ma non abbiamo gli strumenti per capirla finché restiamo ancorati allo stato d'animo comune, che ci vuole tristi, timorosi, diffidenti ed arrabbiati.


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 «L'ego ha coscienza di sé? Quando noi tentiamo di disidentificarci da esso, lui reagisce come fosse un robot con schemi d'azione adatti al momento, ottenuti nel corso della vita oppure diciamo, Pensa?!»


L'ego non ha coscienza di sè è un software,un programma il cui database è fornito da pensieri collettivi,tanti files che puoi introdurre e estrarre nella coscienza. Quando elimini il software , il computer diventa cosciente, la macchina diventa umana.
L'amore è cosciente.. noi siamo amore.. noi siamo assenza di morte.. la paura è inconsapevole. Quindi la mente è inconsapevole.. è solo un'illusione. Questo ci dà una motivazione in più, una spinta fortissima nel volerlo disintegrare! Non è reale.
Si potrebbe considerare 'ego' tutto ciò che riguarda la personalità messa su da credenze, forme-pensiero, pensieri collettivi, ambizioni e aspettative, giudizi che ci impediscono di vedere la realtà così com'è senza che sia mediata dalla mente. Se tu consideri il tuo 'ego' ovvero il tuo dialogo interiore e i tuoi condizionamenti come amici non la vediamo alla stessa maniera.. La consapevolezza c'è dove non c'è ego.. quando l'ego e quindi i condizionamenti svaniscono esce il tuo vero essere la tua vera identità avvenuta dopo la morte dei tuoi io fittizi e psicologici..
Non è un nemico.. non è nulla. E' un'illusione da sciogliere, semplicemente. E' uno schema logico e razionale soggettivo che è distante anni luce dalla verità di chi siamo e cosa possiamo fare.. non è un nemico. Lo consideri un nemico quando capisci che ne sei schiavo. Con il tempo, quando te ne liberi o cominci a farlo, capisci semplicemente che si trattava di files da estrarre per ridare vitalità all'essere.. 
 Relazioni reali con le persone le hai quando sei totalmente libero dai vincoli della personalità.. perchè quando non c'è la personalità c'è la coscienza ed è lì che si parla di unicità! Ognuno di noi è unico e non è uguale all'altro. Esce la vera essenza di una persona.. quando invece emerge l'ego.. bè, l'ego ci omologa tutti quanti. Tutti uguali con gli stessi pensieri che non superano i limiti della ragione.. ma c'è molto di più aldilà della paura.
 (Ayesha Cathelan)

TRATTO DAL LIBRO 
 «IL SOFFIO DELLA COSCIENZA»

sabato 31 dicembre 2011

La libertà è una scelta consapevole frutto di una vera AZIONE ANIMICA

Considerando che do per scontato che chi legge questo blog e affronta questi argomenti, abbia quantomeno un bagaglio interiore di consapevolezza in più rispetto a coloro che basano la loro vita sulla lamentela, l'accusa, il giudizio ostinato, la rassegnazione e il vittimismo da spettatore classico di uno show (telegiornale), allora posso esprimere la mia ennesima considerazione su ciò che riguarda i rapporti umani, la propria libertà (parola troppo abusata e fraintesa) e l'amor proprio in quella che è la creazione del proprio mondo, della propria realtà/evoluzione personale.
Nel mio libro DIALOGO CON L'ANIMA narro:
"Spesso la prova più difficile è quella di comprendere se stessi attraverso gli altri.

Ci viene spesso chiesto di capire qualcun altro che ci vive accanto. 
Spesso la prova più difficile è quella di comprendere se stessi attraverso gli altri,
ma non chiunque. 
Ma le persone che più amiamo, che fanno parte di noi da sempre. 
La nostra famiglia, i nostri genitori, i nostri figli, la nostra anima gemella.
Ci viene chiesto di capire gli altri
forse perché non siamo capaci di capire davvero noi stessi. 
E coloro che amiamo, coloro con cui abbiamo un filo comune sono lì
perché l’amore implica anche degli ostacoli
per poter essere davvero fatto proprio nella sua più pura essenza.
Bisogna avere coraggio di essere se stessi senza paura di ferire nessuno
perché in realtà stiamo solo ferendo noi stessi.
Nell’altro e nelle situazioni in cui ci ritroviamo, vediamo solo riflesse quelle stesse sofferenze che non vogliamo vedere in noi proprio perchè ci appartengono,
sono dentro di noi senza esclusioni di colpi."


