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domenica 2 gennaio 2011

L'EDU-CASTRAZIONE di oggi:STUDIA E DIVENTA UNO SCHIAVO!

Il curriculum del disonore

Non insegnate ai vostri figli come si compila un curriculum.
Il condottiero non cerca lavoro, lo crea.
I giovani d'oggi vengono istruiti a essere schiavi, dipendenti, mendicanti... non leader. La scuola secondaria e quella universitaria non sono scuole di leader, bensì di servi. 
Un’importante distinzione fra IMPRENDITORE e DIPENDENTE, perché si tratta di due livelli di coscienza ben precisi, di due atteggiamenti verso la vita, due modi di percepire il mondo. Ebbene, le scuole pubbliche danno per scontato che tu un giorno voglia diventare un dipendente, con lo stipendio sicuro, la pensione e, soprattutto, senza responsabilità.

Dopo l'università – fucina di DIPENDENTI psicologici – un giovane trascorre la sua vita a mendicare lavoro da qualcuno. Non avendo un SOGNO in cui credere, è destinato a seguire chi ce l’ha. Prima proverà l’ansia del dover trovare lavoro, del dover piacere a un selezionatore del personale, poi la paura di perderlo, di non piacere più all’azienda per cui lavora. Gli verrà insegnato a scrivere correttamente un curriculum, come una puttana che si trucca per piacere al suo cliente. Non insegnate ai vostri figli come scrivere un curriculum – non calpestate fino a tal punto la loro dignità – piuttosto insegnate loro a inseguire un SOGNO, a provare PASSIONE per qualcosa. Insegnate loro a creare il nuovo, anziché farsi assumere in un’azienda creata da qualcun altro.
Saper scrivere il proprio curriculum significa specializzarsi nell'arte della prostituzione.

Prostituirsi nel mondo del lavoro è divenuto la norma. Nessuno si scandalizza più del fatto che i giovani non abbiano SOGNI e il loro scopo sia trovare un lavoro – e uno vale l’altro, come i clienti per le puttane – purché fornisca loro dei soldi da spendere il sabato sera, o nelle vacanze estive. Mi va anche bene fare un lavoro dove non c’è creatività, non c’è fantasia, non c’è soddisfazione per il risultato ottenuto... purché a fine mese abbia lo stipendio sicuro, possa mantenere la famiglia e pagare il mutuo! Questa è la psicologia del dipendente. E non c’entra quanto uno guadagna o quale sia la sua posizione gerarchica, perché ci sono anche ministri, manager e amministratori delegati con una psicologia da dipendenti!

Dall’altra parte ci sono operai e segretarie con una psicologia da imprenditori, ma sono persone che a breve termine lasceranno il loro posto di lavoro per realizzare un SOGNO, per gettarsi nel mondo, per essere seguiti anziché continuare a seguire.

NON DUCOR DUCO (=non vengo condotto, conduco) è il loro motto.
[Salvatore Brizzi]
Il discorso sul curriculum è molto più ampio di quanto possa sembrare a un primo sguardo. Cosa intendo per "scrivere curriculum"? Non mi riferisco all'atto in sé, ma al significato che spesso accompagna quest'atto: non sto creando un lavoro ma lo cerco da qualcun altro e mentre scrivo pongo l'accento sul riuscire a piacergli. La mentalità del curriculum inizia già a scuola, scelgo la facoltà che "farà curriculum", che mi darà maggiori possibilità di trovare lavoro, il master che "farà curriculum" e così via...
Se una persona segue la sua passione, il suo sogno, il fatto che poi scriva o meno il curriculum sul piano materiale, non è più così importante, perché è cmnque uscita dal giro della prostituzione: il vivere per piacere alla società e per soddisfare i suoi bisogni.


6 commenti:

  1. Complimenti Clà! Sei un grande ;) Continua così!

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  2. Sono completamente d'accordo. Non l'avevo mai vista sotto questo aspetto.
    Illuminante, grazie!