E' spesso dura accettare questo soprattutto quando accusiamo gli altri del nostro NON SENTIRCI LIBERI!
Ma sappi, caro amico, che  c'è una tua fantasia che vorresti si realizzasse affinchè tu possa sentirti piu libero.. ossia che gli altri cambino.. ma purtroppo sai che questo non è affar tuo perche forse gli altri non potranno mai cambiare se non nella misura in cui possono prendere consapevolezza del loro mondo interiore e portare alla luce le loro piccole verità prendendo coscienza che si deve andare avanti e che ci si deve concentrare su se stessi sempre e comunque.
Sai bene che continuare a pensare e fare le stesse cose si otterranno sempre e solo gli stessi risultati.
 Noi , a questo punto del nostro cammino, lo sappiamo e di questo ne dobbiamo esser grati.
E soprattutto sappiamo che possiamo anche cambiare le nostre azioni per cambiare magari il risultato (senza aspettative ovviamente) ma la cosa piu stupenda che abbiamo appreso in questo cammino è che dobbiamo cambiare le nostre convinzioni; accettare, trasformare e sciogliere le nostre paure.
Tu desideri che gli altri (magari coloro che accusi della tua prigionia) ti lascino stare; continui a dire che non ti lasceranno mai stare ma sai bene che non è il loro problema che ti da fastidio e che ti crea ansie e dolori interni, ma è il tuo problema personale con la situazione che inevitabilmente si è creata.
A te deve interessare come risolverlo (accettandolo e trasformandolo) al tuo interno!
Puoi benissimo comunicare ed esprimere ciò che è dentro di te e constatare se chi hai di fronte abbia RECEPITO il messaggio (fidati che spesso la gente fa finta di non capire per paura della verità che gli viene sbattuta in faccia) ma la sua personalità, la sua evoluzione in questo stadio del suo percorso e la sua bassa consapevolezza non gli permettono di risolvere nel modo che tu vorresti..Chi hai di fronte ha le sue modalità e i tempi giusti per se stesso.
Ora tocca però che comprendi nel profondo del tuo cuore (tale da comunicarlo alla mente) che la tua libertà non dipende dagli altri.
 Hai già fatto la tua scelta... SEI LIBERO! Stai cercando (per ovvia paura) di usare tutti i metodi possibili per convincere chi ti circonda.. ma sai, in realtà, chi stai cercando di convincere?? TE STESSO!!
Non ci credi abbastanza!
Hai scelto la libertà e nemmeno tu ci credi e allora ti aggrappi ancora un pò alla tua paura ( che tua non è!) per poter manifestare all'esterno parole e atteggiamenti e azioni che ti possano portare a crederci davvero!
Lasciati alle spalle la DISTORTA CONVINZIONE che gli altri ti impediscono la tua libertà.
Dentro di te smettila di temere che ti possano togliere qualcosa.. Basta pensare che il meccanismo che gli altri usano (immaginalo da un punto di vista duale) è lo stesso dei MEDIA: "io ti metto paura e ti costringo a pensare che mi devi combattere con le armi della RESISTENZA scappando e temendomi"..
Se non temi il nuovo ordine mondiale allora fatti due calcoli e scoprirai che non temi nemmeno gli altri ( i tuoi demoni, le tue paure fatte di persone e situazioni) perchè sono proprio queste persone con cui sei in "astio"  il tuo personale NUOVO ORDINE MONDIALE...
 (come in alto cosi in basso...)
Smettila di giudicarti, di giudicare che tu sei la causa della sofferenza degli altri solo perchè hai scelto la libertà e loro non ci son riusciti!
Lo so che non è facile ma loro rappresentano la tua parte vecchia, il tuo vecchio paradigma di esistenza, il tuo ego che ti urla disperato di non andare...
E siccome sai che l'ego è dentro di te.. accettalo dentro di te e lascia che si dissolva da solo irradiato dalla LUCE quale tu sei!
Tu sei ANIMA.. esso s'inchina a LEI 

domenica 4 dicembre 2011

VIVERE QUI E ORA. IL POTERE DELL'ADESSO

Un grande risvegliato dei nostri tempi è di sicuro Eckarth Tolle.

In maniera molto semplificata e chiara infatti egli spiega che 


E' la nostra mente a causare i nostri problemi, non le altre persone, non "il mondo esterno".E' la nostra mente, con il suo flusso di pensieri pressoché costante, che pensa al passato e si preoccupa del futuro. Noi commettiamo il grave errore di identificarci con la nostra mente, pensando che questa sia la nostra identità, mentre in realtà noi siamo esseri ben più grandi.


Per intraprendere il viaggio nel Potere di Adesso abbiamo bisogno di lasciare da parte la nostra mente ed il falso sé che questa ha creato: l'ego. Sebbene il viaggio sia pieno di sfide, Eckhart Tolle ci guida con un linguaggio semplice, nella forma di domande e risposte. Le indicazioni sono le parole stesse. 

Per molti di noi, lungo la via, vi sono nuove scoperte da fare: noi non siamo la nostra mente. Possiamo trovare l'uscita dal dolore psicologico. L'autentico potere umano si trova arrendendosi all'Adesso. 
Scopriamo anche che il corpo è in effetti una delle chiavi per entrare in uno stato di pace interiore, così come lo sono il silenzio e lo spazio intorno a noi. Infatti l'accesso è disponibile ovunque. I punti di accesso, o portali, possono tutti essere usati per portarci nell'Adesso dove i problemi non esistono. E' qui che troviamo la nostra gioia e che siamo capaci di abbracciare il nostro vero sé. E' qui che scopriamo che siamo già completi e perfetti.

Molti di noi troveranno l'ostacolo maggiore a questa realizzazione nelle relazioni, specialmente le nostre relazioni intime. Ma siamo ancora in un territorio nuovo dove tutto non è più quello che sembrava. Giungiamo a vedere che le nostre relazioni sono altro passaggio verso l'illuminazione spirituale se le usiamo saggiamente, per diventare più consapevoli e più amorevoli. 
Il risultato? Una reale comunione fra noi stessi e gli altri.

Se sei in grado di essere totalmente presente, facendo ogni passo nell’Adesso, se sei capace di sentire la realtà di cose tali come “il corpo interiore”, l’”arrendersi”, il “perdono” ed il “non manifestato”, allora ti aprirai all’esperienza di trasformare il potere di Adesso.

Tu non sei la tua mente!
La consapevolezza è la via d'uscita dal dolore.


Ecco anche un esempio di quanto egli dice attraverso le parole di questa scena del film
 "La Forza Del Campione"




Il seguente articolo è tratto dal blog

http://creativpower.piuchepuoi.it/14/vivere-qui-e-ora/


Vivere qui e ora

Vivere qui e ora rappresenta la chiave per una vita attiva, poiché solamente in questo preciso istante possiamo fare qualcosa e quindi essere attivi.
Probabilmente potremmo esserlo anche domani, ma non possiamo averne la certezza e se continuiamo a ripeterci che agiremo domani non ci attiveremo mai. L’unico istante che conta è esattamente ora.


Vivere una vita piena
Chi riesce a vivere l’attimo presente esperisce la piena realizzazione ed è realmente nel proprio Sé, quindi pienamente se stesso e completamente presente.
Pensate ai momenti preziosi e indimenticabili nei quali siete centrati: di quali momenti si tratta?


Il tempo è un illusione – la realtà è solamente nell’istante presente
Il tempo costituisce qualcosa di molto particolare. Ci riesce molto più facile vivere in un tempo che non c’è piuttosto che nel qui e ora.
La maggior parte di noi, ad esempio, vive la propria giornata scandita dall’orologio. Lo tiene costantemente sott’occhio ed è sempre altrove: “Tra 5 minuti arriva l’autobus. Oggi a mezzogiorno devo parlare con il signor Rossi. Venerdì devo prenotare un viaggio. La prossima settimana viene a trovarmi mia sorella…”
Con il pensiero, quindi, siamo ovunque eccetto che in noi stessi. E la cosa più paradossale è che non sappiamo se per noi ci sarà un dopo, un domani o il mese prossimo.
Reale e tangibile è infatti solamente l’istante che stiamo vivendo.


Vivere il momento presente non significa dimenticare il domani
Queste considerazioni potranno apparire provocatorie e si obbietterà che dobbiamo pur pianificare, guadagnare del denaro per vivere e poter raggiungere degli obiettivi…; certo è importante.
Vivere qui e ora non significa infatti scordarsi completamente del domani: come sempre la verità sta nel mezzo.


E’ una questione di consapevolezza…
Si tratta sostanzialmente di rendersi consapevoli del fatto di essere qui ed ora, indipendentemente da ciò che stiamo facendo o di dove ci troviamo.
Se mangiamo, mangiamo. Se corriamo, corriamo. Se abbiamo dolori, soffriamo. E se siamo felici, allora siamo felici.
Seguendo questo principio saremo in grado di accettare qualunque cosa ci accada.
Diciamo semplicemente “Sì” all’esperienza che stiamo facendo -  nel momento in cui lo facciamo, rimaniamo nel presente, completamente. Ora possiamo decidere consapevolmente cosa fare.