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  3. Buonasera.
    Il tuo ragionamenteo non fa una grinza,ma mi sembra molto dettato da chi nel bene o nel maleproblemi di portare a cas la pagnotta non ne ha.
    Giustamente dici di credere nei sogni e va bene,ma qui in questo paese l'avere sogni non sfama.
    Parlo per esperienza personale;ho provato più volte a cambiare lavoro per avere qualcosa di meglio e adesso con 10 mestieri più o meno differenti,mi viene detto che non sono "stabile " e quindi poco affidabile.
    Mi viene detto in agenzia che a 43 anni sono vecchio per cercare lavoro e che non riesco a trovarlo perchè non ho continuità lavorativa (un po kafkiano non trovi,non trovare un lavoro perchè non lavori?),mi viene detto che che 1100 euro al mese sono troppi per uno che ha 20 anni di mestiere alle spalle.
    Intanto dipendo dallo stipendio di mia moglie e mi sento una merda,quando devo dire ai miei figli di studiare per avere un avvenire migliore.
    E se mi rinfacciano il mio di futuro?
    Scusa lo sfogo.

    Alessandro

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  4. Salve a tutti, ho letto il commento di Alessandro e volevo dargli un imput per spostare il suo punto di vista (anche se so quanto possa sembrare inutile e difficile).

    Le cose accadono, nella vita abbiamo sempre dei problemi e delle prove da superare, momenti in cui ci sembra di avere una corda al collo che più noi tentiamo di togliere, più stringe la presa. Quello che vorrei umilmente proporti di fare è cambiare il tuo modo di reagire davanti a queste situazioni che, inevitabilmente, ci si presentano.
    Ora sei in una fase di "stagno", se così possiamo chiamarlo. Sei senza lavoro, più lo cerchi e più, essendo in ansia di trovarlo per esigenze che hai condiviso con noi, non trovandolo, ti preoccupi. Ma la situazione non cambierà se tu continui ad incrementare il tuo stato d'ansia.
    Quello che puoi fare ora è dare tempo al tempo, approfittando di questo momento per trasmettere qualcosa di diverso ai tuoi figli.
    Quello che puoi provare a fare è capire che la nostra situazione sociale, lavorativa, matrimoniale è soggetta alle "correnti" che a volte soffiano a nostro favore, mentre altre volte ci arrivano come un vento gelido e tagliente in faccia. Ma noi dobbiamo poter fare di noi stessi il centro del nostro equilibrio emotivo, per poter essere saldi e forti anche in questi momenti, dandogli l'importanza che hanno, ma non permettendogli di sconvolgerci interiormente e stravolgere tutte le altre facce della nostra vita (quali vita matrimoniale, rapporto con noi stessi e gli altri). Ti ricordi la famosa canzone di Battiato: "cerco un centro di gravità permanente"? Il significato che voleva comunicare in questo testo era proprio questo.
    Io personalmente considero questi momenti come sfide che ci troviamo ad affrontare per poter fortificare il nostro essere e progredire nella nostra evoluzione interiore. Sono come delle occasioni per poter crescere, occasioni che anche noi contribuiamo a creare, attraverso le nostre scelte, giorno dopo giorno.
    Per questo credo che ogni difficoltà che ci arriva è sempre proporzionata alla nostra capacità di affrontarla.
    Spero di averti aperto uno spiraglio da un punto di vista diverso dal tuo.

    Un abbraccio a tutti,
    Daniela

    RispondiElimina
  5. Ciao,
    se posso permettermi di darti del tu.
    In caso contrario ti prego di farmelo sapere per tempo ...
    Conosco benissimo questa teoria,ed è vero che al momento potrei considerarla una sfida,questa situazione.
    Scusa l'amarezza messa in quel commento ma ogni tanto ci si trova con l'opbbiettivo a 3 cm dalla punta delle dita e ti accorgi che c'è uno spesso cristallo a prova di testata termo nucleare che ti separa.
    Un po frestrante non trovi?

    RispondiElimina
  6. bello , come dici tu i sogni possono persistere anche all'infuori dell'ambito lavorativo e credimi sopravvivono quelli che vengono dal cuore non quelli di arrivismo e ambizione come li chiami tu da leader! Il perchè ti dico questo, è perchè credo che nel nostro cuore ci siano sogni inviolabili da forze esterne che non condizionano la nostra esistenza materiale proprio perchè nel nostro cuore regnano in eterno!E' cmq giusto lottare per migliorare il proprio posto nella società.
    Spero di essermi fatta capire bene un abbraccio con il cuore

    RispondiElimina

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