Riconoscere le possibilità d’azione
  


Per riuscirci, dobbiamo essere centrati su noi stessi e presenti in quest’istante.
Solo così saremo in grado di distinguere che cosa possiamo fare e cosa no.
Vivere qui e ora è un principio filosofico, ma si tratta in definitiva della nostra vita pratica. Possiamo quindi:

·            rallegrarci di cuore se ve ne è motivo;
·            amare senza riserve se abbiamo trovato la persona giusta;
·            ridere di gusto se qualcosa ci diverte;
·            dare spazio al sentimento del dolore quando dobbiamo separarci da qualcosa o qualcuno;
·            essere concentrati su ciò che stiamo facendo quando dobbiamo svolgere un compito;
·            aiutare qualcuno se sta nelle nostre possibilità;
·            sfruttare le occasioni che si presentano e molto altro ancora.


Tre step per vivere il momento presente:
 1 – Evitare di vivere nel passato
Tutti ne abbiamo fatto in qualche modo esperienza. Pensiamo a cose passate che secondo noi sono rimaste inconcluse. I nostri pensieri tornano ripetutamente indietro nel tempo per produrre pensieri del tipo: “se solo avessi… fatto…” oppure ci sentiamo colpevoli per qualcosa che non possiamo più cambiare. Ma ciò che è stato è stato: il passato è irrimediabilmente trascorso e non lo possiamo cambiare, neppure in minima parte.

Qui e ora possiamo però:

·               imparare dal passato
·               perdonare noi stessi e gli altri
·               chiudere con i fantasmi del passato
·               sentirci ricchi e soddisfatti per ciò che nel passato abbiamo fatto,
                 vissuto e imparato.

Quindi non affliggiamoci per cose che non possiamo più cambiare. E’ energia sprecata. Chiudiamo con il passato e portiamo con noi nel nostro presente tutto ciò che è stato positivo. Ogni tanto possiamo guardare indietro con riconoscenza e gioia ma senza soffermarci: non è l’ieri ma bensì l’oggi che ha bisogno di noi!


2 - Evitare di vivere nel futuro

Anche chi si focalizza costantemente sul futuro non vive nel presente.
Chi guarda troppo avanti tende continuamente a preoccuparsi e a pensare: “che cosa farò se succede questo o quell’altro?” oppure proietta la vita e la gioia nel futuro: “quando avrò abbastanza soldi sarò felice. Quando i miei figli saranno abbastanza cresciuti farò questo o quello.”
In entrambe i casi si ritrova a non godersi la vita adesso. Nessuno può sapere quel che sarà domani e coloro che vogliono “tenere in serbo” la propria vita, dimenticano che potrebbero non arrivarci…

E’ pur vero che di tanto in tanto è importante guardare al futuro per dare una certa impostazione al proprio percorso e decidere in quale direzione andare. Porsi degli obiettivi personali è un passo molto importante per vivere in modo consapevole ed apprezzabile (si legga a tal proposito gli articoli precedenti ma, non appena ci è chiaro che cosa desideriamo è importante ritornare dalla visione del futuro per vivere nel presente – perché solo nel momento che stiamo vivendo possiamo fare qualcosa per raggiungere i nostri obiettivi.


3 - Vivere nel presente

Non vivere quindi nel passato e neppure nel futuro: vivere oggi, vivere ora!  “Inspirare” la vita e cercare di percepire con tutti i nostri sensi cosa vuol dire vivere adesso.

Vivere in un modo che ci impedisca di dover rimpiangere qualcosa di intentato qualora l’indomani la nostra vita fosse giunta al termine. Realizziamo i nostri sogni e concludiamo ciò che è in sospeso.
Viviamo l’oggi dopo aver fatto pace con il nostro passato e facciamo tesoro di ogni esperienza.
Assaporiamo quello che è ora e prendiamo coscienza di ogni opportunità che la vita ci offre.
Cogliamo in ogni esperienza il lato positivo.
Gustiamo la vita, ogni minuto, ogni secondo.


Affermazioni utili per una vita “qui e ora”
Le affermazioni sono frasi che possiamo indirizzarci per motivarci in modo positivo.
Possiamo scrivere queste affermazioni su un foglietto per darvi un occhiata di tanto in tanto, oppure ripeterle mentalmente.

La mia vita si svolge adesso, esattamente in questo secondo – ed è sempre diversa.

Vivo qui e ora consapevolmente.

Sono completamente consapevole della mia vita – percepisco questo istante con tutti i miei sensi.

Uso il tempo che ho per vivere la mia vita. Il tempo di cui dispongo è sempre adesso.

Adesso è il momento di vivere. Ora agisco e faccio qualcosa per me. Solo questo momento conta.


Consiglio di lettura:

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